9 marzo 2010
Non è vero che Mani Pulite non sia servita a nulla.
L’avv. Carlo Federico Grosso (“Il Fatto” 18 febbraio 2010), commentando i dato della relazione del Presidente della Corte dei Conti (+ 229% denunce per corruzione, +153% per concussione ecc.) ricava la sconsolata morale che “Mani Pulite non è servita a nulla” perchè la corruzione continua.
Non siamo d’accordo. “Mani Pulite” ha raggiunto il suo scopo che, però, non era e non poteva essere quello di combattere la corruzione, compito che non spetta al giudice. Questa visione è il prodotto di una ideologia irrazionale nata nel periodo del terrorismo, quando la stampa dipingeva giudici con l’elmetto in prima linea nella lotta al terrorismo, poi il clichet venne ripetuto per le inchieste di Mafia e dopo ancora per quelle sulla corruzione politica. Ma si dimentica che, in uno Stato di Diritto, un magistrato non ha il compito di combattere terrorismo, mafia e corruzione, ma stabilire se quel determinato cittadino abbia compiuto reati di terrorismo, mafia o corruzione. Punto e basta.
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6 marzo 2010
Carnevale delle liste: sempre peggio.
Avevamo visto giusto quando qualche giorno fa prevedemmo l’escamotage della norma interpretativa, per far riammettere le candidature Pdl di Lazio e Lombardia, ed avevamo detto che si trattava di una soluzione al limite estremo dell’ammissibilità (“siamo alla frutta, anzi all’ammazzacaffè” avevamo detto).
Quello che non avevamo previsto era che il Governo riuscisse a fare di peggio, facendo del grimaldello “interpretativo” un semi-colpo di Stato.
Spieghiamoci meglio. Il “Decreto legge 5 marzo 2010 recante interpretazione autentica di disposizioni del procedimento elettorale e relativa disciplina di attuazione” (di cui trovate qui nel sito il testo originale ed integrale) è criticabile per due aspetti:
1- è incostituzionale perchè è un decreto legge che interviene in materia elettorale
2- va molto al di là dei limiti di un intervento interpretativo e, di fatto, innova le norme.
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6 marzo 2010
Decreto legge recante interpretazione autentica di disposizioni del procedimento elettorale e relativa disciplina di attuazione.
ARTICOLO 1
Interpretazione autentica
degli articoli 9 e 10 della legge
17 febbraio 1968 n. 108
1.Il primo comma dell’articolo 9 della legge 17 febbraio 1968, n. 108, si interpreta nel senso che il rispetto dei termini orari di presentazioni delle liste si considera assolto quando, entro gli stessi, i delegati incaricati della presentazione delle liste muniti della prescritta documentazione hanno fatto ingresso nei locali del Tribunale o della Corte d’appello. La presenza entro il termine di legge nei locali del Tribunale o della Corte d’appello dei delegati può essere provata con ogni mezzo idoneo.
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5 marzo 2010
Ma perchè non si riesce a domare il fenomeno della corruzione politica?
In questi giorni cade il 18° anniversario dell’apertura di “Mani Pulite” ed il quadro generale è semplicemente desolante: la pianta della corruzione –che quella mega inchiesta avrebbe dovuto sradicare una volta per tutte- è più rigogliosa che mai. Non sto a fare l’elenco degli ultimi casi, che, peraltro seguono ad una serie infinita ed ininterrotta. Insomma diciamocelo: Mani Pulite ha fatto fuori una classe politica ma quella che è venuta ha ripreso le vecchie care abitudini senza perdere un secondo. La corruzione non si è mai arrestata.
E si è iniziato a discutere del perchè.
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2 marzo 2010
Il Carnevale delle liste.
Al momento in cui scriviamo (2 marzo) non è affatto chiaro come finirà la questione delle liste respinte dagli uffici elettorali circoscrizionali ( Pdl Roma e Lombardia, radicali e verdi in altri centri), però possiamo già fare delle considerazioni che vanno al di là dell’eventuale riammissione.
Innanzitutto, perchè? E ci sembra che ci siano sostanzialmente tre ragioni:
a- in nessun paese del Mondo ci sono 6 diversi sistemi elettorali, uno per ciascun livello istituzionale (comune, regione, provincia, Camera, Senato e Parlamento europeo) con differenze a volte decisive, a volte minime, ma che contribuiscono a favorire errori di ogni tipo;
b- i partiti si sono dissolti lasciando il posto ad “organismi di plastica” i cui dirigenti, attivisti e manutengoli sono solo dilettanti allo sbaraglio che non sono nemmeno capaci di presentare una lista;
c- errori ce ne sono sempre stati (e si ricordi che successe 5 anni fa sempre in Lazio) ma la Magistratura aveva passato la mano leggera; oggi, forse anche a causa del difficile rapporto fra politica e giustizia, i magistrati fanno più attenzione e, dato che gli errori sono ancor più grossolani, il risultato è quello che si vede.
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