I progetti di egemonia europea nell’Età Moderna

24 ottobre 2014

Per chi fosse interessato, segnalo il video di una lezione che ho tenuto la scorsa settimana in università, dal titolo: “I progetti di egemonia europea nell’Età Moderna”. Ripercorrendo la lunga genesi dell’idea di Europa, dall’Antichità fino all’Ottocento, ho cercato di analizzare le tappe principali della formazione della “coscienza europea” ed il lungo cammino che ha portato nel XIX secolo alla nascita dei primi pensieri organici di organizzazione comunitaria e di identità dell’Europa. Nei prossimi giorni verrà pubblicato anche il video della lezione successiva, dedicata ai progetti di Unione Europea sviluppatisi nel ’900 ed alla base dell’Europa che conosciamo oggi. Buona visione!

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Tra proteste e conservazione: il caso di Bulgaria e Bosnia-Erzegovina

23 ottobre 2014

Nel mese di febbraio la Bosnia-Erzegovina fu improvvisamente attraversata da numerose e partecipate proteste che arrivarono sugli schermi di tutto il mondo e sembrarono segnare un punto di svolta nella storia del paese. L’evento appariva ancora più interessante in quanto avveniva in un paese post-socialista, rompendo la tradizionale diffidenza della popolazione verso le manifestazioni di piazza. Le proteste furono diffuse e prolungate, mosse da un’ostilità verso la corruzione, la mala politica e i disastrosi programmi di privatizzazione messi in campo dagli ultimi governi, e assunsero una chiara dinamica di classe, in quanto composte prevalentemente da lavoratori, disoccupati e studenti. In varie città nacquero assemblee spontanee basate sulla democrazia diretta, chiamate plenum, con dinamiche che portarono alcuni analisti a paragonarle ai Soviet della Russia prerivoluzionaria. Inoltre le mobilitazioni, anche se concentrate più nella Federazione di Bosnia ed Erzegovina e meno nella Repubblica Srpska (le due entità che compongono la Bosnia-Erzegovina), furono indipendenti dalle tensioni etniche che attanagliano il paese fin dalla sua nascita. Leggi tutto l’articolo »

Chi si rivede! L’onesto ragioniere di Giannini!

22 ottobre 2014

Cari amici, spero che non pensiate che io non mi aspetti certe reazioni e sia sorpreso di certi toni. Anzi, vi dico sinceramente che scrivo certe cose proprio per provocare quelle reazioni e, quando ho raggiunto il mio obbiettivo e vedo arrivare certi interventi esattamente come me li ero immaginati, la cosa mi diverte molto (salvo qualche insolenza alla quale rispondo mandando al diavolo l’incauto che si permette di offendere). Detto questo, partiamo da alcune considerazioni preliminari che, in parte mi imbarazzano, perché mi sembra di offendere l’intelligenza dei lettori dovendo spiegare quel che dovrebbe essere di per sé ovvio, ma siccome alcuni interventi mostrano di non aver capito questo o quel pezzo del mio intervento (forse letto distrattamente, al punto di ignorare frasi che dicono l’esatto contrario di quel che mi si attribuisce ) mi vedo costretto alla bisogna. Leggi tutto l’articolo »

Catalogna: un referendum senza garanzie democratiche

21 ottobre 2014

da Barcellona, Steven Forti, ricercatore presso l’Instituto de Historia Contemporanea dell’Universidade Nova de Lisboa e presso il CEFID dell’Universitat Autònoma de Barcelona

Dalla grande manifestazione della Diada, che lo scorso 11 settembre ha invaso pacificamente le strade di Barcellona, è passato poco più di un mese. Un mese intenso in cui molte cose sono successe. O almeno questa è stata l’apparenza. In realtà, se guardiamo il tutto da una certa distanza, ben poco è cambiato: il fondo della questione rimane lo stesso. E anche le posizioni di quelli che sono ormai, dichiaratamente e pubblicamente, i due “avversari”, il governo regionale catalano guidato da Artur Mas e il governo spagnolo guidato da Mariano Rajoy, non sono cambiate affatto.

Da Edimburgo a Barcellona

Il 18 settembre si è votato in Scozia. Un referendum con una domanda secca – “La Scozia dovrebbe essere un Paese indipendente?” –, concordato con largo anticipo con il governo di Londra e convocato dallo stesso Cameron, in cui il no all’indipendenza ha vinto con il 55,3%. Leggi tutto l’articolo »

Si può fare il referendum sull’Euro e come?

20 ottobre 2014

Come si sa, Grillo ha annunciato la richiesta di un referendum sull’Euro da parte del M5s, con l’intento di recuperare la sovranità monetaria. Ed, ovviamente, si è posto subito il problema di come farlo e del se sia ammissibile. I problemi sono questi:

-una funzione essenziale come quella monetaria non può essere bloccata e, siccome il referendum abrogativo non comporta di per sé il ripristino della situazione quo ante, non sarebbe possibile dar corso ad un eventuale risultato favorevole all’abrogazione, per cui il referendum sarebbe dichiarato inammissibile al 100% delle probabilità;

-in secondo luogo, l’Euro è il risultato di un ponderoso trattato internazionale che è materia esplicitamente esclusa dalle consultazioni referendarie, dall’art. 75 II c. della Costituzione.

La materia è spinosa e merita di essere approfondita. Si può sostenere che il referendum sull’Euro potrebbe essere un referendum “di indirizzo”, per cui l’elettorato dà una indicazione al Parlamento che ha poi l’obbligo di dare esecuzione a quando deciso (magari istituendo nuovamente la lira). Leggi tutto l’articolo »