Aldo Giannuli
Aldo Giannuli

Aldo Giannuli

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Commenti (15)

  • andrea z.

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    Qualunque cosa succeda nel 2017 non sarà mai peggio di quello che poteva accadere con Hillary Clinton presidente USA.
    Hillary aveva più volte dichiarato di voler attaccare l’Iran, aveva pubblicamente invitato Obama ad inviare una portaerei davanti alle coste della Cina, dopo aver aumentato, mentre era segretario di Stato, pattugliamenti militari ed esercitazioni nel Mar Cinese Meridionale.
    Infine, secondo molti analisti americani, come Bruce Fein e Diana Johnstone, avrebbe sicuramente spinto le provocazioni nei confronti della Russia fino al rischio di un conflitto diretto.
    Si potrebbe dire che il peggio è passato, ma, purtroppo, quella che Israel Shamir chiama “l’Entità Oscura”, il complesso finanziario-militar-industriale USA, con il suo braccio armato NSA e CIA è sempre presente e continuerà la sua politica parallela di scontro con la Russia, non per motivi ideologici, ma perchè è questa continua minaccia di guerra che le permette di aumentare a dismisura i suoi profitti.
    Trump vuole sicuramente un allentamento delle tensioni con Mosca per potersi concentrare meglio sui problemi interni, ma il Congresso è composto da politici le cui campagne elettorali sono state finanziate dal sopraddetto complesso dello Stato profondo USA: repubblicani e democratici, come CIA e NSA sono al suo servizio.
    Trump ha solo 4 anni per concludere il suo obiettivo di pacificazione mondiale; i suoi avversari controllavano i meccanismi del potere prima di lui e saranno ancora presenti dopo, sempre che nel frattempo lo lascino in vita.

    • Giovanni Talpone

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      Aspetto trepidante i 4 anni di tentativi di pacificazione mondiale.

  • andrea z.

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    Qualche anno fa è uscito un libro intitolato: “Confessioni di un sicario dell’economia” scritto da John Perkins, un ex analista economico della CIA, in cui veniva spiegato nei dettagli il “modus operandi” dell’agenzia.
    Quando un leader politico straniero veniva “attenzionato” dai servizi americani per spingerlo a fare o non fare qualcosa veniva prima avvicinato dai “sicari” della CIA, che dovevano convicerlo con le buone.
    Ee i sicari fallivano entravano in azione “gli sciacalli” con il compito di uccidere facendo passare l’omicidio possibilmente per incidente.
    Se anche loro non riuscivano si passava al colpo di Stato; infine se il capo di Stato sopravviveva a tutto questo, si passava ad attentati, organizzati da terroristi manipolati, per gettare il Paese nel terrore e per far capire al leader straniero il prezzo del suo rifiuto.
    Se guardiamo al caso Turchia, dopo l’avvicinamento di Erdogan alla Russia per risolvere il caso Siria, secondo quanto ho letto il premier turco avrebbe subito cinque attentati diretti alla sua vita(gli sciacalli), dopo di che c’è stato il tentativo di colpo di Stato, sventato grazie all’aiuto russo, poi gli attentati.
    Se ipotizziamo che prima degli attentati degli sciacalli CIA, ci sia stato un tentativo di convincere Erdogan con le buone(i sicari) ci troviamo di fronte al classico lavoro dei servizi americani, come descritto in tanti libri.
    Per quanto riguarda l’ISIS, per capire di cosa si tratta, dobbiamo porci la domanda: chi paga questa organizzazione terroristica?
    Per dichiarazione pubblica, le monarchie petrolifere del Golfo Persico.
    Si tratta di regimi che non sopravviverebbero un solo giorno senza il sostegno militare americano.
    E’ possibile che un regime che dipende interamente dagli USA per la sua esistenza possa elargire denaro a gruppi di terroristi senza che gli stessi americani lo sappiano e diano il loro benestare?
    La risposta è no.

  • Gaz

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    Chioma bionda dovrà capire il mondo e i vertici della stupidance, ed eventualmente cambiarli, altrimenti ne riceverà qualche problema se percorreranno una politica autonoma.

  • Ercole

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    Quello al mercato di Natale a Berlino e i due a Costantinopoli (ambasciatore russo e discoteca) sono attentati islamici.
    Sull’aereo russo si sa ancora poco ma la matrice potrebbe essere la medesima tenuto conto dell’islamizzazione che sta avvenendo anche di là.

  • Tenerone Dolcissimo

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    Penso che vada fatta una seria, molto seria, riflessione su un Obama che si comporta come un presidente RIELETTO

  • Mauro

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    Professor Giannuli, leggo spesso con interesse i suoi articoli, ma devo dirle onestamente che i suoi due ultimi post sul terrorismo sono moldo deludenti. Sostanzialmente, lei ci dice che di queste cose ne sa ben poco e dunque è tutto molto oscuro, nebbioso, incerto, ma che c’è del marcio sotto. E c’è bisogno di scrivere due articoli per arrivare a queste brillanti conclusioni? Glielo scrivo perchè la leggo davvero con stima in particolare quando scrive di m5s, politica italiana ed anche intelligence a volte, ma mi creda nessuno la obbliga a dire per forza qualcosa se non e’ esperto. Per esempio come non citare lo scontro interno al mondo islamico tra shiiti e sunniti per leggere i fatti recenti in turchia? non credo affatto che lei lo ignori ma non fare alcun riferimento continuando a dire che c’è del marcio, qualcosa non torna, chissà quali menti oscure ci sono dietro, e poi non fare mai nè un nome di un soggetto una organizzazione un leadr dimostra che lei il tema lo conosce davvero poco. ma ha senso pubblicare un articolo così per fare fumo e abbassare così il livello? Me lo chiedo e glielo chiedo per la considerazione che ci siamo fatti di lei e dei suoi scritti leggendola in questi mesi sul referendum e tanto altro e perchè mi pare assurdo che uno studioso come lei che ha scritto anche un libro sull’argomento si butti via così. Scusi lo sfogo e buon anno comunque professore,
    Mauro Molinari

    • Aldo S. Giannuli

      Aldo S. Giannuli

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      Ha ragione, ma quando si hanno pochi elementi bisogna pur riconoscerlo. Ma allora perchè scrivere se si ha in mano poco? Perchè quel che mi premeva non era spiegare cosa era successo e perchè, ma era lanciare uno sguardo sull’orizzonte strategico che dice che intorno alla Turchia si sta accendendo un conflitto fra i più gravi degli ultimi 20 anni. Un invito a tenere i riflettori accesi sulla penisola anatolica i cui avvenimenti potranno essere un punto di riferimento pwr capire altro.
      Conuque grazie per gli appezzaenti ebuon anno anche a Lei (sperando che sia davvero buono e che mi staia sbagliando)
      Ag

  • Paolo Selmi

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    Professore, buongiorno, e
    Buon Anno!

    Copione impone: urlo di guerra in arabo e rivendicazione ISIS. Copione rispettato, per i media internazionali, ma chi doveva capire ha capito benissimo. Recentemente sono successe troppe, davvero troppe coincidenze. E ciò nonostante, chi ha capito, ha reagito in modo diametralmente opposto alle attese. Non da ultimo, l’espulsione dei 35 diplomatici non ha prodotto il risultato previsto, anzi, decisamente l’effetto opposto. Vale la pena di riportare la risposta ufficiale del ministero degli esteri russo:

    “Хочется надеяться, что это последнее, что сделала нынешняя администрация для ухудшения двусторонних отношений. Последнее странное, неумное решение, которое направлено против людей, против их человеческих радостей против того, что объединяет людей по всему миру”. (“Speriamo che questo sia l’ultimo atto dell’attuale amministrazione per peggiorare i rapporti bilaterali. L’ultima sconclusionata, stupida, decisione, diretta contro le persone, contro la loro felicità, contro ciò che unisce i popoli del mondo intero”, Marija Zacharova, rappresentante ufficiale del Ministero degli Affari Esteri russo, 30/12/2016 https://ria.ru/politics/20161230/1485011411.html)

    Stesso discorso per l’accordo tripartito RUSSIA-TURCHIA-IRAN, peraltro celebrato dal voto ONU del 31 dicembre, che esclude chiaramente quella An-Nusra (leggi Al Qaeda) rifornita fino a oggi dagli USA. Sul rapporto USA-ISIS non c’è neppure bisogno di fare troppe dietrologie. Ho quindi l’impressione che, in questa fase, si voglia far male e basta. Per farla pagare, perché di fronte a sconfitte cocenti e gravide di conseguenze ancora peggiori, in assenza di una risposta “ufficiale” degna di questo nome, si cerchi di alimentare tensione risvegliando demoni sopiti in Europa e in Medio Oriente, sperando che, così facendo, con questa iniezione di “caos creativo”, si riesca a infliggere colpi pesanti che, se non in grado di destabilizzare alcunché, minino comunque alle fondamenta i fragili equilibri in corso di formazione.

    Come italiani, come europei, ci troviamo di fronte a un bivio:
    1. Iniziare a pensare a noi stessi, ai nostri interessi nell’area, e smetterla, una volta per tutte, di andare al traino di chi non riesce neppure a fare i suoi, di interessi (a meno di affermare che gli interessi delle lobby delle armi usa siano coincidenti con quelle del popolo americano);
    2. continuare su questa strada, oscurare tra un po’ anche questo sito perché diffusore di fake news, ridurre tutte le “voces clamantes in deserto” sulla rete al silenzio, illudendosi che poi il popolo italiano torni ad accontentarsi di quello che gli propineranno a reti unificate.

    Penso che, davvero, ai nostri dirigenti sia richiesto – in questo frangente, con queste contraddizioni – uno scatto che non possono o vogliono compiere. Ma siamo solo al 2… vedremo.

    Un caro saluto
    Paolo

    • Aldo S. Giannuli

      Aldo S. Giannuli

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      graziem e buon anno a te

  • Andrea T

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    Ricordiamoci che il riavvicinamento di Erdogan alla Russia è, indirettamente, anche un avvicinamento all’Iran.

    Chi è nemico giurato dell’Iran? Chi finanzia l’Isis (organizzazione quest’ultima che, peraltro, è stata presumibilmente abbandonata cinicamente da Erdogan al suo destino visto che fino ad un certo punto probabilmente la favoriva, quantomeno lasciando “libere” delle vie di rifornimento di armi e altro)? Chi è il più leale e antico alleato regionale Usa in Medio Oriente (se escludiamo Israele)?

  • Gaz

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    Sembra che uno degli attentatori di Istanbul non fosse di bianco e rosso vestito come un figurante di Babbo Natale e neppure turco, ma piuttosto centro-asiatico e loquente arabo. Le ultime ci aggiornano che si tratterebbe di un cinese uiguro.
    Ma quanto è grande nelle fantasie turche il Turkmenistan?

    • Paolo Selmi

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      Buon Anno, Gaz!

      Prendi una mezzaluna, falla partire da Istanbul e proseguire per tutta l’Asia centrale fino allo Xinjiang, e ti troverai nella variegata galassia delle popolazioni turcofone: un mondo da mille e una notte, popoli che scrivono fonemi derivati dallo stesso ceppo linguistico con l’alfabeto latino (i turchi e, dopo la fine dell’URSS, gli azeri), con quello cirillico (kazaki, turkmeni e kirghizi nel loro Paese ufficiale, ex-Repubbliche socialiste sovietiche) e con quello arabo (kazaki, uiguri e kirghizi in terra di Cina) ma che, fondamentalmente, sono accomunati da lingue e culture molto simili fra loro.

      L’elemento religioso è relativo ed estremamente variegato, in questi popoli turcofoni: a parte le differenze fra sunniti (turchi) e sciiti (azeri), esistono differenze di approccio notevoli: gli ex-sovietici sono laici e piuttosto emancipati (penso alle donne), rispetto ai turchi. Le minoranze turcofone di terra di Cina hanno resistito alla massiccia colonizzazione Han sviluppando, accentuando i loro connotati e le loro specificità, ma è una lotta impari: il giorno che dovesse esplodere il bubbone, ce ne sarebbe per tutti. E forse, non è un caso che fra tutti i terroristi a disposizione, sembra che abbiano scelto proprio un esponente turkmeno proveniente dalla Cina.

      Diverso, ancora una volta, è stato storicamente l’approccio sovietico ai popoli non slavi: il riconoscimento leninistico del diritto di autodeterminazione dei popoli che, va detto, fino alla fine dell’ultima Guerra civile, culminata con la proclamazione della Repubblica popolare cinese, era anche nel programma del PCC, ha consentito una maggiore autonomia delle “Repubbliche libere” (da Inno dell’URSS): libere di nome e di fatto, come l’implosione sostanzialmente incruenta dell’URSS ha dimostrato; non sto dicendo che non ci siano stati morti nella Pribaltika o a Baku, ovviamente; sto dicendo che, se non ci fosse stata un’architettura costituzionale di un certo tipo, se fosse stata, per esempio, cinese, oggi forse non ci saremmo neanche più, considerando gli arsenali atomici, le divisioni di terra, di cielo e di mare che sarebbero state scagliate l’una contro l’altra. Libere di nome e di fatto come, per esempio, dimostra il fatto che Putin sia riuscito, smaltita la sbornia eltsiniana, a ricucire intelligentemente i rapporti con le repubbliche che si affacciano sul Caspio (Asse nord-sud con l’Iran) e in Asia centrale (Asse con la Cina); non dimentichiamoci, peraltro, che la Federazione Russa è abitata dalla seconda comunità islamica al mondo: dubito che, se scoppiasse il bubbone, tibetani e uiguri ricuciranno altrettanto con i cinesi Han.

      Scusa la lungaggine, era solo per motivare il fatto che, sull’argomento che hai sollevato, l’informazione occidentale diffonde molto di più di fake news: in realtà, oggi, i cinque attori principali dello scacchiere asiatico (Turchia, Russia, Iran, India e Cina), messe da parte (temporaneamente?) manie di grandezza e mire egemoniche, stanno cercando di ristabilire o rinforzare rapporti strategici di buon vicinato: i BRICS, l’associazione di cooperazione di Shanghai, il recente accordo tripartito, sono tesi più che a fissare paletti, a superarli, pur nei limiti di queste operazioni. Fattori di ostacolo, come le basi nato in asia centrale, terrorismo e armate foraggiate dall’asse saud-us-raeliano, si oppongono a questo disegno strategico di coesistenza pacifica e progressiva integrazione.

      La sfera di cristallo non l’abbiamo, purtroppo, ma sono convinto che a dicembre la situazione sarà completamente diversa dalla attuale: e noi, come scrivevo poco sopra, come italiani ed europei saremo chiamati a fare scelte. E la cosa, visto chi abbiamo al potere, non mi piace per nulla.

      Ciao e auguri ancora!
      Paolo

      • Gaz

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        Paolo, tu mi libri in cieli altri.
        Auguri. 🙂

        • Paolo Selmi

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          Troppo buono, Gaz!
          Ci ho pensato a lungo, e penso che sia stata tutta colpa del Marco Polo di Giuliano Montaldo che vidi da piccolo, in una tv in bianco e nero che ci metteva trenta secondi ad accendersi… Certe scene me le ricordo ancora! E’ da lì che è iniziata la mia passione per l’Oriente. E prima o poi la farò per davvero …questa benedetta Via della Seta! Ciao e ancora auguri!

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