Democrazia: e se Giuliano Amato fosse più pericoloso di Silvio Berlusconi?
Dopo la crisi greca, va facendosi strada nella Ue l’idea di istituire un Fondo Monetario Europeo sul modello del Fondo Monetario Internazionale, proprio per riequilibrare i danni di eventuali crisi nazionali. Per ora i contorni della proposta non sono chiarissimi, almeno stando a quel che si legge anche sulla stampa specializzata, ma qualche segnale allarmante inizia ad esserci.
E’ il caso di una recente intervista, in proposito, di Giuliano Amato (“Affari & Finanza- La Repubblica” 15 febbraio 2010 p. 2) che è stato fra i primi a proporre l’istituzione del Fme per “intervenire in caso di shock asimmetrici” (cioè di qualche singolo paese dell’Unione), compensando con la liquidità complessiva il rischio di default di qualche singolo paese dell’Unione.
Sostiene Amato che, se l’Euro ha l’ambizione di proporsi come valuta di riserva, non può permettere che la Grecia risolva i suoi problemi rivolgendosi al Fmi, perchè questo comporterebbe una grave sconfitta sul piano simbolico, quando questo può benissimo essere evitato, in quanto la Ue ha la liquidità necessaria per risolvere il problema di alcuni suoi membri.
E, fin qui, il discorso fila ed appare condivisibile: il Fmi, come in tutte le altre occasioni, interverrebbe sostenendo il paese debitore, ma imponendo terapie tali da ridurre la sovranità del paese assistito allo stato larvale e, siccome dire Fmi significa dire in primo luogo Stati Uniti, non si vede perchè l’Europa dovrebbe affidare un suo membro al nemico americano.
Resta da capire, però, cosa significa istituire un Fondo Monetario Europeo e sino a che punto occorre spingere questa scelta.
Nell’intervista, Amato –dopo aver descritto un primo scenario che vede la Germania diventare il lord protettore dell’intera Unione- dice:
<< Il secondo scenario vede invece l’emergere di istituzioni e strumenti per un vero governo europeo dell’economia.>>
senza ulteriori precisazioni, ma nel sottotitolo leggiamo :
<< il nodo resta la “sottrazione” della sovranità fiscale ai rispettivi stati>>
Per la verità, nell’intervista questo concetto non appare con questa nettezza e non sappiamo quanto l’intervistatore abbia forzato il pensiero di Amato, ma, quell’ accenno a “istituzioni e strumenti per un vero governo europeo dell’economia” fa pensare che non si sia lontani dal suo pensiero.
Conviene allora chiarire bene di che si tratta.
Che esista un Fme che rilevi il debito internazionale di un paese membro, assumendo la guida del suo risanamento (auspicabilmente con spirito e politiche diverse da quelle del Fmi) è una idea accettabile. Che il Fme si alimenti con contribuzioni dei paesi più liquidi o con l’emissione di bond europei può anche andar bene. Ma se parliamo di trasferire la sovranità fiscale degli stati membri, vuol dire che stiamo attuando un colpo di stato a livello continentale.
Infatti, come è noto, la Ue ha una architettura costituzionale articolata, complessa e ridondante nella quale il Parlamento è la cosa che conta meno. Di fatto i suoi poteri si riducono ad emanare una valanga di direttive il più delle volte prodotto dell’azione di lobbyng in favore di questo o quell’interesse particolaristico. Nè, tutto sommato, potrebbe essere diversamente, perchè non esistono veri partiti, sindacati, associazioni ecc, a livello europeo, così come non esiste una opinione pubblica europea ma una serie di partiti, sindacati ed opinioni pubbliche nazionali.
Per di più, la Bce (che detiene la sovranità monetaria) è una associazione privata di banche centrali nazionali che, a loro volta, sono (in forme diverse da paese a paese) degli istituti largamente indipendenti dalle istituzioni democratiche rappresentative.
I governi nazionali –che oggi detengono la sovranità fiscale- hanno una legittimazione elettorale. Al contrario, l’auspicato Fme non potrebbe essere nè il prodotto di una investitura popolare diretta, nè della designazione da parte dei governi nazionali, per ovvie ragioni relative alla sua funzionalità decisionale, ma –esattamente come il Fmi- la risultante dell’intesa delle banche centrali.
Dunque, postulare il trasferimento della sovranità fiscale ad un ipotetico Fme, non significherebbe altro che trasferire la capacità decisionale in materia fiscale da organismi espressi per via elettorale ad un organismo autocratico e non rappresentativo.
In buona sostanza: una ristretta elite di banchieri eserciterebbe contemporaneamente la sovranità fiscale e quella monetaria (che già ha).
Questo comporterebbe, di conseguenza il condizionamento di ogni politica di spesa da parte di governi e parlamenti nazionali.
A questo punto potremmo iniziare a parlare della democrazia come di una interessante forma di governo del passato ormai del tutto inattuale.
Chiediamoci: sul piano dell’attacco alla democrazia fa più danni uno come Berlusconi –con le sue leggi ad personam, la sua pretesa di impunità, la sua prassi totalmente fuori dallo spirito della Costituzione, le sue pose da Caudillo ecc.- o una proposta come questa che, in un colpo secco, fa fuori qualsiasi possibilità di contare della volontà popolare?
Berlusconi è quello che è, ma non è l’unico nemico che abbiamo se vogliamo difendere la democrazia.
Aldo Giannuli, 16 marzo ‘10
Mi sembra un po’ eccessivo qualificare Amato come un nemico della democrazia europea, salvo che non si sia in presenza di una volonta’ gia’ attuale di circoli finanziari ben precisi.
Penso che se si vuole andare verso una qualche forma di governo continentale europeo la cessione di sovranita’ economica dei singoli stati dovra’ pur esserci.
Piu’ facile a dirsi che a farsi, perche’ le resistenze, ragionevolmente, saranno molto forti.
Piuttosto, e’ del tutto condivisibile l’idea che alla cessione di sovranita’ dei governi nazionali, a legittimazione elettorale, corrisponda una graduale trasformazione delle competenze e dei poteri degli organismi europei in modo da far corrispondere ai maggiori poteri la rappresentativita’ elettorale.
Sarebbe il caso anche di acquisire il parere di Giuliano Amato, e chiedergli di essere piu’ articolato nei suoi ragionamenti, altrimenti si rischia di imputargli inutilmente volonta’ para-golpiste.
Mi sembra che si sia travisato il significato di “sottrazione della sovranità fiscale degli stati”. Accanto alla politica monetaria ci deve sempre essere una politica di bilancio esercitata con risorse date dall’imposizione fiscale. Questo avviene in tutti gli stati che riescono ad effettuare una politica economica e finanziaria efficace. Oggi in Europa abbiamo solo la politica monetaria comune, manca la seconda stampella cioè quella di bilancio. Da qui le difficoltà a gestire paesi a rischio default o fenomeni macroeconomici come la disoccupazione, la crisi della domanda ecc. Semmai è l’egoismo dei singoli paesi europei e la loro riluttanza a cedere sovranità che impedisce il nascere di un vero ministro dell’economia europeo. Chi del resto potrebbe convincere prima Chirac e adesso Sarkozy a cedere parte del loro potere?
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Ed ecco i pompierini volontari, correre in soccorso dell’eroico Amato, strenuo combattente dell’orco di Arcore…
Amato è uno dei primi responsabili dello sfascio italiano, ‘Do you remember Britannia Yacht?’
La sovranità se la sono venduta con l’operazione tangentopoli, funzionale allo smantellamento industrial-scientifico dell’italietta.
Ma questo è meglio non raccontarlo ai piccinissimi fans del quadrumvirato dipietro-grillo-travaglio-montezemolo. Si offenderebbero a sentir parlare del panfilo britannia, di soros e della Goldmann-Sachs, tutte ‘leggende’ diffuse dai nostalgici di craxi e berluskone, come ben spiega il cavalieresenzamacchia, santo, e oggi anche virgineo martire, Marco Travaglio-fu-Montanelli…
Caro Giannuli, stavolta sono in disaccordo su tutta la linea: non mi vorrà dire che dovremmo difendere con i denti l’autonomia delle politiche fiscali di un paese come l’Italia, avviato ormai tranquillamente verso la bancarotta? Quando si entrò nell’Euro speravo che si potesse arrivare velocemente ad una politica economica comune, unico modo di far valere l’Unione Europea a livello mondiale. Invece niente, prima di tutto perchè abbiamo una serpe in seno che rema contro, ed è la Gran Bretagna, strettissima alleata degli USA; poi perchè, appunto, nessuno Stato ama mollare la propria indipendenza. Io non vedo l’ora che la nostra economia sia governata da un tedesco o uno svedese, pensi un po’! Non mi vorrà dire invece che lei ha qualche nostalgia per la vecchia lira? E poi, la prego: con tutto quello che sta succedendo, lei si chiede chi sia più pericoloso per la democrazia tra Amato e Berlusca? Suvvia….
Penso che nei prossimi anni (meno di 5, probabilmente) si potra’ capire meglio cosa l’Europa vorra’ essere.
Gia’ e’ interessante seguire le modalita’ di gestione della crisi greca.
Posso pensare che circoli finanziari Anglo-Usa (molto Usa, vista la proprietà’ effettiva di quelli in UK) abbiano tutta l’intenzione di metterci le mani, in un modo o nell’altro, per nullificare la capacita’ autonoma di reazione europea.
La stessa manfrina sul FMI, mi pare che significhi esattamente questo, anche se la guida di Strass-Kahn garantisce forse un po’ piu’ di equilibrio rispetto al passato.
A ri-vedere la crisi dei derivati emessi del decennio passato, il comportamento delle finanziarie che vendevano titoli ad alto rischio come fossero moneta contante e la stessa Goldman-Sachs per come ha truccato i bilanci greci, si ha l’impressione di essere di fronte ad una grande gioco di potere sull’acquisizione e la gestione delle risorse.
C’e’ un interessante articolo sul Espresso che parla di come ha agito la Goldman-Sachs negli ultimi 10-15 anni e delle attuali strategie di Soros e compagnia:
http://rassegnastampa.mef.gov.it/mefsettimanali/PDF/2010/2010-03-11/2010031115125915.pdf
Suggerirei di leggere anche l’articolo di Paul Krugman sul NYT sulla questione della divisa cinese da rivalutare:
http://www.nytimes.com/2010/03/15/opinion/15krugman.html?partner=rssnyt&emc=rss
e di confrontarlo con l’articolo di Sisci che, sullo stesso argomento, fornisce il punto di vista cinese:
http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search¤tArticle=QH3BR
Questo per dire che ci troviamo di fronte ad un Risiko complesso che gioca con i destini delle nazioni dei prossimi decenni.
Circa la possibilità’ che una guida tedesca o svedese possa risolvere i problemi italiani, purtroppo, sarei abbastanza pessimista.
Tutte le policy vengono gestite, in un modo o nell’altro, dalle elite locali. E quelle italiane (periferiche o nazionali) sono quelle che sono.
Detto questo, visto che Giannuli avra’ le sue buone ragioni e mi ha stuzzicato la curiosita’, mi viene da domandare: il suo intervento era un’ipotesi, un ballon d’essai, o un’informazione?
Certamente, se un potere (almeno in teoria) democraticamente eletto cede sovranità finanziaria a un potere tecnocratico (come l’ipotetico Fondo Monetario Europeo), un problema c’è. Però la mia proposta è quella di cambiare radicamente punto di vista: accettare l’idea che l’Italia non è più una dimensione geografica sufficiente per difendere la sovranità nazionale, e lanciare una campagna “da sinistra” per un’Europa autenticamente democratica e federata (quindi con effettivo passaggio di potere: legislativo, esecutivo, giudiziario dal livello nazionale a quello europeo); in questo modo la sinistra ritroverebbe una dimensione di sovranità e potere contrattuale internazionale in grado di praticare concrete alternative agli attuali assetti mondiali (uscita dalla NATO, riforma dell’ONU, uscita da o riforma radicale del WTO, del FMI, contrasto allo spionaggio tipo Echelon ecc.). Rimanere dentro i confini nazionali, raccogliendo la bandiera caduta della sovranità nazionale, condanna la sinistra all’impotenza e alla demagogia.
Condivido in toto la visione di Giovanni Talpone. In poche righe uno scenario strategico interessante per l’avvilita sinistra europea in profonda crisi di idee!!!
Credo che si debba fare molta attenzione nel permettere che i poteri si centralizzino a livello europeo;capisco che da italiani stanchi e sfiduciati l’idea di un organo superiore che possa gestire l’economia a livello “continentale” possa apparire intrigante ma l’Europa non è pronta ad un governo unico in grado di rappresentare i cittadini membri e ,d’altro canto, è semplicemente impensabile la creazione un governo (politico/finanziario) che non necessiti di un consenso elettorale.Pertanto credo che lo scenario ‘forse’ proposto da Amato sia assolutamente da bocciare! In ogni modo non credo che ci sia un nemico maggiore di B. dato che le decisioni internazionali Amato non le può prendere da solo…mentre B. è capo/padrone/boia e impiccato!
Gentile Giannuli
Io ho il sospetto che il Berlusconi affabulatore e incapace sia invece molto pericoloso proprio perchè è stato “messo lì” per starsene con le mani in mano fino al fallimento del nostro sistema fiscale.
Credo che dobbiamo chiederci se esistono superpotenze e lobby internazionali che vedono di buon occhio questo regime autoritario Italiano, e se l’obbiettivo ultimo del sistema di potere di cui il governo fa parte non sia proprio quello della perdita di sovranità nazionale in favore di una sorta di dittatura appoggiata da diversi fronti esteri.