Articoli taggati ‘guerra economica’
lunedì, 24 maggio 2010
Come ci si ricorderà, due settimane or sono, la Bce ed i paesi aderenti alla Ue vararono una manovra che avrebbe dovuto stroncare la manovra speculativa sull’Euro, ridandogli valore sui mercati internazionali: 700 miliardi per sostenere i titoli dei paesi in difficoltà (Grecia, Spagna, Portogallo, Irlanda e forse Italia). L’euforia dei mercati durò esattamente un giorno, lunedì 10 maggio, con un rialzo di circa 11 punti. Dal giorno seguente le borse europee ripresero l’andamento al ribasso e, con esse, anche la parità euro-dollaro riprese la parabola discendente. Nel linguaggio tecnico, si era trattato del classico “salto del gatto morto” (“gettato da adeguata altezza, anche un gatto morto rimbalza” secondo l’espressione dell’economista di Singapore che l’ha coniata).
A distanza di due settimane, la manovra sembra aver avuto il solo effetto di rallentare ma non annullare la discesa dell’euro ed oggi, 23 maggio, il “Sole 24 ore” titola: “Il dollaro si prende la rivincita. Le difficoltà dell’euro rilanciano il ruolo di valuta globale della divisa americana”.
Ma va! E chi se lo aspettava?!
Allora, come mai la manovra non ha funzionato?
(continua…)
mercoledì, 24 febbraio 2010
Cappuccino, brioche e intelligence n°10…Cina-Usa: lo scontro che viene.
Sul sito del “Financial Times” del 17 febbraio scorso leggiamo questa notizia:
Il ministero del Tesoro Usa ha dichiarato martedì, che la domanda straniera di buoni del tesoro Usa a dicembre ha subito un calo record dal momento che la Cina ha venduto 34 miliardi di dollari di attività durante quel mese. La mossa cinese fa risultare il Giappone come più grande detentore del debito pubblico Usa con 768 miliardi di dollari, e suggerisce che gli Usa potrebbero dover pagare di più per garantire gli interessi sul debito. Questo arriva mentre la Casa Bianca è alle prese con il dilemma su come tagliare il deficit, previsto in 1560 miliardi per il 2010, pari al 10,6% del Pil.
Il fatto, come si vede, è di dicembre, ma il tesoro Usa la ha resa nota solo più tardi.
In questo modo si iniziano a capire meglio diverse cose come la brusca rottura fra Cina e Usa sulla questione di Googlie, l’improvvisa decisione americana di dar corso ad una fornitura di armi a Taiwan che, prima, sembrava accantonata, la decisione di Obama di ricevere il Dalai Lama, la crescente ostilità dei cinesi verso ogni ipotesi di intervento armato contro l’Iran, le polemiche sulla decisione di Pechino di non rivalutare la sua moneta ecc.
Il clima del “G2”, una sorta di nuovo bipolarismo cooperativo che avrebbe dovuto essere l’architrave del nuovo ordine mondiale, sembra lontano ere geologiche. Eppure, tutti avrebbero giurato che il grande debitore americano ed il grande creditore cinese avrebbero avuto bisogno uno dell’altro, tanto più che il grande esportatore cinese trova il suo principale mercato di sbocco nel grande importatore americano. Dunque una cooperazione forzata, senza alternative.
(continua…)
Tag: aldo giannuli, cina, commodities, dalai lama, debito pubblico americano, google, guerra asimmetrica, guerra economica, obama, scontro cina-usa, tesoro usa, usa Pubblicato in articoli recenti, cappuccino, brioche e intelligence | 4 Commenti »
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mercoledì, 3 febbraio 2010
E’ LA GUERRA FREDDA 2.0?
Pechino, 25 gen. - Quasi due settimane di guerra informatica. Due settimane di battaglie mediatiche. Due settimane di ritorsioni. Due settimane in cui la presa di posizione di un colosso privato, Google, arriva a condizionare le relazioni diplomatiche tra le due potenze del secolo, Stati Uniti e Cina: dopo circa 15 giorni di escalation, adesso sappiamo a che cosa potrebbe assomigliare una Guerra Fredda in versione 2.0. E forse, dietro le mosse di Google e le reazioni cinesi, c’è molto di più di quanto appaia in superficie. “Siamo solo all’inizio di un conflitto, e il caso Google-Cina rappresenta uno dei più importanti episodi della guerra che stiamo vivendo in questi anni.
(continua…)
Tag: agichina, aldo giannuli, antonio talia, cina, clinton, controllo della rete, google, guerra asimmetrica, guerra coperta, guerra economica, guerra fredda, guerra informatica, guerra stati uniti cina, internet, pechino Pubblicato in contributi esterni | 1 Commento »
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martedì, 24 marzo 2009
Cosa c’entrano l’ipercapitalismo finanziario e il mondo dell’intelligence con la guerra contemporanea? E perchè il caso Telecom è uno straordinario esempio di guerra finanziaria?
Aldo Giannuli, uno dei primi a “profetizzare” lo scoppio del caso Telecom, affronta questo tema in un articolo apparso sulla rivista Libertaria, di cui vi proponiamo uno stralcio…
Ipercapitalismo finanziario ed Intelligence
di Aldo Giannuli
1- Una parabola lunga tre lustri.
Quando lo sgangherato colpo di stato del 21 agosto 1991 terminò nel più completo insuccesso -la fine dell’Urss era ormai inevitabile-, fu evidente a tutti la fine del bipolarismo: il mondo aveva, ormai, una sola grande potenza. Questo indusse molti a facili previsioni di una nuova era di prosperità e di benessere: la fine del bipolarismo avrebbe posto termine alla gara per gli armamenti, le spese militari sarebbero crollate in un mondo pacificato (ci fu anche chi azzardò che si era giunti alla “fine della storia), gli investimenti si sarebbero riversati su attività pacifiche favorendo una crescita economica senza precedenti. Non é andata così. Tuttavia, fra tante previsioni sbagliate, ce ne fu una, riguardante il futuro dell’intelligence, che, invece, si rivelò abbastanza azzeccata. Alcuni, infatti, segnalavano che gli apparati di sicurezza non si sarebbero ridotti perchè la fine del “grande nemico” non implicava necessariamente la fine delle attività terroristiche (di cui, anzi, si riteneva probabile un incremento) e perchè al tramonto della “guerra politica” sarebbe succeduta , con ogni probabilità, una “guerra economica” non meno intensa. L’alleanza occidentale avrebbe retto alla fine del patto antisovietico? Germania e Giappone avrebbero iniziato una guerra economica con gli Usa? Che effetti avrebbe avuto l’unificazione monetaria europea sul dollaro come moneta di scambio internazionale? Che conseguenza avrebbe avuto la crescita cinese che iniziava lentamente a profilarsi? Queste e ben altre le domande che si ponevano alcuni osservatori.
In effetti, nel nuovo contesto, l’accesso alle informazioni è diventata una risorsa strategica di primaria importanza: sapere in anticipo quale possa essere il comportamento di avversari, concorrenti ed alleati sul mercato mondiale (dal gioco in borsa alla fluttuazione delle monete, dalle gare d’appalto internazionali alle misure creditizie, dalla gara per l’assegnazione dei lotti petroliferi a quella per le forniture militari, ecc.) offre un evidente vantaggio a chi vi riesce e sfavorisce chi è occultamente osservato.
Similmente, l’influenza sui media (soprattutto sulle televisioni) offre la possibilità di attuare campagne informative (o disinformative) per condizionare lo svolgimento degli affari su scala nazionale ed internazionale: una opportuna campagna stampa può spingere la magistratura ad aprire una data indagine, può indurre qualche autorità sgradita alle dimissioni, può far fallire un’operazione finanziaria. Ovviamente, disporre di una massa di informazioni riservate da fornire a giornali e televisioni è un modo efficace per ottenerne la collaborazione (ove non bastino i rapporti diretti con la proprietà o la presenza di propri agenti al loro interno). Si tratta quindi di un ampio campo di attività dei servizi di informazione.
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