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PERCHE’ BERLUSCONI E’ NEI GUAI.

lunedì, 6 settembre 2010

Il Cavaliere, che ha sbandierato la minaccia di elezioni anticipate per tutta la primavera-estate, con l’avvicinarsi dell’autunno dà segni di prudenza e si fa meditabondo, alternando sparate e fermate. Non c’entra una sensibilità stendhaliana all’aria struggente di settembre (debolezze letterarie di cui non lo sospettiamo capace). Il problema è che, facendosi due conti, scopre di essere nei pasticci.

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ANDIAMO AL VOTO? I PROBLEMI TECNICI PER VOTARE A DICEMBRE

mercoledì, 1 settembre 2010

Giochi fatti? Nuove elezioni e nuova vittoria del Cavaliere?
Non è detto, la situazione è aperta a molti sbocchi.
Il primo punto da stabilire è: su quanti parlamentari può contare il Cavaliere dopo la scissione finiana e l’esodo dalla maggioranza del Mpa? Realisticamente siamo un po sotto i 316 richiesti per la maggioranza alla Camera anche se, per ora c’è qualcosa in più del 165 richiesti al Senato.
Ma, con questi numeri  non governa nessuno e si va sparati a nuove elezioni.

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Le prospettive del giovane Fini.

lunedì, 21 giugno 2010

Ci fu un periodo in cui Achille Occhetto –già segretario della Fgci- era indicato come la giovane promessa del partito, il futuro segretario chiamato costantemente “il giovane Occhetto”. E giovane, l’Achille, lo rimase sino alla soglia dei cinquanta. Poi divenne effettivamente segretario:  fu un disastro senza precedenti.
Mi sembra che Fini (che ormai è all’alba dei sessanta, una età non propriamente giovanile) stia percorrendo la stessa strada: era il delfino di Almirante, poi non fece in tempo a diventare il re del suo partito che, dopo pochissimo, divenne di nuovo delfino, questa volta di Berlusconi. E lo rimase sino al 2007, quando iniziò a dare segni di insofferenza. Peraltro subito rientrati con le elezioni del 2008 che lo videro rientrare all’ovile berlusconiano per sperare di tornare ad essere il delfino.

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Lettera aperta di Algido Lunnai a Pierluigi Bersani.

venerdì, 16 aprile 2010

Stimato onorevole,

come Ella ben ricorderà, ho recentemente avuto occasione di manifestare la fiducia e l’ammirazione che Le porto difendendoLa da ingiuste accuse (25 gennaio us, su questo stesso sito). E devo dire che la mia ammirazione nei suo confronti è ulteriormente cresciuta dopo l’ottimo risultato del 29 marzo che conferma ogni mia aspettativa. E molto più Ella è salito nella mia considerazione per le dichiarazioni rese a botta calda man mano che affluivano i risultati. Grande, per esempio, è stata la spiegazione dell’insuccesso piemontese: c’era una lista che ha sottratto al Pd i voti necessari a vincere. Sono stati  i grillini del movimento 5 stelle i responsabili di quella sconfitta.

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Che fare? Un punto di partenza: una sinistra senza idee non serve a niente.

mercoledì, 14 aprile 2010

Se vogliamo uscire dal disastro in cui siamo, dobbiamo capire cosa c’è che non funziona nel nostro modo di fare politica: dalla scelta dei gruppi dirigenti alla definizione della linea politica, dalle forme di comunicazione a quelle di lotta, dai modelli organizzativi alla cultura politica.
Ed iniziamo proprio dalla questione della cultura politica della sinistra che ormai è il fantasma di sè stessa.
Per circa trenta anni la sinistra ha smesso di studiare, pensare, produrre idee: il panorama delle riviste di sinistra è semplicemente desolante, non si ricorda un solo convegno degno di nota da almeno tre decenni, i congressi sono delle fiere della banalità: la nostra capacità progettuale è a zero.
Il Pd è tutto interno alla cultura neo liberista, ormai prende la linea da Boeri che è l’avvocato difensore delle banche e da Giavazzi che ci spiega che “Il liberismo è di sinistra”: Come dire che è più di sinistra Tremonti che, almeno, qualche sparata contro le banche e sulla globalizzazione ogni tanto la fa, anche se si tratta di innocui sfoghi verbali.

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