Aldo Giannuli
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Commenti (2)

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    Caruto

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    Istruttive conversazioni.

    Nella puntata sugli USA si dice che gli USA non si stanno ritirando dalla zona Indo-Pakistana.

    Se ho capito bene, l’affermazione e’ da accostare al ritiro dall’Afghanistan, per ribadire che non si tratta di disimpegno militare dall’area.

    Domanda n.1: in cosa consiste la permanenza o addirittura il rafforzamento della presenza USA?

    Forse si vuole sottolineare che la nuova strategia militare sembra essere quella di essere piu’ presente nell’area del Pacifico in funzione anti-Cina?

    Domanda n.2: quando ho sentito delle restrizioni di bilancio annunciate da Panetta, mi sono posto un problema che i notiziari non hanno sfiorato e che e’ stato richiamato da Giannuli: quanto costano le 700 basi sparse nel mondo? Su questo argomento cosa sappiamo in termini di futuri risparmi? Ce ne saranno? E se si, cosa si prevede per le basi USA in Italia?

    Circa il dilemma USA richiamato dal Prof. Colombo sulle spese militari (continuare a spendere e mantenere il prestigio o lasciare che altri pensino in proprio alla propria difesa) io declinerei cosi’: gli USA vogliono mantenere il loro “prestigio” militare per ragioni esclusivamente economiche (per garantirsi, almeno, l’attuale livello di benessere) e penso che sappiano farlo solo in termini di rapporti di forza (e’ nel loro DNA e non sanno concepire un modo diverso).

    La questione rilevante e’ capire quale, e quando, sara’ il punto di rottura (risorse non piu’ disponibili a livello sufficiente) e cosa succedera’ quando capiranno che non potranno piu’ andare avanti nello stesso modo.

    (Cosa diversa e’, come ora, risparmiare qualcosa e spostarsi sul Pacifico, mantenendo il ruolo e la filosofia imperiale.)

    Infine, ho letto un articolo di Furio Colombo (QUELLA FORZA OSCURA CHE BLOCCA OBAMA, Il Fatto Quotidiano 07.01.2012, pag.12) e mi ha colpito il paragrafo finale, che sembra alludere a qualcosa di preciso: “Ci tormenta una domanda che per ora non ha risposta anche se viene riproposta dagli economisti americani che resistono al sonno del conformismo: Obama sa (e se sa, perche’ non dice) quale forza o potere blocca e rende impossibile il suo disegno americano di restituzione ai poveri della cittadinanza e della partecipazione politica?”

    Cosa ne pensa il Prof. Giannuli? E’ solo il riferimento al mondo dell’alta finanza che lo ha sostenuto e che Obama non sa o non vuole contrastare?

    (Un augurio a tutti di buon 2012!)

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