Aldo Giannuli
Aldo Giannuli

Aldo Giannuli

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Commenti (13)

  • Dafni Ruscetta

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    Mi sembrano riflessioni e interrogativi assolutamente pertinenti e legittimi. Bravo Aldo!

  • Andrea

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    Grazie professore: finalmente un passaggio semplice e chiaro, ma allo stesso tempo pregnante, che smonta la fuffa del “superamento delle ideologie” tanto cara al pensiero unico di oggi, per il quale chiunque osi avanzare critiche al sistema liberista è “ideologizzato” e chi invece lo accetta acriticamente è “libero da pregiudizi”.
    Per il resto, buona fortuna al M5S (detto da uno che non ha mai simpatizzato per loro) sperando che ascoltino i suoi consigli: sarebbe comunque un bene per il paese a prescindere dall’esito delle elezioni

  • Valerio

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    In passato questo tipo di considerazioni era più semplice perché le proiezioni ideologiche dei partiti insistevano comodamente su un dominio unidimensionale. Oggi le proiezioni ideologiche dei partiti (che esistono, eccome se esistono) possono essere valutate solo se esaminate alla luce di un dominio multidimensionale. Applicazione in cui, ad esempio, eccelleva Forza Italia, costituendo il fattore che ne ha determinato il successo.
    La vera domanda da fare al 5S è se, oltre alla canalizzazione e alla gestione del dissenso, hanno altri scopi e volontà.

  • napalm51

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    c’è sempre un matteo con cui stare per degradare

    Per la consistenza del M5S mi sembra utopico

  • Allora ditelo

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    Contrariamente ai proclami di democrazia diretta il M5S, alla quale non partecipa la quasi totalità dei suoi elettori, il movimento si è sempre dimostrato ostile al proporzionale puro ed ha perseguito leggi elettorali disproporzionali che pregiudicassero il diritto delle minoranze a partecipare alle decisioni nell’assemblea parlamentare.

    Il che sarebbe quasi come se qualcuno auspicasse di alterare l’esito di una serie di decisioni di democrazia diretta impedendo la partecipazione di alcuni gruppi di cittadini che differiscano dagli altri per l’espressione di alcune tesi minoritarie (pur potendone avere altre in comune).

    Già, perché seppure si tratti di democrazia rappresentativa la fiducia degli elettori nella delega non può passare in secondo piano.

    Per il resto -se non erro- il programma e la Weltanschauung sembra li stiano decidendo lo 0,? dell’elettorato M5S su Rousseau.

    E meno male che il M5S è dato vincente; le richieste di iscrizioni (“in attesa”) confermano il trend magari: ah saperlo!

    (altrimenti ad iscritti stanno peggio del PD ed hai voglia di menarla sulla democrazia diretta quando la scarsa partecipazione e le poche iscrizioni esprimono un giudizio di valore anche se silente… )

  • Gaz

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    Bel pezzo.
    Aggiungerei anche considerazioni di politica estera.

  • Alessandro Pisan

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    Il m5s è “di sinistra” e non per dichiarazioni o altro ma perché al momento è appiattito sulle posizioni del pd (immigrazione europa banche esteri) nel tentativo di rubare gli elettori scontenti (ovviamente io non so assolutamente cosa voglia dire “di sinistra” la cui definizione è e rimane per me uno dei più grandi misteri della politica italiana):
    il m5s è divenuto assai simile al pd non solo per posizioni sui problemi importanti ma anche per linguaggio usato quindi se ci fosse un’alleanza di contiguità questa sarebbe paradossalmente proprio con il pd.

    Quando una mazzetta permette di avere le leggi su misura le ideologie non esistono, plutocrazia uccide ideologia e democrazia quindi è poco utile parlare delle alleanze dopo voto che sarà sempre uguale a prescindere da chi governa:
    la coerenza è assente e il mercato delle vacche è evidente e in grande espansione (record di cambi di casacca in questa legislatura).

    La scomparsa di Casaleggio ha lasciato un vuoto e molte cose all’interno stanno peggiorando (io mi sono disiscritto ieri perché la democrazia diretta ormai è scomparsa dal movimento quindi per me la fine è ormai solo questione di tempo).

    Per rispondere all’ultima domanda, l’orizzonte del m5s è chiarissimo e basterebbe consultare rousseau (o le leggi presentate in commissioni) per saperlo:
    il m5s non cambierà proprio nulla di sostanziale dell’Italia.

    p.s. è stato pubblicato oggi il programma esteri m5s (non molto chiaro e assai discutibile ma diciamo che almeno esiste)

    p.p.s. tutte le idee possono essere definite con un grado più o meno alto di “giustezza” quindi sopra o sotto soglia di giusto o sbagliato, il problema sta nella misurazione e nei calcoli che poi danno il risultato da mettere in scala: idealmente è possibile (quindi in teoria Casaleggio aveva ragione) ma praticamente è difficilissimo.

  • Tommaso B

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    La scelta di non definire a priori le alleanze di governo è comprensibilmente dettata dalla necessità di catalizzare il maggior numero di voti, senza scontentare una parte del proprio elettorato, che prima di votare il M5S votava destra, sinistra o centro.

    Dopo i risultati delle elezioni però il M5S, se fosse coerente, dovrebbe chiedere agli iscritti con quali forze politiche dovrebbe allearsi per formare un governo.

    In realtà esiste un sottinteso sistema bipolare, formato da un lato dai partiti che si aggregherebbero attorno al PD (AP, FI, etc ..) per formare l’ennesimo governo di larghe intese, dall’altro i partiti di opposizione che si potrebbero aggregare attorno al M5S (Lega, FDI, etc …)

    Tuttavia, per evitare l’ennesimo inciucio, basterebbe con una legge elettorale veramente democratica, in cui siano gli elettori a scegliere al secondo turno la coalizione di governo, come proposto negli anni ’80 dal professor Pasquino.

  • Ruggero Orilia

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    In Francia la France Insoumise e una parte della sinistra radicale cercano di conciliare nelle loro proposte la legge proporzionale il diritto di revoca dell’eletto.

  • NONNO

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    che cos’è la destra e cos’è la sinistra penso sia stato ormai chiarito https://www.youtube.com/watch?v=4kuySYnIvt4
    continuo invece a chiedermi pur continuando a votarli cosa sia il M5S.

  • Elenio

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    Io stavo facendoci un pensierino sul movimento, sempre che si vada a votare, ma più li ascolto e più sento proclamazioni piene di fuffa. Poi mi chiedevo, e magari lei che li conosce un po’ meglio di me può darmi una risposta, ma come mai neanche loro parlano mai di lotta all’evasione fiscale? Io, come tanti altri contribuenti dipendenti, crediamo che 100/200 miliardi di evasione risolvano e come i mali dell’Italia, altro che reddito di cittadinanza sulla base di presunti tagli o imposte realizzabili al 20 %. Il problema rimane la non alternativa a loro. Credo, che alle prossime elezioni, toccherà restarmene a casa!

  • Giovanni Talpone

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    All’inizio dell’avventura del M5S fui contattato anch’io (peraltro con una gentilezza a cui come ex militante di sx non ero abituato) e rifiutai, spero con gentilezza non troppo inferiore, anche per l’assenza delle prese di posizioni esposte dal Professore. Sono convinto che il M5S può prendere tutti i voti che vuole, ma resta fragilissimo, proprio perché è basato su persone che hanno accettato di tacere su codeste cose per anni. E se di colpo questo popolo incomincia a parlarne, come ci si può aspettare che si trovi d’accordo? Scopriranno che fra di loro ci sono anarchici, fascisti, socialisti, laici, liberali, liberisti, cacciatori, ecologisti, buddisti, protestanti, scientologisti, cattolici progressisti e cattolici integralisti, ufologi e dietrologi, liberi pensatori ed evasori fiscali, paroliberi e analfabeti funzionali. E soprattutto parleranno moltissime persone con idee confuse e contraddittorie, che hanno trovato normale appoggiare per anni un partito senza un progetto ma diretto da un gruppo oligarchico irrevocabile.
    Ora ci sono le elezioni amministrative: in un modo o nell’altro dovranno scendere dal pero. E se son pere fioriranno.

    • francesco cimino

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      appunto: l’intransigenza dei 5 stelle nel “rifiuto delle alleanze” è proporzionale alla vaghezza delle idee messe in campo. Finché non vengono precisate, ognuno può credere che corrispondano ai propri desideri o evitare di approfondire il tema notando alcune difficoltà nelle proposte. Può quindi credere che l’intransigenza sia segno di purezza rivluzionaria, tanto più quando riduce la politica ad uno scontro tra “onestà” e corruzione: ci si potrebbe mai alleare ai “corrotti” ? Così si fondono il desiderio di una “rivoluzione”, la riduzione della politica a legalità e un’opportuna vaghezza nella cultura politica. Un’alleanza costringerebbe a precisare le proprire posizioni perché gli altri partiti il pubblico ritiene di conoscerli…lo ritiene, magari a torto, perché con la crisi della sinistra quest’ultima categoria ha di fatto perso valore nei maggiori partiti, mentre la destra “nazionalista” quando critica la “globalizzazione liberista” può far propri anche dei temi sociali. gli equivoci del m5s rientrano anche in tale reale o apparente rimescolamento generale

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