Aldo Giannuli
Aldo Giannuli

Aldo Giannuli

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Commenti (28)

  • Riccardo M

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    Giannuli, lei commette l’errore (pacchiano) di concentrarsi sulle facezie politiche locali italiane a fronte di un processo storico globale, quello dell’evoluzione del capitalismo e l’assunzione della socialdemocrazia occidentale alla sua causa, insinuando che se le cose nel Belpaese fossero andate diversamente, questo processo evolutivo si sarebbe potuto, se non fermare, rallentare.

    • Aldo S. Giannuli

      Aldo S. Giannuli

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      ma non Le viene in testa che magari ci ho già pensato e (se leggessi i pezzi di cui parla e sino in fonbdo) ho già il pezzo prointo? Sia meno presuntuoso

      • M

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        Professore, non se la prenda, ma siamo in ansia della seconda parte del pezzo.
        Sono stato in Africa diverse volte nelle missioni ed ho potuto notare che i periodi meno disagiati, per non dire i più prosperi, laggiù si sono vissuti ogniqualvolta gli USA erano concentrati a fare danni altrove (anni ’40 e ’70).
        Ora, in Europa nel ’93 i loro emissari si erano già insediati ovunque, tutto attorno alla Germania riunificata di Kohl, e cioè nei centri di comando della nostra repubblica come in quelli della vicina Yugoslavia, come pure a Mosca (salvo sedarvi l’ultima rivolta in Ottobre).
        Oggi si leccano la ferita siriana e non sanno dove sarà più fruttuoso sferrare la prossima zampata, se nei Baltici, in Ucraina, in Siria (dalla Giordania), in Turkmenistan (dall’Afghanistan), in Myanmar, nelle Filippine o in Corea del Nord.
        Mi sembra che qui da noi, anche se hanno ancora il dominio dei cervelli, come nel ’93, non riescano più a costruire contenitori di opinione stagni e questo grazie ad internet ed al passaparola.
        Se a prenderanno un’altra sberla in giro per il mondo, potrebbe essergli fatale in termini di reverenza. Perciò proveranno a dare la zampata e ad insonorizzare l’eventuale sberla di rimando. Dunque attendiamoci il tentativo di oscuramento di internet e per fare ciò un Ministro degli Interni ad hoc. Come lo vede Minniti? Non ha un ottimo curriculum? Nel 2008 la sforbiciata ai partitini appena sopra il 4% non l’aveva data lui?

        • M

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          … dalla stanza dei bottoni?

  • Gaz

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    Che ne sanno Ber.ni, Ber.ni, R. e tutti i papaveri partitici di cosa succede quando sbaracca il mercato orto frutticolo ?
    Inadatti !!

  • Rachkovsky

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    La differenza rispetto al ’93 è enorme: Castellari, Gardini, Cagliari.
    Il peso, la misura, ed il numero di tale differenza la scontiamo proprio ora: non è un “caso” l’attacco dei cugini d’oltralpe ai delicatissimi assetti milanesi; divieti e patti non scritti sono saltati. Ma poichè pare esser abitudine dei “galantuomini”, ci “autosospendiamo” da qualsiasi giudizio…

  • Giorgio Pirre'

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    Mi pare che ci sia stato un D’Alema 2 prima del governo Amato.

    Circa la ricostruzione concordo con Riccardo M sul fatto che lo sguardo vada allargato allo scenario internazionale (geopolitico ed economico) perche’ quello che sta accadendo ora nel sistema politico italiano potrebbe essere un “teatro autoriflessivo” cioe’ privo di sostanziali leve per incidere sulla situazione interna.

    La qualita’ del ceto dirigente, piu’ che ascriversi ad una generica cattiva attitudine morale, potrebbe leggersi come conseguenza inevitabile di uno scadimento di sistema.

    In un certo senso, sono molto piu’ pessimista.

    Per capire quello che potrebbe succedere da qui a pochi mesi o pochissimi anni, forse converrebbe capire di piu’ sulle vicende bancarie italiane in collegamento con interessi esteri, la fuga della Fiat in Olanda, i casi Telecom, o da ultimo la scalata di Bollore’, ecc. ecc.

    Senza dimenticare che il debito pubblico italiano potrebbe essere una bomba ad orologeria alla fine del 2017 sia per l’Euro che per quel che resta di UE.

  • Gaz

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    Traduzione non autorizzata della prossima puntata = prima di rovinarsi per aver puntato sull’equino sbagliato, meglio rifare la puntata e puntare sul cavallo vincente. Il come appartiene alle tecniche e comunque ci si può aiutare con politici vacui non meno dei loro partiti.

  • Giovanni Talpone

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    Tutte queste considerazioni, pur giuste, rischiano di essere marginali a fronte della crisi dell’Europa (federarsi o disintegrarsi) e dell’imprevedibilità della politica USA verso Cina, Russia, Europa (e quindi NATO) e resto del mondo. Forse domani ci ricorderemo del 1993 (e del 2016) come una Disneyland.

  • Allora ditelo

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    E l’Indice di Laakso-Taagepera?
    http://cise.luiss.it/cise/2014/06/05/un-voto-rivoluzionario-il-sistema-dei-partiti-piu-semplificato-e-quello-italiano/

    CI sarebbe occasione di riesaminare i criteri con cui si attribuisce il patentino di portatore “stabilità politica” al maggioritario quando grazie all’alternanza di minoranze gonfiate esso ha più i tutti contribuito al “trasformismo erratico” della linea politica nazionale.

    Tra governi di lotte all’evasione e governi di condoni tombali, tra riforme “rivoluzionare” del sistema scolastico e chi più ne ha più ne metta.

    Certo che accettare condizioni di aiuto dell’ESM, ad esempio (magari prima delle elezioni) o derivati coperti da segreto di stato sono cose che resisterebbero all’alternanza politica.

    Ma con il maggioritario non si tratta di “cambiare idea” ma di consentire ad una minoranza sovra-rappresentata di fare scelte di “breve termine” senza che poggino su un consenso politico “rappresentativo”.

    Roba che la I repubblica ha accantonato appena dopo aver appurato la reazione degli elettori alla legge truffa.

    Per fare cambiare idea a cittadini si è insidiosamente inquinata di propaganda l’opinione pubblica per decenni.

  • Pippo Fecondo

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    Sarei tendenzialmente d’accordo, posto che condivido quasi tutto ciò che scrivi, solo che ho qualche perplessità. La crisi è ancora più grave e si è avvitata più volte su se stessa, per cui temo che vi sia una minore reattività in questa svolta, sulla cui esistenza non dubito. Nel ’93 c’erano dei miti trainanti ancora, il liderismo tra questi, ora invece pare che tutte le ipotesi di “riforma” siano state praticate, e il ritorno al proporzionale è una semplice risulta, o così mi pare, non un elemento mobilitante.

  • Gaz

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    ACME NEWS

    Dal suo ritiro in Oregon l’ex premier ha preso posizione sui recenti fatti che hanno investito il Campidoglio con una nota rilasciato al nostro inviato.

    “A nome del Governo e della sua maggioranza ringrazio sentitamente, sinceramente e vibrantemente Virginy per essersi generosamente adoperata per l’affermazione dei nostri partiti, senza che noi facessimo alcunchè. Il Governo esprime il suo ringraziamento agli uomini dimessi e dimissionandi del cui senso dello spettacolo tutti eravamo a conoscenza e grazie ai quali i riflettori della stampa si sono spenti su di noi. Non perciò un riconoscimento di prammatica, ma un apprezzamento di sostanza nella nostra vita politica italiana, travagliata da fenomeni come il trasformismo, il disfattismo, la stagnazione.
    Virginy va incoraggiata nella sua azione e le va spianata la strada politica. Va riconosciuto il suo merito politico e persino da noi votata se non la votano abbastanza i suoi.
    Altro che Cetto Laqualunque, Virginy è il nostro uomo! ”

    Qui da Salem è tutto. A voi Blog.

  • Maurizio Melandri

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    Concordo con quasi tutto.
    Proprio per questo ritengo che oggi ci si debba concentrare su come tornare dalle classi popolari, riacquisirne la fiducia stando con loro ed aiutandole avendo come obbiettivo ultimo un parito di classe. Per altri tipi di partiti non ci sono spazi.
    Un partito non ideologico, il comunismo non è e non vuole essere un ideologia, dato che l’ideologia è solo falsa coscienza.
    Ripetendo uno slogan non mio oggi “Socialismo o Barbarie” è molto più vero che negli anni ’70. Le condizioni socio-economiche oggi gernerano rabbia dato che non c’è prospettiva per il futuro e noi dovremmo essere in grado di evitare che la rabbia si rivolga contro falsi obbiettivi.

  • andrea z.

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    Fino al ’93 abbiamo avuto ai vertici dello Stato politici ed economisti fedeli alle dottrine keynesiane, favorevoli ad una equilibrata commistione tra economia pubblica e privata e, nonostante la corruzione endemica, i risultati sono stati discreti, perchè il lavoro non mancava e gli stipendi garantivano un potere d’acquisto accettabile anche per i ceti meno abbienti.
    Con la fine della Guerra Fredda le dottine economiche liberiste, che si erano affermate nei Paesi anglosassoni fin dagli anni ’70, sono arrivate qui da noi; c’è stato un cambio di personale politico, probabilmente guidato da un’amministrazione americana che iniziava a sentire il peso della finanza globalizzata e i risultati sono stati quelli indicati nel suo articolo.
    A nostra discolpa possiamo dire che, come Stato satellite della potenza egemone, abbiamo dovuto seguire delle direttive che si sono rivelate fallimentari, mentre a nostro carico dobbiamo considerare la superficialità e l’impreparazione con cui il nostro sistema politico ed economico ha affrontato la sfida della globalizzazione.
    Il nostro sistema economico era debole perchè protetto da alti dazi doganali ed era colluso con la politica che garantiva appalti sicuri in cambio di tangenti.
    Appena sono state tolte le protezioni, dopo Mani Pulite, l’economia italiana ha mostrato le sue incongruenze e la sua fragilità con fallimenti, delocalizzazioni e acquisizioni da parte degli stranieri.

  • Andrea M

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    M5S antisistema? Per essere antisistema, a casa mia, bisogna avere una critica al sistema. Quale sarebbe la critica al sistema del M5S? Che non sono onesti? Quindi il sistema va bene così? Sono solo le persone ad essere sbagliate?

    Prof, bisogna andare oltre queste formazioni politiche esistenti. Nessuna di esse porterà a niente di buono. Lo so io e sotto sotto lo sa lei: non ci si può fermare al lato tattico. Ci serve, come popolo, una strategia di più lungo respiro.

  • Aliquis

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    Concordo con l’ultimo commento e aggiungo una cosa.
    Il cambiamento del 1993, in particolare il referendum sul maggioritario, fu voluto e imposto dai poteri forti, America compresa. E passò. Si trattò di una involuzione autoritaria in linea con il neoliberismo trionfante.
    L’ odierno referendum è andato in senso opposto. I poteri forti, America compresa, hanno perso. Questa volta ha vinto la democrazia. Certo, è una vittoria difficile, contraddittoria, perchè il popolo non è organizzato politicamente. Solo i potenti lo sono. Ma questo dovrebbe essere ovvio. Mi sembra che la situazione non sia paragonabile al 1993. Per niente.

    • Aldo S. Giannuli

      Aldo S. Giannuli

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      la similitudine è relativa solo all’aspetto della tenuta del sistema politico

      • Gaz

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        Alle prossime elezioni quelli li si prenderanno un bagno e andranno freschi freschi, che se lo ricorderanno.
        Vi è piaciuto il governo Gentilon ?
        E tenetevelo caro caro.

  • Paolo Selmi

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    Professore, buongiorno!

    Analisi impeccabile. Un unico appunto sulla Lega: ha avuto anche lei le sue mini-scissioni, sfociate nel nulla, come ovvio aspettarsi, ma le ha avute: dal cognato di Bossi agli inizi fino al sindaco di Verona Tosi, riemerso alle cronache in questi giorni. Per certi versi, Lega e M5S hanno una dialettica interna analoga: nulla, finché non scoppia il bubbone; irriducibilmente inconciliabile, allo scoppio del bubbone. Partiti che si definiscono antisistema e che hanno funzionamenti interni che vengono da un passato non troppo glorioso del nostro belpaese, e che non vale la pena ricordare. E i media ci marciano sopra, assist serviti a Renzi su un piatto d’argento (Gaz chapeau!), Sala addirittura invitato a ritornare, accusato di isterismo irresponsabile dal suo oppositore Parisi. Qualcuno ha un po’ di citrosodina? E’ troppo anche per uno stomaco come il mio che passa dalla cazola alla pizza rustica con la stessa naturalezza con cui un milanese cambia i mezzi.

    Scherzi a parte, prof, ha ragione al 100%. Siamo messi peggio, del ’93. Il quadro politico è desolante, viene davvero voglia di starsene “con le quattro capriole di fumo del focolare” e mandare tutti a quel paese. Che è quello che vogliono, tutto sommato: il modello “americano” di plutocrazia dal volto democratico, bassa affluenza di elettori “ratificatori”, programmi scritti da lobby “e associati”, politici fantocci legati a queste ultime da contratti più o meno scritti (in questo, almeno, la Casaleggio è più “americana”, muovendosi alla luce del sole, salvo dirlo dopo: chi avrebbe votato la Raggi sapendo che il vero sindaco sarebbe stato Grillo per conto della Casaleggio e lei avrebbe dovuto prendere nota di quanto deciso altrove? il manifesto di oggi ci marciava su che era un piacere…).

    O forse no: se i Comitati per il NO si adoperassero, con la stessa forza, per divenire Comitati per l’attuazione della Costituzione, per esempio. E su questa base si confrontassero DAVVERO i soggetti afferenti al variegato sottobosco della Sinistra, da Rifondazione a Speranza (http://ilmanifesto.info/davide-contro-golia-speranza-si-lancia-emiliano-corre-con-lui-rifondiamo-il-pd/), partendo dalla rimozione dei Voucher e dalla reintroduzione dell’Art. 18, per esempio, a prescindere dalle sorti del referendum promosso dalla CGIL. Premere, in altre parole, perché questo soggetto, riprendendo anche quanto espresso poco pià sopra da Maurizio Melandri, riprenda una sede lasciata vacante da troppo tempo, non abbia paura di crescere e prendersi le sue responsabilità, localmente e a livello nazionale, sappia difendere il Lavoro e riprendere una vera e propria elaborazione teorica per passare all’offensiva, per proporre alternative di cambiamento traducibili in un programma di governo con obbiettivi a breve, medio e lungo termine dichiarati e che non siano una semplice minestra riscaldata di keynesismo (basta sentire le proposte di Bersani in calce all’articolo citato del manifesto per capire che questa perniciosa tendenza è dura a morire…). E allora, forse, la percentuale di votanti aumenterebbe.

    Un caro saluto e
    buona domenica!

    Paolo

  • Gaz

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    O. T.
    Il rignanese davanti ai suoi, dopo la bocciatura referendaria, sostiene che sia necessario
    + noi e – io.

    Noio… volevam… volevàn savoir… l’indiriss…ja.
    noi vogliamo sapere, per andare dove dobbiamo andare, per dove dobbiamo andare? Sa, è una semplice informazione…” (Totò)

  • Gaz

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    Compra il cioccolato X: ha + latte e – cacao.
    … tanto vale comprare una bottiglia di latte. O no?

  • Gaz

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    Vediamo la radice di 2016. Ipotizziamo, per dire, che sia 1916.
    Ohibò !
    Durante la Prima Guerra Mondiale, il gatto e la volpe che fanno? Quella che hanno sempre fatto e continuano a fare: i barbari !!
    Sykes e Picot, due onesti uomini di adamantina condotta, firmano in segreto i trattati con cui los anglos e galletti si pappano il medio oriente, tra Siria, Irak e tutto il resto.
    E questi sarebbero quei sepolcri imbiancati che ci fanno la morale, dopo aver fatto disastri immani in casa altrui e con la roba altrui che nessuno gli aveva dato.
    Berlusconi studia !

  • Marco Cattaneo

    |

    Articolo di notevolissimo interesse, resto in attesa della seconda parte.

    Solo una precisazione: tra i tanti dati economici sconfortanti, non è giusto menzionare una “bilancia commerciale sempre più disastrata”. L’Italia in questo momento sta sviluppando saldi commerciali ATTIVI per 50-60 miliardi annui – terzo surplus commerciale al mondo (dopo Germania e Cina) esclusi i paesi produttori di materie prime.

    Il surplus naturalmente è prodotto anche dalla caduta della domanda interna e quindi delle importazioni. Ma va evidenziato che l’export è l’unica componente del PIL che ha superato i livelli precrisi

    http://bastaconleurocrisi.blogspot.it/2016/10/semplici-dati-da-aver-sempre-presenti.html

    a dimostrazione che le valenze dell’apparato produttivo rimangono di tutto rilievo – dove la domanda non viene artificialmente compressa si vende, in altri termini.

    L’Italia deve uscire dai vincoli dell’eurosistema, e con ogni probabilità questo richiede o l’uscita integrale dall’euro o l’introduzione di una moneta complementare in affiancamento. Politicamente è un passaggio non semplice: ma tecnicamente le prospettive di un forte recupero di PIL e occupazione, se lo si realizza, sono assolutamente concrete – e anche in tempi rapidi.

    • Paolo

      |

      Caro Dott. Cattaneo

      quelli del M5S conoscono bene la proposta dei CCF (ottima..di gran lunga migliore al cosiddetto break up formulato da altri economisti che potrebbe essere doloroso e problematico ) formulata da Lei e da Giovanni Zibordi—->>> ed è un proposta tecnica ideale per i 5stelle…visto che non si è mai capito se dall’euro vogliono uscire veramente o no. (la sua proposta che a mio parere è la migliore in assoluto ovvia il problema dell’uscirne o meno e se messa in atto risolve tanti problemi nell’immediato sempre restando con l’Euro )..ma temo che “eluderanno” anche quella .

      • Paolo

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        Il M5Stalle ..la conosce e la elude (come tante altre cose: è un movimento che “chiaramente ” fa “finta” di essere “contro” ) ma lei se non lo ha già fatto insista insista insista: se il M5Stalle facesse propria la sua proposta CCF cosi interamente come è stata formulata….beh sarebbe un gran passo avanti: per il M5Stalle…per l’Italia e per la nostra economia. Ma credo che la conoscano già…se non l’hanno totalmente presa in considerazione sino ad oggi come proposta….temo che…ecco….

  • Alessandro Giacone

    |

    Caro Aldo,
    il tuo articolo parte dall’assunto che sia esistita una Seconda Repubblica, e come sai non condivido quest’idea. Una Repubblica è un sistema di governo, non un insieme di partiti che possono (e devono) cambiare nel tempo. Dal momento che la costituzione è rimasta sostanzialmente immutata dal 1948 (tranne le modifiche del 2001, ma chi parlo’ allora di un cambiamento di Repubblica?), possiamo considerare che siamo sempre alla Prima repubblica (una e indivisibile). Auguri! Alessandro

    • Aldo S. Giannuli

      Aldo S. Giannuli

      |

      una repubblica è un sistema di governo

      Auguri anche al papà

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