Aldo Giannuli
Aldo Giannuli

Aldo Giannuli

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Commenti (8)

  • Giancarlo Russo

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    Giusto in questi giorni stavo pensando di scriverLe qui per chiederLe lumi sul libro di cui, qualche settimana fa, aveva accennato e di cui oggi, finalmente, conosciamo i dettagli. Non vedo l’ora di leggerlo. I miei più sinceri complimenti!

  • Gaz

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    Aspetto di leggere il libro prima di esprimere un giudizio compiuto.
    Tuttavia l’antipicazione promette bene e sembra essere succosa.
    Una guerra non è uguale alla precedente. Bisogna conoscere dal di dentro l’avversario, studiarlo e batterlo nei suoi punti deboli, senza tralasciare il dopo.
    Sui cosiddetti “alleati” di cui conosciamo le prodezze commercial-belliche aspetto di leggere.

  • leopoldo

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    “L’Isis ha un grande vantaggio ….” finche riesce a trovare proseliti disposti a immolarsi, sceicchi e predicatori che educano al martirio a buon mercato.Sono mine vaganti che tendono a ‘purificare’ lo spazio culturale e territoriale dalla Mauritania al Pakistan. Leggerò con avvidità la proposta di evoluzione culturale.

  • Zerco

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    Spero che il libro sia fatto anche su qualche fonte araba laica (ce n’è, basta trovare il traduttore affidabile, cioè che non sia l’onnipresente Memri israeliano), o anche occidentale più documentata come Fisk e Meyssan e non solo su quelle angloamericane (think tank vari +, ahimé, Site) su cui è costruita questa introduzione che lascia presagire una trattazione e insoddisfacente, da geopolitica oleografica intellettual-colonialistica alla Limes.
    Auguro peraltro al libro di avere successo editoriale (come l’hanno tutti i libri sull’Isis, argomento che fa cassetta) solo perché può consentire a Giannuli di scrivere libri veramente utili su altri argomenti in cui è ferrato.

    • Herr Lampe

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      Citare come fonte affidabile Meyssan mi pare un azzardo. Come, del resto, dare dell’incompetente all’autore di un blog con certe credenziali.
      Poi, per carità, ognuno giudica sulla base delle proprie idiosincrasie e compatibilmente con la conoscenza personale della netiquette.

      • Zerco

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        Se hai notato Meyssan quando fa un’affermazione cita sempre la fonte che è quasi sempre un documento ufficiale o una dichiarazione testimoniata. Le sue interpretazioni “complottiste” (con le quali comunque ci ha azzeccato più volte, per esempio di un accordo tra USA e Russia sulla Siria ne aveva parlato qualche settimana prima dell’intervento russo) non compromettono il lavoro sulle fonti. Non parliamo poi di Fisk: uno che parla di Medio Oriente senza citare Fisk vuol dire che è superficiale.
        L’immagine dell’Isis di Giannuli è quella occidentale, cioè senza neanche una fonte araba che non sia “purgata” dall’occidente o tradotta dal Memri e divulgata dal Site, che legge il Medio Oriente secondo una divisione per linee religiose ed etniche. Questa lettura è interessata: non è una osservazione, è un progetto, nato con la colonizzazione europea e formalizzato e strutturato dai sionisti nel “piano Yinon”, adottato dagli USA nel Pnac e dal potere neocon. Un progetto geopolitico insano e ignorante che viene sempre riproposto spacciandolo come la cosa più naturale del mondo.
        Giannuli, che io apprezzo enormemente e sono suo lettore da anni, si vede che non sa l’arabo (e questo è già un limite a un’analisi profonda di quella realtà), che non conosce la Siria (forse non ci è mai stato) e il Medio Oriente e ne fa il quadro attuale (Isis compreso) sui commenti della stampa occidentale e fonti di intelligence palesemente interessate a orientare il conflitto da una certa parte.
        Ma con tutto ciò fa bene a scrivere un libro sull’Isis: ci guadagna e fa sicuramente un lavoro molto migliore di Maurizio Molinari, Lorenzo Cremonesi, Pigi Battista e pattume neocon nostrano.
        Per tornare a Meyssan: da qualche tempo dice che la Siria in agenda è “scalata” in basso, di stare attenti al Libano. Infatti, se hai visto cosa è successo negli ultimi giorni…

        • Aldo Giannuli

          Aldo Giannuli

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          effettivamente non so l’arabo e non lo nascondo, ma non pretenso di essere un esperto di mondo arabo, il libro è pensato come esame geopolitico e dal punto di vista degli errori dell’intelligence occidentale. Magari prima di esprimere giudizi leggetelo…

          • Gaz

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            “Ma con tutto ciò fa bene a scrivere un libro sull’Isis: ci guadagna”
            Posso testimoniare di aver pagato la mia copia del libro con uno sconto corposissimo, che neppure il mio libraio di una vita mi fa, senza che neppure lo abbia chiesto. Quindi …

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