Aldo Giannuli
Aldo Giannuli

Aldo Giannuli

Storico, è il promotore di questo, che da blog, tenta di diventare sito. Seguitemi su Twitter o su Facebook.

Commenti (10)

  • Avatar

    T.S.

    |

    Interessante la disamina su quelli che si stanno imponendo come i nuovi padroni della città.
    Altrettanto interessante, ma decisamente poco entusiasmante, la sequela di consigli per far da volano a questa nuova ondata di investimenti, che s’inseriscono nella sudditanza al modello economico-sociale dominante.

    Reply

    • Aldo S. Giannuli

      Aldo S. Giannuli

      |

      be questo è quello che pensa il mio amico Poletti non quello che penso io…..

      Reply

  • Avatar

    Paolo Selmi

    |

    Professore, buongiorno!

    grazie per il contributo stimolante, anche nel disaccordo. qualche breve nota:
    1. I nuovi Rotschild hanno bisogno di esibire il potere, di mostrare che basta avere i soldi per non esser più considerati pacchiani, naturale che si muovano in questa direzione. Il calcio, non nominato nel contributo, ma altrettanto importante, non fa eccezione. Non sono infine un frequentatore di San Siro (ippica), ma anche lì probabilmente avremmo delle sorprese (arabe, e non solo).
    2. A Milano c’era l’ISMEO (Istituto italiano per il Medio ed Estremo Oriente), divenuto nel 1995 ISIAO dove, proveniente da Ca’ Foscari (giusto per dire il livello delle lingue insegnato a quella scuola) ho fatto in tempo a fare un corso di mantenimento di giapponese (Giapponese IV), quando pensavo servisse ancora a qualcosa oltre che al piacere personale. Istituto lasciato miseramente fallire (dallo Stato) nel 2012 (https://it.wikipedia.org/wiki/Istituto_italiano_per_l'Africa_e_l'Oriente). Oltre alla bicocca, per chi non volesse iscriversi ma studiare le lingue, ci sono i corsi civici (http://www.lingueincomune.it/) sempre di alto livello.
    3. Prima di chiamare interpreti stranieri, ci sono tantissimi italiani usciti dalle facoltà di Lingue Orientali a spasso, o costretti a vivere in Cina, in Giappone, o nel Paese che hanno studiato per usare quanto hanno imparato (altrimenti, adattarsi a vivere qui e fare altro, c’è solo l’imbarazzo della scelta: lo spedizioniere, il telefonista, il cassiere, il portiere di notte… ecc.)
    4. L’Azerbaijan, limpido esempio di “democrazia” cara agli USA e alla Turchia, non sarà mai buttato giù fino a che ad Aliev (Ilham figlio di cotanto padre Heidar), non partirà l’embolo e si ricorderà dei bei tempi in cui sciallava i soldi di papino (e di un intero popolo) nei casinò (e nei casini) russi della gestione eltsiniana: sarà allora, se mai deciderà di invertire la rotta geopolitica, che qualche Amnesty o HRW tirerà di nuovo in ballo la storia dei diritti umani in Azerbaijan (che non è una storia, visto che il russo l’ho iniziato a imparare in Via Gorlini a Milano servendo come servizio civile, fra gli altri, proprio i richiedenti asilo… azeri (1999-2000)). I soldi son soldi, va bene: ma allora diciamolo e smettiamo di essere schizofrenici (ENI in Egitto, sanzioni alla Russia, per non tornare indietro a Gheddafi)…
    5. Infine, proporre Milano unicamente come centro servizi di livello internazionale, una brutta copia della City… siamo sicuri che sia la soluzione? E non invece sfruttare la capacità di acquisto di beni di qualità di questi (e altri, basti pensare ai coreani e ai giapponesi…) potenziali clienti per rilanciare il Made in Italy a livello nazionale e in ogni settore, un Made in Italy riposizionato su livelli a cui cinesi, vietnamiti, bengalesi, pachistani, indiani, marocchini, tunisini e turchi non potranno mai arrivare (a meno che non lo svendiamo nuovamente come già fatto con il tessile, con i frigoriferi, con gli autoveicoli, portando lì macchine e conoscenze)? Fino a quando circolerà la barzelletta degli occhiali da sole prodotti in Cina, esportati a Hong Kong, cambiati di etichetta con quella di una griffe italiana, e riesportati in Cina come beni di lusso? A quando la fine di queste furbizie e un piano industriale nazionale ripensato su coordinate di lungo respiro?

    Un caro saluto.
    Paolo

    Reply

      • Avatar

        Paolo Selmi

        |

        Poveri… però come battuta è azzecatissima! La sua fortuna è che si tratta di una cultura millenaria, profondamente radicata, pluralistica (basti pensare a tutte le evoluzioni storiche ora in senso endogeno più taoistico, confuciano, legistico, o delle scuole della strategia, ora più influenzata dall’esterno (vedansi buddhismo e marxismo), ma mai con un’egemonia totalitaristica di una corrente sulle altre, nonostante gli intenti del momento: l’esatto opposto della vulgata ufficiale propagandata negli istituti confucio. Il parallelo fra diamat staliniano e marxismo, per certi versi, è abbastanza pertinente. Questa cultura millenaria, come tutte le culture millenarie, per fortuna, non potrà mai essere piratata. E’ già patrimonio mondiale, studiata e ammirata in tutto il mondo. I cinesi di oggi possono dimenticarsela, rincorrendo l’occidente, o correre all’opposto ai ripari, alzando muri nazionalistici e copiando un surrogato neoconfuciano toyotistico dai giapponesi, buono per il paternalismo stato-azienda che loro chiamano socialismo e i giapponesi capitalismo. Ma, per fortuna loro, e nostra, c’è sempre dell’altro. E dalle sbornie, prima o poi (speriamo prima), ci si risveglia…
        Un caro saluto.
        Paolo

        Reply

        • Avatar

          foriato

          |

          “Questa cultura millenaria, come tutte le culture millenarie, per fortuna, non potrà mai essere piratata.”
          __________________
          Mi permetta di esprimere delle riserve sul merito. Non sono riuscito a trovare i rispettivi link in italiano, scuse, comunque spero che qualcosa si capisca.

          Secondo il responsabile del Centro di Arte e Cultura Cinesi, i guerrieri hanno delle dimensioni “autentiche”, vengono fatti in terracotta “autentica” però non sono “originali”.
          http://www.lanacion.com.ar/970424-los-guerreros-eran-falsos

          Europa (anche millenaria) made in Cina
          http://elpais.com/elpais/2016/03/17/eps/1458233219_626284.html

          Cordialmente.

          Reply

          • Avatar

            Paolo Selmi

            |

            Anche Totò piratava la fontana di trevi agli americani … eppure due millenni di cultura sul suolo italico non ne hanno risentito. Perdonami mi sono espresso male io, intendevo quel tipo di patrimonio. Un caro saluto

          • Avatar

            foriato

            |

            Anzi, si è espresso benissimo. Come Lei saprà, fu decisione di Mao ‘ritagliare’ i caratteri per, diciamo, democratizzare la scrittura, sin allora privilegio di casta dei mandarini. Riguardo ai “due milleni di cultura sul suolo italico”, non so se la Sicilia rientra in quest’area ma dicono che si può ancora visitare e risentire l’eco della caverna dove Platone ideò il mito, ai piedi di un tempio eretto venticinque secoli fa, centuria più centuria meno. Forse intendiamo la cultura in modo diverso ma ci capiamo… Cordialmente.

  • Avatar

    Giovanni Talpone

    |

    Una Milano consacrata ad offrire beni di lusso (che spesso sono sprechi di risorse puri e semplici) ai nuovi ricchi del mondo non piace molto neanche a me, ma per fortuna Milano può fare molte cose diverse contemporeanamente. Per esempio, sarebbe utile rilanciare il settore biochimico e farmaceutico, magari non seguendo l’approccio “molti soldi alle scatole vuote amiche” di Renzi, ma al contrario dandosi criteri di qualità, correttezza e trasparenza che possano essere portati ad esempio a livello internazionale.
    A proposito di trasporti, segnalo che il candidato sindaco Basilio Rizzo di Milano in Comune è contrario alla vendita di Sea. Però mi sembra che, in generale, si parli poco del fiume di treni che sta per arrivare dal Gottardo…

    Reply

Lascia un commento

I miei libri

  • codeca_copertina_250
  • isis_250
  • uscirecrisigrande

  • servizi_media

  • servisefgrande

  • pafragrande

  • grandecrisigrande

  • 2006_russia_mussolini_250

  • 2008_bombe_250

  • 2009_abuso_250

  • 2013_noto_servizio_250

  • 2013_sistemi_elettoralli_250

Newsletter

* = campo richiesto!