Aldo Giannuli
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Commenti (11)

  • e. adamo

    |

    l’opinione pubblica ha già dimenticato l’esistenza dell’archivio e dello stesso scajola.
    e poi “tra corvi non ci si becca”….
    cosa ancora andiamo cercando….

  • leopoldo

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    potrebbe essere un regalo di natale per giannuli, il quale in una stanza senza finestre in qualche seminterrato a lume di candela leggerebbe le pagine per scoprire errori e fallimenti del protagonista e sorci ;D. Mi chiedo oggi quale sia l’utilità di tali documentazioni se non siano più utili per dilatare gli argomenti che per chiarirli?-: cmq amanti della lettura e grafomani digitali devono soddisfare i loro bisogni altrimenti potrebbero essere pericolosi P-:

  • Albert

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    Post sacrosanto, grazie. Credo sia destinato a non avere risposte, almeno fino a quando non converrà a qualcuno usare quegli archivi.

    Al di là del caso specifico, forse lo spunto più interessante è una riflessione sulle dinamiche con cui queste informazioni sono sistematicamente filtrate, nascoste e dosate.
    Non ci sono dubbi che il Copasir dovrebbe occuparsene (noi lo sapremmo mai, mi chiedo?) ma credo che anche i giornalisti – oltre che gli storici – potrebbero fare di meglio.. e invece nulla: nè dai giornali più istituzionali (che sembrano sempre allineati tra loro) nè da quelli che si proclamano più alternativi. Possibile che si tratti sempre di vicende legate a segreti di Stato?

    A proposito: anche le dichiarazioni del personal trainer di Fede dopo due giorni di presenza su web e giornali sono completamente dimenticate.

  • Tenerone Dolcissimo

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    Ci sarebbe da fare qualche riflessione anche su dove sia finito l’archivio di Cossiga, forse più succoso di quello di Scajola ancorché datato e protetto dalla polizia dopo la morte del buon sardo.
    Saluti

  • david arboit

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    Il bello di un archivio elettronico è che può contenere decine di milioni di pagine e può essere facilmente duplicato. Avendo una archivio cartaceo di 10 milioni di pagine farne una copia, una fotocopia, implica una marea di tempo, per fare un backup di un archivio digitale bastano alcune ore.
    Al posto di Scaiola avrei per sicurezza fatto tre copie del mio archivio digitale: la seconda depositata presso un amico fidato, la terza in una banca Svizzera.
    All’occorrenza, alla comparsa di un documento alterato potrei essere in grado di esibire quello corretto.
    E comunque non è semplicissimo alterare documentazione digitale, il ritocco fotografico, per esempio, è rintracciabile da un esperto.

  • Riccardo

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    Anche io qualche tempo fa mi sono chiesto che fine aveva fatto l’archivio di Scaiola.

    Qualcosa comunque dovrà pur esserci di importante, altrimenti perchè nasconderlo?

    Anche se mi pare che tenerlo nella casa dove ci abita non mi pare troppo intelligente, forse non pensava di essere arrestato.

  • luigi

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    Se si parte dal presupposto che Scajola non sia uno stupido e conosca molto bene le procedure operative degli organi di polizia, si giunge alla conclusione che non farebbe mai l’errore madornale di conservare il suo archivio nel primo posto dove lo si andrebbe a cercare.
    Si può quindi ipotizzare che il materiale trovato non sia la parte importante ma solo un antipasto di quello che potrebbe saltare fuori. Visto che lo stesso si è servito di sistemi di archiviazione elettronica è molto probabile che abbia messo al sicuro la parte veramente importante del materiale come suggerito da Davide Arboit- creandosi così un’assicurazione sulla vita. Gli sviluppi futuri forse getteranno un po di luce su questa intricata vicenda.

  • Ian

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    Personalmente non credo che i dati dell’archivio Scajola possano essere utilizzati a fini ricattatori. Questo perché sono convinto dell’esistenza di archivi di parte politica opposta.Questo articolo,ad esempio,non ha detto che Scajola ricattava i vertici della destra ligure affermando che aveva informazioni su di loro,e che tali informazioni le possedeva perché aveva presieduto il Copasir.
    A questo punto vale la pena ricordare che anche D’Alema seddete a lungo sulla poltrona di mr.Copasir..si giocherà a battaglia navale a suon di rivelazioni o si lascerà tutto a tacere?

  • Germano Germani

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    A proposito di archivi;ci sono alcuni che sono impenetrabili in Italia. Ad esempio quello dei carabinieri e del Vaticano.A proposito di archivi segreti, il barone Julius Evola, verso la fine del secondo conflitto mondiale, si trovava a Vienna, ove a cura delle SS e della Ghestapo, erano stati depositati tutti gli archivi delle varie comunità israelitiche europee sequestrati. Ad Evola compresi altri studiosi come lui (che nutriva la stessa sua passione, egregio professore, per il materiale cartaceo archiviato) era stato dato l’incarico di compulsare tali archivi segreti. L’ennesimo bombardamento angloamericano sulla capitale austriaca, colpì fisicamente Evola, tanto da renderlo permanentemente invalido, costringendolo sulla sedia a rotelle per il resto della sua vita.Ma fatto molto più grave fu quello di impedire la consultazioni di tali archivi segreti, che nel dopoguerra sparirono come neve al sole e probabilmente tornarono ai legittimi proprietari.Concludo citando anche un altro archivio segreto sparito dalla circolazione, ma depositato nelle stanze di via Botteghe Oscure di Roma del PCI-PD. Quello di Giovanni Preziosi che dopo il suo suicidio, era stato affidato alle cure di un prete cattolico. Costui follemente innamoratosi di una avvenente militante comunista, glielo regalò, nel vano tentativo di conquistarla. Professore lei che è un esperto di archivi,perché non da un’occhiata anche a tale archivio; senza dimenticare il dossier “Confidenze Umberto Ceva”,a cura dell’ispettore Francesco Nudi, depositato nell’archivio centrale all’EUR relativo alla strage del 12 aprile 1928 di piazzale Giulio Cesare di Milano.

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