Aldo Giannuli
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Commenti (7)

  • Giovanni Talpone

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    Mi sembra un’interpretazione del tutto ragionevole. Inoltre, l’attacco all’industria turistica è anche un attacco a un potente veicolo di occidentalizzazione della Turchia. Ora bisogna vedere come reagisce il buon Erdogan, che un recentissimo documento dell’ISPI ha sobriamente definito “mina vagante”.

  • mirko g. s.

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    Prof. non è molto difficile riconoscere un gruppo di tedeschi per una persona che gira a piedi imbottita di esplosivo. Cmq siamo sicuri che gli USA stiano combattendo davvero l’ISIS?

    • Aldo Giannuli

      Aldo Giannuli

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      però se l’obiettivo fossero stati i tedesxhi già per il mandante, come facena a sapere in nticipo? O ha dato istruzioni delk tipo “Tu aspetta sino a quando non vedi un gruppo che può essere di tedeschi?” Mha non mi convince

  • Vincenzo Cucinotta

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    Mandante: la dinastia saudita

    Obiettivo: i turisti europei se non specificamente tedeschi (ma se debitamente informati, anche questo è possibile). Teniamo conto che gli attentatori potrebbero avere sostato nella zona, per altro frequentatissima da turisti, e scegliersi sul momento l’obiettivo dell’attacco.

    La Turchia viene semplicemente ignorata, forse perchè il suo ruolo regionale non viene considerato così importante.
    Se così fosse, si capirebbe anche perchè l’ISIS non smentisce, perchè così copre la dinastia saudita che vuole mettere sotto pressione l’europa, temendo un suo spostamento verso l’odiato Iran.
    Sicuramente, organizzare l’attentato ad Istanbul risulta più agevole che non a Londra, tanto per fare un esempio significativo.

  • Gianluca

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    Ma siamo sicuri che gli americani dell’intenzione dei turchi di abbattere un caccia russo non avessero saputo in anticipo proprio niente niente?

  • Gaz

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  • Riccardo

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    Giannuli, forse bisognerebbe riconsiderare uno dei pilastri su cui si basa il suo ragionamento, cioè il presunto forte legame dell’Isis con il governo turco. Che dalla Turchia passi un po’ di petrolio proveniente dai pozzi gestiti da Isis (una quantità irrisoria per la verità) e che l’esercito turco non abbia intenzione di far male a quello del califfato, perchè gli dà indirettamente una mano ad annientare i curdi (nella consueta logica che il nemico del mio nemico è il mio amico), non vuol dire che automaticamente fra Erdogan e Al Baghdadi sia sbocciato l’amore.
    I curdi sono una minaccia per entrambi, poco importa se l’autore sia Isis, i servizi segreti di Istambul o una joint venture fra i due. L’importante è condannare entrambi i regimi e sostenere i curdi quanto più possibile.

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