Aldo Giannuli
Aldo Giannuli

Aldo Giannuli

Storico, è il promotore di questo, che da blog, tenta di diventare sito. Seguitemi su Twitter o su Facebook.

Commenti (18)

  • Avatar

    ilBuonPeppe

    |

    Penso, e spero, che la domanda finale sia solo una provocazione, che altrimenti non sarebbe degna di una risposta. Il guaio è che questa abitudine di ragionare per dicotomie (o gli stati nazionali o il medioevo, o l’Europa o la guerra) fa molto presa su tanti e uccide la discussione; la realtà è assai più variegata e richiede un’analisi seria e ragionata. Come quella che hai fatto fino alla terzultima riga.
    Del resto, né la Cecoslovacchia né la Yugoslavia sono tornate al feudalesimo.

    Reply

  • Avatar

    Que se vayan

    |

    I curdi del PKK e del PYD, quelli di Kobane e del Rojava, quelli di Ocalan e delle rivolte in Turchia in questi giorni, quelli che hanno occupato il Parlamento europeo
    NON LOTTANO PER UNO STATO NAZIONALE.
    Anzi rifiutano il concetto di Stato. E’ sufficiente leggere la Costituzione del Rojava. Questo aspetto non e’ soltanto teorico, ma ha alcune conseguenze rilevanti per esempio a proposito dei rapporti che hanno istituito con i partiti al governo della regione autonoma del Kurdistan, con il carattere multietnico (seppure a grande prevalenza curda) delle loro milizie etc.
    Ora io non voglio esagerare il peso e l’importanza globale di queste cose (come mi si obiettava in un precedente post). Pero’, una volta compreso che sei su posizioni decisamente favorevoli allo Stato Nazionale, che te ne viene di cancellare e non vedere tutte le posizioni di sinistra (anarcosocialcomuniste) che ne rivendicano la fine?
    Cosi’ facendo ti ritrovi a discutere soltanto con sovranisti, spesso fascisti e turbe di reazionari e nazisti infestano il blog. Come si puo’ vedere. A me dispiace perche’ invece un tuo contributo, anche critico sarebbe utilissimo. Ma la critica va misurata su tesi che si riconoscono e si rispettano, non su tesi che si ignorano.
    (e infine ignorare le tesi del PKK proprio in questi giorni e’ anche antipatico… su rojavareport, retekurdistan, uiki onlus puoi trovare molti testi interessanti).

    Con affetto.

    Reply

  • Avatar

    giandavide

    |

    innanzitutto sconsiglierei di usare il termine “oggettivo”. è proprio una parola sbagliata in questi casi, dato che le scienze sociali non sono scienze esatte, senza contare che il modello etnico è comunque riconducibile a un modello culturale, altro che “oggettività”.
    d’altra parte mi sembra azzardato affermare che la glovbalizzazione non abbia imposto dei valori ma abbia solo distrutto i neuroni della gente: questo si che sarebbe un effetto oggettivo. la globalizzazione si è affermata proprio perchè ha imposto dei valori (d’altra parte sono proprio i valori che si affermano, anche quando sono negativi) ed è miope credere che non si sia creata un identità culturale di stampo globale, sebbene i vincoli identitari oggi siano più fluidi di ieri.
    d’altra parte nemmeno lo stato nazione è un campo magnetico di interessi, anzi direi che è il contesto dove gli interessi di categorie molto diverse tra loro sono appiattite con lo schiacciasassi e quindi diventa interesse dei lavoratori farsi licenziare per fare andare meglio lo stato, diventa conveniente installare centrali nucleari oppure regalare soldi alla fiat così si fa l’interesse della nazione eccetera eccetera.
    è chiaro poi che il meccanismo stato nazione ti diventa buono si e nò a dare da mangiare ai porci: se per un secolo è servito a truffare gli italiani facendogli credere che i soldi regalati ad agnelli o a berlusconi fossero nel loro interesse, oggi sembra che il suo uso sia comunque lo stesso: paventare vantaggi futuri che non arriveranno mai al fine di imporre sacrifici alla popolazione. senza contare una classe dirigente completamente allontanatasi dalla realtà e cpompletamente dedicata alla conservazione dei propri privilegi. se uno deve additare delle cause per la decadenza dello stato nazione dovrebbe per prima cosa chiedersi quanto siano state efficaci le politiche di quel determinato stato nazione. d’altra parte la globalizzazione ha colpito anche la danimarca, ma questo non gli ha impedito di avere un modello di stato nazione molto più utile ai cittadini rispetto al nostro.
    mi sembra quindi ridicolo sia questo elogio degli stati nazione, come se fossero tutti belli, sia questo spauracchio del medioevo, come se si fosse usciti dal secolo della bamabagia e non dal secolo breve. non solo perchè i paragoni storici quando accostano epoche che non c’entrano un cazzo tra loro contano poco, ma anche perchè basta guardare bene il lepenismo per accorgersi che per andare indietro anzichè avanti basta tranquillamente lo stato nazione. insomma io preferisco giudicare caso per caso, come al solito, senza fare un fascio.

    Reply

  • Avatar

    leopoldo

    |

    @giandavide
    piccola provocazione, secondo te come terresti insieme le persone in un determinato luogo e tempo?-:

    Reply

  • Avatar

    Dafni Ruscetta

    |

    Il Prof. Giannuli, come spesso accade, ha centrato quello che anche a me sembra il nodo della questione: il ritorno a un’Europa composta da tanti piccoli stati, “feudi e privilegi vescovili”, etc è davvero ciò che l’umanità possa perseguire per il proprio progresso (storico, sociale, etico, economico-materiale, etc)? D’altra parte, l’eventuale costituirsi in tanti piccoli stati-nazioni non costituirebbe una situazione simile a quella che si sta tentando di osteggiare, lo Stato-nazione appunto, con tutti i suoi peggiori derivati quali il nazionalismo, il patriottismo etc? Non si tratterebbe piuttosto di una ‘riedizione’ delle aberrazioni dello Stato-nazione, solo in scala più piccola? Non si correrebbe il rischio di assistere nuovamente, un domani, a mire espansionistiche da parte di un piccolo stato che avesse bisogno di maggiore territorio o maggiori risorse per soddisfare le proprie esigenze di crescita? Mi sembra che si stiano gettando le basi per qualcosa già visto, una sorta di cicli che ritornano nella storia delle società umane. Come se tutti i mali dell’attuale periodo storico fossero dovuti al tentativo di unificare popoli diversi fra loro (quelli europei) che fino a qualche decennio fa si uccidevano per un pezzetto di terra…

    Tralasciando poi la constatazione che storicamente siano diventate nazioni riconosciute tutte quelle che hanno avuto la forza militare di esserlo – perché sono convinto che oggigiorno basti molto meno per raggiungere l’obiettivo – dico che l’identità culturale (in cui la lingua gioca un ruolo preponderante) si può preservare e valorizzare anche con altre forme a livello istituzionale. Ma la domanda di fondo di tutta la questione dovrebbe essere: il governo di un continente, di una nazione (sia essa un piccolo o un grande Stato), di una regione, di una provincia, di un comune, di una circoscrizione etc. può risultare migliore con la forma Stato-nazione allargata o tramite tanti piccoli staterelli autonomi? La domanda sembra banale ma non lo è affatto…mi sembra che l’unire – anche amministrativamente – i popoli, le culture, le visioni del mondo etc. possa dare migliori risultati per il progresso dell’umanità nel lungo termine, non foss’altro perché, come ricordava il Prof. Giannuli, il contrario è stato per molto tempo una condizione delle società umane che adesso si vorrebbero nuovamente dividere. Ripeto, l’identità culturale e tutte le dinamiche che l’accompagnano – non ultima la dimensione materiale ed economica – possono essere preservate anche con altre forme di governo del territorio (certamente più ampie rispetto a quanto previsto dal vigente sistema italiano).

    Reply

  • Avatar

    Gerold Studer

    |

    La Costituzione del Liechtenstein prevede nel §4.2. esplicitamente il diritto alla seccessione di ogni comune:
    “Den einzelnen Gemeinden steht das Recht zu, aus dem Staatsverband auszutreten. Über die Einleitung des Austrittsverfahrens entscheidet die Mehrheit der dort ansässigen wahlberechtigten Landesangehörigen. Die Regelung des Austrittes erfolgt durch Gesetz oder von Fall zu Fall durch einen Staatsvertrag. Im Falle einer staatsvertraglichen Regelung ist nach Abschluss der Vertragsverhandlungen in der Gemeinde eine zweite Abstimmung abzuhalten.”

    Reply

    • aldogiannuli

      aldogiannuli

      |

      gerold studer: non mi pare che il Liechtenstein sia un esempio particolarmente signidicativo—-

      Reply

  • Avatar

    giandavide

    |

    le persone in un determinato luogo e tempo ci stanno comunque. lo stato nazione le tiene insieme soprattutto nella misura in cui riesce a tenere insieme i rapporti materiali su cui si regge la società. e mi sembra un dato di fatto che solo alcuni stati nazione dotati di caratteristiche particolari siano riusciti a migliorare in modo significativo queste condizioni.
    siete voi ad esservi buttati in un terreno accidentato: l’interesse nazionale è una cosa vacua e poco determinabile, a meno che non ci si voglia buttare nella sfera dell’eccezionalità come prerogativa del politico (vedi karl schmitt). cosa che mi sembra peraltro che voi grillini abbiate praticamente già fatto sdoganando il paradigma carismatico.

    solo mi chiedo: ma a voi, così nazionalisti e leaderisti perchè renzi vi sta tanto sul cazzo? posso capire che stia sul cazzo a me perchè non mi piacciono i suoi metodi: ma a voi i suoi metodi piacciono, dato che il vostro concetto di stato nazione implica una scelta delle priprità del tutto affine a quella renziana. perchè ve la prendete tanto con il vitellone anzichè decantare le lodi del decisionismo?

    Reply

  • Avatar

    giandavide

    |

    riletto solo dopo come al solito. l’ultimo anzichè non c’entra ovviamente.
    quindi palla rispedita al mittente: questo “campo magnetico di interessi” non esiste in quanto tale, esiste solo in quanto proponimento decisionista del politico. d’altra parte se si suppone che le differenze tra le volontà sociali trovino la sua sintesi hegeliana nello stato nazione si è rimasti appunto a hegel, e marx è uscito dalle orcchie. o no?

    Reply

  • Avatar

    Gerold Studer

    |

    Il valore del pensiero di una costituzione non dipende dalla quantità dei cittadini. Quindi non capisco perché il Liechtenstein non sia signgificativo, dato che l’esempio del Liechtenstein è ben recipito dai costituzionalisti germanofoni.

    Reply

  • Avatar

    leopoldo

    |

    giandavide, devo dare ragione ad harari perché le persone stanno insieme prevalentemente per il pettegolezzo, sarà deludente hegle, marx, shimt ecc.. arrivano dopo quando bisogna mediare e coordinare le diverse entità sociali.
    Se effettivamente definire un nuovo Stato permette di uscire dalla UE, mi chiedo come si formeranno i rapporti tra competenze sopra-nazionali e territori locali [ con quale passaporto viaggerà un abitante di Padova, tenendo presente che se possiede uno smartphone sostanzialmente indica dove si trova cosa fa ecc… potrebbe esserci la necessità di comprimere la burocrazia identificativa (per eccesso si potrebbe soluzionare il problema Alfano cancellandolo dai registri civili)].

    Giandavide solo per te, voto Renzi e mi è simpatico Grillo :D.

    Reply

  • Avatar

    Vincenzo Cucinotta

    |

    Io la metterei così.
    C’è un’esigenza secondo me insopprimibile della gente a riconoscersi in una specifica cultura. L’universalismo che per tanto tempo è stata la bandiera della sinistra è stato ormai sottratto dai capitalisti che l’hanno fatto diventare la rapina capitalista in tutto il mondo.
    Logica vorrebbe che la sinistra ripensasse la sua strategia, comprendendo innazitutto che lo stato nazione occidentale è rimasto il baluardo più forte contro l’onda neoliberista. In fondo, la nascita dell’URSS è stato all’inizio un movimento esclusivamente russo, come la grande marcia di Mao è stato un affare nazionale ed anche patriottico. La capacità di coniugare una politica sovranista con un’aspirazione universalista è la sfida dell’oggi, difficile seppure inevitabile.
    Ora, è vero che il sovranismo oggi rischia anche di dare luogo a una frammentazione degli stati esistenti, ma come dicevo in risposta a un precedente articolo, ciò è principalmente dovuto alla incapacità degli stati esistenti a rivendicare la propria sovranità. Delusi dalla propria nazione, si tenta(a torto) di surrogarla con un ambito più piccolo a cui si pensa ingenuamente di potere meglio affermare le proprie scelte.
    Se le cose stanno così, bisogna evitare di confondere le motivazioni con i possibili effetti. Non è che i nuovi irredentismi sorgano da un progetto di frammentazione che intenda convivere con un potere transnazionale molto forte, questo può invece essere il risultato involontario che finisce per creare.
    A questo punto, è tanto più urgente rivendicare le sovranità nazionali, sorvolando, perchè in fondo non è il punto essenziale, quale debba essere l’ambito nazionale o disquisire su un elenco di regole che dovrebbero garantirne una volta per tutte la legittimità.

    Reply

  • Avatar

    Germano Germani

    |

    Voglio rammentare un esempio positivo interno di autodeterminazione di un popolo. Cito quello tirolese, che ha avuto un enorme successo. Fermo restando che il popolo tirolese, l’autonomia se l’è dovuta guadagnare sul campo e non fu solo una gentile concessione romana.Ciò che rende popolo una massa di gente sono sicuramente le tradizioni,la lingua, la cultura, la storia,l’etnia, ma anche la religiosità. Il miracolo di San Gennaro, o le processioni con inchino ai vari boss mafiosi, sono solo un esempio della diversità del sentimento religioso,tra il nord e il sud della penisola.Questa continuo evocare la paura del ritorno al feudalesimo o ai vari stati pre unitari, non vuole fare i conti con la realtà della globalizzazione in atto. Io reputo che la rinascita di comunità popolari su basi etniche e storiche pre esistenti allo status quo, basata sulla spartizione artificiale del mondo, voluta dai vincitori dell’ultima guerra mondiale, sia la giusta risposta.Sud Tirol ist nicht Italien (il sud Tirolo non è Italia) ecco la via maestra da seguire.Quando Cesare Battisti fu catturato nel corso della guerra da lui tanto desiderata, fu trasportato a Trento, per essere impiccato, fu prima issato su un carro.Durante il trasporto fu ricoperto di sputi e frasi di dileggio da parte dei trentini, i quali sicuramente dall’annessione all’Italia, hanno avuto solo dei danni permanenti e rimpiangono certamente gli Asburgo non i Savoia.

    Reply

  • Avatar

    Peucezio

    |

    ” siamo sicuri che il ritorno all’Europa medievale, composta da una miriade di città libere, staterelli, feudi, privilegi vescovili, ecc sia davvero auspicabile?”

    Potrebbe essere auspicabile sì, in teoria, ma il fatto è che non si va certo in questa direzione, perché quelle erano comunità quasi autosufficienti, quindi potevano funzionare, mentre oggi è impensabile creare comunità locali autosufficienti, quindi sarebbero solo più esposte ai soprusi di poteri e interessi mondiali, senza nemmeno il filtro, per quanto ormai sempre più debole, dello stato nazionale, che almeno qualche tutela la dà.

    Reply

  • Avatar

    giandavide

    |

    Io insisto sull’asimmetria: la finanza non ha avuto bisogno di abbattere gli atati nazione, ma sembra piuttosto che si sia sovrapposta ad essi imponendo loro “le regole del mercato”. Superare lo stato nazione significa creare vincoli identitari che si sovrappongano ad esso e permettano di influenzare le opinioni pubbliche vicine. A me questa sembra una condizione irrinunciabile, dato che le capacità dello stato nazione sono limitate anche perché sono spesso state delocalizzate all’estero. E ribadisco che trovo tutta la discussione viziata dato che il discorso non può essere ridotto al bianco e nero di uno stato nazione senza difetti. o peggio rimpiangere i bei valori tradizionali e cadomai parlare di degradazione dei costumi in stile catone il censore. Se alcune cose che funzionavano prima non funzionano più adesso bisognerebbe prenderne atto e provare a pensare a qualcosa di divetso piuttosto che sperare che a un certo punto le lancette si mettano a girare al contrario.

    Reply

  • Avatar

    Germano Germani

    |

    Il pensiero tradizionale, degnamente rappresentato da Guènon e da Evola, insegna che l’etimologia della parola rivoluzione, deriva dal verbo “rivolgimento” “rovesciamento”, ovvero ritorno all’origine delle cose.Oswald Spengler nella sua opera magistrale “Il tramonto dell’occidente” sostiene la teoria delle due alternative in opposizione tra loro, vale a dire della Kultur contro la Zivilisation. La prima positivamente vitale, con aspetti anche di una sana barbarie, mentre la seconda è una estenuante decadenza, cioè l’attuale fase che noi occidentali stiamo vivendo. Solo un ritorno ad una sorta di Sacro Romano Impero, può salvarci, con solide basi etniche, ma anche culturali,religiose,ecco l’unica vera rivoluzione da attuare. Un Europa dei popoli contro quella dei banchieri attuale, rispettosa delle etnicità,delle tradizioni, delle culture,della religione, ma saldamente ancorata al centro da un potere sovrano, rappresentato ad esempio dagli Asburgo e dal loro grande e multietnico impero. Una rivoluzione con il ritorno all’origine delle cose, nel senso etimologico del termine rivoluzione, con alla testa una bandiera rossa, che è un colore che apparteneva all’aristocrazia, abusato dai marxisti indegni.

    Reply

  • Avatar

    Cerberus

    |

    Certo che germano germani dopo essersi consultato con le teutoniche galline di miglio decide di metterci al corrente pure dell’esistenza del Virus Evola.Poi dopo aver vaneggiato di etimologiche sforzature simboliche in salsa arabic-guenoniana ecco che raggiunge l’apice discettando di poteri sovrani in lotta con il mondo dei banchieri,poteri sovrani incarnati dalle mummie asburgiche ma facendo bene attenzione a non citare i banchieri di corte degli asburgo quei Fugger che tanti soldi fecero partecipando alla simoniaca vendita delle indulgenze..chiamati non a caso i Rockfeller del rinascimento.

    Reply

Lascia un commento

I miei libri

  • codeca_copertina_250
  • isis_250
  • uscirecrisigrande

  • servizi_media

  • servisefgrande

  • pafragrande

  • grandecrisigrande

  • 2006_russia_mussolini_250

  • 2008_bombe_250

  • 2009_abuso_250

  • 2013_noto_servizio_250

  • 2013_sistemi_elettoralli_250

Newsletter

* = campo richiesto!