Aldo Giannuli
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Commenti (10)

  • Pietro Speroni

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    Io interpretavo il fatto che si aspettasse un pontificato breve col fatto che era pronto al martirio per aver dato troppo fastidio. D’altra parte ha anche detto che la fine di un papa è al cimitero. Quindi tutto questo mi sembrava un messaggio che dicesse: so benissimo che do fastidio, so bene che mi volete morto, ma agirò senza paura per fare quello che è bene.

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    • Mauro

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      Lo scorso anno, in Agosto, ai giornalisti, che lo accompagnavano sull’aereo di ritorno dalla Corea, il Pontefice ha rilasciato dichiarazioni di inaudita severità nei confronti dei potentati finanziari occidentali. Meno di due giorni dopo le agenzie rimbalzavano la notizia della morte di suo nipote a Buenos Aires in un fantomatico “incidente stradale”. Qualche giorno ancora e, al sacrario di Re di Puglia, Sua Santità rincarava la dose, anche se un po’ intimidito. Guarda caso da quei giorni si è iniziato a discutere sulla durata del suo pontificato.
      Particolare non da poco: il Cardinal Bergoglio pochi minuti prima della sua elezione al soglio di Pietro aveva espresso come priorità dell’eligendo pontefice il compito di adoperarsi per il mantenimento della pace. Appena eletto, il suo vicino di banco lo invitò a non dimenticarsi degli ultimi. Da questa duplice necessità ne è derivata la scelta del nome Francesco, il santo memore dei derelitti che oltrepassava le linee crociate per divenire amico del Saladino …
      Dice molto bene il gentile ospite: “Il futuro più probabile della Chiesa è quello di una setta povera di credenti ma ricchissima di denaro e potere, destinata comunque a scomparire.” “La Chiesa come principale agenzia di mediazione culturale nel mondo globalizzato”. Frasi come queste si possono ascoltare infatti nei salotti degli uomini più ricchi del mondo contemporaneo, quando si dilettano a farcire il loro programma di predominio globale. Se però un Papa si mette di traverso a questo loro obbiettivo finisce inevitabilmente nel mirino.
      Peccato che costoro dimenticano: a) il loro potere, che viene dal demonio per i voti fatti dai loro progenitori, si tramanda da soli 200 anni ed è all’apogeo in virtù del potere mediatico che costoro oggi esercitano, ma, per la definizione stessa di apogeo, esso è altresì all’inizio del suo declino; b) questo declino si preannuncia piuttosto rapido, non solo perché presto la verità farà più presa nel cuore degli uomini delle menzogne di lor signori, ma anche perché sempre più uomini sulla Terra solleciteranno con il cuore in mano l’Onnipotente affinché acceleri i Suoi tempi; c) le Chiese in successione apostolica, ultimo piccolo dettaglio, di imperi e delle loro concezioni societarie, in 2000 anni ne hanno visti morire a iosa, eppure esse non hanno cessato ancora di esistere.
      Non illudiamoci pertanto di essere in chissà quale vertice irreversibile della storia per via dei nostri meriti introspettivi. Siamo solo in un passaggio dell’evoluzione della Creazione, perché fior di menti di sorprendente “intuito”, per così dire, ci hanno preceduto e altrettante ci seguiranno. Tuttavia, come chi ci ha preceduto ci ha tramandato luminose testimonianze, benché oggi temporaneamente neglette, così a noi è affidato comunque un compito molto importante: quello di testimoniare con altrettanta scrupolosità ai nostri posteri il declino dell’impostura di lor signori.

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      • Francesco

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        Mauro…. L’ignoranza superstiziosa che straborda in queste tu parole non ha che un nome, fideismo. Un po’ di terapia non farebbe male, ma non sarà una cosa breve, è evidente che ti ci hanno fustigato benbene con la dottrina, precludendoti per altro la possibilità di comprendere il vero messaggio di Cristo. Se aveste recitato almeno una volta nella vita un Padre Nostro con la stessa enfasi, piuttosto che ricercare disperatamente le conferme sensazionalistiche con cui vi imboccano, forse non allietereste il mondo coi disagi della vostra sfera di cristallo degna di Hollywood (curiosamente con questo Papa).

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  • Paolo Federico

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    ” L’Islam o è politico o non è”- Ayatollah Khomeini.
    Bergoglio è un gesuita quindi un soldato e per un vero soldato l’unica ragione valida per combattere è l’ideale, non il compenso. Il compenso è il giusto premio per aver assolto all’ideale.
    ” La politica senza la strategia è nulla”- Giannuli.
    Ma a sua volta politica e strategia sono nulla se non conducono ad un ideale o, perlomeno, non vi si ispirano.
    L’anticristo (il denaro con tutto ciò che ne discende) si è da tempo insediato nella chiesa detronizzando Dio, facendo dimenticare che l’unica forza insopprimibile di una religione, l’unico potere invincibile, è la fede.
    Un po’ presuntuosamente, credo siano queste le considerazioni di fondo e di partenza dell’azione di questo Papa.

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  • Mugo

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    Se non ricordo male, nel prosieguo dell’intervista Francesco escludeva l’ipotesi di dimissioni simili a quelle di B 16.

    Come guardano al Papa gli S. U.? Immagino che le sue posizioni sui temi sociali non siano accolte con entusiasmo, soprattutto con una minoranza ispanica e cattolica in crescita e le disparità sociali ai massimi della storia della repubblica. Un attentato – naturalmente islamico – risolverebbe tante cose. Spingere il club med a stanziare il 2% per la difesa, togliere di mezzo un personaggio carismatico culturalmente non assimilabile e almeno parzialmente antagonista, ribadire la perversità dell’Islam rendendo poco praticabile ogni proposta di dialogo…

    Mi par di ricordare d’aver letto – forse su un suo libro – che il Vaticano ha un servizio informazioni di prim’ordine, e magari qualcosa potrebbe essere filtrato.

    Volendo, alcune tessere si incastrano, mi pare; ma naturalmente è solo complottismo paranoico.

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    • Barb

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      Sarebbe interessante se Aldo ci raccontasse qualcosa dei servizi segreti vaticani.
      (A propos, anzi no: e Magaldi?)

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      • Aldo Giannuli

        Aldo Giannuli

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        domani parliamo di Magaldi

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  • leopoldo

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    credo che nel concetto della comunione si possa capire meglio la guida di Bergoglio. Nella comunione cristiana si fonda la comunità. Ritrovando e rinnovando questo senso di appartenenza i cristiani ritrovano la loro identità. Se la curia vuole fare altro magari salverà i cavò, ma resterà un isola senza fede. Se Bergoglio è lì non ci è arrivato da solo.

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  • andrea

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    “Un conto sono le cose serie,gli affari,l’otto per mille,i sordi,e un conto è la parte dello spettacolo,la trama,l’intrigo, l’attori,il corpo de scena,le guardie svizzere che poi sono tutte comparse”
    cit. padre pizzarro.

    PS:mi sia perdonato il sarcasmo .

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  • Ugo Agnoletto

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    da Giovanni XXIII in poi i papi si sono sempre più occupati dell’aspetto mediatico della chiesa, cioè di renderla accettabile, accattivante, pur mantenendo inalterati i dogmi dottrinali (non è possibile infatti modificarli). Questo però è esattamente l’opposto dello stile dell’uomo Gesù che ci viene dato di conoscere dai vangeli. Un uomo per niente disposto ai compromessi, inviso al potere politico e religioso, indifferente all’opinione della gente, indifferente persino a ingraziarsi i suoi discepoli. Esistito o meno Gesù, è lampante questa contraddizione. Ma la conclusione che ne traggo è questa: la chiesa cattolica non è una istituzione divina(inutile elencare le motivazioni storiche e teologiche a supporto di questo), ma una istituzione umana, fin troppo umana, e quindi deve continuamente inventarsi qualcosa per conquistarsi la credibilità della gente. Voglio dire che per la chiesa cattolica, che Gesù sia esistito o meno, è un dettaglio insignificante.

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