Aldo Giannuli
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Commenti (24)

  • Lorenzo

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    Ogni epoca si sceglie il suo nucleo metafisico e così l’intera diatriba pare ruotare attorno alla religione dei diritti umani. Con sette miliardi di capi di bestiame umano al mondo la sua carne è la mercanzia più a buon mercato del pianeta.

    Argomento comunque interessante. Leggevo proprio l’altro giorno “Socialism betrayed” di Keeran. Attendo approfondimenti sulla bibliografia scientifica e spero che ci sia un articolo sulle interpretazioni revisioniste di parte filobolscevica.

    Reply

    • Gaz

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      Si consiglia la visione dei film di John Wayne insieme ad un adulto: può nuocere gravemente alla salute, non fosse altro per le radiazioni dello schermo.
      Non altrettanto si può dire dell’ascolto dell’Estate di John Wayne di Raphael Gualazzi.
      Viva la frisona, ma anche la valdaostana e perchè no la maremmana.

      Reply

  • Gianfranco Prrone

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    E tuttavia restano almeno due problemi da affrontare, se una rivoluzione violenta non sedimenti comunque almeno una burocrazia da cui non riesce più a liberarsi e che condiziona irreversibilmente il suo futuro, cioè la famosa armata rossa o verde-oliva, e poi una analisi economica, almeno alla maniera di Colin Crouch, sui motivi del naufragio economico del socialismo reale, che come insegna la Cina non dipende certo, di per sé, dallo stalinismo. Infine il famoso dualismo dei poteri, che precede l’esito dello scontro a sinistra o a destra nella fase montante, resta qualcosa di necessariamente breve e provvisorio o qualcosa che in alcuni casi sarebbe meglio tenere in vita a garanzia di quel pluralismo, cui un esito rapido metterebbe comunque fine, vedi gli attuali casi latino-americani di Ecuador, Venezuela e Bolivia?

    Reply

  • Paolo Selmi

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    Professore buongiorno.

    La ricostruzione storica degli anni seguenti alla Rivoluzione d’Ottobre è inoppugnabile. Esisteva, va ricordato, una minaccia enorme data da due anni di Guerra civile e di assedio da ogni lato e su ogni fronte da parte delle potenze imperialistiche, intervenute direttamente nel conflitto, dei loro lacché (polacchi e non solo) e della cosiddetta Guardia bianca (Denikin, Kolchak, Wrangel). Il cosiddetto “comunismo di guerra” impose misure draconiane in termini economici (requisizioni), di mobilitazione (i sabati comunisti) e di verticale del potere (la cosiddetta edinonachalie). Senza queste misure estreme, che imponevano una disciplina ferrea, i bolscevichi non sarebbero durati “non due anni, ma nemmeno due mesi” (Тут нужна железная дисциплина, железный строй, без которого мы не продержались бы не только два с лишком года, — даже и двух месяцев. V.I. Lenin, “XI Congresso del PCR(B), Rapporto del CC”, in PSS, Vol 40, p. 250).
    Partita la NEP, ictus e …, purtroppo, “gioco, set, partita”.
    Con questo non voglio dire che una certa inclinazione alla “direzione unica” sia mai esistita: dopo secoli di zarismo, tuttavia, la democrazia sovietica, fatta DI delegati operai e contadini e DA delegati operai e contadini che, fino a poco tempo prima, erano semplici servi della gleba, doveva apparire come il “non plus ultra”, e di fatto era così. Boffa nella sua Storia dell’URSS parla di fallimento dell’intellighenzia, con qualche spintarella di troppo da parte di Trotckij, Stalin e Bucharin.
    Io, più modestamente, parlo di processi lunghi, che non nascono dall’oggi al domani: senza andare troppo lontano, e in piena “par condicio” fra settentrione e meridione del nostro belpaese, basti pensare a intere regioni prima “comuniste” e poi pidiessine, così, dall’oggi al domani, o di comuni che cambiano colore politico con il cambio di colore del capoclan di riferimento. In altre parole, rapporti sociali preesistenti, fondati su un substrato culturale diffuso, più innesto di “pensieri nuovi, moderni”, provenienti da fuori, e che rimandano a nuovi rapporti sociali, uguale risultati diversi. Lenin e Mao si dicevano comunisti, ma fra il primo e il secondo intercorre un abisso. Metterli insieme, equivale a mettere insieme Leonardo Boff e Tomas de Torquemada o, per restare in ambito cinese, il comunismo da caserma di Mao e il socialismo del xxi secolo di Xi. Tuttavia, da una destra che chiamava “comunisti” i diessini, c’era da aspettarsi questo e altro.
    Un caro saluto.
    Paolo

    Reply

  • benito

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    se ammettiamo che il fine giustifica il mezzo, dobbiamo dire che Stalin e’ stato uno dei piu’ grandi politici della storia, perche’ non c’e’ dubbio che ha salvato la Russia dal fare la fine del continente africano. Tale pericolo, non solo provenne dalla Germania nazista, ma prima ancora dagli stati capitalisti (una coalizione di ben 14 paesi tra cui anche l’Italia) che mandarono i loro eserciti in aiuto all’armata bianca perche’ come disse Churchill “il comunismo andava strozzato nella culla”. E nonostante questi attacchi l’ URSS sotto la guida di Stalin, non solo ne usci vincitrice, ma divenne una grande potenza, risultato assolutamente eccezionale.
    Il terrore ci fu sicuramente , come ci fu con la rivoluzione francese e ancora prima con quella di Cromwell , e piu’ o meno in tutte le rivoluzioni, ma poiche’ non fu possibile “strozzare il comunismo nella culla” vollero screditarlo con le bugie. Ed ecco una ridda di cifre iperboliche, chi dice che ci furono 20 milioni di morti, chi addirittura dice 60 milioni, pensate, 60milioni su una popolazione di 140milioni, quindi secondo questi buffoni, Stalin avrebbe sterminato quasi la meta’ della sua popolazione, ma a chi la vogliono dare da bere? E comunque ricordiamoci bene che nessuno tra i grandi statisti e’ mai stato un filantropo, quanti avversari hanno fatto uccidere, e quanta gente hanno fatto morire Giulio Cesare, Napoleone, Bismark, Pietro il Grande, Cavour, Vittorio Emanuele etc.. etc.. ????
    Di questi ultimi due abbiamo le piazze piene di statue perche’ vengono celebrati come i padri nobili della patria, ma retorica a parte, amavano l’autoritarismo e la guerra, in 16 anni il Piemonte fece ben 5 guerre compresa quella contro il cosiddetto brigantaggio che in realta fu la rivolta dei contadini del sud schiacciati dalle tasse imposte dal nuovo stato in crisi per le guerre fatte. Fu allora che Cavour ordino’ ai suoi generali di non fare prigionieri ed esercitare la legge di rappresaglia come fecero i nazisti piu’ tardi. Fu la guerra al brigantaggio una repressione particolarmente crudele e sanguinosa, ma occorre dire che Vittorio Emanuele era il re galantuomo, e Cavour il benefattore degli italiani.
    Ecco quello che puo’ valere il “giudizio della storia”

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    • Roberto

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      Concordo in pieno

      Reply

  • Allora ditelo

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    Sembra vengano chiamati disimpegno morale e razionalizzazione certi fenomeni interiori che potrebbero desumersi circa l’altitudine a ricercare attivamente similitudini e porre giustificazioni circa certe dinamiche.

    Quando non sono vere e proprie tecniche di propaganda.
    https://en.wikipedia.org/wiki/Whataboutism

    Reply

    • Allora ditelo

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      Circa la questione dei mezzi giustificati dai fini.

      Reply

      • benito

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        @ allora ditelo

        il fine giustifica i mezzi lo ha detto Machiavelli, non la pravda. Poi guarda che nessuno sostiene che l’URSS fosse un paradiso terrestre, semplicemente non era l’impero del male come vorrebbero far credere. In quanto al tuo whataboutism, qui in occidente spesso in occasione di contestazioni ci si sentiva ripetere le solite menate sull’arcipelago gulag, e nessuno sa’ che in realta’ tale sistema carcerario era stato istituito dagli zar e non dai comunisti. E poi non e’ vero forse quello che ho detto sui grandi della storia? E allora se e’ vero come e’ vero che i piu grandi politici della storia hanno avuto un metro di pelo sullo stomaco (non puoi negarlo se conosci la storia), e se si pensa che il fine non giustifica i mezzi, perche’ prendersela solo con uno di loro?

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        • Allora ditelo

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          Lasciamo pure Machiavelli a dare il nome -in modo poco lusinghiero- ad uno dei tratti della personalità della “triade oscura”.

          Non mi sembra il caso di “avverare” un copione antagonista e passare in rassegna gulag e quant’altro perché ciò distoglierebbe l’attenzione dai “mezzi psicologici” che poterono e possono accompagnare certi “mezzi/verità” (sic).

          Non ci dovrebbero essere dubbi che si possano esecrare i comportamenti antisociali di qualsiasi personaggio storico.

          Reply

          • benito

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            @ allora ditelo

            “…Non ci dovrebbero essere dubbi che si possano esecrare i comportamenti antisociali di qualsiasi personaggio storico.”

            lo penso anche io, il problema pero’ e’ che il metro di giudizio e’ diverso a secondo di chi si parla. Dovrai convenire anche tu (se sei obbiettivo) che ci hanno massacrato i coglioni a lungo con l’invasione dell’Ungheria e della Cecoslovacchia quando le invasioni di Panama e di Grenada sono state rimosse dalla storia e dalla memoria di tutti. E nessuno puo’ negare che nei suoi 70 anni di vita l’URSS ha fatto molte meno guerre di quante ne abbiano fatte negli ultimi 70 anni gli USA. Si tratta per chi ancora non lo avesse capito, di affermare per deduzione da fatti oggettivi, che il comunismo nonostante i suoi difetti e’ stato sotto vari aspetti migliore del capitalismo, altro che impero del male. Chi non ha in testa idee preconcette non fara’ fatica a rendersene conto.

          • Allora ditelo

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            Obiettivamente confido che ogni persona a cui potrebbe chiedere effettivamente un parere portando esempi possa avere un’opinione diversa dal “pensiero unico” che lamenta, ammesso che abbia la pazienza di scoprirlo.

            Per tornare ai giorni nostri non di rado avrà letto o sentito invocare l’art 11 Cost. contro le “missioni di pace” che per un motivo o per l’altro si materializzano.

            Quando vengono “ricostruite” certe necessità per “alti fini” c’è sempre qualche altro povero cristo che ne ha fatto le spese: sfido chiunque a fare gli stessi ragionamento pensando che a rimettere le penne ci sia egli stesso ed i suoi congiunti (che presumibilmente non deumanizza).

            Senza entrare nel merito (come anticipato) ricordi comunque nel bias di conferma (l’attitudine a dare salienza agli aspetti positivi) non ci sia nulla di oggettivo ma appaia solamente tale individualmente.

            La invito però a non confondere “capitalismo” e “comunismo” con questo o quello.

            Si parlava di persone specifiche e dei danni che non dovrebbero ripetersi.

  • Gaz

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    O.T.
    Charlie Hebdo ha fatto una vignetta che non fa per nulla ridere sui fatti dell’Hotel Rigopiano.
    Non va denunciato. Liberi.
    Si tratta di sapere che sono la Francia profonda, anti italiani non per caso, ma per interesse, malgrado non so quanti decenni di CEE/UE.

    Reply

    • Paolo Selmi

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      Concordo Gaz. Quella di CH non è satira. La satira la si esercita contro i potenti. La derisione di poveri cristi che ci han lasciato le penne, è sciacallaggio, e della peggiore specie. Brutta gente, ignoranti non nuovi a queste uscite: comportamenti disumani, più che antisociali, xenofobi e razzisti, mascherati da provocazioni intellettualoidi radical chic.
      Meriterebbero non la fine che hanno già fatto, ma almeno una pala in mano, tre ore di sonno al giorno e i geloni ai piedi come i nostri che, da quando si sono staccati la prima notte dalla colonna bloccata con sci e ciaspole per portare i primi soccorsi, stanno facendo veri e propri miracoli completamente sprovvisti di mezzi materiali idonei.

      Forse, tornerebbero uomini.

      Ciao
      Paolo

      PS Questo, al netto di cose che gridano vendetta e che forse non avranno mai giustizia, uccidendo due volte quei poveri cristi che son rimasti sotto.

      Reply

    • Allora ditelo

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      Attendo invece che una sentenza faccia chiarezza essendo per nulla rilevanti le apologie del genere diffuse strumentalmente a mezzo stampa (dalle redazioni che censurano altro per pubblicare tali vignette).

      Invece di sdoganare laqualunque ricordiamo anche che c’è una differenza sostanziale tra chi compra una rivista di nicchia volontariamente per vedere simili vignette e chi vi è esposto suo malgrado mediante un mainstream che si presume “generalista”.

      Da quando in qua si è affinata nei media l’usanza di passare in rassegna tutte le idiozie della giornata invece di informare i cittadini?

      https://it.wikipedia.org/wiki/Gatekeeping

      Reply

      • Paolo Selmi

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        Ciao Allora Ditelo, hai pienamente ragione.
        Da quando… da quando non fanno notizia 120.000 civili a Deir-Ez-zor (enclave siriana che resiste, da quattro anni, all’assedio dell’ISIS), minacciati da un attacco senza precedenti e su vasta scala, grazie ai rinforzi provenienti dall’Iraq, invasi in più fronti, tagliati i ponti con l’aeroporto che li tiene in vita comunicando con Damasco, ciò nonostante resistono, donne e uomini in trincea fianco a fianco, decisi a morire piuttosto che arrendersi e, in condizioni di estrema inferiorità numerica, passano addirittura al contrattacco, mostrando un coraggio che gli fa onore. Ma combattono dalla parte “sbagliata” e, pertanto, per i media occidentali possono morire tutti.
        Hai visto anche quanto spazio è stato riservato ai colloqui di Astana dai media?
        Purtroppo, la chiamano libertà di stampa… hai ragione, montare una polemica su una vignetta idiota è un modo elegante di fare veline, visto che non si può fare un tg di tre ore e le notizie sono quelle. L’unica, magra, consolazione, è che la tv e la stampa sono sempre meno fonte principale di informazione: lo sono tanto, ma non ci sono solo loro, come soltanto quindici, venti anni fa.
        Un caro saluto.
        Paolo

        Reply

        • Allora ditelo

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          In effetti può essere ricondotto ad una questione di concorrenza.

          E quello di cui si sente il bisogno è quella fase di elaborazione che fornisce informazioni contestualizzando le notizie per costituire un ausilio effettivo alle decisioni individuali.

          Questo presuppone anche una multidisciplinarietà che sembra essere maggiormente nelle disponibilità di interessi economici di una certa consistenza.

          Siamo nell’era dell’asimmetria informativa quando il capitalismo è nato col presupposto dei mercati ad “informazione perfetta”.

          Reply

          • foriato

            |

            “Siamo nell’era dell’asimmetria informativa quando il capitalismo è nato col presupposto dei mercati ad “informazione perfetta”.”
            _______________________
            Se concordiamo che il capitalismo è un ordine o sistema sociale che deriva dell’usufrutto della proprietà privata sul capitale come strumento di produzione ecc., il capitalismo è nato e basta. Il presupposto di ‘informazione perfetta’ rientra come condizione teorica nel più ideali dei modelli di mercato: la concorrenza perfetta.

            D’altra parte, siamo di certo “nell’era dell’asimmetria informativa”, ma quando non è stato così?

          • foriato

            |

            Errata corrige:
            …nel più ideale (e restrittivo dal punto di vista teorico) dei modelli di mercato…

          • Allora ditelo

            |

            In effetti le definizioni si concordano e la questione dei mercati a concorrenza perfetta e del laissez-faire come tratti condivisi dal capitalismo d’antan necessita di una certa indulgenza.

            Ancora oggi non è difficile essere esposti a vecchie concezioni del capitalismo e del mercato perfetto.

            Nonostante ci siano economisti moderni come George Akerlof (o Herbert Simon) che abbiano illustrato i limiti di tali pregiudizi.

          • foriato

            |

            @Allora ditelo

            Indulgenza con chi impasta deliberatamente e in modo fraudolento il principio generale di non intervento statale sull’andamento della economia con un modello concreto di un mercato specifico… niente affatto! Duro y a la cabeza.

            Comunque, e riguardo alla sua affermazione secondo cui “siamo nell’era dell’asimmetria informativa”: c’è mai stata, a suo avviso, in qualche momento della storia d’antan o recente, concorrenza giornalistica perfetta?

  • makno

    |

    gentile professore sto leggendo un libro non citato da ella “la tragedia di un popolo” di orlando finges, che prende in considerazione un periodo più vasto del solito 1891-1924 della stroria russa.A parte l’impostazione anglosassone e liberale dell’autore, l’analisi di un orizzonte temporale più ampio per descrivere gli eventi l’ho trovata una scelta più completa.
    una domanda che mi sono posto più volte, e fatti tutti i debiti distinguo, è come mai Lenin e i bolscevichi riescono a prendere il potere e a rimanervi, mutando il corso della storia , mentre 70 anni prima Mazzini e i suoi , onstante qualche momentaneo successo ( repubblica romana) vengono travolti dagli enti e non riescono a mantenereil potere seppur localmente, per pochi mesi. riscontrando in entrambi i personaggi , pur nella diversità ideologica, notevoli affinità nel pensare e nell’agire politica. con stima e cordialità makno

    Reply

  • Giovanni Talpone

    |

    Sono contento che venga ricordato lo sforzo del Manifesto per rompere la rimozione a sinistra sull’esperienza stalinista. Esso rimase isolatissimo, anche da parte dei futuri pentiti e piangenti di vent’anni dopo. Quell’isolamento quasi totale dice moltissimo sui disastri anche intellettuali della sinistra italiana ed europea nei decenni successivi. E comunque, quell’isolamento fu anche il risultato di una somma di decisioni, e quindi di responsabilità, individuali: non c’erano mitragliatrici schierate per impedire l’accesso di via Tomacelli a Roma o al convegno di Venezia sull’Europa dell’Est (io non ci andai perché ero in servizio militare).

    Reply

  • Gaz

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    OT
    All’indomani della firma del Trattato di Maastricht Montanelli con una internvista Rai si dichiarò entusiasta del fatto che finalmente saremmo stati governati dalla Germania, perchè noi non saremmo stati capaci di autogovernarci.
    I fatti hanno dimostrato che l’auto depressione non serve a nulla, Cilindro aveva torto e che la Germania ha curato solo i suoi affari.
    Di quanto l’Italia si è svenata con l’euro in tutti questi anni?
    Lontano dai venditori di aringhe!
    Riuscite ad immaginarvi Giggetto il pescatore come pRIMO Ministro? Ecco questo è l’allemagna magna magna
    Italexit !!!

    Reply

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