Aldo Giannuli
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    Gaz

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    E’ interessante guardare alle dinamiche del sistema giudiziario francese, dove ci sono problemi in parte simili a quelli italiani.
    Macron ha nominato Ministro della Giustizia Dupont Moretti, un avvocato penalista di esperienza, noto per le sue posizioni radicali in tema di ordinamento giudiziario, posizioni che a me tanto radicali non sembrano.
    L’associazione dei magistrati francesi l’ha presa come una dichiarazione di guerra.
    Vedremo come andrà a finire.

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    Gaz

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    Vero. A leggere i giornali se ne leggono.
    La cancelliera Merkel, prima a gennaio, ora a luglio, ci ha tenuto per ben due volte a levare la stessa lode a Di Maio, Ministro degli Esteri, dicendogli in ingles (affinchè Zio Sam oda bene) che “di lui gli parlano bene”, per la serie Giggino è nu bel waglione.
    Corra che gli e lo si dica da Gaz, ma dalla Cancelliera, che gioca e rigioca a carte scoperte, la cosa dovrebbe insospettire.
    Giggino non arriva a comprendere che la sua (?) politica si trova in una ragnatela. Se non dimettersi, dovrebbe cambiare dicastero. Ho sempre sostenuto che sarebbe un ottimo ministro senza portafoglio.
    Di Maio compie lo stesso errore di tanti altri. Almeno in questo è in pessima compagnia. Al contrario dei francesi (Macron incluso), gli sfugge la cronotassi dei primati politici.
    Senza farla lunga, negli venti e trenta, il fascismo aveva buoni rapporti con chi aveva mutilato la Vittoria … e non buoni con la Germania (uno svasamento temporale degno del Duce), salvo essere buttato (o farsi buttare?) nelle braccia della Germania da Francia e Inghilterra nel momento sbagliato per l’Italia.
    Durante la WWII Mussolini mandò l’Armir in Russia, ma per i gusti degli Alleati, sarebbe stato in anticipo almeno di un decennio.
    Dopo l’8 settembre le Regie Forze Armate, in Europa, Estremo Oriente, e nell’Atlantico combattettero a fianco degli Alleati, ma erano in ritardo.
    La Guerra Fredda è stata vinta, ma i perdenti sono saliti sul carro dei vincitori e i vincitori ne sono scesi. Anche qui una questione di tempi sbagliati.
    Da ultimo Di Maio, partito come anti europeista, è ritornato sconfitto e con le pive nel sacco da Bruxelles.
    Sul volo per Berlino Di Maio è stato fulminato nel momento sbagliato dall’europeismo filo tedesco, eurista, pro cinese e pro russo, per legare mani e piedi il destino dell’Italia a quello della Germania, ma sempre e comunque in posizione subordinata.
    I francesi avranno la possibilità di saltare giù al momento buono dal carro di Aquisgrana. L’Italia invece ci vorrebbe invece spingere il carro tedesco, senza però vedere dove e come questo andrà ad impattare, quando invece converrebbe lasciare la Germania al suo destino e sopratutto svincolarsi.
    Sembra proprio che la svasatura temporale sia la caratteristica della politica estera italiana fatta dagli altri per l’Italia.

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    Gaz

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    Il precipitato di questo discorso per chi ci osserva dall’estero è l’inaffidabilità dell’Italia come alleato, a cui si preferisce la Francia, malgrado i diversi limiti di cui il gollismo è portatore.
    Forse è il caso di rovesciare la prospettiva.
    A distanza di cento anni si può dire che la firma del Patto di Londra durante la conferenza di Parigi fu tam quam non esset rispetto alla neutralità, che 800.000 mila morti non servirono a nulla e che abbiamo avuto degli Alleati Francesi, Inglesi e Americani inaffidabili?
    Si può dire che Hitler, al momento di spostare il confine fino al Rodano, ma ci sono altri e altri episodi, fu Alleato inaffidabile?
    Si può dire altrettanto degli Yankees, ai quali le parole Pershing e Cruise ricordano poco, a Guerra Fredda terminata e vinta, grazie anche al contributo decisivo dell’Italia?
    E che dire della Germania post unitaria, prima foraggiata nella ricostruzione grazie al Marco forte e poi grazie all’Euro/marco, che tratta l’Italia come una colonia da sfruttare e affossare?
    La Germania sarebbe un Alleato affidabile?
    Di Maio non ha la caratura di Sonnino, ma ci mette molto di suo nel coltivare le distonie diplomatiche.
    Ciò che a Di Maio sfugge è l’incipit della politica estera: evitare gli affidamenti: inevitabilmente si è perdenti appena ci si fida.
    Non ci vuole una laurea in patafisica internazionale per capire i giochetti malevoli della cancelliera Merkel verso l’Italia.
    Di Maio sarebbe stato un ottimo ministro senza portafoglio.

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    Gaz

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    Da parte loro i Tre Governi hanno incluso la preparazione di un Trattato di Pace per l’Italia come il primo fra i compiti importanti immediati da intraprendere da parte del nuovo Consiglio dei Ministri degli Esteri. L’Italia è stata la prima delle Potenze dell’Asse a rompere con la Germania, alla cui sconfitta ha dato un contributo materiale, ed ora ha aderito con gli alleati nella lotta contro il Giappone. L’Italia si liberò dal regime fascista e sta facendo buoni progressi verso il ristabilimento di un governo ed istituzioni democratiche. La conclusione di tale Trattato di Pace con un governo democratico italiano renderà possibile per i Tre Governi sostenere la candidatura dell’Italia quale nuovo membro delle Nazioni Unite. (Conferenza di Pozdam, 2 agosto 1945, firmato da Stati Uniti, Unione Sovietica e Gran Bretagna)
    E questi sarebbero alleati affidabili ?

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    Gaz

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    Dedicato a Macron
    “Per la risoluzione di pace per l’Italia, la Francia sarà considerata come uno dei firmatari dei termini di resa per l’Italia. Gli altri membri saranno invitati a partecipare, quando saranno in discussione le questioni che li riguardano direttamente.”
    (Trattato di Pozdam)

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