Aldo Giannuli
Aldo Giannuli

Aldo Giannuli

Storico, è il promotore di questo, che da blog, tenta di diventare sito. Seguitemi su Twitter o su Facebook.

Commenti (14)

  • Avatar

    Mirko G. S.

    |

    Professore colgo nella sua analisi delle pesanti similitudini col Sud, ottuso, ignorante, legato all’assistenzialismo e neoborbonico. Dopo tutto gli italiani sembrano malgrado gli aneliti indipendentisti ed identitari molto, molto uguali tra loro a prescindere dal parallelo geografico…

    Reply

  • Avatar

    Pierluigi Tarantini

    |

    @Aldo
    All’analisi mancano circa 20 miliardi, differenza tra quanto il Veneto versa e quanto riceve dalla Stato.
    L’aspirazione verso quella che definisci .. una diversa dislocazione statuale .. mi sembra perciò quanto mai fondata da un punto di vista economico.
    All’incazzatura individuale di tutti gli italiani, conseguente alla spudoratezza della casta dei parassiti, si somma perciò l’incazzatura collettiva dei veneti.
    Questi ultimi, però, hanno le loro responsabilità avendo in larga maggioranza votato B. e la Lega, principali artefici del disastro.
    Sembrerebbero non essersi sono resi conto che non basta votare amministratori locali decenti se poi, per la politica nazionale, ti affidi a B.
    Questo non significa che siano così imbecilli da ispirarsi ad Orban.
    E la vicenda del tanko rende evidenti le qualità degli indipendentisti…
    Se sbagliano ancora non avranno alibi.

    Reply

    • aldogiannuli

      aldogiannuli

      |

      pierluigi: nessuna regione riceve dallo Stato quanto dà perchèp ci sono le spese dell’apparato centrale. Questo dellacorrispondenza è un mito dei federalisti o pretesi tali

      Reply

  • Avatar

    giandavide

    |

    si, ma dove vanno a parare? annettersi all’austria è improbabile, al massimo potrebbero sperare nella slovenia, ma anche là… oppure fanno il loro staterello, anche se rimarrebbero al di fuori della ue per un certo periodo, non so se mesi o anni. l’unica cosa certa è che hanno imparato pavlovianamente la lezione di huntington, assimilando quel nazionalismo balcanizzante che fa molto comodo alle superpotenze che devono tracciare nuove linee sulle carte geografiche.

    Reply

  • Avatar

    Pierluigi Tarantini

    |

    @ Aldo
    … nessuna regione riceve dallo Stato quanto dà perchè ci sono le spese dell’apparato centrale…
    Ne sei proprio sicuro?

    Di seguito riporto la sintesi del primo articolo reperito sul tema.

    A dare più di quanto ricevono sono solo cinque regioni italiane. Tutte le altre ottengono in servizi e trasferimenti più di quanto versino sotto forma di tasse e contributi dei cittadini.
    A fare i conti sul “residuo fiscale” – la differenza fra le tasse versate dai cittadini e le spese che le amministrazioni locali e centrali coprono su quel territorio più i trasferimenti – è uno studio della Cgia di Mestre su dati 2007 (gli ultimi disponibili).
    Piemonte, Lombardia e Veneto producono un saldo positivo di oltre 50 miliardi (rispettivamente 1,2 miliardi, oltre 42 e quasi 7). Se un cittadino lombardo versa alle amministrazioni 4.460 euro netti, per sostenerne uno della Valle d’Aosta lo Stato va in rosso per quasi 5 mila. Un friulano costa 1.735, per il cittadino del Trentino Alto Adige si va sotto di oltre 2 mila.
    Tutti con il segno meno i bilanci delle regioni del Meridione e di buona parte del centro: il saldo negativo più forte va alla Sicilia (in “deficit” per quasi 21 miliardi) o in Campania (meno 17 miliardi).
    “La cosa più preoccupante è l’aumento del residuo fiscale registrato tra il 2002 e il 2007. In Lombardia è salito del 47 per cento, in Piemonte del 33 e in Veneto del 32”.

    Quest’ultimo dato è la classica beffa che si aggiunge al danno.
    Pensa tu, dal 2002 al 2007, il residuo fiscale è aumentato.
    Ma non c’era la Lega al governo fino al 2006?

    Reply

  • Avatar

    leopoldo

    |

    la carnevalata espressa dai leghisti credo vada intessa nel malessere generale verso l’inadeguatezza dello Stato nella gestione economica, e nell’atteggiamento di alcuni gruppi abituati ad approfittare di ogni opportunità per appropriarsi di cose e spazi pubblici anche in modo indebito. A fatto bene la magistratura a metterli sottochiave, cheché né dica Salvini, prima che facciano male a qualche malcapitato.

    Le obbiezioni dell’articolo sono giuste l’economia scomparsa non è stata sostituita, ma i politici espressi negli ultimi anni dal veneto friuli ecc sono nella media nazionale: poche idee, confuse, e abituati alla pratica della cialtroneria. sia Saia che Serrachiani sembrano dei premi nobel.:-(

    Reply

  • Avatar

    makno

    |

    gentile prof.giannuli mi dispiace ma non concordo con lei in questo caso. vivendo nel profondo nord est le possodire che le tendenze indipendentiste erano presenti già da uno o due anni, come le avevo riferito, magari in maniera inconsapevole ma erano e sono presenti in tutti gli strati sociali. se salta il quadro generale tipo uscita dell’italia dall’euro, default dell’inps, indipendenza di catalogna, scozia, vallonia e magari corsica, diventa difficile perorare la causa di una unità nazionale mal nata e mal fatta, in fondo 150 anni cosa sono rispetto a 11 secoli di repubblica di san marco. in quanto al cd totem o mito dell’indipendenza venta all’ombra del vessillo di san marco, non ha un peso specifico molto inferiore rispetto al suo mito di un sistema comunista redivivo, ci pensi sempre di miti si tratta, e spesso gi stessi vengono sottovalutati nelle dinamiche storiche, come peraltro le credenze religiose. e poi mi scusi come si fa giustificare la caterva di soldi dati a roma con l’ultima manovra quando ci sono interi territori a nord al sud o nelle isole che stanno alla canna del gas. infine il suo paragone con l’ungheria di orban mi sembrano fuori luogo, ogni tanto anche lei professore diventa un purtroppo vincolato dalla sua ideologia di riferimento, con stima e cordialità makno

    Reply

  • Avatar

    Giovanni Punzo

    |

    Sono passati diciassette dalla vicenda di piazza San Marco e il mondo è cambiato: anche il Veneto è cambiato, a parte alcuni aspetti folcloristici di retroguardia. La realtà veneta sente la grande differenza con le aree confinanti, come le province autonome di Trento e Bolzano e il Friuli VG. A guardare bene tutto il Nord-Est è terra di autonomie, tranne che nella parte più popolosa e di un certo benessere, come appunto il Veneto propriamente detto. Perché il Tanko 2? Sostanzialmente perché la classe politica si è rivelata incapace e fallimentare, aggiogata alle correnti nazionali fatte di mediocri personaggi. In questo quadro desolante per un attimo sembra che l’iniziativa sia tornata nelle mani di alcuni: peccato siano i peggiori, intellettualmente e politicamente parlando. Ai tempi della balena bianca ogni governo aveva sempre almeno un ministro veneto con una pattuglia di sottosegretari dc. Paradossalmente, proprio i movimenti autonomisti e pseudofederalisti, si sono rivelati molto al di sotto delle aspettative. Altro aspetto è quello dell’incapacità culturale a trovare soluzioni nuove: il vneto non percorre le vie dell’innovazione o della ricerca ed è destinato fatalmente al declino. I bagliori del fuochi da pagliaio che risplendono adesso, ne sono una conferma indiretta. Solo personaggi indietro nel tempo come questi cospiratori da filò, possono pensare a fare qualcosa in questo modo, ma temo che allo stesso livello sia anche la pseudoclasse imprenditoriale, fatta di evasori, di sfruttatori della manodopera straniera e di incassatori di contributi pubblici: in altre parole avidi incapaci, ottusi e analfabeti.

    Reply

  • Avatar

    Walther

    |

    Il nord Italia è sempre stato ed è tuttora la parte di gran lunga più viva e trainante del Paese. E’ perciò con soddisfazione che vi si devono constatare fermenti di risveglio del ‘politico’, inteso come logica di discernimento del ‘nemico’ in quanto nemesi esistenziale. La macrostabilità del sistema, affidata al rimbecillimento mediatico e consumistico della popolazione, dà segni di cedimento e si intravedono i contorni delle guerre (civili e meno civili) a venire.

    Reply

  • Avatar

    SantiNumi

    |

    Il problema è la mobilità dei fattori produttivi (e, quindi,l’immigrazione che è UN GRAVE PROBLEMA SOCIALE) NON IL SENSO IDENTITARIO (che è un valore, almeno in psicologia ed antropologia). Si invertono tesi ed antitesi.

    Le PMI non sono fatte di neoliberisti tea-party! Sono stati gli spaghetti tea-pary a “infiltrare” le PMI! Ancora tesi e antitesi invertite.

    Non è vero che le PMI sono contro la rigidità del lavoro!! Che BALLA!!! Sono LE GRANDI IMPRESE CHE NON LA TOLLERANO! Questa però è microeconomia di base, anche se non va di moda tra chi crede che le PMI siano il “cancro del Paese”: le PMI hanno tutto l’interesse a tenersi stretti il personale CHE FORMANO, perché è da questi microcontesti che si sviluppa e si tramanda il know-how: R&D è fondamentale nelle PMI anche se non emerge dalle statistiche poiché non vi è un reparto/centro di costo a cui imputare la posta in bilancio.

    LE PMI SONO IL VERO TESSUTO UMANO E SOCIALE DELL’ITALIA! Imprenditori che si suicidano perché non riescono a pagare le famiglie dei dipendenti… No comment.

    Le minkiate neoliberiste sono state farina del sacco di Confindustria al cui capo, come si dovrebbe sapere, non ci stanno gli artigiani!!!

    Per finire l’ultima inversione causale:

    il crescere della pressione e dell’inequità fiscale da fine ’70 son dovuti all’unica cosa che POLITICAMENTE CONTA: SME, Divorzio BdI/Tesoro, politiche reaganiane in favore della GRANDE impresa, Maastricht, euro, ecc…

    L’articolo 18 e la Costituzioni sono saltati per questo NON PER ALTRO.

    Con rispetto.

    Reply

  • Avatar

    Tenerone Dolcissimo

    |

    @ SantiNumi
    La confindustria non ha mai fatto politiche liberali o liberiste (come le chiami tu): se non ci credi vatti a leggere la dichiarazione emanata da Assaereo quando Ryanair si è permessa di sbarcare a Fiumicino e leggiti anche il commanto apparso in tale occasione su Chicago Blog.
    Sinceramente mi sono rotto i cosiddetti di vedere arruolata fra noi liberali gente che non ha niente a che vedere con noi, tipo il compagno(ide) Monti e la sua gioiosa macchina da querra composta da allegri dirigisti intenti a normare sulla curvatura delle banane.
    Da ultimo: mi puoi indicare quali politiche reaganiane ha adottato l’Italia???
    Caramellosi omaggi.

    Reply

  • Avatar

    SantiNumi

    |

    @Tenerone

    “mi puoi indicare quali politiche reaganiane ha adottato l’Italia???”

    Per “politiche reaganiane” si intendono in Italia quel sistema di gestione della spesa pubblica volta a favorire la grande impresa: l’esplosione della spesa pubblica degli anni ’80 è da imputarsi ad un gigantesco drenaggio di risorse pubbliche a favore dei grandi complessi indutriali e finanziari (mai sentito parlare di Agnelli?) in una situazione di cambi (semi)fissi (SME) e Banca Centrale indipendente dalla rappresentanza democratica.

    Reagan “stampò” allegramente dollari senza una reale politica economica redistributiva come prevederbbe il keynesismo: abbassò le tasse ai ricchi per rubare servizi sociali ai poveri.

    p.s. certo che se arrivi dal Chicago Blog si capisce… Avrai gli stessi titoli di sudio di Giannino.
    Ma per chi non conosce lo spaghetti-liberismo: si hanno due tipi di economisti neoliberisti: quelli intelligentissimi che sanno di dire minkiate e lo fanno per spirito di “servizio” (vedi Zingales) e le capre belanti al seguito… Stato LADROOOOO!!

    Reply

  • Avatar

    Tenerone Dolcissimo

    |

    Caro SantiNumi, effettivamente sono laureato in legge, ma non sono mai diventato avvocato. Però mi chiamano tutti avvocato. Sono nella stessa condizione di Giannino? Mah. Di sicuro sono nella stessa condizione di un altro famoso laureato in legge che tutti chiamavano avvocato, ma che avvocato non era e che però tutti riverivano. A cominciare da quelli che attaccano Giannino. Come dire: figli e figliastri. Incidenter tantum: trovo un po’ fastidiosa questa querelle sui titoli di studio di Giannino da parte di chi ha tollerato mafie e camorre di ogni tipo.
    Cmq di sicuro colgo nel segno come coglie nel segno Giannino. Prova ne sia che sto ancora qui ad aspettare un esempio piccolo piccolo piccino picciò di atto di politica reaganiana compiuto in Italia.
    Infine, ti sarei grato, quando si parla di liberalismo, di non parlare di euro. L’ho ripetuto fino alla nausea che Milton Friedman disse che era una stronzata. Se poi pensi che mento, dillo chiaramente ed esibirò prove. Se poi continui a pensare che Monti, quello che regolamentava la curvatura delle banane, è un liberale, ti consiglio di fare una piccola ricerca su cosa significa essere liberale. Per me significa: meno tasse, meno regole e lo stato a tre passi dai miei coglioni.

    Reply

  • Avatar

    Le baron de Cantel

    |

    Trovo molti argomenti condivisibili nel primo commento di SantiNumi!!!
    I danni della mondializzazione e dell’euro stanno dando luogo a diversi fenomeni di reazione.

    In Francia, dove il sentimento di unità nazionale è fuori discussione, c’è il Front National con una proposta credibile. Da noi, dove tutto è più sbracato, si manifestano reazioni meno costruttive e più estemporanee.
    Cordiali saluti

    Reply

Lascia un commento

I miei libri

  • codeca_copertina_250
  • isis_250
  • uscirecrisigrande

  • servizi_media

  • servisefgrande

  • pafragrande

  • grandecrisigrande

  • 2006_russia_mussolini_250

  • 2008_bombe_250

  • 2009_abuso_250

  • 2013_noto_servizio_250

  • 2013_sistemi_elettoralli_250

Newsletter

* = campo richiesto!