Aldo Giannuli
Aldo Giannuli

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Commenti (15)

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    kthrcds

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    “aprendo la strada ad un vero e proprio conflitto di grandi proporzioni, che potrebbe risucchiare anche gli americani”

    Per essere precisi gli americani stanno soffiando sul fuoco sin dal novembre scorso. Attualmente i “consiglieri” americani di Yatsenyuk stanno dirigendo le operazioni nell’est Ucraina contro la popolazione russofona, secondo un cliché già adottato in America latina e altrove nel secolo scorso. La forze armate ucraine stanno attualmente impiegando tank, cecchini, mercenari e aviazione contro le abitazioni civili, scuole ed ospedali compresi, massacrando la popolazione, donne, vecchi e bambini compresi. Ogni giorno su Slavyansk, Donec’k e altre città limitrofe piovono colpi di mortaio e bombardamenti dell’aviazione.
    Su questo sito si può seguire con sufficiente regolarità ciò che accade laggiù. Ha il pregio di essere in italiano e quindi la sua comprensione è agevole. Su Russia 24 ci sono collegamentii quotidiani dalle zone in guerra. È in russo, ma le immagini sono eloquenti, e dando parallelamente un’occhiata a Russia today, che è in inglese, un’idea si riesce a farsela.
    Fatte le debite proporzioni, ciò che accade nell’est Ucraina oggi è relativamente paragonabile all’invasione nazista della Polonia. E infatti i nazisti di Pravý Sektor sono attivamente impegnati nei massacri in corso, coordinati e supportati dai mercenari Usa di Academi (ex Blackwater). Di questo si è parlato diffusamente sui maggior quotidiani tedeschi negli scorsi giorni.
    «Il noto tabloid tedesco Bild, che è pro-governativo e pro-atlantico […], ha denunciato la presenza di circa 400 operativi della Cia e del Fbi a Kiev per dirigere le operazioni del locale governo in materia di sicurezza nazionale e antiterrorismo. L’11 maggio lo stesso Bild ha pubblicato un articolo con due “leak” molto rilevanti: la conferma fornita dai servizi segreti tedeschi (Bnd) della presenza di 400 uomini mercenari della società Academi (che era tristemente nota come Blackwater per i trattamenti inumani nelle prigioni in Iraq e Afghanistan) per “operazioni anti guerriglia nell’Est dell’Ucraina”».

    Oggi Obama è in visita in Polonia per rilanciare la campagna contro la Russia e avallare al contempo il massacro in atto nell’est Ucraina.
    Nel 2002, lo storico, antropologo e sociologo francese Emmanuel Todd iniziava così il suo libro Dopo l’impero:

    «Gli Stati uniti stanno diventando un problema per il mondo. Eravamo abituati a considerarli piuttosto, una soluzione. Garanti della libertà politica e dell’ordine economico per mezzo secolo, appaiono sempre più come un elemento di disturbo sulla scena internazionale alimentando dove possono l’incertezza e i conflitti».

    Solo nei primi 14 anni di questo secolo, nel vano tentativo di farne il “secolo americano”, Washington ha inanellato un sanguinoso fallimento dietro l’altro: Iraq, Afghanistan, Libia (è di oggi la notizia di 20 morti e un centinaio di feriti in scontri a Bengasi tra forze regolari e milizie; ma è dalla caduta di Gheddafi che vanno avanti così ogni giorno) e Siria, che sono costati complessivamente la vita a svariate centinaia di migliaia di persone. Ora ci riprova in Ucraina.
    Secondo l’indescrivibile portavoce del Dipartimento di Stato Usa Jen Psaki “il governo ucraino ha tutto il diritto di prendere misure per mantenere la legge e l’ordine nel proprio paese”. Ossia l’esatto contrario di ciò che si è detto ai tempi della finta rivolta di popolo che ha portato alla estromissione di Yanukovic.
    Secondo Psaki “episodi sfortunati” possono accadere in una zona di combattimento, “e continuiamo a lodare la moderazione del governo ucraino e gli sforzi per limitare i danni alla popolazione civile”.

    Siamo molto vicini alla catastrofe.

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    giandavide

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    io ho dubbi che gli stati uniti esportino shale gas nei prossimi 5 anni, considerando l’attuale insostenibilità delle pratiche estrattive e la crisi idrica californiana. in caso di crisi delle forniture russe sarei più propenso a pensare al medioriente (e infatti mi chiedo come mai aldo non abbia parlato di qatar). per il resto credo che i rapporti usa urrs dovranno ricucirsi. non so se torneranno buoni come ai tempi di bush, ma un’alleanza russia cina non può che vedere la prima subordinata alla seconda, e non so quanto la cosa piacerà ai russi, che al momento si credono il baluardo dell’occidente contro il pericolo giallo, ma so sicuramente che non piacerà agli americani.

    comunque nel sud italia il riscaldamento spesso si lascia spento anche d’inverno.

    @ kthrcds
    sei sicuro che il governo tedesco sia pro atlantico?

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    maurizio barozzi

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    IMPORTANTE, ACUTO E LUNGIMIRANTE ARTICOLO, DA ONDIVIDERE.

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    Yuri

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    http://www.europaquotidiano.it/2014/06/03/tra-grillo-e-i-suoi-critici-ha-ragione-lui/

    “Beppe Grillo ha tutte le ragioni per essere nervoso e per maltrattare chi intorno a lui continua a equivocare sulla natura del Movimento Cinquestelle.
    Alla già numerosa lista di confusionari si sono aggiunti ieri pezzi da novanta dell’intellettualità para-grillina: il principe dei complottisti Aldo Giannulli, Ferdinando Imposimato (l’ex senatore comunista eroe della serata di San Giovanni) e perfino il nonno del movimento, Dario Fo. Poco prima era toccato a un altro idolo delle folle, Marco Travaglio, con tutto il seguito del Fatto quotidiano.”
    ====

    Segnalo questo a Gianulli.

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    • aldogiannuli

      aldogiannuli

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      Yuri@ grazie per avermi definito principe dei complottisti, ma come vedo non me la prendo. Tengo solo a far presente che il mio intervento (forse sbagliato nel merito, può darsi) è fatto nell’interesse del M5s e non per danneggiarlo.

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    • aldogiannuli

      aldogiannuli

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      Yuri: scusami nma non avevo capito che era una citazione di “Europa” pensavo che fosse un tuo intervento. Ancora scusa

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    kthrcds

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    @ giandavide (3 giugno 2014 alle 13:45)

    Io ho semplicemente riportato un passaggio di un articolo che recita:
    “Il noto tabloid tedesco Bild, che è pro-governativo e pro-atlantico”

    Comunque Merkel è stata tra le più accese sostenitrici della “rivoluzione” ucraina, nonostante l’elevato interscambio commerciale tra Russia e Germania. Fino a poco tempo fa Angie si mostrava aggressiva e determinata nell’invocare l’applicazione di sanzioni alla Russia. Salvo poi cambiare atteggiamento quando le è stato fatto capire che un conto è fare la voce grossa per fare bella figura ai summit, e un altro è mandare a ramengo l’economia per compiacere Washington.
    Del resto, nel 2010, in un’intervista al quotidiano economico tedesco Handelsblatt, l’ex cancelliere Helmut Schmidt non spese molte parole per definire Merkel: “Non è una donna molto intelligente”.
    Né molto intelligenti si dimostrano i governanti europei per l’ennesima volta a rimorchio dei deliri di Washington.
    Dopo la crisi petrolifera del 1973 a Washington decisero che “mai più e a nessun costo gli Stati uniti avrebbero dovuto trovarsi n una situazione simile”. In parole povere, gli Usa sono disposti a dare fuoco al pianeta pur di non mettere in discussione il loro stile di vita che ritengono “non negoziabile”.
    Ora si tratta di vedere come andrà a finire perché Russia e Cina non hanno più alcuna intenzione di lasciare ulteriore spazio all’avventurismo statunitense.

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    leopoldo

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    che dire dell’alitalia? non è che adesso renzi è traballante?-:D

    che dite l’ENI a dorso di dromedario va in qatar?

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    Anna

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    Professore mi permetta e mi perdoni un OT.

    Una premessa a proposito dei complottisti. Non amo troppo chi fa dietrologia su tutto, ma nello stesso tempo non mi bendo gli occhi e cerco, prima di rifiutare o sposare una tesi, di informarmi e ragionare con la mia testa, con tutti i miei limiti, sia chiaro.

    L’OT sarebbe che la Merkel avrebbe proposto la Lagarde come presidente della commissione. Ancora prima delle elezioni europee avevo letto (ma accipicchia non riesco a ricordare dove) che i piani erano proprio questi già da molto tempo perché “l’ordine precostituito” aveva già deciso chi doveva andarci.

    Se ci metteranno davvero la Lagarde non ci resterà che piangere e forse i “complottisti” non sono proprio tali.

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    • aldogiannuli

      aldogiannuli

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      Anna: la Lagarde era già nell’aria come candidato di compromesso per una maggioranza popolari socialisti il punto è che Parigi non è contenta di perdere il direttore del Fmi e non è detto che neanche la Lagarde ci stia. Insomma qui non sanno fare più neanche i complotti

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    giandavide

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    @kthrcds considerando quello che hai scritto, riformulo la domanda: per capire qual’è l’allineamento di uno stato nazione contano di più i rapporti economici materiali oppure le dichiarazioni di una “donna poco intelligente”? se è vero il primo punto, mi sembra che anche tu ammetti che la germania non è considerabile un paese “atlantico” tout court.

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    kthrcds

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    @ Giandavide (4 giugno 2014 alle 12:34)

    «contano di più i rapporti economici materiali oppure le dichiarazioni di una “donna poco intelligente”?»

    Ovviamente i rapporti economici sono alla base delle relazioni tra stati e una persona non molto intelligente alla guida di una nazione può comprometterli. La Germania fa parte della Nato, il che la obbliga a seguirne le linee guida, ma i suoi interessi economici sono orientati più verso Mosca che Washington.

    L’impressione è che Merkel abbia inizialmente sostenuto la finta rivoluzione ucraina, immagino sotto pressione degli ambienti Nato, senza comprenderla e senza valutarne attentamente le conseguenze. Tanto è vero che la richiesta di sanzioni contro la Russia ha provocato la contrarietà del mondo dell’imprenditoria tedesca. Probabilmente è per questo che, di ritorno dalla riunione dei ministri degli Esteri della Nato a Bruxelles agli inizi di aprile, il ministro degli Esteri tedesco Steinmeier ha corretto la rotta esortando “i leader europei a collaborare costantemente con la Russia per mettere la parola fine al confronto con Mosca sulla crisi ucraina, e ha messo in guardia dal prendere in considerazione sanzioni contro la Russia fini a sé stesse, evidenziandone l’impatto negativo per l’economia europea”.
    Per concludere, la Germania ha molto più da rimetterci che non da guadagnarci a proseguire sulla linea imposta da Washington nei confronti della Russia. Ma non è facile dire di no a una nazione il cui presidente ha recentemente dichiarato che “L’America deve essere sempre la prima nel mondo. Nessun altro può accedere a questo privilegio. La nostra forza militare è la colonna vertebrale di quel dominio.[…] Gli Stati Uniti impiegheranno le forze armate, unilateralmente se necessario, quando i nostri interessi sono compromessi […] L’opinione internazionale ha un certo peso ma l’America non deve mai chieder permesso a nessuno quando si tratta di proteggere i nostri interessi, la nostra patria e il nostro modo di vivere.”

    Viste le atroci conseguenze che la politica di Obama ha sulla popolazione dell’est Ucraina sarebbe forse giunto il momento di mettere in discussione l’esiziale rapporto con Washington e con la Nato, ma non credo che Angie sia in grado di farlo.

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    giandavide

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    il punto è che i rapporti economici non vengono dal nulla, ma sono costruiti da decenni di rapporti bilaterali. anche la posizione della germania nella nato non viene dal nulla, ovviamente, ma è anche vero che il piano marshall è finito da un pò di tempo, periodo nel quale lo stato tedesco si è ritagliato uno spazio di autonomia via via maggiore e via via sempre più distante dagli usa al crescere della sua potenza economica. la sostanziale incoerenza di questa linea politica non è imputabile solo alla merkel, ma direi che è piuttosto legata all’incapacità tedesca di offrire modelli di sviluppo positivi. gli usa sono una superpotenza che è stata in grado di esportare il suo modello neoliberista in tutto il mondo; anche la russia putiniana, nel suo modo balordo, tenta di essere un punto di riferimento per esportare un modello autoritario alternativo alla democrazia (sebbene sul campo economico le posizioni diventano molto più uniformi). e l’europa? direi che non è pervenuta. negli ultimi non mi ricordo quanti anni non si è affermato nè su scala nazionale nè su scala europea nessun modello economico o sociale valido o esportabile, se si eccettua il modello dell’austerity, che però è stato imposto con la forza e si avvia verso un (lento) declino.
    sotto questo aspetto direi che la merkel non è la causa dell’incoerenza tedesca, ma piuttosto che ne è frutto; i tedeschi resteranno il più possible filo russi per evidenti interessi economici ma non potranno rompere con gli usa perchè sono completamente privi di soft power e se minacciati di isolamento internazionale avrebbero pochissimi strumenti di contrasto.
    ma per quanto riguarda il caso particolare dell’ucraina sento odore di siria nell’aria. sia usa che urrs sarebbero felicissimi di sedersi a un tavolo e trovare un accordo conveniente per entrambi piuttosto che entrare in un conflitto aperto e con elevate possibilità di degenerazione. e per cosa poi? per uno stato economicamente mezzo fallito e con debiti inaccollabili, oltre che lacerato da conflitti interni che ne inficiano peraltro il valore strategico. ma chi glielo fa fare? dovrebbero far prima cambiando questo grottesco establishment ucraino e le relative velleità panucraine…

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    leopoldo

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    una nuova “via della seta” …. il prossimo marco polo sarà tedesco?
    😀

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