Aldo Giannuli
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Commenti (19)

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    Marco Bellu

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    La leggo sempre con molto interesse e attenzione. La ringrazio sentitamente per tutti gli utili spunti di riflessione e le preziose e accurate analisi che forniscono i suoi articoli. Da simpatizzante 5 stelle la ringrazio in particolar modo per le critiche oneste e sincere, sempre costruttive, al movimento.
    Le auguro un’ottima giornata.

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    Tenerone Dolcissimo

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    Professore, un consiglio spassionato ed anche interessato, considerato che spesso i suoi interventi sono illuminanti in un mondo di disnformazione (a proposito, ma proprio niente da dire sul disastro di Germanwings?). Le consiglio vivamente,almeno per un po’, di non frequentare ambienti di sinistra. Non è che la sx non ha compreso il valore della casa: la sx è nemica dei proprietari dicasa. Non a caso Lombardi diceva che bisognava disabituare gli italiani dalla proprieta della casa. Per non parlare poi degli pappones occupantes di Landini, per cui tu compri casa e io ci entro sfondando l’uscio e tu paghi il condominio e la luce il gas. Quindi …. se fossi in Lei eviterei i posti che frequenta di solito. COn immutata stima.

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    Filippo

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    Sa perchè tante famiglie possiedono beni immobiliari in italia, e così pochi in germania?

    grazie all’INFLAZIONE!

    un mutuo con tassi anche al 10% o al 15% , in presenza di alta inflazione come abbiamo sempre avuto fino allo SME-€ , rendeva conveniente indebitarsi per comprare beni reali, ed anche famiglie di operai e impiegati si son potuti comprati la casa, che nel tempo si è rivalutata ed ha protetto i sacrifici ed i risparmi che era costata.

    una rata del mutuo che all’inizio valeva mezzo stipendio, dopo pochi anni diventava molto più leggera, e verso la fine del mutuo irrisoria.. per questo nei trattati europei (scritti da o su ordine di banchieri) al primo punto viene la stabilità dei prezzi , cioè la lotta all’inflazione, che è tutto tranne il nemico dei poveri, anzi, erode le ricchezze finanziarie dei ricchissimi ed il valore dei debiti, spesso contratti da classe media, imprenditori, lavoratori in genere.

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    alessandro

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    Le tasse sulla proprietà privata sono un vero crimine. Praticamente si è degli schiavi, non si è certo liberi.
    Dobbiamo pagare il pizzo allo stato per una cosa che già abbiamo pagato(terra, casa, proprietà privata)….posso capire pagare dei servizi (acqua/luce/linea internet, non ci obbligano certo ad usarli) ma pagare il pizzo sulla proprietà privata è criminale.

    la gente non ha da mangiare e il demanio pubblico resta abbandonato…bisognerebbe regalare a chi non lavora alcuni ettari di terra…presidiare il territorio, coltivare cibo vero, offrire opportunità di cambiamento….

    I criminali ci tassano anche ciò che è già nostro…..

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    Filippo

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    addendum:

    la battaglia e l’attenzione al diritto alla casa non rischia di far perdere di vista il fondamento della nostra Costituzione, il diritto-dovere al Lavoro ed a una giusta retribuzione, di cui poi la casa e tante altre cose discendono (come una partecipazione piena e libera alla vita politica del paese , senza i ricatti di sussidi slegati dal valore del proprio lavoro)?

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    Roberto B.

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    Ma poi come la mettiamo con quelli che: “BASTA CON LA CEMENTIFICAZIONE”?

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      giospel

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      @Roberto B. Con la ristrutturazione e il recupero dell’esistente lasciato andare in malora, con la coibentazione, con la messa in sicurezza degli edifici non a norma per evitare crolli durante i terremoti ecc. ecc.

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        Roberto B.

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        Sono d’accordo ma….
        Tutte cose poco appetibili per i palazzinari, che speculano specialmente sulla rivalutazione dei terreni, e poco praticabili per la gente comune, che in tempi di ristrettezze è poco sensibile ai, pur giusti, discorsi sulle migliorie (coibentazione, ristrutturazione, messa in sicurezza degli edifici, ecc). Tutte cose che finirebbero sul groppone dei privati e sulle quali andrebbe a nozze la macchina burocratico-politica (certificazioni, norme standardizzatici, ecc).

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          Mario Vitale

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          Il problema non sono i palazzinari, ma i Comuni, che preferivano creare nuovi terreni edificabili in quanto davano maggiore gettito.

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    maurizio

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    quindi dopo la revisione catastale se ho ben capito la tassa sulla casa rischia di aumentare del 200 per cento??
    ma quali sarebbero le conseguenze oltre che ad un crollo completo del mercato immobiliare ormai già a livelli bassi?
    si rischia che la tassa annuale arrivi ad un 5-10 per cento del valore della casa per cui in 5-10 anni paghi di nuovo la casa con le tasse…follia allo stato puro!!
    spero che prima di fare questo folle passo ci pensino veramente perchè qua rischiamo grosso mi sa….anche perchè una persona senza lavoro e poi anche senza casa diventa pericoloso…..

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    cinico senese

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    Si l’obiettivo a lungo termine è quello: colpire il patrimonio degli italiani creato con i risparmi di generazioni dal dopoguerra ad oggi, con espropriazioni in dosi omeopatiche: sia il patrimonio casa, sia il patrimonio risparmio: Monti non a caso ha messo una patrimonialina del 0,2% sui risparmi investiti. I sinistrati sono geneticamente incapaci a capire queste tematiche popolari, perché contro i soldi. I radical chic anche, perché loro coi soldi ci sono nati. Gli italioti incapaci del tutto, perché ignoranti finanziari: votano per chi gli dà la mancetta di 80 euro, ma non si accorgono che se li riprende subito dopo, al doppio con la TASI. Io ho già deciso di vendere casa e andare in affitto.

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    Alessio

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    Italiani popolo di proprietari di case. Ma è un bene? Partiamo dalla falsità dei dati: il 75% (o 76%, è uguale) degli italiani è proprietario di casa. Ciò significa che in una famiglia tipica di 4 persone, padre, madre e 2 figli, ben 3 su 4 hanno una casa di proprietà!!!! Allora è stato corretto il tiro e si è detto che il 75% delle famiglie vive in casa di proprietà. Intanto è una cosa ben diversa da quella detta prima. Poi sarebbe curioso di capire chi ha fatto i conti, perchè bisognerebbe incrociare i dati anagrafici (che stanno al ministero dell’ Interno) con quelli catastali (che stanno al ministero dell’ Economia) e dubito che qualcuno lo abbia veramente fatto. Comunque prendiamo il 75% come un assioma, un postulato matematico, cioè una verità presta per tale pur in assenza di dimostrazione. Dicevamo, è un bene tutta questa proprietà immobiliare? Paesi che se la passano meglio del nostro hanno percentuali molto più basse. Si dice che i giovani italiani siano i mammoni d’ Europa, bamboccioni avrebbe detto Padoa Schioppa, cioè quelli che restano più a lungo in famiglia, che escono di casa più tardi rispetto a qualunque altro loro coetaneo europeo. E’ vero, peccato che si preferisca usare la demonizzazione quando non veri e propri insulti come un Brunetta qualunque (statali fannulloni) per nascondere altre realtà. Il prezzo della case (e quindi anche degli affitti), bene rifugio delle famiglie italiane, bene sacro e inviolabile, è mediamente uno dei più alti del mondo. L’ accesso alla proprietà abitativa è diventata proibitivo, il che costringe i giovani a tardare l’ uscita di casa, a diventare adulti, a potersi formare una famiglia. Il prezzo del mattone blocca la mobilità sociale e costringe a rinunciare a opportunità di vita, blocca la mobilità sociale. In definitiva questo bene considerato sacro è uno dei principali ostacoli a realizzarsi come individui. Salvo che non si sia nati nella famiglia giusta. E qui torniamo al discorso di prima, alla casa come blocco della mobilità sociale. In Italia si preferisce costruire il mito della sacralità della casa, per difendere una classe di rentiers, di famiglie che vivono di rendita. Il risultato è che nel giro di pochissimi anni (3-4, non di più) è diventato persino la normalità fare un mutuo a 30 anni per comprarsi casa. Ma come è successo tutto questo? E’ una politica di destra, uno dei danni maggiori e più profondi che ci lasciano tanti anni di Berlusconi, Tremonti, Lega Nord, e dei quali purtroppo non si parla mai, un argomento totalmente rimosso dal dibattito pubblico. Col passaggio all’ euro (gennaio 2002) il Governo di centrodestra decise che l’ asse dello sviluppo italiano sarebbe stato l’ edilizia. Per fare questo hanno costruito una bolla immobiliare (persino rivendicata da Berlusconi) agenda su 3 direttive: primo, smontare ogni forma di edilizia pubblica, tagliando completamente i fondi (il grande dc Fiorentino Sullo si sarà rivoltato nella tomba). Secondo, tramite le operazioni Scip e Scip 2 si è provveduto a svendere a trattativa privata miliardi di euro di patrimonio pubblico a trattativa privata. E a prezzo politico, ovviamente agli amici, con la lauta consulenza di grande banche d’ affari per lo più straniere. Ci sono 2 libri che parlano ampiamente (“Lo stivale di carta” e “Cercasi casa disperatamente”) del più grande affare immobiliare della storia d’ Europa. Terzo, si è provveduto a non rivalutare il catasto, lasciando i valori a quelli del 1992 con lievissimi aggiornamenti molto indietro rispetto ai valori di mercato. Questo ha procurato una fiscalità di vantaggio enorme, ovviamente pagata, a danno, dei redditi da lavoro sui quali invece la fiscalità è aumentata. Quarto, la liquidità per alimentare la domanda che ha provocato lo spettacolare aumento dei prezzi delle case col passaggio all’ euro è figlia del riciclaggio di denaro sporco o comunque evaso. Non fu certo un caso se il ministro Tremonti ordinò nel 2001 di stampare la famosa banconota da 500.000 lire. La liquidità era quella nascosta sotto il materasso ( più realisticamente in qualche cassetta di sicurezza), su cui qualche anno fa Che Banca!, la divisione retail di Mediobanca fece anche una bella pubblicità, ma soprattutto quella depositata illegalmente all’ estero. E arrivò lo scudo fiscale (2002), il primo di una serie di 4, come alcuni fortunati film dell’ orrore. Quinto, mancata estensione della normativa antiriciclaggio anche ai professionisti (notai, commercialisti e agenti immobiliari in primis ma non solo). Sesto, taglio dei trasferimenti ai comuni e autorizzazione con una legge sempre targata Tremonti, mi pare nel 2002, al pagamento delle spese pluriennali con le entrate una tantum. Ad esempio permettendo di coprire le spese della scuola materna con gli oneri di urbanizzazione. Peccato che i secondi li incassi una volta sola, la scuola ogni settembre riapre, salvo che non si voglia togliere il servizio ai cittadini (la materna non è obbligatoria) e lasciare che, chi può, si arrangi rivolgendosi al mercato. Ma i comuni strozzati si sono trovato di fronte alla necessità di “sbloccare” quanti più terreni possibili, autorizzare anche le più oscene variati al piano regolatore. Spese pluriennali pagate con entrate una tantum: le premesse perfette per il dissesto finanziario degli enti locali come infatti successo non solo nella cattiva Terronia (Taranto, Catania, etc..) ma anche nella ricca Padania (Alessandria, governata dai leghisti e per poco anche Parma). Quindi, ricapitolando: azzeramento dei fondi all’ edilizia pubblica, fiscalità di vantaggio tramite il mancato adeguamento del catasto, svendita del patrimonio pubblico (Scip e Scip2), riciclaggio legale di denaro sporco (scudi fiscali), mancata estensione della normativa antiriciclaggio anche ai professionisti, taglio dei fondi ai comuni (notai, commercialisti e agenti imnobiliari in primis) e strozzamento dei comuni per costringerli a sbloccare terreni e modificare varianti. Il risultato? Lo scempio del territorio e della bellezza, prezzi folli che avvantaggiano solo chi possiede più di una casa e futuro rubato a milioni di italiani per generazioni. A cui aggiungiamoci che come in tutte le bolle c’ è chi rimane col culo per terra. I prezzi esageratamente alti vanno ovviamente a diminuire i rendimenti in quanto l’ aumento dei frutti non può essere pari a quello della rivalutazione capitale. L’ aumento delle tasse è solo una questione marginale, ancora oggi abbiamo una delle tassazioni sulla casa più basse del mondo, nettamente inferiori a Paesi più moderni e sviluppati come Usa, Francia, Germania o Inghilterra. No, la cultura della casa di proprietà, tipica italiana e dei Paesi sottosviluppati, poveri e arretrati, produce danni. Inoltre se andassimo a calcolare il prezzo pagato per una casa su cui per 30 anni paghiamo un mutuo e quanto pagheremmo stando in affitto (liberandoci quindi di spese ulteriori che competono al proprietario) scopriremmo che non è economicamente conveniente e che dopo 30 anni, considerando che la pensione che riceveremo, se mai la riceveremo, sarà insufficiente per vivere e sarebbe meglio avere investito altrove per avere un gruzzolo liquido di importo superiore al valore rivalutato dell’ immobile dopo 30 anni. Non è un caso che uno dei paladini del partito della casa sia Alfano: il simbolo di un’ Italietta vecchia, stantia, provinciale, che ha rifiutato la competizione globale per rifugiarsi nel mattone. No, ben vengano provvedimenti che distruggano l’ immeritato amore degli italiani per il mattone

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    • Aldo Giannuli

      Aldo Giannuli

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      è l’ultima volta che passo un post così lungo. E’ perfettamente inutile scrivere un pezzo 57 RIGHE (DICO 57) PERCHè NON VIENE LETTO.

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        Roberto B.

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        Io l’ho letto. Ed anche con attenzione. Ma forse ha ragione Lei Giannuli, se uno vuole scrivere tanto, si faccia un blog tutto suo.

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        • Aldo Giannuli

          Aldo Giannuli

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          oppure mi proponga un articolo e mi piace lo pubblico nello spazio di spalla che è molto più visibile. ma qui fra i commenti si perde

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            Junius

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            Meglio che si perda…

            Di livorosi che non hanno mai letto la Costituzione non se ne può più: sti autorazzisti che non sanno la differenza tra un’abitazione italiana e una casa di cartapesta irlandese, dovrebbero farci il favore di emigrare dichiarando di non essere Italiani.

            Questi geni che ci deliziano con queste amenità livorose, sono quelli che prima hanno voluto l’euro e la conseguente libera circolazione dei capitali in Europa, e poi addossano le responabilità della bolla immobiliare al Banana…. vabbè.

            Però, Professore, poi si offende quando faccio notare che chi non conosce la contabilità nazionale e l’economia non può capire la Costituzione.

            Ma secondo Lei, in pieno svolgimento di un colpo di stato fascista, con la risottomossione della famigerata Legge Acerbo, per Dio, si dovrebbe andare in giro a sparar amenità sull’art.14 Cost. quando già l’imposizione di imposte sulla prima casa viola manifestamente l’art.53 Cost.?

            Poi, su tutti:

            Art.47 Cost.

            La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina,
            coordina e controlla l’esercizio del credito.
            Favorisce l’accesso del risparmio popolare alla proprietà dell’abitazione, alla
            proprietà diretta coltivatrice e al diretto e indiretto investimento azionario nei
            grandi complessi produttivi del Paese.

            Che Alessio non lo conosca, dato il livello, lo posso capire….. ma che Lei Professore non lo citi…

          • Aldo Giannuli

            Aldo Giannuli

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            La prego di credermi che ho letto la Costituzione, ma nel contesto in questione mi sembraba utile centrare l’attenzione sul 14, che, tenga presente, è nella parte dei diritti fondamentali, Le dice nulla?

        • Aldo Giannuli

          Aldo Giannuli

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          oppure mi propone un articolo che se mi piace pubblico nello spazio di spalla con molta più visibilità, ma qui fra i commenti è sprecato.

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    luca iozzino

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    Assolutamente d’ accordo sul detassare la prima casa ma a PRESCINDERE dal requisito della residenza. Non si vede perché chi ha una bella casa idonea a viverci debba essere detassato e chi ne ha una non idonea ( magari perche in un luogo privo di lavoro o perche piccola per la propria famiglia ) ed e costretto a pagare quindi un affitto debba pagare più tasse del primo.
    Ci andrei più cauto sull’ impignorabilita’ . se io benestante con una casa debbo dei soldi ad un poveraccio senza casa non si vede perche a questi sia preclusa l’ azione sul.mio immobile…

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