Aldo Giannuli
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Commenti (12)

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    hughich

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    Ma come si fa a parlare così di un padre di cui tu, che sei il primo ad ammetterlo, non sai nulla?
    COME SI FA?
    Prima di dare giudizi su “ipotesi”, attendi almeno di conoscere i fatti.
    Per i commenti sui fatti accertati mi trovi invece pienamente in accordo ma basta con le pure e semplici illazioni.
    Prima informati sui precedenti e sul perché un padre è arrivato a tanto, poi magari riscrivi un bell’articolo.

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    Zeno

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    La perizia psichiatrica ha imposto questo orrore http://it.wikipedia.org/wiki/Sindrome_da_alienazione_genitoriale
    Pensavo che in Italia non venisse mai applicata e invece..

    Che il padre ne abbia passate tante non giustificherà mai l’orrore che ha fatto e probabilmente verrà ripagato con un odio eterno dal figlio. Delle dispute tra genitori sta pagando completamente il figlio, come si fa a pensare che il padre abbia fatto bene??

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    Andrea T

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    Secondo me non è possibile entrare nel merito della decisione giudiziaria, non conoscendo tutte le carte e i precedenti che hanno portato al provvedimento.

    Più che altro, assumendo che la decisione fosse appropriata, è assurda la modalità di esecuzione che, in uno stato costituzional democratico che garantisce diritti fondamentali al cittadino (se non alla persona umana), non dovrebbe mai essere posta in essere con questi metodi da gestapo. Tanto più in quanto si tratta di un minore.

    Bisogna domandarsi, inoltre, perchè il CSM non apra un istrutturia. Assumendo infatti che fosse la decisione giudiziaria, a monte, ad essere inappropriata, oltre alla stigmatizzazione della polizia bisognerebbe sanzionare pesantemente eventuali responsabilità disciplinari dei magistrati che hanno preso cognizione della vicenda ed emesso un provvedimento extra legem o, in caso esistano leggi che legittimano questo tipo di provvedimento, perchè non abbiano sollevato d’ufficio una questione di fronte alla Corte Costituzionale per manifesta illegittimità costituzionale di queste norme.

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    makno

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    egregio prof giannuli, mi consenta di dissentire almeno parzialmente dall’impostazione del suo intervento, soprattutto dal punto di vista ideologico, che purtroppo trovo tardo settantottino e venato di un sinistrismo deteriore. premesso che l’intervento dei polizziotti è stato a dir poco inappropriato e brutale, percui certamente si poteva intervenire in maniera diversa, con l’eventuale intervento delle forze dell’ordine solo nel caso di violazione dell’ordine pubblico, rimane ugualmente chiaro che i responsabili, osarebbe meglio dire gli irresponsabili, di questa disgraziata iniziativa andrebbero sanzionati e qualoro ne sussistano i presupposti andrebbero rimossi dai loro incarichi;ma utilizzare termini quali maschilismo di ritorno rispetto a situazioni private di cui non si conoscono i retoscena e le motivazioni delle pronunce giurisdizionali, mi sembra fuoriluogo e denota un certo idoligismo malato; mi consenta ma seguendo la sua logica sarebbe altrettanto pertinente proporre il famosa pronuncia di re salomone sul figliolo conteso dalle due madri, oppure predisporre un sistema simil spartano nel quale i minori venivano sottratti alle famiglie per essere educati alla guerra. purtroppo voi che vi siete formati negli anni settanta come fosse un riflesso pavloliano scattate facilmente a pronunciare le parole d’ordine fascismo, autoritarismo, maschilismo ecc, questo è il vostro vero limite accanto a numerosi meriti che non disconosco, capisco il suo sfogo emotivo che comprendo ma a mente fredda riconoscere la grossolanità del proprio giudizio non sarebbe un demerito anzi. rimane comunque immutata la stima nei suoi confronti, con cordialità makno

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    Cristiano

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    Ah ah ah, SOCIALISMO o BARBARIE… Seppure alcuni abbiano qualche dubbio sul socialismo non è possibile averne alcuno sulla barbarie… persino a Topolinia gli scagnozzi del padronato hanno direttive, mandanti e moventi, e anche i presstituti e i pennivendoli. Ora, visto che i media non appartengono ai lavoratori (noi) ma ai padroni (il nemico), perché perdere tempo a parlarne? I media mainstream, hanno pavlovianamente e macluhanamente portato il popolo bove a credere persino a terrorismo, enalotto e missioni di pace! Contro di essi non possiamo che TRASFORMARE LA GUERRA IMPERIALISTA IN GUERRA CIVILE. Ma purtroppo ciò è illegale, e quindi consiglio di sedersi sulla riva del fiume e aspettare l’onda di piena che ci porterà via.

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    Mario Vitale

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    Questa volta sono in totale disaccordo con Lei professore.
    Avendo sentito a riguardo notizie discordi, ho deciso di fare una veloce ricerca su internet. Ho trovato alcune notizie interessanti.
    1) La sentenza che ha portato all’evento (comunque deprecabile nello svolgimento, ma su questo bisognerebbe avere più informazioni e non solo un video chiaramente di parte perché girato da una parente della madre) è di luglio. L’esecuzione contestata è di ottobre. In mezzo a quanto pare ci sono stati diversi tentativi da parte delle autorità di renderla esecutiva resi vani dal comportamento della madre e dei di lei familiari.
    2) In Italia solitamente l’affido dei minori viene dato alla madre, se in questo caso il minore è stato affidato al padre mi sorge almeno il dubbio che la madre di colpe ne deve avere.
    3) Nella sentenza viene evidenziato che il padre ha tenuto un comportamento impeccabile, senza mai mancare ai doveri di mantenimento del figlio.
    4) Sempre nella sentenza viene invece evidenziato il comportamento fortemente negativo della madre e dei suoi familiari, che hanno fatto di tutto per separare il figlio dal padre.
    Tenuto conto dei fatti citati, considerando quanto può essere influenzabile un bambino di dieci/undici anni, soprattutto se il condizionamento viene posto in essere dalla madre, io credo che il padre qualche ragione ce l’abbia.
    Io il video non l’ho visto e nemmeno ci tengo a vederlo, soprattutto dopo che sono circolate notizie relative alla parzialità di tale video. Sicuramente l’uso della forza contro un bambino suscita sgomento, ma io non sono affatto sicuro, per quello che ho trovato andando più a fondo nella vicenda, che sarebbe stato meglio lasciare le cose come stavano. Si può discutere riguardo le modalità dell’intervento delle forze dell’ordine, ma anche qui credo che bisognerebbe conoscere i fatti da più punti di vista e non trarre conclusioni dopo la visione solo del filmato dei parenti della madre.

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    Kris

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    Sono assolutamente d’accordo su tutto TUTTO quanto leggo. Aggiungerei soltanto che le FF.OO. oggi in Italia e’ composta si’ di mazzieri grossolani, ma solo ed esclusivamente quando si tratta di bambini e italiani o ancora meglio di bambini italiani; viceversa quando si tratta (poco democraticamente certo, ma ogni tanto farebbe anche piacere che accadesse) di ladri senza volto e senza nome, non tracciabili e perciò molto più pericolosi che colpiscono deliberatamente quei cittadini che lavorano; oppure quando di tratta di ricchi e potenti mafiosi stranieri (ma non solo) e/o riccastri delle nostre terre, allora e solo allora vorrebbero, si’, intervenire sollecitamente, ma non possono; solo allora l’Italia diventa una terra democratica e civile dove certe cose non possono accadere. E magari ce lo dicono con quel sorriso di sufficienza che ormai contraddistingue il potere che ci governa.

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    giandavide

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    sono perfettamente d’accordo, sebbene le questioni relative al comportamento delle istituzion e quello dei genitori siano problemi diversi tra loro. nel primo caso va aperta un’instruttoria, c’è poco da dire.
    nel secondo caso, fermo restando che non so come si è comportata la madre, ritengo evidente che il padre non possa più essere considerato un genitore papabile dopo quello che ha fatto, e il fatto che fosse un avvocato ben conosciuto in tribunale mi fa leggere il caso in modo ancora peggiore: una solidarietà di casta nei confronti dell’amico avvocato per fare capire che un avvocato conterà sempre di più di un pezzente qualunque. d’altra parte loro sono la libera professione che detiene più privilegi in italia e che ci costa di più in termini di pil.
    ma l’italiano medio vota beppe grillo e vuole il figlio avvocato, quindi c’è poco da fare…

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    massimo ceci

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    Sono abbastanza d’accordo con lei caro professor Giannuli, soprattutto per la responsabilità dei poliziotti che mai avrebbero dovuto comportarsi in quel modo con un bambino di 10 anni davanti ai suoi compagni.
    Ci sarebbero stati sicuramente modi più prudenti e garbati per ottemperare l’ordine del giudice, rispetto a quello brutale ed inaccettabile tenuto dai tutori dell’ordine del caso; inoltre è giustamente da stigmatizzare il comportamento di entrambi i genitori che hanno esacerbato la questione anzichè cercare di calmarla e tranquillizzare il figlio.
    Ma io da cittadino italiano mi sono scandalizzato soprattutto del becero comportamento dei poliziotti; sui magistrati che hanno disposto il provvedimento invece sospenderei il giudizio, non conoscendo in maniera dettagliata la questione.
    Però devo dire che il provvedimento giudiziario che usa il termine resettare in riferimento ai rapporti del bambino mi ha molto inquietato e mi ha fatto pensare all’assenza totale di sensibilità e cultura democratica anche da parte di certa magistratura, troppo prona e sensibile ai centri di potere che tendono a spersonalizzare l’individuo per irreggimentarlo in strutture preordinate.
    Detto per inciso, penso, astraendosi dal caso concreto, che certa magistratura non sia affatto estranea a certi centri di potere occulto e al perseguimento della loro celata agenda; detto in parole semplici, alla massoneria.

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    ugoagnoletto

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    sull’avvocato della madre sono state scritte cose inquietanti. Questo non giustifica l’eccesso della polizia, ma fa capire perché si è arrivati a tanto.

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    Angelo Iannaccone

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    Ciao Aldo
    Ho letto con attenzione il tuo articolo, da cui ho appreso di un drammatico episodio della tua vicenda personale, che ignoravo, nonostante la nostra forte e profonda amicizia.
    Come sai fin dai tempi del liceo ho una immensa ed incondizionata stima per te e l’acume del tuo pensiero.
    Devo però dissentire almeno in parte da quanto tu scrivi su questa vicenda.
    Ovviamente non ho alcuna indulgenza per le brutalità delle forze dell’ordine e trovo sconvolgente quanto accaduto.
    Credo però, come già in altre occasioni, che non si possa esprimere una opinione, che non sia preconcetta ed affrettata, su vicende giudiziarie senza conoscere gli atti ed i dettagli della vicenda.
    Neppure credo che si possa addebitare sistematicamente ai magistrati (che pure hanno le loro responsabilità) responsabilità, che gli stessi non hanno quale quella delle brutali modalità di esecuzione di un provvedimento giudiziario.
    In caso contrario si correrebbe il rischio di fare come quei politici, che sparano a zero contro i magistrati, che hanno solo applicato (come è loro dovere) le leggi, che gli stessi politici hanno approvato (sport questo molto diffuso specie tra i politici di centro-destra, dimentichi che se la legge è da ritenere sbagliata è a se stessi che dovrebbero rivolgere le critiche per averla approvata o per non averla cambiata).
    Non avendo neanche io elementi sufficienti per pronunciarmi con un giudizio ponderato sulla vicenda, mi limito ad alcune osservazioni.
    La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo il 2 novembre 2010 ha condannato l’Italia, perché in una vicenda analoga a quella, che ha destato tanta indignazione nei giorni scorsi, il Tribunale si era limitato ad applicare la misura formale dell’affidamento del bambino ai Servizi Sociali disponendo inutili psicoterapie, ma lasciandolo presso il genitore “alienante”, invece di proteggerlo mediante l’allontanamento dallo stesso.
    Secondo la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo l’autorità giudiziaria deve assumere misure dirette e specifiche, volte ad assicurare il ripristino del rapporto tra il genitore ed il figlio.
    In sostanza se si ritiene che sia nell’interesse del figlio l’allontanamento dal genitore “alienante” per poter far si che il figlio ricostituisca un rapporto affettivo con entrambi i genitori, si deve disporre anche questa dolorosa misura, per evitare peggiori e maggiori danni al figlio.
    Il problema ovviamente non va visto solo dalla parte del diritto del genitore a poter vedere ed incontrare il figlio, ma anche dalla parte del diritto di quest’ultimo ad avere un sano rapporto affettivo con entrambi i genitori, senza che uno di questi impedisca al figlio un rapporto affettivo con l’altro genitore.
    Secondo lo psichiatra statunitense Richard Gardner La sindrome da alienazione genitoriale (o PAS) è una controversa dinamica psicologica, di cui sarebbero vittime i figli minori coinvolti in uncontesto di separazione o divorzio conflittuale dei genitori, quando manchi una adeguata mediazione dei conflitti.
    Si tratterebbe di una forma di violenza emotiva, che può produrre significative psicopatologie sia nel presente che nella vita futura dei bimbi coinvolti.
    Si tratterebbe di una specie di lavaggio del cervello, operato dal genitore c.d. “alienante”, che porterebbe il figlio a perdere contatto con la realtà degli affetti e lo porterebbe ad esprimere continuo ed ingiustificato astio nei confronti dell’altro.
    Da qui la necessità nell’interesse del figlio di allontanarlo dal genitore c.d. “alienante”, per aiutarlo a ricostituire un corretto rapporto affettivo con entrambi i genitori.
    Tralasciando ogni questione sulla controversa validità scientifica di una tale teoria, sta di fatti che i sicuri e certi colpevoli sono i genitori, che usano i figli come strumenti nella loro personale e folle guerra contro l’altro coniuge.
    I provvedimenti giudiziari in tali vicende sono emessi in applicazione della legge, ripeto non solo e non tanto per garantire il diritto dell’altro genitore a vedere il figlio, ma per assicurare il diritto di questi a costruire un sereno rapporto affettivo con entrambi i genitori.
    Anche nel caso di specie, a quanto si legge sui giornali, parrebbe che il provvedimento sia stato emesso sulla base della consulenza psicologica d’ufficio espletata e sia stato eseguito in modo forzoso a distanza di mesi, dopo che i vari tentativi di eseguirlo in modo meno traumatico erano stati frustrati dal rifiuto della madre e dagli ostacoli frapposti dalla stessa e dai suoi parenti.
    Quanto poi alla drammatica e comprensibile reazione del bambino, c’è da chiedersi se la stessa non sia stata indotta.
    Per l’esperienza che ho di separazioni e divorzi conflittuali, so bene quanto cechi possano essere i genitori/coniugi, che non vedono altro che la loro guerra personale.
    In conclusione sarei molto cauto nell’emettere giudizi senza avere gli elementi sufficienti, anche se questo sembra lo sport preferito su blog, siti vari, facebook ecc.
    Con stima ed affetto
    Angelo

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    Gianluca

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    Leggo spesso e con interesse il sito di Aldo Giannuli. Mi permetto di dire che questo suo intervento è parecchio mal calibrato. Soprattutto perché si permette di fare affermazioni pesantissime su poliziotti (nello specifico sull’esecuzione di un ordine cui non possono sottrarsi) e magistrati (in particolare sull’emanazione di un ordine che deriva da una sentenza di appello) senza minimamente conoscere i fatti ma solo sull’onda di un’emozione collegata ad un episodio della sua vita.
    Conoscendo un po’ meglio i fatti (sentenza di appello; iter giudiziario lungo oltre te anni; comportamento ostruzionistico della madre e dei parenti; appostamento continuato fuori dalla scuola per impedire l’esecuzione dell’ordine; esecuzione dell’ordine senza la presenza di altri bambini, con personale di polizia in abiti civili, assistito da addetti dei servizi sociali; intenzionale propagazione di un filmato molto parziale per scatenare clamore mediatico) si sarebbe capito che se il bambino è veramente la vittima innocente, la causa di tutto è da ricondurre alle scelte deliberate della madre di impedire al padre di vedere il figlio, fino al punto di mandare una claque fuori dalla scuola per scatenarne la paura e lo strazio anziché, per il suo bene, rendere meno drammatico l’esecuzione della sentenza.
    Per chi volesse approfondire senza farsi prendere dal livore la rete offre la possibilità di farlo.
    Magistrati e poliziotti sbagliano tutti i giorni. Ma fanno un mestiere difficile. Sputtanarli senza informarsi è roba per anonimi della rete non per uno storico del calibro di Aldo Giannuli.
    Per fortuna qualcuno prima di me (Mario Vitale e Angelo Iannaccone) ce l’ha fatta ad informarsi e a commentare senza usare cliché stupidi come “poliziotti-mazzieri” e “magistratura-massoneria”.
    Cordiali saluti,
    Gianluca

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