Aldo Giannuli
Aldo Giannuli

Aldo Giannuli

Storico, è il promotore di questo, che da blog, tenta di diventare sito. Seguitemi su Twitter o su Facebook.

Commenti (19)

  • Avatar

    Gaz

    |

    E se fosse un gioco di sponda per colpire le banche esposte con la Volkswagen ?

    Reply

    • Avatar

      leopoldo

      |

      @gaz quel genere di banche di solito si salvano, anche a rischio della banca rotta di qualche governo )-:. Ancora non sono riusciti a inventarsi un racconto credibile da soministrare attraverso i giornali che giustifichi l’accaduto. Anche se non capisco perché non alzano i parametri, giacché sono socialmente sostenibili(non si muore come mosche pre problemi respiratori), fregandosene del mercato americano. Però sarebbe interessante vedere che parametri prevedono i vari TTxx che vanno a conclusione in questo periodo.

      Reply

  • Avatar

    ilBuonPeppe

    |

    Come risolvere il problema in due mosse:
    1) firmare il TTIP
    2) chi ha avuto ha avuto…

    Reply

  • Avatar

    Antonio

    |

    Conti ineccepibili. Per il resto la lettura della situazione è abbastanza palese Prof.
    La Germania gioca a fare il bulletto ai giardinetti e per sua natura tende ad avere tendenze megalomane, il problema è che i giardinetti sono di zio Sam il quale può accettare di buon grado il ruolo tedesco in Europa, ma solo finché non gli dà fastidio.
    La stabilizzazione dell’Europa e la sua compattazione è chiaramente un qualcosa che fa comodo agli USA, quello che non fa comodo invece è la spirale deflazionistica in cui l’Europa si è buttata a capofitto. Gli USA hanno comunque bisogno di un Europa un po’ meno alla canna del gas di quella attuale e sono preoccupatissimi dalle tendenze centrifughe che si stanno sviluppando (vedi telegrammi Tsipras-Washington per scongiurare l’uscita della Grecia.)
    Oltretutto ormai la Germania ha da tempo superato la Cina in termini di surplus commerciale, un atteggiamento ben lungi da essere accettabile non solo al livello Europeo ma mondiale.
    Il caso VolksWagen è il primo avvertimento. Anche DeutscheBank ha parecchi scheletri nell’armadio….

    Reply

  • Avatar

    Giovanni Talpone

    |

    C’è una terza possibilità: che si mantenga il divieto attuali ad aiuti statali, ma che si consenta a un aiuto “federale” (come negli USA), cioé che si crei un meccanismo di intervento europeo per questo caso. Ovviamente, la Germania non sarebbe in condizione di opporsi (forse lo farebbe UK, ma con la debolezza di essere fuori all’euro), ma ciò aprirebbe la strada ad interventi analoghi a favore di altri (l’ILVA, per esempio, o qualche azienda greca).

    Reply

    • Avatar

      Antonio

      |

      Dalle mie parti si dice “tieni aperto”….

      Reply

  • Avatar

    massimo d'angelo

    |

    Tanto Merkel mettera’ tutto a tacere

    Reply

  • Avatar

    andrea z.

    |

    Gli industriali tedeschi avevano criticato il cambio di regime a Kiev, mentre il Governo non aveva approvato l’intervento contro la Libia e ultimamente si era mostrato favorevole ad Assad.
    Per punizione gli americani gli hanno spedito 300.000 profughi alle frontiere nel solo mese di Settembre e hanno iniziato a colpire la Volkswagen.
    Alla Germania è stato concesso il privilegio di gestire l’economia europea da parte dei grandi gruppi finanziari americani, ma c’è sempre il rischio che si monti la testa e decida di seguire il suo naturale percorso di avvicinamento alla Russia, creando il famoso blocco euroasiatico, tanto temuto dagli USA.
    Ogni tanto gli americani devono alternare il bastone alla carota per tenere a bada il cane lupo tedesco.

    Reply

  • Avatar

    Gherardo Maffei

    |

    Ma non erano i liberatori americani coloro che ci hanno concesso, bontà loro, la tanto agognata libertà?Forse qualcuno ora aprirà gli occhi e si renderà conto, di quanto sporca sia la manovra contro la Germania, ultimo baluardo a difesa dell’Europa. Nel 1945 non fu sconfitta la sola Germania, ma tutto il vecchio continente.

    Reply

  • Avatar

    Giovanni Talpone

    |

    Il vecchio continente si è sconfitto da solo nel 1914, per colpa di case regnanti e caste militari folli e criminali, dietro cui agivano i grandi industriali interessati alle forniture belliche. Poi sono arrivati gli avvoltoi (Mussoli e Hitler) a far fuori quello che rimaneva della civiltà europea. Rendiamo ancora una volta omaggio agli Alleati e ai combattenti antifascisti per quello da cui ci hanno salvato. Detto questo, non si potrebbe voltar pagina e dare un’occhiata a quel che servirebbe per vivere decentemente nel terzo millennio?

    Reply

  • Avatar

    Gaz

    |

    Trovo interessanti gli ultimi due interventi, ovvero quelli di Maffei e di Talpone. Se mi posso permettere di riassumerli nel loro significato profondo, essi vertono sulla priorità della prima o della seconda guerra civile europea (definizione tratta dalle lapidi celebrative del comune di Feltre), quale causa della marginalizzazione politica e militare dell’Europa.
    Sono tra coloro che propendo per Prima Guerra Mondiale, giacchè con essa fu sancita la preponderanza degli Stati Uniti come potenza mondiale in campo marittimo, commerciale e finanziario e la minorità dell’Italia nel Mediterraneo e in Europa, dati in “appalto” a Inghilterra e Francia, cioè a uno dei contendenti di una lotta che va avanti dai tempi dell’Impero romano.
    I due caporali sono figli di Verailles.
    Con la seconda guerra mondiale gli Stati Uniti, dopo aver abbandonato il loro tradizionale isolazionismo, hanno presidiato militarmente l’Europa occidentale, non fidandosi più tanto degli europei.
    Vedendo la foto dei tre grandi a Yalta, mi sono sempre chiesto che accidenti ci facesse Churchill.
    Sarebbe ora di voltare pagina, senza dimenticare chi sono i maleducati in Europa e chi ha osteggiato l’Italia.

    Reply

  • Avatar

    Francesco

    |

    Ma di cosa si parla esattamente, qui? 200 miliardi di dollari (o euro, cambia poco)? Cerchiamo di essere seri per cortesia, mi stupisco che una persona intelligente scriva certe stupidaggini, una cifra del genere metterebbe in ginocchio la Germania, figuriamoci una sua industria automobilistica. Non serve un CEO per capire che se un’industria che fattura 200 miliardi deve pagare 200 miliardi di multa, l’industria fallisce. Punto. Caro prof. Giannuli le consiglio un corso accelerato di matematica e buonsenso. Tra l’altro in un commento* ad un suo articolo precedente sul tema cercavo di spiegarle le problematiche legate al motore diesel, bisogna avere un minimo di competenza per esprimere giudizi, specie se esulano dal proprio campo di specializzazione.
    * http://www.aldogiannuli.it/caso-volkswagen/#comment-19660

    Reply

    • Aldo Giannuli

      Aldo Giannuli

      |

      ed io le consiglio di leggere bene i pezzi che commenta: non parlo solo delle multe ma stimo anche altre voci come l’eventuale riadattamento delle auto in circolazione o da rimettere sul mercato, il costo della variazione degli interessi,quello delle eventuali class action, della presumibile flessione di vendite, ecc ecc. ed ho precisato che sono costi che si spalmerebbero in diversi anni. Sia meno acido ed un po’ più umile oppure entri nel merito e mi dimostri che ci sono costi che inceve non sussistono oppure sono troppo sovrastimati.

      Reply

      • Avatar

        Mauro

        |

        Gentile Professore,
        per ora ci sarebbe solo da correggere nel Suo testo la multa statunitense, che sarebbe in miliardi e non in milioni. Riguardo al futuro industriale ci sarebbero da mettere in conto gli sviluppi dei motori a gasolio sintetico con cui l’Oriente farà il sorpasso.

        Reply

        • Aldo Giannuli

          Aldo Giannuli

          |

          verifico ma su diversi giornali è uscita la cifra in miliardi, d’altro canto una cifra in milioni sarebbe cosa irrisoria data la portata dei soggetti. Comunque verifico

          Reply

      • Avatar

        Francesco

        |

        Mi spiace che l’abbia scambiata per acidità, la mia è semplice logica di base: che siano multe, oneri vari, costi accessori, sia quel che sia, chi fattura 100 non può permettersi di pagare 100 di extra, anche spalmato in diversi anni. Ribadisco: 200 miliardi, anche diluiti in diversi anni (sarebbe interessante anche stimare in quanti, a questo punto, in gergo si chiamerebbero ammortamenti…non proprio una voce secondaria, in un qualunque bilancio aziendale) METTEREBBERO IN GINOCCHIO LA GERMANIA. Se vuole entri nel merito e mi dimostri che ho sovrastimato questa conclusione perentoria.

        Reply

        • Aldo Giannuli

          Aldo Giannuli

          |

          e infatti son convinto che sia un colpo molto duro per la Germania che cercherà di farvi fronte sia con politiche di limitazioni del danno, sia con cessioni, sia chiedendo aiuti alla Bce (sta a vedere che si convertino alla politica del que). Partita apera. Ma è una logica un po’ strana qiella per cui, siccome un colpo del genere puà mettere in ginocchio (o quasi) un attore, dunquwe non puà avvenire.

          Reply

  • Avatar

    Davidem

    |

    Caro professore, lo scandalo è probabilmente scoppiato un po’ in seguito a guerre economiche transoceaniche, un po’ forse come incentivo a non dare troppo ragione a Putin in Siria, come ha fatto notare Giulietto Chiesa commentando il tempismo con le dichiarazioni del ministro degli esteri tedesco.
    Sta di fatto che le sue stime sulle perdite per la VW sono esagerate e per diverse ragioni.
    La principale è difficile per voi in Italia da capire. VW è “DAS Auto”. Possono aver fregato ma un tedesco crede e crederà sempre che ogni altra azienda o tecnologia non crucca sia inferiore e certamente più truffaldina. Le vendite non ne risentiranno. Il tedesco è pratico e vuole che la sua auto possa circolare: non ha bisogno di sperare nel lotto della causa o della class action per strappare soldini al colosso; diversamente dagli americani che vivono di cause se vogliono pagarsi le spese mediche o gli italiani che sperano nella grazia del signore. Leggendo un articolo su Der Spiegel, un giornalista che ha un modello in questione di VW conferma di essere perplesso davanti alla procedura con cui si farà la modifica ma che non chiederà rimborsi e resterà fedele alla marca. E’ chiaro che non vogliano gettare altra benzina sul fuoco (permettetemi questo gioco di parole…), ma conoscendoli credo che esprima un sentore comune: da notare che il nome del giornalista è stato modificato affinché non riceva un trattamento di favore come cliente VW. Capito no? Come da noi…

    Reply

Lascia un commento

I miei libri

  • codeca_copertina_250
  • isis_250
  • uscirecrisigrande

  • servizi_media

  • servisefgrande

  • pafragrande

  • grandecrisigrande

  • 2006_russia_mussolini_250

  • 2008_bombe_250

  • 2009_abuso_250

  • 2013_noto_servizio_250

  • 2013_sistemi_elettoralli_250

Newsletter

* = campo richiesto!