Aldo Giannuli
Steven Forti

Steven Forti

Steven Forti, ricercatore presso l’Instituto de Historia Contemporanea dell’Universidade Nova de Lisboa e presso il CEFID dell’Universitat Autònoma de Barcelona. Collabora in Italia e in Spagna con riviste di storia contemporanea (Spagna Contemporanea, Storicamente, E-Review, Segle XX, Historia, Trabajo y Sociedad) e con giornali e riviste di informazione (Il Corriere del Trentino, A. Rivista anarchica, Atlántica XXII, Galde, Directa). Da oltre tre anni è autore e speaker di Zibaldone, programma in italiano della barcellonese Radio Contrabanda (http://zibaldone.contrabanda.org) ed è il fondatore, insieme a Sergio Secondiano Sacchi, dell’associazione Cose di Amilcare, la “costola” catalana del Club Tenco di Sanremo (www.cosediamilcare.eu). Lo trovate su twitter come @StevenForti

Commenti (8)

  • Gaz

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    U. Bossi. Solo andata. Milano Bergamo – Barcellona El Prat.

  • Valerio

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    La vera domanda per gli indipendentisti (veneti, scozzesi o catalani): che senso ha secedere da una nazione per rimanere nell’Unione Europea e nell’euro?

    • Gaz

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      Il petrolio.

    • foriato

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      I negozi di souvenirs made in Cina.

  • Gaz

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    O.T.
    A Londra un grattacielo in fiamme ha provocato almeno sei morti e oltre 70 feriti.
    In Italia di problemi ne abbiamo e tanti, ma almeno non abbiamo la pretesa di ingerirci nelle vicende interne altrui, condizionandole per lungo tempo.
    Gladstone esagerava dicendo che il regno di Napoli era niente poco di meno che la negazione di Dio, eretta a governo.
    Non minimizzo se scrivo che il regno unito è la negazione degli interruttori magnetotermici eretta a sistema costruttivo.

    • Gaz

      |

      Il deputato laburista Corbyn ha centrato il problema.
      Un interruttore m.t. è da considerare un investimento o un costo da tagliare?

      • Gaz

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        Sam
        sung
        a
        song,
        a blue song. 🙁

  • andrea z.

    |

    Quando si parla di secessione bisogna sempre distinguere tra gli interessi della gente comune: il commerciante, l’operaio, l’insegnante etc. che hanno bisogni limitati al territorio in questione e gli interessi dell’elite regionale: banchieri, industriali, manager e così via, che,invece, hanno una visione più ampia e sono collegati all’elite finanziaria internazionale, agli appalti e spesso ai finanziamenti statali.
    Di solito, gli indipendentisti li trovi nella prima categoria, ma quelli che decidono e, grazie ai soldi, controllano politica, elezioni e referendum sono i ceti privilegiati.
    Abbiamo visto anche in Francia che, quando l’1% dei privilegiati si è messo in moto, ha indirizzato la volontà popolare tramite i media e insediato il suo candidato-cameriere all’Eliseo.
    Per i notabili le minacce secessioniste rappresentano un’arma di ricatto verso il governo centrale per ottenere maggiori benefici, ma è difficile che rinuncino ai vantaggi di un mercato nazionale.
    La Catalogna, tra l’altro, mi sembra che abbia perso il suo ruolo di motore economico a vantaggio dei Paesi Baschi e credo che si trovi in una situazione difficile dal punto di vista del debito, quindi è probabile che la faccenda finisca, come al solito, in un nulla di fatto.

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