Archivio per la categoria ‘Le analisi’
domenica, 19 febbraio 2012
Questo è stato uno dei dibattiti più seguiti su questo blog con una sessantina di interventi (4 sulla dichiarazione di Perrone, 38 sulla risposta di Ferrero e 19 sulla mia lettera). Inoltre sono giunti diversi messaggi sulla pagina fb e 41 compagni hanno preferito scrivermi privatamente via mail. Naturalmente nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di militanti di Rifondazione, e quello che si coglie è un grande senso di smarrimento che va al di là del caso eugubino. Alcuni hanno scritto in chiave colpevolista (ma nessuno adducendo elementi concreti di giudizio se non una condanna anticipata) altri sostenendo l’innocenza dei compagni (oltre Rolando Dubini, persona rispettabilissima e stimabilissima che conosco personalmente, che è l’avvocato difensore, e quindi scontatamente prende le parti del suo assistito in ogni sede, anche un altro Melandri riferisce il parere della moglie che, avendo lavorato a Gubbio, garantisce per Goracci come persona onesta e altri ancora, per lo più eugubini).
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giovedì, 16 febbraio 2012
Avevo intenzione di concludere sul caso Wang Lijun, ma è successo qualcosa che mi dà molto fastidio, come militante di Rifondazione Comunista e che credo abbia la precedenza, Wang può aspettare qualche giorno (tanto, messo come è, non scappa…)
15 febbraio 2012
Caro compagno Ferrero,
so bene che, come Segretario del Partito, hai troppi impegni per rispondere alle osservazioni di un semplice compagno di base, ma non dispero sul fatto che per una volta possa farlo e, se poi non dovessi rispondere, pazienza: anche quella è una risposta da cui trarre conseguenze…
Ho letto il tuo comunicato sul caso Goracci sul sito del partito e non lo condivido neanche un po’: che significa “abbiamo piena fiducia nella magistratura”? Io da comunista, da studioso di storia e da consulente giudiziario di lungo corso, ne ho assai poca. Ma questo è secondario. Il punto è che non ce la si può cavare con queste frasi di circostanza che scaricano la coscienza ed evitano di fare i conti con l’aspetto politico della questione. C’è una ipocrisia gesuitica in tutto questo che stupisce in un Valdese.
Veniamo al punto: i casi sono due: o Goracci ed i suoi sono innocenti calunniati, o sono colpevoli di cose altamente disonoranti.
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lunedì, 13 febbraio 2012
Nella scorsa settimana è accaduto un evento di grandissima importanza in Cina, che i mass media italiani hanno sottovalutato e frainteso. L’arresto di Wang Lijun, noto come un superpoliziotto e capo delle forze di sicurezza di Chongqing, megalopoli da 30 milioni di abitanti, oltre che braccio destro di Bo Xilai, popolarissimo segretario del Partito della città e astro nascente a livello nazionale, nella campagna contro le triadi e la corruzione lanciata da quest’ultimo. Questo avvenimento è destinato, con ogni probabilità, ad avere forti ripercussioni sul prossimo congresso del Pcc che, ricordiamolo, è il più grande avvenimento politico dell’anno insieme alla elezione del presidente Usa. Ma, prima di esaminare questo caso (ne parleremo a breve) ci sembra il caso di fare un quadro della situazione economica e sociale della Cina che è tutt’altro che tranquilla.
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Tag: aldo giannuli, banking regulatory commission, bo xilai, bolla immobiliare cinese, capitalismo cinese, chongquing, cina, crisi cinese, debito cinese, liu minkiang, obama, quotidiano del popolo, rivolte cina, wang lijun, yuan Pubblicato in Le analisi, uscire dalla crisi | 11 Commenti »
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giovedì, 9 febbraio 2012
Monti si è scusato della sua battuta sul “posto fisso che è monotono” dicendo che era stata una frase infelice ed altrettanto ha fatto la Cancellieri a proposito di quei bamboccioni che vogliono il lavoro “vicino a mamma e papà”. Ma non si tratta di frasi infelici perchè tradiscono qualcosa che conviene capire meglio.
Aveva iniziato il vice ministro Michel Martone dicendo che “chi a 28 anni non è laureato è uno sfigato” (ricordate?). Se poi uno si laurea anche a 30 anni, perchè nel frattempo deve fare mille mestieri per vivere, perchè ha dovuto interrompere gli studi per qualche tempo perchè non aveva i soldi per pagarsi le tasse universitarie o per altre ragioni di disagio sociale, questo a Martone non importa. Cosa volete che ne sappia uno che è figlio dell’Avvocato Generale presso la Corte di Cassazione (scusate se è poco), che si è laureato a 21 anni ed a 31 (con ben poche pubblicazioni) era addirittura professore ordinario? Potete leggerne la brillante carriera sul “Fatto quotidiano”.
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lunedì, 6 febbraio 2012
Un pingue signore elegantemente vestito, esce dal ristorante dove ha abbondantemente cenato, vede un macilento mendicante e gli dice: “Beato te che non hai problemi di linea!”
Che ne dite? E’ esattamente quello che ha fatto Mario il Grigio qualche giorno fa: “Beati voi giovani che non conoscerete la monotonia del posto fisso!” La grandezza di Monti è in questa sua capacità di dire enormità galattiche mantenendosi perfettamente serio.
Dunque, stando a sentire lui anche medici, avvocati, architetti, dirigenti ministeriali, manager e, -perchè no?!- banchieri sono poveri dannati del posto fisso. Certo non sono lavoratori dipendenti, ma che noia tutta la vita a fare le stesse cose! E in cambio di che? Di un po’ di soldi! Ma non lo sapete che i soldi non danno la felicità? (Gli suggeriamo la prossima battuta).pubblica
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Tag: aldo giannuli, berlusconi, bersani, governo tecnico, lavoro, mario monti, pd, pdl, posto fisso, precarietà, repubblica Pubblicato in Le analisi, diario politico | 32 Commenti »
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mercoledì, 1 febbraio 2012
Mettiamola così: gli americani non sono interessati ad abbattere l’Europa, anzi, sono interessati al contrario, i cinesi ed i russi lo sono meno che meno, i giapponesi hanno le loro grane, eppure all’improvviso i titoli europei hanno iniziato a ballare la tarantella e le agenzie di rating (che, come è noto, sono osservatori del tutto disinteressati) hanno dovuto –con grande dispiacere- declassare quei titoli per seguire le tendenze di milioni di piccoli investitori che, tutti insieme ed all’improvviso, si sono accorti delle fragilità del debito europeo e lo hanno fatto sistematicamente, come da manuale: prima Grecia, poi Portogallo, Spagna, Italia, Francia, Olanda, Austria, Finlandia. E’ il mercato bellezza!
O se preferite, è tutto un complotto dell’Isola di Man che vuole imporre la “Sterlina di Man” al resto d’Europa.
Va bene così? C’è qualcuno che è disposto a credere a queste spiegazioni?
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Tag: agenzie di rating, aldo giannuli, crisi euro, crisi finanziaria, crollo euro, dollaro, euro, europa, franco acanfora, lamberto aliberti, obama, speculazione finanziaria, usa Pubblicato in Le analisi, uscire dalla crisi | 35 Commenti »
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lunedì, 30 gennaio 2012
Ogni qual volta le agenzie di rating (e per esse intendiamo le tre sorelle newyorkesi, dato che tutto il resto del rating non conta nulla) declassano qualcuno, quel qualcuno inizia a strillare che non sono credibili, che non bisogna starle a sentire, perchè non contano più nulla ecc. Poi, però, tutti si adeguano agli editti imperiali di Moody’s o di S&P e gli interessi sui titoli salgono immediatamente.
E’ successo anche questa volta per i titoli dei bond europei. Anzi questa volta è successo in anticipo: le borse si sono adeguate già in base ai primi annunci, cosicchè, quando c’è stato il declassamento ufficiale non è successo nulla: era già successo tutto prima.
Per la verità, gli argomenti per dire che le valutazioni delle agenzie sono molto arbitrarie, non mancano: esse non rivelano mai le loro formule di calcolo, non dicono quali dati hanno considerato, sono molto evasive sulle fonti cui hanno attinto, per di più appartengono a società finanziarie su cui poi emettono giudizi non del tutto disinteressati. Insomma, l’arbitro è organicamente dipendente di alcune società iscritte al campionato.
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Tag: agenzie di rating, aldo giannuli, crisi finanziaria, crollo euro, declassamento, euro, europa, guerra finanziaria, merkel, monti, moody's, rating, s&p, sarkozy, speculazione, uscire dalla crisi Pubblicato in Le analisi, uscire dalla crisi | 26 Commenti »
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giovedì, 26 gennaio 2012
Con i ritiro delle truppe americane, nei giorni scorsi, si è chiusa (almeno per ora) la guerra in Irak. Per il ritiro dall’Afghanistan occorrerà attendere qualche tempo, ma, a quanto pare, non oltre il 2014. Dunque, è tempo di un bilancio a partire dagli obiettivi che gli Usa si ripromettevano di conseguire. Partiamo dall’Afghanistan. Il motivo ufficiale era la cattura di Osama Bin Ladin e del Mullha Omar oltre che la distruzione di Al Quaeda. Come è noto, Bin Ladin è stato ucciso il 2 maggio 2011, ma il Mullha Omar è ancora uccel di bosco, mentre Al Quaeda, pur seriamente e ripetutamente colpita non è del tutto sconfitta.
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Tag: aldo giannuli, armi di distruzione di massa, bin laden, cina, crisi del debito americano, geopolitica, george w bush, guerra in afghanistan, guerra in irak, guerre amiericane, iran, mulla omar, pakistan, rischio default, russia, spese militari americane, stiglitz, talebani, uscire dalla crisi Pubblicato in Le analisi | 10 Commenti »
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lunedì, 23 gennaio 2012
Mario il Grigio ha assicurato che, con le sue liberalizzazioni, ha sconfitto i “poteri forti”, libererà gli italiani dalle tasse occulte e (udite, udite!) il Pil italiano, nei “prossimi anni aumenterà del 10%. Queste non sono dichiarazioni; questi sono i fuochi d’artificio della notte di Capodanno! Vediamo.
a- così apprendiamo che i “poter forti” in questo paese sono taxisti, farmacisti, avvocati e via di questo passo. Noi credevamo che i “poteri forti” fossero le banche, le multinazionali, il Vaticano, la Nato e invece… d’ora in poi, quando prendete un taxi o entrate in farmacia fatelo con circospezione: avete a che fare con un uomo dei poteri forti!
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Tag: aldo giannuli, avvocati, crescita italia, crisi euro, crisi finanziaria, crollo euro, economia italia, euro, germania, liberalizzazioni, manovra del governo, mario monti, pareggio di bilancio, paul krugman, pressione fiscale, tasse, taxi Pubblicato in Le analisi, uscire dalla crisi | 54 Commenti »
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giovedì, 19 gennaio 2012
Pubblichiamo ampi stralci dell’introduzione (apparsa alcuni giorni fa su L’Unità) che ho scritto al graphic novel «Piazza Fontana», di Francesco Barilli e Matteo Fenoglio, da pochi giorni in libreria e che consiglio vivamente a tutti i lettori!
Quello che avete fra le mani non è solo un fumetto. È qualcosa di diverso e di più: è un modo originale di raccontare la storia, e insieme un «appello» all’impegno civile in un’epoca di scarsa partecipazione politica. «Dov’eri il 12 dicembre 1969?» Con ogni probabilità, la grande maggioranza di chi sta leggendo queste righe non era ancora nata e ha una nozione molto approssimativa di quella vicenda. Io invece ricordo perfettamente quella lontana serata. Ricordo nitidamente quel periodo anche per ragioni personali (mio padre era morto meno di due mesi prima). Studente di prima liceo classico, ero a casa a studiare per l’interrogazione di matematica (la mia bestia nera). Lasciai perdere tutto per sentire cosa diceva il telegiornale.
(continua…)
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