Archivio per la categoria ‘Le analisi’

Romanzo di una strage, il libro di Cucchiarelli, le critiche di Sofri e gli anarchici indignati

domenica, 1 aprile 2012

Il film di Giordana su Piazza Fontana è stato duramente criticato da Corrado Stajano e malamente stroncato da  Goffredo Fofi (che parla di “cine panettone” e di lavoro non decente). C’è da segnalare, poi, una indignata presa di posizione degli anarchici romani, reduci del 22 marzo, che sostengono di non riconoscere sé stessi e le persona a loro vicine nel ritratto fattone da Giordana che ritengono caricaturale.
Non sono un critico cinematografico e non mi permetto di competere con un “mostro sacro” come Fofi, riconosco a Stajano autorità ed intelligenza per cui riesce ad essere illuminante, anche quando è eccessivamente severo e riconosco ai compagni anarchici le ragioni della loro irritazione, però mi sembrano giudizi troppo inclementi verso un fil che io giudico, invece, positivamente. Ho l’impressione che Giordana paghi lo scotto dell’accostamento al libro di Cucchiarelli che, a suo tempo, abbiamo recensito e del quale dicemmo, pure con cortesia, essere un libro brutto e più ricco di illazioni indimostrate che di effettive scoperte investigative.
Non torniamo, quindi, sul libro di Cucchiarelli di cui si occupa Adriano Sofri in un libretto web che consigliamo vivamente di leggere, a tutti quanti siano interessati. Un aureo scritto che leva la pelle a Cucchiarelli dimostrando quanto superficiale sia stato il suo studio delle carte.
Torniamo al Film che, nell’inquadratura finale, si dice “tratto liberamente dal libro di Paolo Cucchiarelli….”. Ma avrebbe dovuto dirsi “molto liberamente tratto” perché del libro nella pellicola resta poco e nulla.

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Pd: suicidarsi o cercare di sopravvivere?

giovedì, 29 marzo 2012

La riforma dell’art. 18 non è nemmeno la cosa più ignobile fra quelle che sta combinando il governo Monti e neppure la più grave (ad esempio lo scasso del sistema contrattuale è già una cosa che produce più danno), ma ormai ha assunto una valenza simbolica che va molto oltre il merito della questione. Lasciamo da parte il contenuto della questione (sul quale torneremo) e valutiamo gli aspetti di metodo che, per certi versi, sono ancora più “pesanti” del merito. In primo luogo la decisione di andare avanti senza il consenso delle parti: la concertazione non è un metodo che abbiamo mai apprezzato, perché ognuno deve fare il suo mestiere: il governo deve governare ed i sindacati debbono animare il conflitto sociale, le leggi non si contrattano come se fossero accordi aziendali e la contrattazione sindacale deve restare una cosa fra le parti senza mischiarsi con la formazione delle leggi.  Questo pateracchio iniziato negli anni settanta, per cui tutto finisce nello stesso calderone in cui governo, imprenditori e sindacati operano “transazioni improprie” per cui una legge è scambiata con una norma contrattuale, un piano di finanziamento alle imprese con un contratto di categoria ecc è un deprecabile residuo consociativista di cui ci libereremmo molto volentieri.

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Un altro spostato: l’eccidio di Tolosa

lunedì, 26 marzo 2012

Dopo gli eccidi di Utoya, Firenze e Liegi un altro matto solitario che spara sulla folla ed ammazza un rabbino e tre bambini.
Torno a chiedermi: sono solo matti? So che molti lettori reagiranno male, mi accuseranno di essere un dietrologo se non peggio (e, naturalmente, qualcuno sarà anche abbastanza maleducato, ma io non censuro mai alcun commento per cui passeranno anche loro, anche se, per principio, non rispondo ai tangheri), ma credo che dobbiamo porci qualche domanda. Con una premessa per capirci: le ipotesi sono ipotesi e le analisi sono analisi, anche se fra le due cose c’è un nesso e spesso le ipotesi preparano le analisi: per fare le analisi ci vogliono dati certi e sufficienti, quando questi mancano si procede per ipotesi (è un procedimento scientifico abbastanza normale), l’importante è sapere non dare per verità acquisita quello che è solo una ipotesi da testare. Le ipotesi possono anche essere molto azzardate, non è questo ciò che conta: ci sarà poi tempo per vedere se sono del tutto infondate, se hanno colto qualche elemento interessante o hanno centrato l’obbiettivo ed è normalissimo che ci sia una certa percentuale di ipotesi fallite -sarebbe troppo bello il contrario-, ma anche le ipotesi falsificate (e qualche volta ad esserlo non  sono  solo quelle azzardate, ma anche di quelle molto ben fondate che, però , non reggono alla prova finale) non sono affatto inutili, sia perché restringono il campo, sia perché contribuiscono ad acquisire indirettamente elementi utili. Quindi niente di male se si fanno ipotesi e le si dichiara come tali e, magari, si cerca di valutare il margine di rischio che comportano. Poi se qualcuno ha un metodo scientifico migliore da proporre lo faccia: l’Umanità gliene sarà grata, anche perché, da secoli, nessuno è riuscito a trovare di meglio che procedere in questo modo.

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Perchè sono comunista

lunedì, 26 marzo 2012

Uno dei più assidui frequentatori di questo blog, mi ha chiesto perchè sono iscritto a Rifondazione Comunista e gli ho risposto sul post: perchè, essendo comunista, non trovo di meglio sulla piazza, quantomeno in termini di punto di raccolta di chi ancora si dice comunista. Questo, a sua volta rimanda al punto: ma perchè sei comunista? Domanda non peregrina, vista la quantità di abbandoni di questa definizione: ancora nel 1991 esisteva un partito di qualche consistenza (il 5%) ed una consistente corrente nel Pds (20% circa del partito) che di dichiaravano comunisti.

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Compagno Ferrero, come si fa a dire: “Abbiamo piena fiducia nella magistratura…”?

venerdì, 23 marzo 2012

Quasi due mesi fa, la magistratura torinese spiccò mandato di cattura contro qualche decina di appartenenti al movimento no Tav. Ancora in questi giorni il tribunale della Libertà ha nuovamente respinto le domande di scarcerazione. Se la memoria non ci fa velo, il codice di procedura penale prevede che la detenzione cautelare possa essere adottata solo  quando ci sia pericolo di fuga all’estero, inquinamento delle prove e reiterazione del reato e ci siano concreti elementi per pensarlo. Insomma, non basta pensare che uno voglia fuggire all’estero per sottrarsi ad una condanna o che abbia interesse ad inquinare le prove, ma deve esserci un qualche comportamento positivo in questo senso (preparativi di espatrio, minacce a un testimone, tentativo di far scomparire prove materiali ecc.). Nel nostro caso, l’unico motivo che può essere addotto è quello dell’ipotesi di reiterazione del reato: insomma che i no global arrestati volessero partecipare a nuove manifestazioni violente. Ma per evitare questo sarebbero sufficienti gli arresti domiciliari (sempre ammesso che le accuse siano fondate nei confronti dei singoli e che ci siano elementi per pensare che abbiano realmente intenzione di ripetere  quei reati). Ma, a quanto pare, i magistrati non la vedono assolutamente in questo modo e rinnovano la detenzione.  Di fatto, questo comportamento si può chiamare solo con in un modo: anticipo di pena. E’ come se la sentenza fosse già scritta.

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La caduta di Bo Xilai: non riguarda solo la Cina, tocca anche noi

giovedì, 22 marzo 2012

2° parte

Bo è maoista?

La propaganda di regime ha presentato Bo come un nostalgico dell’era maoista, che stava preparando una nuova Rivoluzione Culturale. In effetti Bo ha promosso in varie forme la rivalutazione del periodo maoista (cori con canzoni di quel periodo, immagini di Mao, diffusione e lettura del suo libretto rosso ecc.) e del suo “modello Chongquing” fa parte integrante il costante appello alla mobilitazione politica che presenta connotati abbastanza simili  quelli della rivoluzione culturale. Ma le similitudini si fermano qui, mentre ci sono diverse ragioni per sostenere il carattere tutto propagandistico del “maoismo” di Bo.

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La caduta di Bo Xilai: non riguarda solo la Cina, tocca anche noi

lunedì, 19 marzo 2012

1° parte.

Prima della mia prolungata ed involontaria assenza, avevo iniziato a parlare di quel che accade in Cina, dei rischi di crack e della tempestosa vigilia del Congresso. La destituzione di Bo Xilai è la conferma del carattere tutt’altro che tranquillo della transizione dall’attuale gruppo dirigente al prossimo ed obbliga a qualche riflessione. I quotidiani del 15 marzo ne hanno dato notizia con un certo rilievo, ma nelle pagine interne (evidentemente la politica interna della  Cina non è ancora ritenuta degna della prima pagina) e spesso con notevoli imprecisioni: i singoli personaggi sono spesso “spostati” da una corrente all’altra, le ragioni dello scontro sono spesso fraintese, si immaginano schieramenti ed alleanze molto fantasiose ecc, ma, soprattutto, quello che si legge in una testata è spesso contraddetto da quello che si legge in un’altra. La Cina è ancora un universo difficile da capire. Proviamo a mettere insieme un po’ di notizie.

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Conviene prendere Monti sul serio…

lunedì, 5 marzo 2012

Come avrà notato chi legge questo blog, il mio giudizio su Monti è tutt’altro che positivo, ma rileggendo i pezzi mi sono accorto che prevale un tono ironico che rischia di generare fraintendimenti. Ed allora mi sembra opportuno precisare alcune cose: Mario “il Grigio” non è affatto un avversario da prendere sotto gamba o una macchietta come il suo predecessore. Anzi, è un avversario da prendere molto sul serio.
Innanzitutto togliamo di mezzo un equivoco: questo non è un governo “tecnico di transizione”. In primo luogo questo è un governo pienamente politico e non solo perchè i governi tecnici non esistono, ma esistono sempre e solo governi politici; ma soprattutto perchè questo è un governo politico di alto profilo, molto più dei precedenti sia di centro destra che di centro sinistra.

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Caso Goracci: conclusioni e prospettive

domenica, 19 febbraio 2012

Questo è stato uno dei dibattiti più seguiti su questo blog con una sessantina di interventi (4 sulla dichiarazione di Perrone, 38 sulla risposta di Ferrero e 19 sulla mia lettera). Inoltre sono giunti diversi messaggi sulla pagina fb e 41 compagni hanno preferito scrivermi privatamente via mail. Naturalmente nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di militanti di Rifondazione, e quello che si coglie è un grande senso di smarrimento che va al di là del caso eugubino.  Alcuni hanno scritto in chiave colpevolista (ma nessuno adducendo elementi concreti di giudizio se non una condanna anticipata) altri sostenendo l’innocenza dei compagni (oltre Rolando Dubini, persona rispettabilissima e stimabilissima che conosco personalmente, che è l’avvocato difensore, e quindi scontatamente prende le parti del suo assistito in ogni sede, anche un altro Melandri riferisce il parere della moglie che, avendo lavorato a Gubbio, garantisce per Goracci come persona onesta e altri ancora, per lo più eugubini).

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Caso Goracci. Lettera aperta al Segretario del Prc Paolo Ferrero

giovedì, 16 febbraio 2012

Avevo intenzione di concludere sul caso Wang Lijun, ma è successo qualcosa che mi dà molto fastidio, come militante di Rifondazione Comunista e che credo abbia la precedenza, Wang può aspettare qualche giorno (tanto, messo come è, non scappa…)

15 febbraio 2012
Caro compagno Ferrero,

so bene che, come Segretario del Partito, hai troppi impegni per rispondere alle osservazioni di un semplice compagno di base, ma non dispero sul fatto che per una volta possa farlo e, se poi non dovessi rispondere, pazienza: anche quella è una risposta da cui trarre conseguenze…
Ho letto il tuo comunicato sul caso Goracci sul sito del partito e non lo condivido neanche un po’: che significa “abbiamo piena fiducia nella magistratura”? Io da comunista, da studioso di storia e da consulente giudiziario di lungo corso, ne ho assai poca. Ma questo è secondario. Il punto è che non ce la si può cavare con  queste frasi di circostanza che scaricano la coscienza ed evitano di fare i conti con l’aspetto politico della questione. C’è una ipocrisia gesuitica in tutto questo che stupisce in un Valdese.
Veniamo al punto: i casi sono due: o Goracci ed i suoi sono innocenti calunniati, o sono colpevoli di cose altamente disonoranti.

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