Aldo Giannuli
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Aldo Giannuli

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Commenti (10)

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    pasquale

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    scenario tragico, la guerra (ma quale guerra) sarebbe l’unico elemento di discontinuità in questa caduta libera verso la stagnazione globale.

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    oreste

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    Leggevo oggi che il governo cinese ha fatto dietro front alla costruzione di una fabbrica di lega di rame a Shifang dopo delle proteste e degli scontri. L’autore segnalava come “La velocità con cui il governo ha ceduto, evidenzia i timori del Partito comunista di una rivolta nazionale, in quanto l’economia esportatrice comincia a mostrare segni di collasso.” (la fonte è libcom.org)

    Sembra quindi che la strategia del governo sia difensiva e di fronte a delle proteste piuttosto di insistere in una repressione duratura che potrebbe trasformarsi in qualcosa di più impetuoso, si ferma e accetta la volontà dei manifestanti. Tuttavia cosi crolla anche l’autorità dello stesso governo che, pare, abbia fatto dietrofront senza cercare alcun tipo di negoziazione e affermando solo la fine del progetto.

    Lei cosa pensa? La Cina sta cercando di rallentare un processo di crisi che non è solo di natura economica oppure mostra intelligenza di fronte ad un imperversare conflittuale che potrebbe peggiorare ulteriormente il declino cinese?

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    Igor Giussani

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    Oramai il ‘miracolo cinese’ (virgolette quanto mai d’obbligo) si dimostra per quello che è: un gigantesco fuoco di paglia. So bene che adesso si potrebbero snocciolare tutti i dati ‘prima e dopo la cura’, e verrebbero fuori aumento di reddito pro capite, aspettativa di vita, ecc. ma la realtà è che la storia si giudica nel lungo periodo e il loro sicuramente furbo tentativo di aderire al Business as usual alle loro regole del gioco è stato una meteora destinata a scoppiare fragorosamente.

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    • aldogiannuli

      aldogiannuli

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      bè non esageriamo, proprio un fuoco di paglia non direi. Diciamo che la locomotiva sta rallentando in modo preoccupante…

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    Maurizio Melandri

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    Si potrebbe sempre consigliare ai “compagni” cinesi di dare 500 euro ad ogni italiano, così da far ripartire i consumi 🙂

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    Igor Giussani

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    Mettiamola così: in termini politici è solo un rallentamento, in termini storici sarà qualcosa di più. Ricordiamo tutti che si parlava di ‘secolo cinese’, ‘dominio cinese’, ‘Cina al posto degli USA nel dominio mondiale’ e via discorrendo. E se il PCC è riuscito a pianificare ‘la svolta capitalista’ in modo sostanzialmente ottimale (almeno in base ai termini del business as usual) mi chiedo se la sua composita oligarchia sarà abbastanza flessibile per affrontare i problemi che si approssimano.

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    Roberto

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    Salve, in merito al discorso Cina etcetera vorrei porre al prof. Giannuli il seguente quesito:
    Non pensa che ci possa essere una minima correlazione tra la Cina attuale e gli Stati Uniti ante seconda guerra mondiale?
    Tutti sappiamo che all’epoca gli americani erano il “magazzino” del mondo c.d. occidentalizzato e anche in quel caso il grande consumo avveniva in Europa.
    Tale magazzino traboccava di merci invendute stante la crisi che colpiva il vecchio mondo (conseguenza anche in quel caso di una crisi finanziaria degenerata in crisi dell’economia reale).
    Ebbene con la guerra venne raso al suolo tutto cosicchè gli Stati Uniti potevano investire parte della propria ricchezza in quel piccolo luogo del mondo che in poco tempo avrebbe riattivato un certo tipo di domanda di beni e di servizi da soddisfare (piano Marshall docet).
    Lo schema era preciso e si consolidò per circa una quarantina d’anni.
    C’era un grande mercato, l’Europa.
    C’erano vaste risorse da poter sfruttare (America Centrale e Meridionale in primis con le loro materie prime e il medioriente in secundis con il suo petrolio) e un contrappeso non da poco come l’Unione Sovietica.
    La soppressione della convertibilità totale del dollaro in oro prima e il crollo del muro di Berlino dopo potrebbero essere state fra le cause che ci hanno portato alla situazione odierna?
    Attualmente la Cina fa importantissimi accordi commerciali con l’Iran e il Venezuela (petrolio), Russia (strategia politica) e si sta comprando mezza Africa.
    Gran parte del debito americano è nelle sue mani e prevale la paura di reinvestirlo all’interno delle proprie mura in quanto si è consapevoli che uno stravolgimento reddituale troppo audace e frettoloso potrebbe minare il sistema burocratico che governa da decenni il paese più popoloso del mondo.
    La mia potrebbe sembrare una tesi di puro stampo imperialistico.
    Ma qualora crollasse definitivamente il sistema euro (con conseguenze devastanti anche per gli Stati Uniti) rischieremo a quel punto una nuova guerra mondiale?
    L’altolà della Cina sulla questione Siria/Iran potrebbe rappresentare un campanello d’allarme?
    La ringrazio per la pazienza

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    • aldogiannuli

      aldogiannuli

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      similitudini ce ne sono, ma gli elementi di dissomiglianza prevalgono. Diciamio che questa è una situazione molto complessa che non ha ancora nessun esito scontato

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    caruto

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    Un paio di anni fa ho letto un intervento (non ricordo di chi) su quello che potrebbe fare il governo cinese: aumentare e migliorare il welfare interno (aasistenza sanitaria, pensioni, assistenza ai piu’ poveri, ecc.).

    Il risultato sarebbe un aumento della spesa, una parziale diminuzione delle riserve, un aumento del consenso, ecc.

    L’idea mi sembro’ molto interessante. Mi domando se questo sta avvenendo e se la ricetta e’ semplicista.

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