Aldo Giannuli
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Commenti (7)

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    leopoldo

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    anche se l’attuale isis scompare per implosione interna dovuta ai più svariati motivi, le cause che coltivano il germe su cui si fonda scompaiono?
    il riscatto islamico può avere un origine diversa dal salafismo, quale?

    che loschi figuri scompaiano in modo più o meno atroce è nell’ordine delle cose, dispiace i ricami che se né fanno che seminano ignoranza )-:

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    Mugo

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    Il compromesso potebbe essere “Concentriamoci sull’abbattimento di Assad”, obiettivo di entrambe?

    D’altra parte tutto quanto riguarda l’ISIS è poco chiaro. Ho letto di 1.000.000 di $/gg in proventi dalla vendita clandestina di petrolio. Questo può essere solo caricato su pertoliere o consegnato in raffineria, altrimenti non ha valore. A 60 $/bbl sono circa 150 autocisterne con rimorchio AL GIORNO. E i droni, che riescono a trovare un matrimonio afgano, si fanno passare sotto il naso un traffico del genere? Questo fa il paio con il passaporto dell’attentatore suicida trovato tra le macerie delle due (in realtà tre) torri, mi pare…

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      davidem

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      Mi spiace ma il passaporto vince.
      Non fu trovato tra le macerie, ma PRIMA del crollo delle torri da un anonimo passante, tra le 9 e le 10.

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    giandavide

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    e cosa vogliamo dire di israele? a parte le dichiarazioni di alcuni ufficiali del loro esercito molto bonarie riguardo l’isis, e le voci sul fatto che i miliziani isis vengano curati negli ospedali israeliani. ma netaniau che va al congresso usa a dire che il vero nemico è l’iran, e che l’isis è poco preoccupante? sinceramente, ma che roba è? e non solo perchè all’atomica iraniana non ci crede nessuno (nenanche il mossad, che ha rilasciato rapporti che ne negavano l’esistenza), ma per la totale mancanza si senso del ridicolo. non puoi fare l’occidentale e contemporaneamente stare con l’isis. o da una parte o dall’altra.

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    davidem

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    Professore, alle sue interessanti osservazioni sulla situazione irachena e i suoi possibili sviluppi credo manchi un elemento non secondario, sul quale purtroppo abbiamo poche informazioni: il ruolo e gli obiettivi dei Sauditi.
    Mi pare che lei tenda a considerare il rapporto tra Is e Sauditi come di semplice “non belligeranza”; i complottisti tendono, al contrario, a considerare il primo una creazione dei secondi o perlomeno un Golem sfuggito di mano.
    Ho letto con interesse il suo recente articolo sul regno saudita e credo manchi lo stesso fattore rilevante per la nostra discussione: i Sauditi (come per il resto ogni altro paese) non sono un blocco unico, monolitico, pur essendo una monarchia assoluta. Perché? Per via delle migliaia di principi raggruppati in clan diversi e rivali? Forse, ma anche per via del fatto che ognuno di questi può contare su un bel gruzzolo di miliardi con cui giocare la propria politica estera. Non è infrequente che clan diversi siano rivali e supportino all’estero gruppi e politiche rivali: si veda ad esempio la contesa economica della seconda metà anni ’90 tra il consorzio saudita DeltaOil e l’anglo-argentina BP-Bridas appoggiata dalla Ningarcho di Turki Faisal. In gioco era l’assegnazione dell’appalto afghano per un gasdotto. A decidere toccava ai talebani, wahabiti secondo molti messi su proprio con l’appoggio saudita. Dovremmo dunque forse parlare del ruolo di “alcuni” clan nel forgiare o foraggiare ribelli in giro per l’Asia, dai ceceni contro i russi all’Is in funzione antiamericana-antiiraniana.
    I sudairi sono sempre stati gli amici più stretti degli USA: Fahd era uno di loro.
    Abdallah, invece, no.
    Ora con Salman le cose non tornano tanto perché pur essendo uno dei sette fratelli Sudairi anche lui sembra in disaccordo con Obama. Ma forse è solo una questione di rapporti con L’iran. (Un po’ come per Israele..)
    Per concludere, le domande che dovremmo porci, a mio parere, dovrebbero essere:

    1.quali gruppi interni al regno saudita possono avvantaggiarsi dall’esistenza dell’Is?
    2. Viene aiutato attualmente (L’Is) magari nel gestire e vendere il greggio iracheno?
    3. E’ un califfato a orologeria, destinato in altre parole a mutare gli equilibri in gioco per poi essere sostituito da qualcosa d’altro che faccia accrescere l’influenza Saudita sull’area?
    4. Quali piani ha realmente il regno (o una sua parte) su Yemen e Siria? considerando che l’esercito saudita esiste solo per avere la scusa di comprare armi per miliardi di dollari e farsi amici in giro per il mondo?

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    Zerco

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    quarto scenario:
    Al Baghdadi non è mai esistito, è il prodotto di una fiction, ad uso dei paesi occidentali per giustificare un intervento dei governi e per spaventare i telespettatori.
    Come Al Zarkawi, ucciso tre volte e tre volte rinato ad opera della società di produzione di minacce video SITE.
    Come non è mai esistito un “califfato” territoriale o organizzato, ma una nuova banda di mercenari buttata nell’arena irakeno-siriana per dare un nuovo impulso distruttivo contro le entità governative che si stavano riorganizzando e spazzando via le formazioni guerrigliere create via via dai vari attori regionali con il coordinamento abborracciato degli Stati Uniti.
    Il fatto che esistano un “califfo” e un “califfato” viene smentito infatti dalla mancanza di coordinamento degli attacchi, compiuti a casaccio man mano che le colonne di automezzi incontrano un villaggio nel deserto, e di un territorio controllato. Tuttavia gli Stati Uniti, l’Arabia Saudita, la Turchia, il Qatar e la Giordania hanno bisogno di far credere che esista un capo e un territorio, appunto per arrivare a farlo riconoscere internazionalmente per arrivare a quello smembramento del Medio Oriente da tempo progettato e perseguito con tutti i mezzi.

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    Andrea Foffano

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    Buonasera Professore, Buonasera a tutti.
    Bell’articolo; ottimo ragionamento; la verità? Difficile trovarsi di persona in una casa degli specchi, per di più anche affollata! Mettiamola così: allo stato attuale, la situazione geopolitica ed economica in Medioriente ha permesso e permette agli US di rivedere accordi e posizioni di Russia, Arabia Saudita e Iran; nonchè di mettere in seria difficoltá alcuni nomi da sempre nelle “black list” come Assad, Hezbollah e altri poco “friendly” come la Giordania.
    …..homo faber fortunae suae……
    Un saluto a tutti!

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