Aldo Giannuli
Aldo Giannuli

Aldo Giannuli

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Commenti (20)

  • leopoldo

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    domando l’ignoranza del non sapere è meglio del disatro del conoscere?

    • aldogiannuli

      aldogiannuli

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      leopoldo: per carità io sono uno che dice che si deve conoscere, ma cerco di far capire dove stanno le resistenze vere che contano

  • Mario Domenico Riso

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    il punto cruciale del suo ragionamento è l’opera di “ripulitura” prima dell’apertura alla conoscenza dell’opinione pubblica. Un lavoro “poco pulito” che potrebbe nascondere insidie, tipo depistaggi e quant’altro.

  • Fabio Piselli

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    investire la collettività di una così pesante e confusiva mole di segreti equivale comunque ad occultare le verità sui grandi fatti…verità che non risiedono nella declassificazione di un atto, di una informativa o di una operazione quanto nella successiva capacità di analisi che possa offrire alla collettività stessa un indirizzo di interpretazione e comprensione di quel che era stato reso segreto senza cadere nella facile strumentalizzazione…forse una più concreta opera di elaborazione sociale di un periodo tragico consentirebbe di ridurre le complicanze del segreto, quali il ricatto ed il timore del ricatto…

    • aldogiannuli

      aldogiannuli

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      Fabio: però mica la storia di Italia è solo quella delle stragi. La storia va scritta tutta ti pare?

  • Caruto

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    Nell’intervento, che aspettavo perche’ era stato preannunciato, si ipotizza una possibile strategia.

    Se ho capito bene: a parte la trovata elettorale, Renzi potrebbe voler fare un piacere a qualcuno, o annuncia di voler dare un dispiacere a qualcun altro.

    Nel primo caso (un piacere a qualcuno) si parla esplicitamente di USA e Israele.

    Nel secondo, si potrebbe voler danneggiare per es. la governance dell’ENI (ma anche qualcosaltro) che c’e’ stata finora.

    E’ una lettura legittima?

    Tutto frutto della testa del ragazzino o magari di qualche consigliere interessato?

    • aldogiannuli

      aldogiannuli

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      Caruto: diciamo che hai una testa che immagina ma con molti punti di contatto con la realtà

  • pantos

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    anch’io la penso come Caruto. la mossa è solo dettata dall’alto (molto in alto). ai giornalisti sarà dato in pasto (leggasi sarà imposto) solo materiale per distruggere qualche scomodo avversario politico-economico dei grandi (molto grandi, non i burattini renzi-napolitano) capi. e i giornalisti d’inchiesta (leggasi ad esempio Gianni Lannes) o i siti scomodi che pubblicheranno le verità, resteranno, come al solito, isolati.

  • Fabio Piselli

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    Aldo,
    pienamente d’accordo che la storia merita l’intera scrittura, se la nostra storia fosse solo quella delle stragi saremo un paese ridotto malino…
    il problema è l’ampia scrittura apocrifa delle troppe pagine mancanti di un periodo stragista che purtroppo nemmeno la potenziale rivelazione di segreti veri falsi o verosimili potrà consentirci di conoscere i fatti per riconoscere una qualche verità (storica)…
    Per questo credo che una elaborazione collettiva del trauma del segreto potrà finalmente permettere l’evoluzione e, perchè no, anche il raggiungimento della maturità di una paese veramente democratico
    F

  • Caruto

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    Oggi voglio essere ottimista: penso che il persistere di segreti vari e scarsa chiarezza sulle mafie, le logge massoniche, le stragi, le cricche, i giri tangentizi, le cordate (in dosi varie, quasi impossibili da misurare per la definizione stessa di “segreto”) sia una maledizione per la democrazia italiana.

    Per una ragione evidente: se non li conosci non li eviti.

  • francis

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    Non credo che Gran Bretagna o USA siano così desiderosi di far sapere al mondo tutti i loro pastrocchi e tutte le loro magagne che hanno compiuto per il mondo.

    Tuttavia è la concezione di tutela e cultura archivistica, e quindi storica che è enormemente differente tra questi 2 Paesi e l’Italia.

    E’ il fatto che in GB e US tutta la documentazione sia versata ai National Archives, e che poi le commissioni decidano se il materiale può essere reso pubblico o se motivi di sicurezza impongano ancora la classificazione dopo 30, 50 o 70 anni o più.

    I National Archives di Londra solo adesso stanno rilasciando files di alcune delle spie della I GM ad esempio. Nel 2000 hanno declassificato e reso accessibili documenti ULTRA. Nel 2010 è uscito il primo libro ufficiale britannico sull’MI6.

    E’ probabile che gli USA abbiano ancora classificati i files sulla bomba atomica e moltissimo altro ancora.

    Ma sta tutto, o quasi tutto lì negli Archives. Quando sarà giunto il tempo, saranno accessibili.

    Da noi è che manca proprio la cultura archivistica e storica, con la proliferazione di archivi separati dove per accedere bisogna chiedere il “permesso”.

    E’ questo dal punto di vista storico-culturale-archivistico il disastro italiano; non il fatto che più o meno legittimamente uno Stato decida di mantenere la classifica su atti rilevanti.

    E’ che lo Stato italiano in sè, permette ai suoi Enti, di autogestirsi i propri Archivi, i propri documenti come fossero roba loro e non proprietà dello Stato.

  • Caruto

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    @ francis
    “E’ che lo Stato italiano in sè, permette ai suoi Enti, di autogestirsi i propri Archivi, i propri documenti come fossero roba loro e non proprietà dello Stato.”

    Il punto e’ fondamentale.

    Lo dico con un paio di esempi.

    Dopo alcuni incidenti stradali, alcuni poveretti perdono alcune funzioni (vitali o meno) perche’ alcune parti del cervello deputate a quelle funzioni sono state danneggiate irreparabilmente.

    Analogamente, la gestione dei segreti di stato richiederebbe una parte della pubblica amministrazione a cio’ dedicata e saldamente responsabile per molti decenni o addiritture per secoli.

    Ce li vedete i mitici pubblici funzionari e dirigenti italiani, alcuni dei quali alla miseria (centinaia di migliaia di euro l’anno, ogni anno, per piu anni, in vista di pensione equivalente) sentirsi resposabilizzati per per poter conservare e proteggere la Memoria della Republica fino al momento sacro della disclosure?

    Una ventina di anni fa, un convegno di storici italiani mise in evidenza come negli anni della Repubblica erano mancati monumenti nazionali di rilievo dedicati appunto alla Repubblica, come se la “memoria” di questi decenni sia cosa irrilevante.

  • SantiNumi

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    Bisogna anche capire che siamo già in guerra semi-fredda e i collaborazionista filo-israeliani occupano le istintuizioni.

    Eliminato l’ultima resistenza del Potere autoctono, siamo finalmente annessi (ormai son senza ritegno: se non lo ha già fatto, consiglio assolutamente la lettura di “anchluss” di Giacché)

    Gentile Professore, non so se ha mai pubblicato a riguardo: sul fatto che Israele sia figlio del matrimonio della finanza ebraica con quella anglosassone non credo ci siano dubbi: mi può chiarire qual è il suo ruolo geopolitico?
    Dando per scontato il suo ruolo naturale di “avamposto” in medioriente, non mi capacito come un fazzoletto di terra deserta fondamentalmente povera di materie prime. possa da settant’anni avere una così massiccia attività di intelligens al di fuori delle regioni calde.

    Patriotticamente orgoglioso dell’amante e degli storici tentativi di svincolarci dalla moglie oppressiva: ricordo ai concittadini compagni e patrioti che non vi è libertà senza piena sovranità e che la sovranità politica di autodeterminarsi prescinde dalla sovranità economica.

  • Alice

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    Io non ho mai capito perché dovremmo aprire gli archivi o non essere ben contenti se i servizi aiutano l ENI per portare vantaggio all Italia.
    Come se fossero solo gli Stati…pensiamo alle BR che avevano promesso di non nascondere nulla e poi hanno fatto sparire tutto.

    • aldogiannuli

      aldogiannuli

      |

      Alice@:
      Dunque, se ho capito bene:
      1. perchè mai dobbiamo scrivere la storia di questo paese? Teniamo gli archivi chiusi così non se ne parla
      2. se ad “aiutare” una propria azienda (magari corrompendo, facendo falsi o altri reati ecc.) è il servizio segreto di un altro paese in danno di aziende italiane è uno scandalo, ma se lo fa il nostro servizio segreto per aiutare l’Eni e portare vantaggio all’Italia, va tutto bene

      Interessante!

  • Alice

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    Esattamente. O meglio, la storia di questo paese la possiamo anche fare ma deve cambiare la prospettiva di analisi e di valutazione. Uno Stato moderno ha bisogno di un Servizio Segreto, su questo punto siamo d’accordo? E’ assurdo pensare che tutte le cose che vengono fatte dal Servizio possano diventare pubbliche, è ovvio che spesso sono cose che non si possono dire (sennò a cosa serve avere un Servizio?). Vogliamo riscrivere la Storia del Paese, ben venga però tenendo ben presente il quadro internazionale delle varie epoche. C’era un piano per contrastare una possibile invasione comunista? (se fosse stata “fascista” il discorso era uguale). Bene, è cosa opportuna che lo Stato cerchi di tutelare la sua sovranità.

    Se così non è, evidentemente l’Italia non ha una classe politica che sia in grado di capire certi equilibri. Perchè questa è la la Politica con la P maiuscola.

    E sul punto 2) certamente, non c’è un “giusto” a priori, se è nel mio interesse è giusto se non lo è sbagliato. In questo Israele mi sembra un ottimo metro di paragone…pensiamo se l’Europa avesse solo l’1% della sua volontà.

    Altro che la NATO che gestice la crisi Ucraina, quella è roba nostra e ce la gestiamo noi come meglio crediamo. Scusate la digressione.

    Siamo d’accordo su un punto:

    – Il Servizio serve e fa cose che spesso non si possono dire. Se vogliamo mettere un controllo (politico) mettiamolo ma con la stessa logica però.

    – Esiste un interesse nazionale (o europeo) da difendere

    • aldogiannuli

      aldogiannuli

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      Alice@ Lei non sa dove stia di casa la democrazia

  • andrea

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    penso che sul piano storico si sia scritto molto,è la parte giuridica che deficita tantissimo.
    Comunque non credo che l’italia disponga a pieno della propria storia dal dopo guerra in poi,e gli altri detentori non so quanto siano disposti o hanno la possiblità di cedere questa storia.insomma come fanno i brigatisti,che si sentono in dovere di raccontare la propria vicenda ma senza fare illazioni su fatti (che per quanto strani anche per loro)non sanno come spiegare,evitando di inserirsi in un gioco sul quale non hanno carte da giocare.Faccio un esempio, è evvidente che moro è stato assasinato dai brigatisti,e dalle forze politiche che in chiaro, hanno delineato e resa pubblica la loro strategia,dc e pci si sono dichiarati contrari alla trattativa esponendo il presidente moro alla condanna a morte,i brigatisti dal canto loro con i loro comunicati hanno reso pubbliche le loro intenzioni,giungendo alla sentenza stabilita fin da subito nel caso non ci fossero state trattative.
    Che dietro questa storia si muovevano i servizzi “oppure stessero fermi”,non so quanto cambi la questione storico politica di fondo,dato che la scelta politica esplicita avrebbe portato a quel risultato. inoltre se oltre alle posizioni dei tre interlocutori ci fossero anche “altri interlocutori”,be questo penso spetti agli altri paesi chiarirlo,se il nostro paese non ha la possibilità di documentare adeguatamente l’ingerenza americana e sovietica o chissà di chi altro in quella vicenda, è inutile aprire conflitti che non portano agli esiti preposti.Infondo la strategia della tensione è ormai un fatto storico,la storia nelle sue linee guida la sappiamo,ed è più disgustosa e inammissibile dei vari segreti di stato,si combatteva una strisciante e fortunatamente limitata guerra civile.

  • Alice

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    @aldogiannuli sarà! Io credo che nessun Servizio sarà mai “trasparente” ed è giusto che non lo sia. In uno Stato sovrano è normale che sia così. Se l’attività dei servizi è ritenuta superflua, come anche quella della polizia o dell’Esercito (da chi ci dobbiamo difendere?) tanto vale abolirli. US, UK e altre democrazie hanno forme di controllo ma non sono così ingenui.

    @Andrea: sul piano storico si è scritto molto e concluso ben poco, il piano giudiziario ha seguito quello storico non arrivando praticamente a nulla. I magistrati hanno dato per scontato che si è doveva guardare a destra, questo era il teorema…risultati ben pochi (come ci ricorda Montanelli https://www.youtube.com/watch?v=7HefKh0N2J4 dal min 3.00 in poi).

  • andrea

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    come ho scritto,parlo di piano storico nazionale,ovvero l’accertamento storico della strategia della tensione,sostenuta e coperta da apparati civili, militari nazionali,le indagini hanno coinvolto soggetti di destra,di sinistra e di centro,quindi non vedo perchè parlare di indagini rivolte solo a destra(dato che di sigle terroristiche rosse era pieno il nostro paese),per quanto riguarda le ingerenze internazionali,è assodato che non furono solo gli atlantici gli unici a trarre beneficio dalla strategia della tensione,ma entrambi i blocchi e anche attori terzi.per il resto concordo che le attività di intelligence debbano trovare il giusto supporto politico,legislativo e culturale da parte di questo paese,sempre se il paese dispone appieno delle proprie forze di sicurezza.

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