Aldo Giannuli
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Commenti (16)

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    leopoldo

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    E si aldo, le cifre sono grosse e gli angioletti non stanno improvvisando. L’unica cosa che sembra un po’ a soggetto è il mito del califfato che vogliono vedere fin dove riescono a spingerlo. Mi sa che quella mappa su basi etniche nord americane non è così brutta.(-:

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    Ugo Agnoletto

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    per i finanziamenti funzionano bene i sequestri e le intrusioni telematiche

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    sergej

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    lasciando perdere le analisi di wuming come sempre intrise di ovvietà ben infiocchettate e di una stucchevole retorica ottocentesca, il migliore inquadramento del problema che ho letto fino ad ora è quello di Piotr su Megachip: l’imperialismo ha rispolverato le nuove “lettere di corsa” agevolate da una sapiente narrazione mediatica.
    http://megachip.globalist.it/Detail_News_Display?ID=108439

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    giuseppe sartori

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    andate a leggere l’analisi sull’ISIS in RESEAU VOLTAIRE fatta da T. MEYSSAN.
    saluti

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    e. adamo

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    da profano: i servizi riferiscono ai governi (occidentali), sono essi che prendono le decisioni. chi ci dice che non abbiano adottato i provvedimenti “giusti”, finora?

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    Germano Germani

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    L’islamofobia maniacale nell’opinione pubblica occidentale,ha preso non casualmente,il via dopo la caduta dell’URSS.Il capitalismo occidentale doveva sostituire un nuovo nemico a quello vecchio;il comunismo fu liquidato senza ricorrere a una guerra mondiale (a differenza del “male assoluto” vale a dire il nazifascismo) usando solo la coca-cola.Sono i cristianosionisti e gli atei devoti dell’occidente, che fomentano quotidianamente,odio,menzogne,disinformazione,da sempre contro chi si oppone a loro.Gli europei hanno tutto da temere dai cristianosionisti e dagli atei devoti occidentali, sono loro i veri e unici nemici dei popoli e non solo europei.Ma purtroppo stanno preparando “nuove crociate”, quindi stanno cucinando a dovere l’opinione pubblica.Manca solo la Pearl Harbor o l’undici settembre di rito, poi tutto il resto accadrà, secondo copione.

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    mezzo pensante

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    ma il fatto che l’Isis non sia l’unica forza in guerra contro il governo settario sciita perchè non viene mai nominato?

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    Aglieglie Bratsorf

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    Se il Medio Oriente è il calderone, il Libano è il fornello. Tutti gli intrighi finanziari, di reclutamento e contrabbando per tutta la regione passano o partono da Beirut e dai suoi clan imprenditorial-finanziar-mafiosi-politici.
    Faccio solo un esempio: all’inizio della guerra siriana al porto di Beirut è stata bloccata una nave che conteneva (se non ricordo male) trenta container stipati di armi che da lì dovevano andare presumibilmente a Homs ai gruppi antiAssad sunniti, passando per la porosa frontiera libanese ad Ersal.
    Il carico era molto probabilmente gestito da Hariri e dal suo clan, che in Libano (almeno oggi) “rappresenta” l’area di potere Saudita.
    Quella spedizione era sicuramente una delle tante, che è stato bloccato dal governo libanese quando un altro gruppo di potere (molto probabilmente Hezbollah, alleato di Assad) ha fatto capire di non gradire questo viavai ed era pronto a dare una spallata al traballante governo del paese dei Cedri.
    I gruppi di potere libanesi, nonostante tutte le guerre civili, e forse proprio per queste, sono ancora spaventosamente ricchi, hanno le mani in pasta in tutto il mondo, e sono ancora al centro di tutto il contrabbando di armi e di droga del Mediterraneo.
    Tutte le guerre del Medio Oriente – che sono a sfondo clanistico più che confessionale, questo non va mai dimenticato – hanno il loro snodo in Libano, e in particolare il più impegnato e attivo tra Libia, Siria, Iraq è il gruppo Hariri, forte dell’alleanza saudita. Saad infatti è scappato a Ryadh quando in Libano l’atmosfera si è scaldata di nuovo con le autobombe.
    A proposito… dove è scappato Dell’Utri?

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    cinico senese

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    Lasciamo perdere quegli alienati del wuminghe che inquadrano ISIL nel solito schema anni 70, basta leggere le cd. tesi 24 e 25 e uno si mette a ridere, dio mio ‘sta gente vive fuori dal mondo. Anche la carta da culo di Ferrara la appollottoliamo e buttiamo nel cesso visto che uno che santificava la guerra USA in irak Iran afghanistan che poi invece ha fatto nascere ISIL lo paracaduterei in mezzo a ISIL (ma prof che porcherie legge!? 🙂
    Massimo Fini è l’unico che ha capito per tempo il pericolo, che non era una buffonata http://www.beppegrillo.it/2014/06/passaparola_-_il_nodo_iracheno_e_che_fa_paura_alloccidente-_massimo_fini.html

    ISIL è facile da capire: è cosa diversa da Al Quaeda perchè non vuole limitarsi a fare terrorismo in franchising per il mondo per destabilizzare i poteri locali, ma vuole farsi stato, anzi è già uno Stato nelle zone dove esercita con regole sue il monopolio della violenza statuale sul popolo; è diverso dai talebani che fanno guerre tribali in difesa delle loro terre. ISIL è un progetto integralista di guerra santa contro l’occidente, quindi anche contro noi. Vogliono venire da noi. Quello significa quando dicono che vogliono mettere la bandiera a Roma. Per questo è una cosa diversa e nuova. Sono combattenti indefessi e fanatizzati, che solo un intervento di altro esercito con guerra di terra può eliminarli.

    Consiglio di vedere l’unico documentario su ISIS, in 5 parti: ci si fa una idea di quello che ci aspetta.
    https://www.youtube.com/watch?v=bsCZzpmbEcs

    analisi utile
    http://www.vice.com/it/read/intervista-anand-gopal-origini-isis-263

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    giandavide

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    a me sembra chiaro che i regimi sunniti dell’area sono in varie misure complici dell’isis. un organismo statale infatti avrebbe il potere di mettere mano su certe attività private come l’invio di danaro a gruppi terroristi, la compravendita di opere d’arte rubate, senza contare che anche per quanto riguarda i proventi della vendita di petrolio è difficile pensare che sia stata utilizzata una logistica diversa da quella presente in quell’area.
    ma non credo che i servizi americani siano così stupidi da essersi lasciati sfuggire questi particolari, come non credo che siano stati così stupidi da non aver capito che bin laden era in pakistan. solo che in entrambi i casi si è trattato di paesi “amici” e probabilmente gli usa non hanno ritenuto il caso di rivedere completamente il quadro geopolitico delle loro alleanze (in medioriente e non solo). almeno per ora, ovviamente. quindi credo che l’effetto colabrodo sia sistemico, in quanto non è imputabile ai soli servizi, ma alla strategia americana degli ultimi decenni.

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    Mattia

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    Probabilmente la mia domanda è banale, ma ho un dubbio riguardo all’uso che si è fatto del video di Foley.
    Sperando di non essere troppo “off-topic” lo condivido qui, luogo fra quelli che frequento che valuto più indicato.
    Tralasciando le ovvie accuse di falsità del video, ciò che mi ha più colpito è che in nessun luogo di discussione si sia – non dico analizzato – ma neppure citato ciò che Foley stesso dice prima di essere decapitato: Foley accusa chiaramente, duramente e direttamente il governo degli Stati Uniti di essere il suo vero assassino.
    Purtroppo non sono più riuscito a trovare il video originale che era fra i primi risultati di YT immediatamente dopo l’accaduto, ma all’incirca intorno al minuto 2 si può almeno ascoltare il discorso da qui: https://www.youtube.com/watch?v=y2fV1TEPl1U
    Ora, magari si tratta di lavaggio del cervello, magari di dichiarazione sotto costrizione, ma possibile che con tanta leggerezza si sia decapitato persino il reperto che “prova” la decapitazione?
    Possibile che su molti media si sia addirittura censurato il video invertendone totalmente il significato, lasciando l’incipit in cui Foley dice “Chiedo ai miei amici, famiglia e persone amate di rivolgersi ai miei veri assassini” (continua “the US Government”) attaccando di seguito il discorso dell’esecutore che brandisce il coltello?
    Mi piacerebbe avere un parere in tal senso, perchè sinceramente non ci capisco più nulla.

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    MR

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    in genere tendo sempre per la risposta più semplice, non mi prendono i piani troppo elaborati, eppure mi piace anche pensare che non esistono più i Servizi incompetenti.
    lo sono sicuramente stati in passato, in alcuni episodi e in un panorama radicalmente diverso disponendo di mezzi radicalmente diversi.

    se non nella misura in cui l’incopetenza e l’errore si possono imputare alla comprovata abitudine americana e occidentale di sottovalutare il proprio nemico, credo che in un panorama in cui tutto (eserciti, ideali, scopi, organizzazioni) è poroso e malleabile i Servizi abbiano terreno fertile per svolgere il loro lavoro in maniera efficace e precisa.

    non esiste organizzazione tanto pura da non scendere a patti, tanto difesa da non ospitare senza sapere qualche ratto e tutto per funzionare necessità di sottefugi, patti, alleanze e legami con criminalità di minor peso.

    quei territori non sono più i muti deserti di sabbia di 10 anni fa, le geografie dei poteri, specie quelle emergenti non sono sfuggite a nessuno. come si può con tanta attenzione riflettere sui costi necessari a mantenere attiva un organizzazione e non aver tracciato dai loro inizi questi stessi movimenti?

    i Servizi non prevengono ciò che non vogliono prevenire. bisogna riflettere su quali possano essere gli interessi che non vogliono ad esempio un giornalista salvo piuttosto che uno morto. occorerrebbe poi capire a che livello le cose “non vanno come dovrebbero”: il presupposto è che il tale giornalista debba essere salvato? poi si sa che i deltaforce ricevono la locazione sbagliata, ma non subiscono vittime pur trovando una resistenza più alta dell’attesa, e allora era sbagliata o anche i deltaforce sapevano di non intervenire per un ostaggio?

    mi piace pensare che in una certa misura le cose vadano sempre come debbano, sopratutto quando ci diciamo “ma perchè sbagliano? perchè non intervengono?” perchè non lo desiderano.

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    Giovanni Talpone

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    Si può anche pensare a una diversa linea interpretativa: per gli USA l’espansione dei Califfati è un’occasione meravigliosa per chiudere i rubinetti del petrolio mediorientale e africano (Nigeria…), e costringerci tutti a comperare lo shale gas a stelle e strisce. Naturalmente, come tutti i rubinetti strategici, deve essere gestito con attenzione, per cui bisogna reprimere il Califfato siro-iracheno se si espande “troppo” velocemente. Comunque, per farci capire bene chi comanda, è incominciata anche la destabilizzazione dell’Arabia Saudita: http://www.ned.org/fa/node/3219 Buona lettura.

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    Aglieglie Bratsorf

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    @ Mattia
    ho notato anch’io questa contraddizione che si potrebbe spiegare con una teoria, sostenuta da alcuni insider o giornalisti non allineati (Webster Tarpley è uno di questi), che vede uno scontro tra due fazioni all’interno del complesso militare-industriale USA.
    Grosso modo le cosche (perché tali sono) Neocon+Clinton+McChrystal contro Obama+Hagel+Petraeus, la prima più interventista diretta, la seconda più indiretta.
    Può anche darsi che quel filmato sia stato fatto dalla prima cosca per promuovere un intervento diretto mettendo in difficoltà la seconda cosca.
    Il tutto sarebbe anche mirato a generare il maggior caos possibile e spianare la strada della Clinton alla casa bianca, per arrivare alla quale la Jena è saltata sul carro neocon (che tra l’altro ben si addice a cotanta bestia)

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    giandavide

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    @aglieglie. credere che la storia vada avanti unicamente perchè le barbe finte americane si fanno i finti attentati da soli, e senza di questi sarebbe “finita” significa stare messi peggio di un fukuyama qualsiasi…

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