Aldo Giannuli
Aldo Giannuli

Aldo Giannuli

Storico, è il promotore di questo, che da blog, tenta di diventare sito. Seguitemi su Twitter o su Facebook.

Commenti (7)

  • Avatar

    david cardillo

    |

    Professor Giannuli, mi permetta di fare due chiose al suo scritto. La prima, è che la conflittualità tra mondo islamico e mondo occidentale, al di là dei contenziosi storici, è determinato dal fatto che si tratta di due civiltà espansioniste e presuntuose, entrambe convinte di rappresentare ciascuno il migliore dei mondi possibili, e di avere la missione storica di esportarla a coloro che non ne sono ancora stati toccati. Per cui, l’Occidente deve portare la parola di Cristo e il progresso dei lumi (o per dirla con Kipling, il fardello dell’uomo bianco) al selvaggio che vive ancora in condizioni di arretratezza, mentre l’Islam deve portare il messaggio del Profeta Maometto all’empio infedele che si trova ancora nella jahilyya (un termine arabo che, letteralmente, vuol dire ignoranza). Era, pertanto, fatale, che i rispettivi espansionismi portassero le due civiltà ad essere, se non vere e proprie nemiche, quanto meno rivali. Ma se tra Occidente e Islam vi è rivalità culturale, i veri motivi del contendere, nel corso della storia, sono stati squisitamente geopolitici. Gli unici conflitti a vera connotazione religiosa che hanno opposto occidentali e musulmani sono state le crociate, tutti gli altri conflitti, anche quando veniva invocato Allah o si brandiva la croce, hanno avuto, come casus belli, sempre un fattore politico, e il fatto che sia accaduto che le potenze europee si siano alleate con l’Impero Ottomano, custode di tutti i luoghi santi dell’Islam, contro la cristiana Russia, patria della terza Roma, sta a dimostrare come, alla fine, le guerre abbiano sempre motivazioni molto terrene e poco celestiali. La seconda chiosa riguarda la conclusione del suo scritto, in cui spiega come la nascita e il dilagare del fondamentalismo islamico siano successivi alla dissoluzione dell’Impero Ottomano, e abbia avuto un crescendo per fasi. Con il rispetto che è dovuto ad un attento osservatore quale lei ha sempre dimostrato di essere, vorrei che mi consentisse un piccolo dissenso. Anzitutto, i Fratelli Musulmani vanno distinti dal resto dell’islamismo radicale, tanto per quella che è la loro ideologia quanto per il loro operato. I Fratelli Musulmani, per usare categorie politiche occidentali, sono un movimento conservatore-tradizionalista, il cui fine è recuperare e difendere la moralità islamica e le norme sociali e giuridiche islamiche (“Il Corano è la nostra costituzione, l’Islam è la soluzione”), in un contesto di disorientamento, provocato dal venir meno di quello che era sempre stato l’unico riferimento politico e istituzionale che i musulmani avessero avuto fino all’inizio degli anni 20, ovvero il califfato, unito all’instaurazione del dominio europeo e allo spezzettamento dell’unità territoriale del mondo arabo (se proprio vogliamo trovare un’iniziativa occidentale che è stata una disgrazia per il Medio Oriente, questa va individuata negli accordi Sykes-Picot), ma che ha quasi sempre agito in maniera pacifica, se si eccettua l’assassinio del primo ministro egiziano Mahmud al-Nokrashi Pascià nel 1949, malgrado la repressione esercitata dai governi egiziani. Il fondamentalismo islamico, come lo conosciamo noi, nasce, in realtà, all’indomani della guerra dello Yom Kippur, quando l’Arabia Saudita comincia a sfruttare l’enorme mole di denaro affluito grazie al rialzo dei prezzi del petrolio, decretato in ritorsione al sostegno occidentale a Israele, per diffondere l’ideologia wahhabita nelle scuole e nelle moschee dei paesi islamici, approfittando anche dell’inizio del declino del socialismo nazionale panarabo. Alle tappe che lei ha elencato, per mostrare quella che è stata l’evoluzione del fondamentalismo islamico, io aggiungerei, per dimostrare come il vero spartiacque si sia avuto nei mesi immediatamente successivi alla guerra dello Yom Kippur, l’uccisione di Anwar Al Sadat nel 1981, da parte di un militante del gruppo Al Jihad, staccatosi dai Fratelli Musulmani in quanto troppo moderati, scissione che, molto probabilmente, è stata dovuta all’attività di propaganda e proselitismo condotta da agenti del wahhabismo. Per quanto riguarda gli eventi che si sono succeduti dal 2001 ad oggi, si dovrebbe allungare ancora di più un discorso già prolisso, per cui mi limito a fare un cenno all’interesse che Arabia Saudita, Israele, Qatar, e anche Turchia, e in buona misura pure la Francia, hanno a che il Medio Oriente rimanga nel caos, e che si crei il caos laddove vi è stabilità. Al suo prossimo articolo, o in un eventuale altro commento a questo, chiarirò meglio quello che intendo dire.

    Reply

  • Avatar

    Junius

    |

    Mi è piaciuto molto, per la sua significatività, il passaggio:

    «Per circa un ventennio, dagli anni venti ai quaranta, nelle facoltà di medicina francesi si insegnava che gli algerini hanno una conformazione neurologica particolare, che li rende fisiologicamente criminali, aggressivi, violenti. Delinquono perché sono delinquenti di natura e non possono far altro.»

    Per i piddinazzi, che siano renziani, bersaniani, sellini, eurocomunisti o veteromarxisti sinistrati, si fa notare un semplice fatto:

    quello che ha descritto il Professore si chiama RAZZISMO.

    Che non c’entra nulla né con l’odioso etnocentrismo leghista o lepeniano, e neppure con la naturalissima xenofobia (suffisso dall’etimilogia greca che dovrebbe essere utilizzato solo in caso di patologie…).

    Questo è sempre stato il RAZZISMO.

    Ovvero sovrastruttura ideologica dell’imperialismo necessaria per giustificare alle classi subalterne la lotta di classe criminale perpetrata agli oppressi delle loro stesse classi.

    Necessaria per evitare qualsiasi tipo di affasciamento internazionalista e necessario per destrutturare l’identità di classe intra-etnica al centro dell’impero coloniale.

    Il vostro autorazzismo (simpatici piddinazzi di tutta la “sinistra” differentemente progressista), è OMOLOGO alla sofferenza inflitta così ben descritta in questo post.

    Cari Italiani: quello che è stato fatto in Africa e in Medioriente, lo stanno facendo a voi.

    Ora.

    Non Resistete per il semplice fatto che la sovrastruttura ideologica del capitale atlantico vi induce a credere di essere voi stessi i “colpevoli della sofferenza che state provando”.

    Il plagio e la violenza psicologica sono classici strumenti di tortura: quella “tortura” che, candidamente, colui che sarà anni dopo il premier Monti, spiegò come «necessaria per far sì che gli Europei fossero costretti ad effettuare le “riforme strutturali”». L’avete visto il video della conferenza pre-crisi di Monti? Quella in cui profetizza «ci sarà una crisi per cui le sofferenze psicologiche di non fare le riforme saranno maggiori delle sofferenze causate dalle riforme stesse»?

    Riforme strutturali che stanno finendo di fare i fasciorenziani: ovvero la distruzione dello “stato sociale”, cioè il pilastro su cui si fondano le Democrazie costituzionali.

    Professore, bellissimo post.

    Ma riusciamo a dargli un taglio un po’ più di “sinistra”?

    In passato ha citato Braudel. Riusciamo a ricordarci che “la storia economica non esiste, esiste solo la storia”?

    Voglio dire, Marx ci ha insegnato che chi non comprende l’economia, non può comprendere la Storia: chi non conosce la storia, non può far rivendicazioni politiche.

    Insomma, se non si ripristina la CONSAPEVOLEZZA dell’evoluzione materialistica della Storia, come si fa a riprendere a lottare per il progresso? Ma la Rivoluzione non è quel processo, come affermava Basso, che inizia qui ed ora? E questo principio non è una conquista che è ad ora congelata nel dettato costituzionale, ma ancora viva e opponibile per resistere?

    Reply

  • Avatar

    Ercole

    |

    “Potiers, le crociate, la cacciata dei Mori di Spagna, Lepanto, Vienna, ecc. non sono ombre dissolte del passato, vivono nel perdurante senso di ostilità che è sepolto nel profondo della psicologia dei popoli arabi ed europei. E’ sintomatico che gli islamici siano gli immigrati che raccolgono più ostilità fra gli europei.”.
    Una precisazione: le vittorie di Poitiers, Lepanto, Vienna, la cacciata degli arabi dalla Spagna e le crociate sono state tutte guerre difensive combattute contro l’espansionismo islamico, che è una guerra contro il cristianesimo, l’ebraismo, l’Europa e l’Occidente che dura da 1.400 anni e che oggi viene condotta senza armi e con l’immigrazione di massa. Il Vicino Oriente e il Nord-Africa erano tutti cristiani prima che gli arabi lo conquistassero con le guerre, installandoci l’islam, un’ideologia che significa ‘sottomissione’. La guerra dell’islam all’Europa e al cristianesimo è cominciata molto prima del ‘colonialismo’.

    Reply

    • Aldo Giannuli

      Aldo Giannuli

      |

      temo che lei abbia delle idee piuttosto approssimative sill’islam e sulla storia dei noistri rapporti con l’Islam, le consigio di leggere Fethi BENSLAMA “Dichiarazione di non sottomissione” ed poiesis e scoprirà che “sottomissione” (peraltro a Dio e non ad uomini) è solo uno dei dieci significati possibili del termine Islam

      Reply

      • Avatar

        Ercole

        |

        La ringrazio per il suggerimento.
        Può darsi che in arabo il termine ‘islam’ abbia anche altri significati, ma dubito che questi altri significati, nell’ottica dell’ordinamento giuridico islamico, cambino la condizione di coloro che l’islam definisce ‘infedeli’, maiali e scimmie.
        Ognuno è libero di credere nei miracoli e nella propaganda delle cosiddette ‘primavere arabe’ e di credere che dopo 1400 anni, mentre sta vincendo su tutti i fronti, dalle Americhe alle Filippine, l’islam d’improvviso si trasformi in una pura religione di pace che cancelli dal corano tutti i passaggi che incitano alla guerra, alla violenza e alla denigrazione del diverso; smettendo così di definire cristiani, ebrei e in genere i diversi come ‘infedeli’, ‘apostati’, maiali e scimmie.
        La realtà è che l’islam è stato inventato nel primo medioevo, dalle élites dei conquistatori arabi, quale strumento di sottomissione delle popolazioni del Vicino Oriente e del Nord Africa: cristiani soprattutto, ma anche israeliti e zoroastri (in Persia). A chi volesse approfondire questo aspetto segnalo il libro di Robert Spencer: “Did Muhammad Exist?: An Inquiry into Islam’s Obscure Origins”.
        Mentre dal punto di vista del funzionamento dell’islam segnalo il seguente articolo di Mordechai Kedar, professore di lingua e letteratura araba alla Bar-Ilan University in Israele, che ad esempio riguardo a ISIS/IS giustamente ammonisce:
        “Chi è convinto che l’eliminazione dello “Stato Islamico” in Iraq e in Siria sarà la soluzione del problema, commette un errore, poiché il problema non è questa o quella organizzazione o Paese. Il problema è l’ideologia che oggi motiva un miliardo e mezzo di persone che credono che “La religione di Allah è l’islam” (Corano, cap.3 verso 19): questa ideologia non sarà eliminata con l’uccisione dei jihadisti in Siria e Iraq.”. L’articolo è di settembre 2014 ma sempre attualissimo: il riferimento è: http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=115&sez=120&id=55339
        Infatti l’ideologia islamica è, per come è stata concepita nel corano, e per il sui effetti sociologici, un fenomeno che produce con un’altissima probabilità dei ‘jihadisti’, ossia persone che sono disposte ad usare ogni forma di violenza e di trucco per propagandare l’islam stesso.

        Reply

  • Avatar

    Daniele

    |

    Analisi inappuntabile come sempre professore.. ritengo che il problema sia da ricercarsi nell`universalismo

    Reply

  • Avatar

    francesco cimino

    |

    In questo discorso, non risulta chiaro il presunto nesso tra il periodo coloniale e le successive guerre interne al modo arabo o islamico. L’argomento sembra essere: poiché si sono sentiti umiliati dagli europei nel periodo coloniale, in seguito se la sono presa con altri musulmani. Un po’ debole come nesso. E’ vero, verissimo che il medio oriente ha difficoltà ad adattarsi ai tempi moderni, mentre l’estremo oriente e forse l’India riescono molto meglio nell’impresa; ma in che senso questo è colpa del colonialismo? Aggiungiamo che l’integralismo islamico, se significa: instaurazione di uno Stato confessionale, non porta da solo ad essere ostili alle potenze occidentali; se non erro, l’Arabia Saudita è alleata degli Stati Uniti.

    Reply

Lascia un commento

I miei libri

  • codeca_copertina_250
  • isis_250
  • uscirecrisigrande

  • servizi_media

  • servisefgrande

  • pafragrande

  • grandecrisigrande

  • 2006_russia_mussolini_250

  • 2008_bombe_250

  • 2009_abuso_250

  • 2013_noto_servizio_250

  • 2013_sistemi_elettoralli_250

Newsletter

* = campo richiesto!