Aldo Giannuli
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Commenti (9)

  • Silvano De Prospo

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    Caro Aldo, ho dato un’occhiata all’indice del tuo nuovo libro e lo trovo molto interessante, nonchè stimolante. Non avendo ancora il libro fra le mani, ti chiedo se hai dedicato qualche pagina alle tecniche di persuasione, più o meno occulte, usate qualche volta nel mondo dell’informazione? Se si, non vedo l’ora di leggere il tuo libro.

  • Romeo Condi Dussi

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    Caro Prof. Giannuli,

    Sono Romeo Condi Dussi e ho letto con profondo interesse i due libri che ha pubblicato sulla crisi sistemica in corso, “2012: la grande crisi” e “Uscire dalla crisi è possibile”, il secondo estremamente chiaro e utile e con una pars costruens molto impegnata che temo, ahinoi, del tutto irricevibile dal blocco finanziario internazionale che ha egemonizzato l’attuale sistema di potere, allorché il primo affronta alcuni nodi centrali, come il ricco, importante e istruttivo capitolo sulla Cina, sui quali i grandi apparati dell’informazione di massa tacciono in modo che definire macabro è poco.
    Non ho mai letto invece, ma lo farò senz’altro nelle prossime settimane, i suoi lavori sui servizi di intelligence, sui quali nutro un interesse sincero poiché si tratta di una realtà con la quale, pur criticandone la natura stessa delle operazioni, che non può che essere illegale o, al meglio, irregolare, bisogna fare lucidamente i conti, specie per chi si impegna in favore di un cambiamento concreto degli equilibri sociali e dunque economici e politici del paese.
    Ora, premesso che non ho alcun pregiudizio sulle Forze Armate, di Polizia e sui Servizi d’Informazione, perché, se da un lato legami familiari molto stretti mi legano a questo mondo, dall’altro, per ragioni culturali oltre che politiche, non ho mai lesinato critiche per i comportamenti antidemocratici che troppo spesso covano al suo interno trovando protezione politica, per non dire peggio, oscurando il lavoro di operatori onesti e civili, e che quindi non sono in tal senso sospettabile di partigianeria, ammesso che questa sia davvero una colpa o un limite, voglio porre alla sua attenzione un caso particolare di cui si discute pochissimo, se non in alcune nicchie spesso velleitarie e prive di visione strategica, e su cui non so se lei abbia già avuto modo di esprimersi e in quali termini: l’istituzione dalla Forza di Gendarmeria Europea, meglio nota come Eurogendfor o EGF, sancita dal Trattato di Velsen del 18 ottobre 2007, e nella quale è prevista la fusione del personale degli Ufficiali (Inferiori, Superiori e Generali) provenienti dalla Gendarmerie Nationale francese, dall’Arma dei Carabinieri, dalla Guarda Nacional Rebublicana portoghese, dalla Guardia Civil spagnola, dalla Koninklijke Marechausseee olandese e della Jandarmeria rumena in una forza, per l’appunto, sovranazionale con quartier generale presso la Caserma Chinotto di Vicenza.
    Le confesso che, quando mesi fa un mio amico giurista mi segnalò la questione, parlandomene in maniera allarmata come se si trattasse di una nuova Gestapo con poteri ben più vasti e invasivi della nostrana OVRA, mi venne spontaneo sorridere e pensai che si trattasse dell’ennesimo strappo di vesti per problemi di lana caprina di cui la sinistra italiana ormai decotta, anche se all’estero non è certo meglio rappresentata, è ormai specialista riconosciuta. Leggendo rapidamente gli articoli del trattato, però, mi sono dapprima ricreduto cominciando a prendere sul serio la cosa; rileggendoli con più calma mi sono poi preoccupato; infine, approfondendone alcuni, mi si è raggelato il sangue.
    Così, en passant, e solo per citare gli articoli più agghiaccianti, che dire dell’articolo 4 che stabilisce i compiti dell’EGF, che vanno dalla «gestione del traffico» alle «missioni di sicurezza e ordine pubblico», fino al «controllo delle frontiere e attività generale d’intelligence», coprendo pertanto un ventaglio praticamente indiscriminato e pressoché illimitato di competenze?
    E dell’articolo 20, che recita che il «personale di EUROGENDFOR […] che non risieda stabilmente nello Stato ospitante, né sia un cittadino dello stesso, puo’, al momento del primo ingresso per assumere servizio in detto Stato […] importare dallo Stato dell’ultima residenza o dallo Stato di appartenenza i suoi effetti personali e le sue masserizie, incluso un veicolo a motore, in regime di esenzione doganale e senza versare altre imposte indirette, o acquistare tali articoli di importo consistente nello Stato ospitante in esenzione dall’imposta sul volume d’affari»?
    E dall’articolo 21, per il quale i «locali e gli edifici di EUROGENDFOR saranno inviolabili sul territorio delle Parti», cioè degli Stati membri nei quali il CIMIN, vale a dire «l’Alto Comitato Interministeriale» e «organo decisionale che governa EUROGENDFOR», ha stabilito l’intervento di EGF, e che le «autorità delle Parti non potranno entrare nei locali e negli edifici […] senza il preventivo consenso del Comandante EGF o, ove possibile, del Comandante della Forza EGF» e, inoltre, che gli «archivi di EUROGENDFOR saranno inviolabili. L’inviolabilità degli archivi si estenderà a tutti gli atti, la corrispondenza, i manoscritti, le fotografie, i film, le registrazioni, i documenti, i dati informatici, i file informatici o qualsiasi altro supporto di memorizzazione dati appartenente o detenuto da EUROGENDFOR, ovunque siano ubicati nel territorio delle Parti»?
    E cosa dire dell’articolo 22 che, sulla linea del precedente, impone che le «proprietà e i capitali di EUROGENDFOR e i beni che sono stati messi a sua disposizione per scopi ufficiali, indipendentemente dalla loro ubicazione e dal loro detentore, saranno immuni da qualsiasi provvedimento esecutivo in vigore nel territorio delle Parti»?
    E del brillante articolo 23, in base al quale «EUROGENDFOR ha il diritto di ricevere e trasmettere messaggi codificati, come pure di inviare e ricevere corrispondenza e plichi ufficiali tramite corriere o in cassette sigillate, che non potranno essere né aperte né trattenute»? e che le «comunicazioni indirizzate ad EUROGENDFOR o da questa ricevute non possono essere oggetto di intercettazioni o interferenza»?
    Per non parlare dell’incredibile quanto spudorato articolo 29, attraverso il quale si stabilisce che i «membri del personale di EUROGENDFOR non potranno subire alcun procedimento relativo all’esecuzione di una sentenza emanata nei loro confronti nello Stato ospitante o nello Stato ricevente per un caso collegato all’adempimento del loro servizio»?
    Insomma, cosa ne pensa? Ritiene esagerato preoccuparsi? Le pare che l’allarme sia eccessivo? E come interpretare una tale misura nel contesto sociale e politico europeo che vedrà molto probabilmente, e sarebbe anche ora, un ulteriore inasprimento del conflitto sociale sulla spinta di iniziative popolari via via sempre più coscienti, anche se allo stato ancora largamente minoritarie?
    Concludo, in cauda venenum, con due riflessioni.
    1) Nel silenzio generale, balza agli occhi la povertà di informazioni e, mi passi l’espressione ormai divenuta un monito, la “sobrietà” del sito ufficiale di Eurogendfor (http://www.eurogendfor.org/), dove però si possono leggere i curricula del Comandante attuale di EGF e dei suoi predecessori. Il primo, dal 2005 al 2007, fu il Generale di Brigata della Gendarmerie française, G. D., di cui i miei amici francesi mi parlarono in termini non troppo lusinghieri quando ero a Parigi. Ma, bisogna riconoscerlo, noi siamo stati impareggiabili: nel biennio 2007-2009 in cui spettava all’Arma dei Carabinieri, e quindi all’Italia, esprimere il Comandante di EGF, è stato nominato l’allora Colonnello G. T., la cui carriera lo ha visto nei primi anni Novanta coinvolto, per lo meno come persona informata dei fatti, nella torbida vicenda delle violenze e degli abusi sessuali perpetrati in Somalia da alcuni militari del contingente italiano sulle donne somale, vicenda che, a quel che ne so, è stata più o meno insabbiata in Parlamento, per poi trovarlo protagonista nientepopodimenoche degli scontri del luglio 2001 al G8 di Genova.
    Era proprio lui infatti a comandare il CCIR, Compagnie di Contenimento e Intervento Risolutivo disposte dall’Arma dei Carabinieri, tradizionalmente poco preparata nella gestione dell’ordine pubblico in scenari di guerriglia urbana, ed era sotto la sua responsabilità che il battaglione comandato dal Capitano A. B. scorazzava su diverse camionette e defender, da uno dei quali tra l’altro, incastrato e sotto assedio, il Carabiniere Ausiliario M. P. avrebbe sparato uccidendo Carlo Giuliani. Fu proprio quel battaglione di Carabinieri, in buona compagnia delle unità di P.S. comandate dal Vice Questore M. M., che pensò bene di fare orecchie da mercante alle indicazioni della Sala Operativa della Questura di Genova, che invitava a tirare dritto verso Marassi, dove nel frattempo si erano scatenati i Black Bloc, per non incrociare, tagliandolo, il corteo autorizzato dei manifestanti pacifici delle Tute Bianche, e scatenò di fatto quel lungo pomeriggio di scontri violentissimi culminato con la morte di Giuliani in Piazza Alimonda. Le intere registrazioni delle comunicazioni fra la Sala Operativa e le forze dislocate sul posto sono agli atti del processo e possono essere ascoltate anche online grazie ad alcune trasmissioni televisive che le hanno riproposte (per esempio, La Storia Siamo Noi: http://www.youtube.com/watch?v=0qzQAEXUXKc, dal minuto 19:40 in poi): si possono sentire i commenti a dir poco stizziti dei centralinisti della Polizia di Stato contro i Carabinieri «che stanno facendo casino» perché si trovavano dove non c’era bisogno di loro e avevano caricato un corteo pacifico in una zona consentita alle manifestazioni.
    2) Infine, faccio notare come l’istituzione di Eurogendfor abbia scosso non poco le diverse anime dell’Arma dei Carabinieri. Già perché varie volte è apparsa la notizia, anche sullo stesso sito ufficiale dell’Arma (http://www.carabinieri.it/Internet/), del prossimo imminente scioglimento della Quarta Forza Armata, cioè la Benemerita, addirittura già nel 2014, proprio alla luce del Trattato di Velsen e a partire dal quale i Carabinieri di Truppa e Sottoufficiali dovrebbero confluire nella Polizia di Stato, mentre gli Ufficiali, come s’è detto, dovrebbero essere integrati nell’EGF. Un resoconto delle polemiche scatenate da quello che sembra a tutti gli effetti un provvedimento certo e ineludibile è stato pubblicato lo scorso 5 gennaio dal sito dell’UNAC, Unione Nazionale Arma dei Carabinieri, e si può trovare a questo link: http://www.carabinieri-unione.it/unac/news_detail.php?id_nw=1106.

  • Massi.66

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    Prof. Vorrei sapere se nei suoi programmi ci sarebbe l’opportunità di poterla ascoltare a Cesena , in Romagna . Grazie

  • "leon"

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    buonasera Dott. Giannuli
    Essendo un appassionato di spionaggio e intelligence, e lavorando nel mondo della sicurezza , o avuto il piacere di leggere tutti i suoi libri in merito all’argomento.
    ora aspetto di avere per le mani il suo ultimo capolavoro in ambito di intelligence, e servizi segreti,per poterlo ” studiare” e aggiungere al mio bagaglio culturale.. novità o semplici curiosità in esso contenute.le faccio i mie più cari complimenti sia come scrittore, sia come uomo.un caloroso saluto, e tanti saluti anche a Giuliano Tavaroli grande professionista,e ottimo narratore.grazie..

  • Ulisse

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    Ho comprato il tuo libro Come funzionano i servizi e comprerò anche questo. Sono un ag di pol. locale che da anni fa, da free lance se così si può dire, attività d’intelligence come polizia di prevenzione, politica e antiterrorismo legata comunque al servizio di polizia, in apparenza modesto, che offriamo alla popolazione. I tuoi testi mi hanno completato nella formazione di base e aperto nuove vedute sul modus operandi dei “servizi” in genere aiutandomi a raccogliere le informazioni che necessitano al mio odesto ufficio con nuovi criteri di selezione cercando di capire quello che è “utile all’attività informativa e non solo ciò che è conforme alla legge”, non so se mi spego bene. Io non faccio parte di alcun “servizio”, non so se dire purtroppo o per fortuna, e non credo che ne farò mai parte visto che sono loro a scegliere e non noi operatori a fare domanda per lavorare con loro, però in diversi anni di attività ho imparato ad usare molto le fonti aperte (90% delle informazioni le traggo da li’)e a diffidare dalle notizie diffuse dai mass media. Ho sempre pensato ad una discreta manipolazione delle notizie da parte dell’intelligence e nel tuo libro credo che troverò i tasselli che mancano a questo alto della mia formazione. Grazie e chissà magari se hai voglia di scrivermi qualcosa o di correggere qualche mia affermazione sarà un piacere per me rispondere.

  • Mauro

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    Questa mattina mi è stato regalato “Come i servizi segreti usano i media” ed è un libro che ha una spinta propulsiva eccezionale. Ne ho già letta una buona parte nel tragitto in treno che compio ogni mattina per andare al lavoro e vi vedo confermate alcune intuzioni formatesi nel corso degli anni di studi e di informazione autonoma andando a cercare spesso anche canali meno convenzionali.

    Volevo ringraziare Romeo Condi Dussi poiché da neofita – o appassionato un po’ naif della materia trattata – mi ha permesso di imbastire ulteriormente lo scheletro che sottende alcuni episodi che si ritrovano con un’alta ricorrenza.

    Spero di aver modo di venire a sentire un suo intervento a Milano. Da ora mi terrò informato.

  • Paolo Marinelli

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    Buon giorno,

    le scrivo per ringraziarla del suo lavoro e per l’uscita di questo nuovo testo che sicuramente acquistero’ in giornata.

    Ho letto 1 anno fa “come funzionano i servizi segreti” e mi ha letteralmente aperto le vedute e fatto capire un sacco di aspetti che prima ignoravo totalmente..

    Un grazie ancora di cuore per l’opera di divulgazione limpida e onestà che fa.

    Buona giornata!
    Paolo

  • Duilio Balocco

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    Caro Aldo
    (mi permetto il tu perché è da tempo che sono un tuo appassionato lettore e ti sento un poco familiare),
    da “Bombe ad inchiostro” in poi ho acquistato e letto tutti i tuoi libri, che trovo molto interessanti per lo spessore delle analisi ed i dati che porti in evidenza.
    Mi pare di rammentare che nel libro sul “Noto servizio” affermavi che ormai avevi esaurito il filone dei testi sull’intelligence.
    Ora scrivi un nuovo testo in materia, che comprerò senz’altro.
    I temi sulle dinamiche dell’economia mondiale e sui mutamenti sociali gli hai abbandonati, oppure proseguono le tue ricerche e riflessioni?
    Grazie
    Duilio

  • Kurtz

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    Sig. Ulisse…
    visto che, come dice, ha imparato ad usare molto le fonti aperte, se ci sono alcune di quelle domande che può porre anche qui, tra i commenti, sarò lieto di offrirle la mia opinione, ed eventualmente confrontarla con quella del prof. Giannuli

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