Aldo Giannuli
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Commenti (15)

  • Lorenzo Brentegani

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    Per vedere quanto ipotizzato nel filmato si possa avvicinare alla realtà (ed in tempi stretti) consiglio di ascoltare l’intervista a Gianmarco Carafiore nel podcast della trasmissione di radio 24 “2024” (inizia circa dal 6° minuto) di cui allego il link.
    https://itunes.apple.com/it/podcast/2024/id290890570?mt=2&i=376075538

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  • Pippo Di Sabato

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    Sinceramente non vedo nulla di cosi originalmente geniale…quello del rapporto triadico uomo-macchine-ambiente è un tema trito e ritritissimo affrontato gia’ da pensatori e studiosi genialissimi e spesso sconosciuti ai più.
    Mo tutta a una volta la moda di questi temi…e guarda caso di moda proprio quando c’è pure da far politica e poi l’allarme chi lo lancia ,quella parte politica che sembra aver eletto la macchina e gli algoritmi annessi a demiurgo politico super partes e pietra d’angolo della futura societa’?…Per caso sembra essere un po’ contraddittorio questo allarme? Non è neanche cosi complesso da individuare il retroterra culturale,qualcuno lo potrebbe chiamare brodo o minestrone,dal quale scaturisce questo rinnovato interesse per certi temi…ma si dai chiamiamolo catarismo cibernetico…altro che gnosi valentiniana…

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  • Roberto B.

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    Pur essendo un vecchio informatico che ha visto ed anche partecipato alla nascita l’A.I. negli anni ’70, ’80 del secolo passato, non mi ha mai entusiasmato. Sarà che come Casaleggio anch’io sono stato un divoratore della migliore fantascienza, quella seria, che assimilo alla divulgazione scientifica sotto forma di romanzo. Non a caso, i migliori autori ancor prima che scrittori erano scienziati.
    Comunque, ho sempre contestato l’allocuzione Intelligenza: non so adesso, ma agli esordi dell’informatica (inizi anni 70) gli addetti ai lavori chiamavano il calcolatore elettronico (come si diceva allora), il “cretino”. Questo perchè può fare solo quello che è stato programmato a fare, può conoscere le procedure, anche le più sofisticate, può anche perfezionarle, crearne di nuove per associazione imparando da una casistica, ma non può e non potrà mai “capire” gli scopi umani.
    E come dicevamo noi, se gli dai merda, ti restituisce merda sotto altra forma.
    Per fare un esempio, incrociando i milioni di dati in suo possesso potrà perfezionare sempre più i metodi di ricerca fino a riuscire a scovare il nascondiglio di un Bin Laden, ma non potrà mai avere coscienza del perchè l’uomo che lo ha programmato vuole trovarlo.
    Per questo Casaleggio aveva ragione; a forza di sofisticare il software per tentare l’impossibile, cioè fargli acquisire la coscienza del “giusto”, in base agli scopi che si vogliono ottenere, si arriverà ad una tale complicazione che sarà impossibile capire il motivo di certe scelte.
    Dico di più: gli algoritmi non potendo tener conto delle vere motivazioni dietro le procedure, a fronte di situazioni ignote o “conosciute” solo tramite l’esperienza artificiale, finiranno per fornire risposte e innescare comportamenti esattamente in antitesi con gli obiettivi umani. E scusate se è poco.
    C’è un film del 1983 che, a parte evidenti ingenuità dovute ad esigenze di spettacolo, può dare un’idea di quello che può succedere: Wargames. Per chi non lo ricorda, un ragazzo collegandosi casualmente al supercomputer del sistema di difesa statunitense, da il via ad una simulazione di una guerra tra USA e URSS, che viene presa come reale dai militari americani fino a rischiare di scatenare davvero un conflitto nucleare. Il film termina con il solito lieto fine hollywoodiano; la realtà potrebbe essere molto diversa.

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    • foriato

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      “Per fare un esempio, incrociando i milioni di dati in suo possesso potrà perfezionare sempre più i metodi di ricerca fino a riuscire a scovare il nascondiglio di un Bin Laden, ma non potrà mai avere coscienza del perchè l’uomo che lo ha programmato vuole trovarlo.”
      ___________________________
      Neanch’io.

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      • Pippo Di Sabato

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        Foriatito lo stai studiando lo spagnolo?…guarda che poi ti interrogo…ma non è che per caso stai trascurando il castellano per dedicarti al tango gallego no?

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          • Pippo Di Sabato

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            Se se mo fa la parte del grande investigatore ahahahahah è propria nu spass’ stu foriatell’…bando alle ciancie…la tua attivita’ commentizia è calata notevolmente e questo non va bene,perche’ a poi a noi chi ci fa scompisciare dalle risate? ahahhaahahhaahha

          • foriato

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            Avrete sempre Sesamo apriti! E un paio di pannolini di ricambio…

          • Pippo Di Sabato

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            Lo sapevo che la tua vocazione di nurse era molto spiccata ahahahahahah ma poi la ninna nanna me la canti? Questa voglio foriatito : https://www.youtube.com/watch?v=GvaJ2UCod9s

            P.S.
            Sesamo? naaaa pure le mille e una notte hai letto? Ma sei un pozzo di scienza…

      • Roberto B.

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        E neanche io. Ma c’è invece chi lo sa bene.

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  • Lucia Francesca Menna

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    Volevo fare una riflessione ma anche porre una domanda. Secondo la teoria della Complessità la differenza sostanziale tra gli esseri viventi e le macchine è che i primi sono Sistemi complessi mentre i secondi Sistemi complicati. I primi rispondono a “regole” ben diverse tra cui L’autodeterminazione, l’andamento caotico, imprevedibilità e proprietà emergenti,mentre i sistemi complicati, computer aerei etc sono sempre uguali a stessi ( e per fortuna :D). Proprio Darwin ci dimostra quanto gli esseri viventi procedano ” per scatti”, quanto attraverso le 4 “proprietà” emergano poi quelle proprietà emergenti espresse poi nel salto di specie adattativo. Ora mi chiedo.”Può una macchina assumere caratteristica di un sistema complesso non essendolo per sua natura specifica?

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    • Pippo Di Sabato

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      P.S. Non fraintenda la risposta Signora,il commento vuole mettere in evidenza come non esistano solo guerre ideologico politiche ma anche guerre scientifiche.Gli aspetti sotto traccia di tali guerre vanno catalogate sotto la categoria piu’ specifica di guerre cognitive,il cui score finale è distruggere non il “cosa si conosce” ma il “come si conosce”…obiettivo quest’ultimo che garantisce vantaggi piu’ stabili e a lungo termine rispetto al primo.
      Cordiali Saluti

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  • Pippo Di Sabato

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    La teoria della complessita’ non è una teoria che ha dato vita ad un movimento scientifico ma al contrario un movimento culturale ha tirato fuori una teoria che oscilla tra banalita’ elementari,adeguatamente occultate sotto categorie pseudologiche,e il new age piu’ sfrenato.
    Altra cosa sono le intuizioni e relative formalizzazioni scientifiche,di grandi scienziati come Ljapunov per non parlare di Godel…altro che teorici della banalita’ complessa…

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