Aldo Giannuli
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Commenti (8)

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    Mario Vitale

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    Molto interessante. Avevo già sentito alcune volte parlare della separazione dal debito pubblico della CDP tedesca, ma ignoravo il perché di questo privilegio. L’articolo ha chiarito completamente la mia lacuna.

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    Gaz

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    Ecco un ulteriore buon motivo per non comprare l’Auto del Popolo dai rumori cacofonici e al prezzo eccessivo.
    Si potrebbero fare molte considerazioni ad iniziare dal debio pubblico che si saperva essere conplessivamente trottante, ma preferisco rimettermi ad un vero tedesco e al suo messaggio ultimo, dedicandoli alla signora Europa e al signor Euro.
    https://www.youtube.com/watch?v=CQUFQ_N0JI8

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    Lorenzo

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    Ci sono due punti ulteriori non toccati dall’articolo.

    Primo che a fronte delle grandi banche c’è la situazione ancor meno rosea delle piccole: tutte le Kreissparkassen e le Volksbanken locali, molto spesso gonfie di crediti in grave sofferenza.

    Secondo, lo stato di fallimento conclamato o mascherato in cui versano numerosi enti locali, ad es. i comuni del Nordrhein-Westfalen.

    Alla base di entrambe le realtà, il carattere più americanizzato della Germania rispetto all’Italia (fatta oggetto di cure speciali dal conquistatore anglosassone lungo l’arco di un sessantennio) che fino al 2008 ha spinto istituti di credito ed enti locali a investire in grande stile sul mercato dei subprimes.

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    GherardoMaffei

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    Prendo atto della sua aperta e manifesta germano fobia;si tratta della stessa islam fobia che pervade il vecchio continente. La realtà prof.Giannuli, è che dal secolo scorso alla Germania non si perdonano le proprie virtù, vale a dire di essere una grande nazione e un grande popolo.Non è ricorrendo ad astrazioni numeriche, calcoli, proiezioni statistiche che lei riuscirà a sminuirne l’importanza non solo storica ma anche economica ma soprattutto politica.La verità è che vorreste vedere la massaia tedesca andare al mercato comperare un pezzo di pane, con una montagna di marchi perennemente svalutati, come ai bei tempi subito dopo la prima guerra mondiale, dopo le vergognose riparazioni punitive imposte, che contribuirono non poco all’avvento del nazismo. Basterà ricordare l’odiosa campagna mediatica contro Joseph Ratzinger, colpevole di essere tedesco e di avere da adolescente, difeso nella contraerea, il proprio popolo dai bombardamenti terroristici dei gangsters americani. La Germania che piace ai germano fobici è quella divisa,umiliata,in preda alla miseria più nera, con milioni di veri profughi in fuga.Siete degli illusi; perfino Stalin al termine della guerra, disse che gli Hitler passano,la Germania rimane. Senza Germania l’Europa non esiste, se ne faccia una ragione.Poi visto che lei ha evocato il fantasma della DDR, di cui io sono un aperto nostalgico, le dirò che uno dei motivi della mia nostalgia è quello che non ha mai versato un solo marco di riparazioni allo stato di Israele.

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      Michele

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      …Germanofobo e fiero di esserlo : davanti a certi Italiani come il Maffei

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        GherardoMaffei

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        Germanofilo e fiero di esserlo:davanti a certi italiani come Michele.Di mio aggiungo che i tedeschi amano l’Italia, ma non stimano gli italiani;mentre gli italiani stimano i tedeschi ma non li amano,in quanto soffrono di un giustificato complesso di colpa relativo alla data 8 settembre 1943, data in cui si è consumato il tradimento più ignobile della storia contemporanea, che ancora ci squalifica a livello mondiale.Senza scordare quello d’inferiorità, più che giustificato, purtroppo per noi.

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      Ercole

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      Apprezzo la Sua germanofilia, ma tenga conto che il sentimento antitedesco, comunque minoritario mi creda, la gente non è stupida, è un’invenzione dei media. Così com’è un’impressione causata dai media credere che i tedeschi siano d’accordo che le politiche della signora Merkel e di chi la sostiene: l’uscita improvvisa dall’energia nucleare, il buttare via montagne di soldi dei contribuenti per far rimanere la Grecia nell’euro e per accogliere milioni di immigrati non assimilabili e improduttivi che costano decine di miliardi di euro, l’invio di un inutile contingente militare in Siria per sostenere la Francia, ecc.
      La verità è che in Germania vige una forte repressione delle opinioni divergenti dal consenso mediatico costruito, soprattutto in tema di immigrazione/ invasione; una repressione che per semplici opinioni su questo tema spesso porta alla perdita del posto di lavoro.
      I nemici dei popoli europei sono i governanti e i media che li sostengono. Mentre Israele sarebbe uno stato amico anche se non avesse ricevuto un solo centesimo di riparazioni, mi creda. Non le hanno rifiutate certo, ma chi lo farebbe? Il responsabile è chi le ha date, e questi sono stati i governanti tedeschi. Potevano rifiutarsi, non l’hanno fatto. Anche se è vero che lo fecero con una forte pressione morale esterna e che, ancora più che in Italia, nel dopoguerra è stata spezzata la ‘spina dorsale’ del sentimento nazionale. Guardi cosa pensano gli israeliani su una domanda provocatoria: https://www.youtube.com/watch?v=x73L7iY-Xhg

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        Gaz

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        @Maffei.
        Maffei, il South Stream è crollato sotto le sanzioni, mentre il North Stream raddoppia in barba alle sanzioni: due pesi due misure, ovvero figli e figliastri.
        Non mi dica che certuni non sono adusi a lavorare sottotraccia in danno di altri.
        E poi la chiamano mitologicamente Europa !

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