Aldo Giannuli
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Aldo Giannuli

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Commenti (17)

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    Marco

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    La situazione del mondo islamico attuale dal punto di vista economico somiglia a quella del tardo quattrocento, quando gli europei per arrivare alle spezie in estremo oriente si misero per mare ed inaridirono i prosperi traffici carovanieri che rendevano ricco il mondo islamico.
    Allora l’impero ottomano da un lato e gli stati barbareschi dall’altro si mossero armi in pugno per avere dai loro vicini le ricchezze che non potevano più avere con il commercio.
    Così adesso, di fronte ad un mondo che cerca di dipendere meno dal petrolio, risorsa finita e dai costi elevati, si muovono sempre armi in pugno per continuare ad avere (ad esempio con i riscatti) i soldi che potrebbero venire meno.
    Del resto io penso che l’Isis sia qualcosa di più di una P2 musulmana.
    Le monarchie del petrolio hanno speso somme enormi per diffondere l’islam in tutto il mondo, costruendo moschee dalla giungla del Congo alle montagne della Bosnia, finanziando attività economiche di immigrati islamici in tutta Europa e forse perfino finanziando l’immigrazione clandestina.
    Normale che seguendo la logica musulmana degli infedeli come dhimmi che devono pagare lo zakat, la tassa ai Credenti, impongano agli stati di cui rapiscono i cittadini richieste di riscatto.
    Gli stati barbareschi si comportavano allo stesso modo, poi finirono male, quando l’Europa fu economicamente e militarmente in grado di spazzarli via.
    Ora siamo stati infiltrati e dipendiamo molto ancora dai combustibili fossili, però altri stati come l’India guidata dal mahrata di destra attuale premier potrebbe avere meno pazienza.

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    Vincenzo Cucinotta

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    Bella analisi, Aldo. Tuttavia, tu non consideri una ulteriore possibilità, che cioè Al Quaeda sia soltanto una sigla di comodo dietro cui ci sia sostanzialmente soltanto il vuoto. Secondo questa ipotesi, la fortuna di questa sigla deriverebbe dall’interesse convergente da una parte dell’occidente di identificare in essa un nemico islamico non meglio specificato, e degli islamisti di usarla come una sorta di parola d’ordine abbastanza flessibile da riempirla dei contenuti volta per volta preferiti.
    Gli elementi che supportano questa ipotesi sono l’eccessivo mistero che circonda questa presunta organizzazione, la parabola del suo stesso ispiratore e capo Osama Bin Laden, dalla sua trasformazione di ospite di riguardo della famiglia Bush a loro peggiore nemico, fino alla misteriosa eliminazione senza che sia stata data la possibiltià ai media di potere documentarla. Ciò confermerebbe che, contrariamente a ciò che tu sostieni, non è che l’intelligence non sappia granchè, ma che al contrario ne sappia tutto e ci giochi a scopi di propaganda. Nessuna persona che non sia credulona può non farsi sorgere dubbi profondi su tutta questa vicenda che come viene presentata è del tutto incomprensibile.
    Dall’altra parte, il fatto che Al Quaeda sia presentata come un’organizzazione senza alcuna reale centralizzazione, comporta la sua conseguente insignificanza, ognuno fa quello che gli pare anche se ha pieno diritto di usare la sigla.
    Per quanto invece riguarda il neocaliffato, alcune cose sembrano molto chiare, che essa è sorta come una forma di riequilibrio da parte delle potenze sunnite rispetto alla predominanza proprio nella regione siriano-irakena degli sciiti, indipendentemente dalla loro reale dimensione quantitativa. Si sa che finanziamento ed armamento di costoro sono state fornite dai sauditi e loro alleati da una parte, e dal Qatar dall’altra, in qualche misura in modo concorrenziale tra loro. Tutto ciò è avvenuto con la piena benedizione degli USA (gli stati europei come al solito tacciono e non contano nulla), almeno in una lunga fase iniziale.
    Io mi fermerei qui, la commistione di interessi è così opaca che nessun osservatore dovrebbe spingersi sino al punto di sentirsi solidale con questo genere di parti in gioco, meno che mai con gli USA che sono di gran lunga i maggiori responsabili dei crimini commessi nella regione. Come ragionavo anche su fb, non basta accorgersi che si commettano crimini per schierarsi, non basta vedere che un gruppo criminale sta operando crudelmente per dare solidarietà ad un altro gruppo criminale, solo perchè questo inveisce contro il primo.

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    VRB

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    Secondo me dietro l’ISIS ci sono Qatar e/o Arabia Saudita…

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    mario fragnito

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    Secondo me per dere un’esatta valutazione dell’ISIL o di Al Quaeda vale ancora un concetto espresso da un esponente dei servizi segreti italiani a Franceschini in carcere. Questo ufficiale disse a Franceschini che le BR erano certamente autonome nel loro operato ma si potevano paragonare ad un fiume in piena straripato in cui i servizi e gli altri apparati dello stato ponevano, a seconda delle loro convenienze, degli argini. L’estrenismo islamico frutto del fallimento del capitalismo occidentale di integrare, su base paritaria, la cultura e gli stili di vita di questa parte del mondo, nonché quella di parte dei mussulmani occidentali di seconda o terza generazione che si considerano nei loro paesi discriminati o emarginati, rende facilmente attrattiva la scelta di combattere per una causa, il califfato, abolito proprio da Kemal Ataturk padre della Turchia moderna. Un uomo politico che sperava in questo modo di ridare dignità, prendendo a prestito il modello occidentale, ad un paese che, sconfitto nella prima guerra mondiale, aveva perso l’impero e rischiava di essere smembrato dalle potenze vincitrici. Io penso che i servizi occidentali non vogliano vedere e sapere quello che non gli fa comodo vedere e sapere. Nel vicino e medio oriente, ma anche nel centro Europa ( ricordate la guerra dei Balcani? o quella attuale dell’Ucrraina ) si gioca in chiave moderna il ” grande gioco ” che si combatteva un tempo per l’assoggettamento dei paesi coloniali. Solo che ora lo si fà in maniera diversa e in modo più sofisticato.

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    Caruto

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    Molinari (La Stampa) riportava di un’analisi del Washington Institute per il Vicino Oriente: molti finanziamenti all’Isis provenienti dal Qatar e dall’Arabia Saudita, ma con una conflittualita’ intestina tra il Qatar e l’Arabia Saudita e con un conflittualita’ interna all’Isis tra i gruppi che hanno goduto (o godono tuttora) di questi flussi finanziari di diversa provenienza.

    http://www.lastampa.it/2014/08/21/esteri/iraq-lislamismo-da-esportazione-del-qatar-per-il-califfo-un-tesoro-di-due-miliardi-UfDueKARAxYnPOuEhOTfoM/pagina.html

    Quirico (sempre La Stampa) e’ intervenuto con un articolo e poi con una lunga e molto interessante intervista a Rainews24. Parla di Jihad Bolscevica; di fallimento del processo di integrazione occidentale (i combattenti di seconda o terza generazione immigrati da regioni isalmiche in occidente e ritornati nel mondo islamico con un programma di morte, propria o di altri); dice che i finanziamenti dall’esterno all’Isis ci sono stati ma che ora l’Isis e’ autonoma; insiste sul fatto che bisogna entrare nel loro cervello per capire come ragionano (in maniera molto differente da noi).

    http://www.dagospia.com/rubrica-29/cronache/che-patatrac-iraq-tutti-dietro-bin-laden-intanto-nasceva-jihad-83175.htm

    http://www.rainews.it/dl/rainews/media/Quirico-ff2de614-80c4-40fb-a798-2853103da360.html

    Dell’intervento di Giannuli, la parte che mi sembre piu promettente e’ quella che fa riferimento ad un progetto (quale che sia) transnazionale che si inserisce nell’alveo della progressiva perdita di importanza della forma Stato-Nazione. Come fosse una risposta peculiare, tipica, alla globalizzazione occidentale, che e’ soprattutto economica.

    Si parlava anni fa di strani movimenti finanziari intorno all’11 settembre 2001; come se qualcuno sapendo quello che stava succedendo si stava preparando a guadagnare una barca di denaro con la speculazione.

    Aggiungo che le cronache riportarono le dichiarazioni di alcuni dei componenti della commissione del Congresso USA proprio sull’11 settembre; piu’ o meno il tono era: “Tutto quello che qui ci e’ stato riferito ufficialmente e’ molto lontano dalla verita’.”

    Si potrebbe ipotizzare che da qualche parte esistono materiali informativi e persone in grado di dipanare il groviglio di ipotesi attorno ad Al Quaeda e all’Isis, soprattutto se si segue i flussi informativi e finanziari. Possibile che la NSA abbia dimenticato di intercettare proprio loro?

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    leopoldo

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    credo che i petrolieri temono molto di più il superamento del petrolio che la sua fine, (come mai l’energia solare e idrica sono nicchie per ben pensanti mentre il nucleare no).

    cmq anche qui abbiamo parlato dei confini del medio oriente e questa sarebbe
    l’ultima proposta USA  qualche tempo fa circolava una piantina dove c’era anche la syria tutta smembrata secondo le diverse etnie e pure per la libia, secondo la logica che dare dignità di stato ai diversi gruppi porterebbe a una pacificazione e stabilità (con la jugoslavia del dopo tito, non è andata proprio benissimo, ma il modello per adesso regge). Certamente una logica del genere affonda le aspirazioni pan-islamiche dei diversi gruppi e le accentra su domini regionali(finché non si stabiliscano), ma creano una classe commerciale (che per gli arabi è questione religiosa, altro che wall street) che dovrebbe mitigare malsani comportamenti o acuire e radicarli nella società (le aspirazioni di un popolo evolvono a seconda di come crescono e si formano i sui elementi, nella certezza che il commercio funziona tra i vivi a meno che non si voglia vendere sapone [spero che di batista torni in commissione presto. Le proposte che ha fatto non sono sbagliate, ma vanno riviste]).

    creare una nuova galassia di Stati basati su etnie e rivoluzionare tutte le strategie di accordi non è una cosa sbagliata né mal sana di per sé, ha il vantaggio di sostituire il vuoto creato con la distruzione e indebolimento dei vecchi regimi, ridare un nuovo dinamismo alla regione – i quali dovranno generare sistemi istituzionali, di varia matrice, per dialogare con il resto del mondo -, ridurre la dimensione dei conflitti (negli stati attuali, multi etnici, un gruppo prevale sugli altri) nel possibile. Concordo con la visione P2istica dell’isis anche se sul campo ormai sono una realtà ben diversa, giulitto chiesa sostiene la natura complice dei tea party limitandosi a delle fotografie. Mentre galli della loggia se la prende con l’incapacità dell’occidente ad avere idee chiare in casa come fuori casa. Gli obbietterei ignora cos’è la realtà di un contratto a progetto, la disoccupazione, ecc… per il puro profitto e che dal resto del mondo emigrano qui perché lì stanno peggio.

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    cinico senese

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    L’importante è che non vengano da noi a farsi saltare in metro in nome del Califfato. Per il resto, si governino tra loro e come vogliono nelle loro terre.
    Tutto sto casino è stato causato dagli USA esportatori di democrazia. Avessero lasciato Saddam, non saremmo a questo punto. Idem per Afganistan, Siria, Libia, Egitto, ora anche Ucraina. USA crea mostri.
    Per tamponare ISIL, USA dovrà chiedere l’aiuto militare all’Iran: i droni sono scorreggine x ISIL, servono truppe terrestri.
    Comunque, inutile fare congetture: lo scacchiere arabo è un kaos totale.

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    Germano Germani

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    Islamofobia che i cristianosionisti occidentali(compresi gli atei devoti, “intellettuali di sinistra “tanto in voga da noi)con la loro poderosa macchina da guerra propagandistica, alimenta quotidianamente odio e menzogne,contro gli islamici.Tutto questo disquisire sulla questione islamica, è propedeutico a nuove crociate, nuove primavere arabe, nuove pseudo-rivoluzioni, nuove esportazioni della democrazia stercaiola occidentale, che si è auto compiaciuta dell’eliminazione di Gheddafi.Il tutto a suon di bombardamenti terroristici,magari seduti divorando patatine e bevendo coca-cola,come è accaduto recentemente, ai coloni israeliani che osservavano compiaciuti dall’alto di una collina,lo spettacolo dei bombardamenti sui “terroristi” palestinesi di Gaza, compresi quattrocento bambini fatti fuori preventivamente, prima che diventino adulti.Le menti dei cristianosionisti (ma anche degli atei devoti occidentali) formano la maggioranza della nostra opinione pubblica,imbevuta di odio islamofobico, instillato loro dalle varie iene occidentali alla Oriana Fallaci per intenderci.La porcilaia-occidente, ha i giorni contati,nessuna nuova crociata dei cristianosionisti, potrà impedire la nemesi storica e il meritato decesso.

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    aristide bellacicco

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    cerchiamo di cogliere alcuni elementi obiettivi:
    1) la guerra Iran -Iraq fu sostenuta dagli USA con vendita di armi ad entrambi i belligeranti;
    2) l’attuale situazione dell’Iraq è la diretta conseguenza delle due guerre del golfo, scatenate dagli USA con motivi pretestuosi o addirittura con clamorose bugie (le famose armi chimiche di Saddam Hussein);
    3)gli USA, insieme ad altri benemeriti paesi occidentali, offrono copertura politica e tecnica all’opposizione siriana;
    4) i paesi che finanziano l’ISIS sono, allo stesso tempo, punti di forza degli USA nell’area.
    Tutti questi scenari sono interconnessi, e il loro denominatore comune è la politica imperiale statunitense. Gli USA,quando ciò ha fatto loro comodo, non hanno esitato a giovarsi dell’opera dei fondamentalisti islamici (Al Qaeda, lo sanno tutti, è una creatura USA dai tempi della prima guerra in Afganistan, allo scopo di contrastare i sovietici). E anche nelle attuali circostanze stanno facendo la stessa cosa: l’ intervento armato contro l’ ISIS è, dichiaratamente, il preludio e l’occasione all’intervento militare diretto in Siria (leggi: oleodotti).http://www.washingtonpost.com/news/checkpoint/wp/2014/08/21/pentagon-leaves-door-open-to-strikes-in-syria-to-curb-islamic-state/

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    • aldogiannuli

      aldogiannuli

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      aristide: mi pare che lei tracci linee troppo dritte e che abbia una visione molto “ottimistica”! degli americani attribuendogli una intelligenza strategica che personalmente non immagino affatto, però le mi ha suggerito un pezzo per i prossimi giorni di cui vorrei discutessimo, non manchi di farsi vivo

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    Maurizio Melandri

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    Nell’analisi del compagno Giannuli mi pare manchi una componente: i curdi. Mi sembra che i curdi non filo occidentali, tra cui spicca il PKK stanno combattendo, e con successo, contro l’IS. Ora che l’IS è stato bollato come “la barbarie” come faremo a bollare ancora il PKK come terrorista visto che ci sta aiutando, per interessi suoi e non per i nostri, a liberarcene?

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    • aldogiannuli

      aldogiannuli

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      Melandroi: infatti i curdi sono una partita a sè stante. Di cui parleremo

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  • AldoGiannuli.it » Archivio Blog » Ma Al Quaeda o l’Isis sono solo quel che sembrano? | INDIGNATEVI !

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    Luigi Pigoli

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    Leggo sempre i tuoi articoli con interesse. Ho un solo commento da fare: si parla spesso della fine del petrolio, ma non finirà mai. Il “peak” del petrolio é una balla, faccio un esempio: quando la Libia era una colonia italiana, qualcuno già sospettava che giacesse su di un mare di Petrolio, ma non esisteva ancora la tecnologia per estrarlo a a quelle profondità. Adesso si può estrarre a ben più di 10,000 metri di profondità, si estrae i mare, si extra dalla sabbia (Canada), si riesce a perforare in orizzontale. Nascono nuove tecniche come il Fracking. Senza contare che si individuano i giacimenti con le ricerche sismiche, che sarebbe un po come “scannerizzare” la superficie terrestre…ma ovviamente, non é stato fatto su tutta. In poche parole, nessuno può calcolare con sicurezza quanto petrolio c’é, a che profondità, come lo estrarremo domani. Per cui, non illudiamoci si uscire dalla dipendenza energetica semplicemente “finendo il petrolio”, si può uscire solo appoggiando politicamente ogni sforzo tecnologico per arrivare ad una vera energia alternativa rinnovabile, solo allora il Medio Oriente perderá il suo peso, Nessuno andrà più ad intromettersi nelle loro faccende politiche, perché non ci saranno più grandi interessi.

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  • Il governo pon-pon va alla guerra - pleonastico

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    […] che la violenza chiama violenza è estremamente banale, ma la realtà spesso lo è. L’Isis è anche il frutto dei disastri che il mondo civile ha provocato in Iraq; disastri giustificati dall’esigenza di cacciare Saddam Hussein, il quale però era a sua […]

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