Aldo Giannuli
Aldo Giannuli

Aldo Giannuli

Storico, è il promotore di questo, che da blog, tenta di diventare sito. Seguitemi su Twitter o su Facebook.

Commenti (8)

  • Allora ditelo

    |

    Non nascondo un certo interesse sugli atti della costituente che dovrebbero illustrare il dibattito sul tema della tutela costituzionale della legge elettorale che è stata seguita dall’elezione di Einaudi a PdR e alla promulgazione della legge truffa per concludere la I legislatura.

    http://www.nascitacostituzione.it/05appendici/06p2/01p2t1/03/05/index.htm
    http://www.luigieinaudi.it/doc/osservazioni-sui-sistemi-elettorali-nellipotesi-che-la-scelta-cada/

    PS: Le argomentazioni dell’Einaudi emerito -soprattutto- non sembrano disdegnare sofismi.

    Reply

  • Allora ditelo

    |

    OT: Sarebbe il caso di non tardare anche sugli aspetti di cronaca con la possibilità di fornire delucidazioni sulla possibilità di deroghe ai quorum previste dal codice civile ancorché deliberatamente inserite negli statuti di associazioni.

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/10/28/regolamento-m5s-quorum-mancato-ma-votano-87mila-iscritti-restano-espulsioni/3127829/

    «Per modificare l’atto costitutivo e lo statuto, se in essi non è altrimenti disposto, occorrono la presenza di almeno tre quarti degli associati e il voto favorevole della maggioranza dei presenti» —
    http://www.brocardi.it/codice-civile/libro-primo/titolo-ii/capo-ii/art21.html

    Contrariamente all’opinione di taluni la spregiudicatezza non è un segnale di cambiamento ma uno di “appartenenza” molto più trasversale di quanto si voglia darla a bere.

    Perché è ovvio che gli stessi iscritti avrebbero beneficiato di una maggiore accessibilità alle modifiche dello statuito anche per inserire ulteriori criteri di incompatibilità per defenestrare garanti (relativamente) “troppo” disinvolti.

    Il Principe de Curtis diceva che oggi limite abbia una pazienza.

    Appunto la “pazienza” degli iscritti a certi ragionamenti non è un buon segno.

    Reply

    • Allora ditelo

      |

      Ma da dove nasce la questione quorum? L’attuale regolamento prevede una soglia assai più bassa: “Un terzo degli iscritti”, recita. Un gruppo di espulsi napoletani, però, ha portato la questione in tribunale. “Con un’ordinanza cautelare – spiega il loro legale, Lorenzo Borrè – il giudice ha stabilito che il regolamento non è valido. E che in assenza di regole sulle modifiche statutarie vale il codice civile, che richiede il parere del 75% degli iscritti alle associazioni non riconosciute per rendere valida ogni revisione”.

      http://www.repubblica.it/politica/2016/10/28/news/m5s_mistero_quorum_nel_voto_sullo_statuto_spunta_idea_congresso-150748423/

      Sembra ci si riferisca invece a risultanza generata da altra questione (quella del ricorso contro le espulsioni).

      Il Tribunale ha rilevato che dal “Non statuto”, che di fatto è uno statuto, del Movimento 5 Stelle, non risultano disposizioni derogatorie a quanto previsto dall’art. 24 c.c., per cui compete all’assemblea degli iscritti disporre in merito ai provvedimenti di esclusione. Orbene, le norme contenute nel Regolamento pubblicato sul sito internet del leader del M5S, non possono derogare a quanto previsto dalla legge, in materia di competenza assembleare, in assenza di una espressa disposizione dello statuto, né il suddetto Regolamento può modificare le norme dello statuto, perché eventuali cambiamenti in tal senso, dovranno essere assunti ai sensi dell’art. 21, 2° co,cc.
      http://www.altalex.com/documents/news/2016/07/22/m5s-non-statuto-uno-statuto-sospesa-espulsione-degli-iscritti-napoletani

      Reply

  • Allora ditelo

    |

    Ci sarebbe anche la vicenda delle email trafugate da hacker (CyberHunta) a Vladislav Surkov, advisor di Putin, ed un documento dal titolo “Piano di misure prioritarie per destabilizzare la situazione sociopolitica dell’Ucraina”

    Come determinare se il piano si tratti di una patacca da Infowar?

    Reply

    • Paolo Selmi

      |

      Perché l’Ucraina del cioccolataio Poroshenko, degli squadroni della morte dal nome Azov, Ajdar, Pravyj sektor, Donbass, dell’oligarca Kolomojskij, dell’ex-presidente georgiano Sakhashvili, promosso a governatore di Odessa, della coscrizione obbligatoria per andare a massacrare civili nel Donbass, dalle fusoliere di aerei civili inermi crivellati dai colpi dei mitragliatori dei propri caccia (salvo poi dare la colpa ai ribelli che, a 10.000 m, non ci sarebbero mai andati e non ci vanno tutt’ora), della politica sciagurata che ha trasformato, in venticinque anni, la seconda potenza industriale dell’ex-URSS in un deserto completo, questa Ucraina si è destabilizzata già bene da sola.

      Reply

      • Allora ditelo

        |

        «Galeotti said it was possible Ukrainian proxies had been used to cover the tracks. This could explain why the 2014 emails were released alongside what looked like a crude forgery, supposedly a current Kremlin plan to destabilise Ukraine.»

        https://www.theguardian.com/world/2016/oct/26/kremlin-puppet-masters-leaked-emails-vladislav-surkov-east-ukraine

        Mark Galeotti, interivistato da theGuardian lo dà per falso. Altre fonti non precisate della Ukraine’s National Security Service (SBU) ritengono opportuno di sottoporre i file ad analisi per verificare alterazioni o manomissioni. (fonte ibtimes)

        Il documento riguardava presumibilmente azioni da perpetrare nei prossimi mesi fino al primo trimestre 2017 ( fonte: euromaidanpress).

        Reply

  • Gaz

    |

    I sistemi costituzionali nei loro equilibri sono dei proprium che si evolvono secondo logiche interne.
    Pretendere di fare trapianti da un sistema ad un altro è come fare la Costituzione alla Frankstein.
    Un conto è ammirare una singola Costituzione, altro è volerne prenderne in prestito degli istituti caratterizzanti, inevitabilmente destinati a non vivere alla stessa maniera, perchè non si aimentano della stessa linfa politica originaria.
    Ogni Paese ha la sua storia politica.

    Reply

  • Allora ditelo

    |

    OT: Altra notizia interessante mentre l’AGCOM epura il tempo notizia proSì proNo dai conteggi.

    «Per evitare tutto questo il Pd e il comitato «Basta un sì» hanno assoldato un pool di avvocati con l’intenzione di presentare un ricorso all’Agcom denunciando appunto la violazione della par condicio. La tesi è che i giornalisti manifestatamente esposti per il No devono rispettare la suddivisione degli spazi Tv concessi ai due schieramenti, come prevede la norma. »
    http://www.ilgiornale.it/news/politica/pd-comiche-finali-denuncia-i-giornalisti-no-1324763.html

    Prima ancora dei ricorsi la legge dovrebbe fornire i DATI più completi e dettagliati possibili. E questa legge a ciò non provvede in modo macroscopico.

    «Vi do qualche dato aggiornato sul pluralismo dell’informazione in tema di referendum costituzionale.
    Periodo 16 giugno – 15 luglio:
    Tg1: Sì 60,9%, No 36,0%, Neutro 2,2%
    Tg2: Sì 49,7%, No 49,3%, Neutro 1%
    Tg3: Sì 39,8%, No 39,8%, Neutro 20,5%
    Rainews: Sì 51,7%, No 33,5%, Neutro 14,8%.
    Bisogna considerare che questi sono i dati ufficiali Agcom sul tempo di parola, mancano quelli sul tempo di notizia, che è il parametro su cui si erano registrate le violazioni più gravi ed eclatanti.
    Penso sia facile, ancora una volta, constatare che ci sono testate che non rispettano le norme e gli indirizzi sul pluralismo, e quindi non rispettano i cittadini che dal servizio pubblico si aspettano un’informazione equilibrata e imparziale su un tema cruciale come quello del referendum.
    Intanto, secondo le indiscrezioni apparse sulla stampa, gli avvicendamenti al vertice dei notiziari Rai dovrebbero riguardare tutte le testate ad eccezione del Tg1.
    A voi le conclusioni.

    P.s. Preoccupanti i dati delle emittenti private: Tg4 (Sì 76,8%, No 23,2%), Tg5 (Sì 34%, No 55,6%), Studio Aperto (Sì 80%, No 20%), TG La7 (Sì 63,5%, No 19,3%), Sky Tg 24 (Sì 73.1%), No 26,9%). Sembra quasi di essere di fronte a un blocco del sistema dell’informazione, tutto schiacciato sulla posizione governativa. Di fronte a questi dati l’Agcom non può restare inerte.»

    Roberto Fico (2 Agosto)
    http://www.robertofico.it/sul-tema-cruciale-del-referendum-alcuni-tg-non-rispettano-le-norme-del-pluralismo/

    Reply

Lascia un commento

I miei libri

  • codeca_copertina_250
  • isis_250
  • uscirecrisigrande

  • servizi_media

  • servisefgrande

  • pafragrande

  • grandecrisigrande

  • 2006_russia_mussolini_250

  • 2008_bombe_250

  • 2009_abuso_250

  • 2013_noto_servizio_250

  • 2013_sistemi_elettoralli_250

Newsletter

* = campo richiesto!