Aldo Giannuli
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Commenti (12)

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    andrea romanelli

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    solo un anno fa, parlando con un amico che mi descriveva la cina come il nuovo paradiso economico pensai che una crescita così veloce non era e a maggior ragione non è adesso, sostenibile da un paese che è vero ha una produzione e una manod’opera in costante crescita, ma dipende dalle importazioni per gran parte delle materie prime. Tom Clancy in un suo libro di qualche anno fa, descriveva come inevitabile uno scontro tra russia e cina per le mire di quest’ultima sulle riserve del nord-asia… ora senza correre troppo con la fantasia, mi sembra ovvio che la crescita economica porta benessere, che il benesser vuole diritti, che i diritti portano alla democrazia ecc… quanto è disposta a concedere la classe politica dirigente adesso in Cina e soprattutto quando tutti i cinesi vorranno una mercedes, una casa con l’aria condiozionata, servizi sanitari, vacanze ecc.. la Cina riuscirà a garantire tutto ciò.. a me è sempre sembrato un gigante dai piedi d’argilla.

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    Forzutino

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    @Andrea, sulla tua consecutio logica “mi sembra ovvio che la crescita economica porta benessere, che il benesser vuole diritti, che i diritti portano alla democrazia” io mi permetto di dissentire profondamente. Che in Cina si passasse in 15 anni dal “marxi-maoismo” al “capital-maoismo” chi se lo sarebbe aspettato?

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    Nicola Mosca

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    Non conosco l’universo dell’economia cinese, ma concordo con quanto scritto sopra, la crescita verticale della Cina stride molto con le condizioni sociali della popolazione…al di fuori delle metropoli la povertà è dilagante.

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    andrea romanelli

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    effettivamente non mi sono espresso in maniera molto chiara, provo a rimediare: non intendevo dire che la crescita economica porta benessere a tutti… ma sicuramente porta ad una domanda di benessere, di istruzione, di conoscenza e potrei dire per conseguenza di richiesta di diritti… tutto questo non è che si concretizza automaticamente con il capitalismo e nel caso specifico della cina si deve per forza scontrare con quella che a tutti gli effetti è ancora una dittatura di partito. magari non è più marxista, ma sempre una dittatura.

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    rosario

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    Certo la Cina ha alcuni problemi: 1) è la fabbrica del mondo, ma se non esporta i suoi prodotti in tempo di recessione, soffre di una grave crisi di liquidità, anche se in possesso di tanti dollari (che non può riscuotere, ena grave svalutazione e probabile guerra con gli USA). 2) Non può lanciare il mercato interno perchè sveglierebbe un mostro di oltre 1 miliardo di abitanti e consumatori affamati, oltre a liberare una devastante inflazione. 3) E’tallonata dall’India e dagli altri Paesi produttori (BRIC) in possesso di materie prime. 4) Sta investendo pesantemente in Africa per accumulare spazio agricolo vitale, ma l’Africa è lontana e non è detto che riesca a mantenere il controllo di quel grande continente. 5) Il regime politico autoritario sta mantenendo il controllo del Paese con spietata repressione, ma quanto si può tenere a bada una pentola che bolle? Ho elencato una serie di problemi che a mio parere potrebbero inquietare la Cina, ma certo noi, se quel grande Paese cade in forte instabilità, non resteremo immuni.

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    giandavide

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    eh, si meglio che ce la studiamo la legge elettorale cinese, dato che i nostri buoni politici sono in un periodo gravido di innovazioni, e non è detto che non scelgano il modello cinese per supportare la loro brillante idea del partito di tutti i moderati, dato che anche in quel caso si prefigura un solo partito. un’ideona approvata dal saggio cacciari, dal giovane scalfari, dalla consulta che ha bocciato il referendum, e non solo.

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    makno

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    gentile prof giannuli, forse l’indicatore che avevo in precedenza riportato del baltic dry index è la spia che qualcosa di grosso sta per avvenire in quelle zone. credo a mio modesto parere che se ciò che lei paventa si avverasse anche parzialmente l’effetto domino sarebbe dirompente, non si tratterebbe neanche del battito di ali in india che genera un urgagano in florida , ma ahinoi di qualcosa di molto molto più devastante, dalla quale si uscirebbe non si sa bene in che modo dal cd sistema liberale, oramai in via di superamento. cordiali saluti

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    Lorenzo

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    Si può pensare che l’aumento del costo delle materie prime, oltre ad avere effetti sul nord africa, possa aver avuto effetti sulla cina. E’ possibile pensare anche che tutto questo sia stato pilotato. Un aumento dell’inflazione legata alle materie prime importate infatti può essere combattuta alzando il cambio verso il dollaro. Cosa che la cina sta facendo a una velocità troppo bassa per i desideri statunitensi.

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    mauro56

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    Pil a crescita annuale a due cifre…Importazioni record e boom economico che dura da due decenni.Ma ancora piu singolare il matrimonio incredibile del comunismo con il capitalismo.Fino a che la Cina ha taciuto ed obbedito nessun problema.Intanto si lavora sotto per preparare ed innescare la crisi economica che sarà a venire in futuro.Credo che si stia materializzando il crollo del comunismo in maniera piu’accentuata di quello che avvenne nell’89 in Russia,a seguito dell’invasione dell’Afganistan…come dire in un modo o nell’altro se non si prosciugano le casse…si riempono rendendole inutili.Il solito gigante con i piedi di sabbia.

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