Aldo Giannuli
Lamberto Aliberti

Lamberto Aliberti

Lamberto Aliberti, già Ceo della Maspa Italia, società leader nella system dynamics, è da sempre impegnato anche nel campo della formazione. Da alcuni anni coordina il gruppo Dext,Designing Models for Economics and Politics.

Commenti (8)

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    Giovanni Talpone

    |

    Le spese (o, se si preferisce, gli investimenti) in istruzione e ricerca scientifica, in quale addendo sono inserite? Non varrebbe la pena di scorporarle e metterle in grafico separatamente, non tanto per il loro peso quantitativo, ma perché in grado di dare un’idea della sostenibilità della crescita a lungo termine?

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    • lamberto aliberti

      lamberto aliberti

      |

      Caro dr Talpone,
      l’approfondimento, da Lei richieso, certo di grande interesse, in chiave causa-effetto, è previsto, ma non ancora programmato. Veda la mia risposta al dr. Selmi.
      Se il mio cortese ospite-editore è d’accordo l’anticipo.
      Molte grazie comunque per il dialogo.
      Lamberto Aliberti

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    Paolo Selmi

    |

    Dott. Aliberti, buongiorno. E grazie per la fotografia e per la descrizione delle tendenze in corso. Una breve notazione: a me, nella mia candida ignoranza, pare che il PIL non sia lo strumento più adatto per descrivere l’andamento di un Paese. Di fronte a un Import che cresce del 3% in tre anni e di un Export che stagna, io non ricavo impressioni positive. Import di cosa? di materie prime o di prodotti finiti? La seconda, dottore. Vedo container pieni di merci di ogni genere scaricare ogni giorno, ditte che una volta avrebbero impiegato decine di migliaia di persone averne si e no al massimo un centinaio: questo come impatta sul Paese, sulle sue conoscenze (o know-how, se ci piace l’inglese), sulla sua capacità produttiva, sulle sue risorse umane? Arese, col suo centro commerciale sulle macerie del cuore pulsante dell’industria milanese, è la metafora di quello che stiamo diventando. Ora mi aspetto un altro centro commerciale sulla Franco Tosi: dai che manca poco. E quando ci avranno spennato del tutto, chiuderanno anche quei centri ciucciasoldi e ci lasceranno a rovistare nei rifiuti. Dottore, c’è da piangere. Un caro saluto.
    Paolo

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    • lamberto aliberti

      lamberto aliberti

      |

      Caro dr. Selmi,
      il Pil e i suoi fattori sono solo lo start-up dell’analisi. Il programma, che si avvale di un modello dinamico, va nella direzione che Lei suggerisce e qualche capitolo è già pronto. Le sintetizzo la rete causa-effetto di alcuni:
      1) consumi delle famiglie vs. reddito vs. occupazione
      2) commercio estero vs. competitività imprese vs. investimenti fissi lordi
      3) investimenti fissi lordi vs. consumi famiglie vs. spesa pubblica
      4) reddito vs. rendite vs. occupazione vs. investimenti fissi lordi
      ecc.
      Chiederò al mio cortese ospite-editore se accetta l’ampliamento da Lei suggerito. Perché, a dire il vero, qui l’obiettivo era la manovra di Renzi. Esaminate le tendenze della nostra economia, ci proponevamo di simulare:
      1) l’effetto sul PIL
      2) l’effetto sui vincoli EU
      3) il condizionamento dell’economia internazionale
      ecc.
      Quindi proporre alternative, appunto, di manovra, se ce ne sarà l’esigenza (quasi sicura).
      Le direi che questo e altro è programmato sul sito http://www.dextproject.com/ che è però ancora un cantiere aperto.
      Ma lo faccio accelerare per non perde la sua preziosa interazione, per me, che vengo dalla modellistica d’impresa, vitale e di cui non la ringrazierò mai abbastanza.
      Lamberto Aliberti

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        Paolo Selmi

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        Dott. Aliberti, buongiorno!

        Sono io che non La ringrazierò mai abbastanza per semplificare, a uso e consumo di noi che la facoltà di economia, purtroppo, non l’abbiamo fatta, meccanismi a volta ostici e apparentemente incomprensibili. A mio avviso, ogni sua pubblicazione contiene abbastanza materiale per interventi decisamente più qualificati e qualificanti del mio. Premesso questo, La ringrazio anche per aver accolto il mio spunto circa la ricerca di indicatori che, sempre a mio parere, evidenzino maggiormente le contraddizioni del “caso Italia”: d’altro canto, passa anche dai risultati di questo esercizio critico l’esigenza di una riforma strutturale dell’odierno modo di produzione, delle sue strategie a medio e lungo termine (ammesso che ora ce ne siano, ieri un ex-cosmonauta intervistato a ora tarda denunciava che persino l’agenzia aerospaziale europea non ne aveva “per mancanza di fondi”), della sua ricollocazione all’interno del mercato globale, in posizione non più di subalternità a interessi non nostri, ma che al contrario valorizzi le nostre risorse, non le lasci scappare all’estero, depredare “in loco” o, più semplicemente, morire sommerse di debiti o soffocate dalla mancanza di sbocchi, mentre trionfano i furbetti che ingrassano a suon di centinaia di contenitori da venti e quaranta piedi importati ogni anno e rivenduti con profitti esorbitanti. Grazie ancora.

        Paolo

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      • Aldo S. Giannuli

        Aldo S. Giannuli

        |

        certo che accetto l’ampliamento

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          Paolo Selmi

          |

          Ancora grazie, anche perché penso che un lavoro del genere costi non solo fatica.

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    Paolo Selmi

    |

    PS Siamo tutti “schiaparelli”, e non da quest’ultima figura internazionale … vogliamo tornare all’avanguardia, o continuare a far ridere il mondo confidando di andare a pucciare fra gli avanzi di Obama?

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