Aldo Giannuli
Aldo Giannuli

Aldo Giannuli

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Commenti (14)

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    Camillo Jimmy Fiorito

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    Ottimo. Aggiungerei l’inadeguatezza o meglio l’impossibilità di applicare misure Keynesiane – altro cavallo di battaglia di socialdemocratiche e Democrat (in U.S.) in questa e nelle prossimime crisi economiche, che saranno peggiori (mannaggia a chi non legge più Marx).
    Per quanto riguarda una Syriza italiana, già sento puzza del solito accordo di segreterie di partitini. Speriamo di poterlo sventare.

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    SantiNumi

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    Quello che il piddo-€uropeista non capisce, è che la Socialdemocrazia noi l’abbiamo scolpita in Costituzione.

    Costituzione che è “socialista” e, quindi, anti-liberista e ANTI-LIBERALISTA.

    Se i Padri costituenti avessero voluto una Costituzione “liberale”, avrebbero fondato la Repubblica anche sulla “libertà” come, appunto, proposero nel ’48 i Liberali.

    Fu rigettato: come fu rigettata la proposta comunista di fondarla sui “lavoratori”.

    La proposta accettata dai Padri fondatori fu quella di Fanfani: “fondata sul lavoro”.

    Cosa significa?

    Significa che il “liberalismo” (ovvero quello delle “libertà negative” di stampo anglosassone), non solo quello “economico” in italiano “liberismo”, è stato ritenuto contrario ALL’UGUAGLIANZA SOSTANZIALE dell’Art.3 Cost.

    Le Democrazie costituzionali europee, di cui quella italiana è regina, non hanno attualmente né sovranità né rappresentanza politico-culturale.

    Ma questo processo sta galoppando dal ’78 (non solo perché sono morte la politica sovranista con Moro e l’intellettualità con Basso): il VINCOLISMO, latente da decenni a causa dello spauracchio sovietico, ha permesso la nuova feudalizzazione del pianeta stritolando le socialdemocrazie DALL’ESTERNO.

    Quando Volcker ha dato il “LA” dalla Fed, la compressione dei diritti sociali e individuali ha iniziato a strangolare tutto il mondo libero.

    Con le stesse modalità VINCOLISTE usate dai tempi del colonialismo.

    Per capire come riattivare la Socialdemocrazia (l’unica VERA Democrazia possibile, stando a Mortati), è necessario far capire cosa è il VINCOLISMO (che è l’ideologia che ha partorito la “shock economy”).

    Il VINCOLISMO è l’ideologia su cui si fonda TUTTO l’€uropeismo. (Il VINCOLISMO è presente anche nella corrente LIBERAL-sociodeché? spinelliana, ab origine, da quel manifesto einaudiano vergato a V€ntot€n€)

    Che il compito di estirpare questo fascismo globo-feudale spetti – ad ora – agli Americani, non ci son dubbi. Sono la causa degli squilibri del pianeta.

    Che spetti agli intellettuali fare anti-fascio-vincolismo per conservare come nel triste ventennio il lume da riaccendere per una nuova fase costituente, è certo.

    Non si vorrà lasciare la cultura alla discrezione dei frati amanuensi ancora per un paio di millenni di oscurantismo?

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    paolo raffone

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    Caro Aldo, le tue sconsolate considerazioni sul processo di declino della socialdemocrazia, e sulla sua trasformazione da socialista a liberale, sono condivisibili. Anch’io ho la sensazione che il tempo “dell’alternativa” di sistema sia molto lontano, perlomeno in Europa. Sarebbe interessante capire se e come le mentalità delle popolazioni europee sono cambiate negli ultimi 40-50 anni. Ci servirebbe uno studio antropologico e demografico pan-europeo sullo stile di quelli che Emmanuel Todd conduce così bene sulla Francia. Purtroppo credo che se un cambiamento di sistema verrà dobbiamo aspettarcelo dall’Oriente. A meno che non s’acceleri il declino del dollaro e quindi degli Usa che potrebbero “liberare” l’Europa dalla “liberazione” di 70 anni fa.

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    giandavide

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    insomma, leggendo questo post sembra che la storia sia finita e che fukuyama abbia ragione. io non sono di queste idee e prederei in considerazione una quarta ipotesi, in cui il rampantismo perde il ruolo egemonico dopo la perdita consistente di voti (che sarà sempre maggiore) e in cui si tenta una mediazione di diverso tipo che argini queste meccaniche distruttive. lo so che la classe dirigente socialista sembra composta da persone ignobili, ma se arriveranno al punto in cui la socialdemocrazia scenderà sotto il venti ma sopra il dieci per cento, è difficile non pensare che si verificheranno cambiamenti che spariglino questo schema che già con le socialdemocrazie al 20% si dimostra obsoleto.
    aspetto fiducioso i prossimi improperi contro quei sfigati di sinistra che non hanno ancora abbracciato la vera fede del populismo

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    Clemente

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    Bell’articolo.
    Tuttavia noto qualche dato in controtendenza: in alcuni Paesi, come la Germania o la Spagna, se ai partiti socialdemocratici si sommano i voti dei partiti più radicali, vediamo che la “sinistra” nel suo complesso non è messa poi così male (in Germania si arriva al 45% con SPD, Linke e Verdi, in Spagna anche di più con PSOE, IU, Podemos e i partiti laici di centrosinistra, nei Paesi Bassi i partiti progressisti, pur divisi, prendono più voti di quelli di destra, ecc.). Il buco nero della sinistra è soprattutto nell’Europa Orientale, ma in Occidente i voti di per sé ci sono, anche se spaccati soprattutto sul tema europeo. Dove la sinistra è assente non è nei voti ma nella società. In fondo nell’Italia del 1948 la sinistra perse di brutto, ma era la Sinistra, quella vera. Se gli operai di Sesto San Giovanni o di Torino uscivano dalle fabbriche era una massa che faceva paura. La domanda di partecipazione anche oggi ci sarebbe (vedi manifestazione dei lavoratori dei call center, in passato i referendum sui beni pubblici), ma i partiti della “sinistra” di oggi non sono interessati alla cosa. Poi c’è il problema pratico di milioni di proletari (si può dire) che non hanno diritti politici perché cittadini stranieri. Tutte cose su cui riflettere.

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    Pierluigi Tarantini

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    @Aldo
    Forse che i partiti popolari se la passano meglio in Italia, GB, Francia e Spagna?
    Perfino la Merkel non mi sembra abbia avuto un gran risultato nonostante abbia fatto di recente concessioni sul fronte pensionistico e salariale che neanche nel paese di Bengodi.
    Non è che i cambiamenti economici, demografici, sociali in atto stravolgono il mondo che conosciamo ed allo smarrimento consegue la deriva populista e/o l’astensione?
    Auspichi l’avvento di una sinistra vera intendendo come tale quella antagonista al super partito “europeista”.
    Ma non c’era da sperare nella maturazione dei promettenti grillini?

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    Pierluigi Tarantini

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    Ps.
    Mi sorge un dubbio atroce: non è che speri che sinistra vera possa diventare Grillo, magari dopo un accordo con Farage?

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    Vincenzo Cucinotta

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    Caro Aldo,
    sulla socialdemocrazia la penso un po’ diversamente da te. Tu accentui i caratteri soggettivistici del declino, come se la responsabilità sia ascrivibile a Blair ed ai suoi epigoni. Al contrario, io penso che la straordinaria fortuna di tali partiti nel ventennio sessanta/settanta sia dovuta a una serie impressionante di condizioni contingenti favorevoli, che di seguito riassumo:
    – la volontà di superare le divsioni tra nazioni a seguito delle tragedie della seconda guerra mondiale che ne hanno premiato le caratteristiche internazionaliste,
    – la crescita impetuosa del PIL che ha favorito il sorgere stesso dello stato sociale in clima di piena occupazione, premiando le ispirazioni keynesiane,
    – l’esistenza del blocco sovietico che teneva i capitalisti sotto pressione ed alla ricerca di forme di convivenza pacifica interclassista.

    Una volta che questi fattori oggettivi sono venuti meno, è venuto meno lo stesso ruolo delle socialdemocrazie, mai realmente fondate su una teoria politica consolidata.
    Dissento anche sul prospettare che tu fai delle vie di fuga. Elettoralmente, avrà sicuramente un senso, ma nei fatti in politica ogni cambiamento, fosse anche di semplice nome, diventa subito reale.
    Insomma, io vedo la sparizione pura e semplice della socialdemocrazia e non vedo forme di eredità trasmettibili, finisce e basta così. Il quadro che avremo è a mio parere del tutto indecifrabile, proprio perchè sono convinto che questa crisi del capitalismo è davvero epocale e ciò non potrà che tradursi anche in stravolgimenti politici (altro che populismo agitato per scopi elettorali, vedremo ben altro!)

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    alberto

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    non capisco proprio cosa ci si possa aspettare ancora dagli uomini che si vogliono definire di sinistra; intendiamoci: non che essere di sinistra oggi sia diventato tabù, diciamo piuttosto che i vertici dei partiti, o di quello che resta, di sinistra, sono dei falsari di prima riga, ma che all’interno del mondo delle idee di sinistra ci sono ancora sicuramente ottime persone che a livello locale fanno sicuramente bene.
    e dunque?
    dunque occorre uscire dagli stereotipi, cioè spegnere il televisore e usare i giornali di regime come accenditori di stufe e ricominciare a imparare a usare la propria testa; cosa molto difficile per gente abituata all’idolatria del liderino di turno che promette prebende e continuità in cambio di feroci tagli ai servizi e precarizzazione strutturale non solo del lavoro ma pure della vita intesa come fenomeno sociale.
    la socialdemocrazia, in un certo senso non ha perso come vuole evidenziare giannuli, la democrazia ha raggiunto il suo obiettivo: annullare la lotta di classe, creare un bacino elettorale costituito dal lavoro dipendente per reintroiettarlo in una dimensione neoliberista mascherata dal termine modernità; certo, oggi deve vedersela con fenomeni che in fondo aveva previsto perché ne puoi realisticamente fregare molti,ma non li puoi fregare tutti.
    in italia il m5s sganciandosi dalla dicotomia destra-sinistra è stata l’unica forza che ha saputo raccogliere la contraddizione tra la redistribuzione iniqua lo sviluppo modernista, mista al fenomeno tutto sintomatico di una società priva di valori quali la corruzione, e ne ha fatto il vessillo per la sua ascesa, ma anche il suo attuale fisiologico stallo.
    bene ha fatto giannuli a votare m5s perchè ha dimostrato coi fatti qullo che ho poc’anzi sostenuto e bene hanno fatto tutti coloro che hanno votato m5s perché hanno colto il vero segno della possibilità di un cambiamento.
    chi invece crede ancora una volta ai sofismi dei collateralismi tra pd e il berlu (vuol dire capra in piemontese) mediati dal leghismo opportunista ma anacronistico, fa segno di: o non aver capito ancora che la lotta è tra chi vuole il risanamento e un uscita graduale ma definitiva dal capitalsimo finanziario con il ritorno a un economia basata sulla produzione di bene i servizi accessibili a tutti uniti dal patto sociale e non ai soli privilegiati; oppure di essere consapevole che il modernismo neoliberista sia l’unica e possibile ricetta per continuare a ricevere le prebende che fino ad oggi ha ottenuto, vedi per esempio i pensionati, i quali inconsci del fatto che le loro garanzie di oggi ben meritate, saranno trasformate dai politici attuali al potere nella tomba per le generazioni future mal meritata.
    per questo i pensionati avrebbero dovuto scegliere m5s per tentare di garantire ai loro figli o nipoti le stesse garanzie che loro nel passato hanno ottenuto; intendiamoci, oggi le giovani generazioni non hanno le socialdemocrazie che per tenere a bada la lotta di classe e il muro di berlino hanno concesso al lavoro dipendente più di quanto non sarebbe stato dovuto, ma oggi la lotta è molto più dura a dispetto dei miglioramenti tecnologici del lavoro.
    lungi da me una critica ai pensionati perché si capisce che non si deve pretendere da chi ha già lottato e duramente nel passato, solo si vorrebbe però una maggiore attenzione anche verso il presente.
    e dunque non basta ammirare un bamboccio andare dalla de filippi con il giubbotto alla fonzie per risultare “ggiovane” e predicare il modernismo e le magnifiche sorti e progressive dell’umano consesso( tra l’altro fonzie è vecchio di quarant’anni; e voi direte appunto che era proprio lì che voleva far centro…..sul pensionato modernista, ggiovane);occorre anche sapere distinguere tra coloro i quali si fanno accompagnare da persone pulite e invece da chi si fa accompagnare da persone non pulite, sempre ammessa già la pulizia del bamboccione.
    il socialdemocratico fassino che grida e giura dell’impunità del sindaco di venezia è credibile?
    il socialdemocratico monte dei paschi di siena è credibile?
    i socialdemocratici implicati nelle mazzette expo sono credibili?
    oppure non è credibile chi denuncia in piazza le nefandezze e accompagnadosi a persone sconosciute ma comunque pulite di ergersi a paladino dei diritti ed aspirare a dirigere questo paese?
    in italia gli elettori hanno deciso che è meglio un ladro sull’uscio di casa che un onesto in parlamento.
    noi siamo un prodotto della socialdemocrazia senza tuttavia i benefici, almeno, della socialdemocrazia nordica.
    ah, dimenticavo: tutto questa pappardella deve essere sempre misurata al netto dei brogli elettorali, perché nel caso in cui essi ci sono, ma noi lo possiamo solo eventualmente congetturare ( dico congetturare perché non voglio credere nella profonda idiozia del popolo italiano refrattario al cambiamento tout court), il discorso cambia in radice.

    saluti

    alberto

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    maurizio

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    In Italia vivono piu di un milione di immigrati rumeni,alcuni hanno partecipato alle recenti elezioni europee.Non una parola ho letto o sentito sull’esito elettorale in questo paese sui media e anche in questa analisi.Si tratta di un paese di 21.500.000 abitanti,dove il partito socialista ha ottenuto un risultato lusinghiero.
    Capisco che per i partiti dell’est europa,le analisi sono piu difficili e sfuggenti e non si adattano a schemi precostituiti.Schemi che mi sembrano comunque inefficaci nel descrivere
    una situazione politica per tutti cosi diversa da quella di qualche decennio fa.
    Come ad esempio il collegamento tra un elettorato (sempre piu ristretto) e gli strati sociali.Dappertutto questi riferimenti sono saltati.
    Non vorrei comunque che la dimenticanza relativa alla Romania e a tutto l’Est Europa fosse dovuto al razzismo piu volte manifestato da Farage nei confronti di questi popoli,mentre pare sia piu tollerante verso gli immigrati di provenienza Commonwealth

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    giandavide

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    comunque ho fatto benissimo a non votare lista tzipras. ritrovarmi un partito monocolore ferreriano andato in europa grazie al mio voto da un lato, e i renziani di sel che rinfacceranno ai non renziani che senza renzi c’è solo il ferrerismo è già abbastanza fastidioso. ma se avessi pure suffragato tutto sto schifo con il mio voto a quest’ora sarei incazzato come un’ape. la spinelli si rivela un personaggio improbabile e non all’altezza dei suoi articoli su repubblica, articoli tanto belli che parlano di un mondo diverso, ma tanto ridicoli pensando che questa presunta diversità si è risolta nel solito ferrerismo astioso e monodimensionale.
    ma forse è segno che ormai la politica italiana si è incartata pesantemente nella dimensione del carisma personale, e il muro contro muro che tanto successo ha avuto tra l’elettorato piddino e grillino è stato risdoganato anche a sinistra grazie all’illuminata dirigenza della lista tzipras (in particolare la spinelli) che manca non solo di intelligenza politica, ma soprattutto di senso del ridicolo

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    giandavide

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    c’è un “grazie al mio voto” che mi sono scordato di cancellare

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    alberto ferrari

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    L’articolo mi sembra peccare di saccenteria. Se è scritto poi da uno di sinistra mi sembra anche masochistico. Inviterei a leggere Capitalismo contro capitalismo di Michel Albert. Sbagliato mettere Schröder tra i neoliberisti in quanto le sue politiche sono state profondamente Keynesiane.

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