Aldo Giannuli
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Commenti (15)

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    Giovanni Talpone

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    Rimane la sensazione che le classi dominanti in Italia siano riuscite a mantenere una cultura “feudale” anche governando (o sgovernando) un sistema capitalistico. Anche negli altri Paesi si ruba e si corrompe, ma senza l’italica estraneità a qualsiasi razionalizzazione funzionale del sistema: a sinistra, al centro e a destra. Basti pensare al sospetto con cui “politici” guardano alla logica, anche la più elementare: è considerata sia ingenua sia provocatoria, comunque da aborrire. Per il sistema Italia, la globalizzazione potrebbe avere un effetto “rivoluzionario”; ma, in assenza di un progetto razionale ed politicamente egemone, gli esiti non possono essere che catastrofici.

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    Marco Bechini

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    Signor Giannuli, Le ho già scritto e spero si ricordi di me, un povero disgraziato.
    Grazie per questo mega riasssunto, mio padre è morto e le ultime sue scelte politiche avallavano Occhetto. Mia madre ha trovato un compagno per se ed è passata al berlusconismo, io simpatizzo per la sinistreide di quel povero cristo di mio padre morto e con questo bagaglio ho trascinato me stesso, mia madre ed il suo compagno a votare il movimento 5 stelle.

    Ho solo 28 anni e spero di aver fatto una giusta scelta, certo almeno un tempo ricordo di aver letto che qualcuno disse “meglio con una idea salda e da controbattere che senza idea” e ovviamente non ricordo ne chi l’ha detta ne se fosse stata detta cosi.

    Signor Giannuli la prego, immagino abbia la possibilità di scrivere spesso.
    Mi scuso se offendo con queste presunzioni ma… SCRIVA DI PIU.

    Mi permetta di farmi finalmente un’idea che non sia di parte, o almeno che pur di parte che sia, fosse pure completa nel suo insieme.

    Un saluto grande grande da un piccolo fiorentino disoccupato, ma che ci tiene a non morire in completa ignoranza.

    Marco Bechini

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    • Aldo Giannuli

      Aldo Giannuli

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      caro Bechini, scrivere di più? Mi accusano già di grafomania!
      con simpatia suo Ag

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    menicci60d15

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    In medicina è detto “never events” quel genere di errori che non dovrebbero accadere mai: amputare la gamba sana invece che quella in cancrena, somministrare a Tizio le cure destinate a Caio, lasciare un tampone nell’addome, etc. In campo politico e amministrativo ci sono never events che sono indice non di negligenza ma di dolo. E che si spiegano con la subordinazione dei poteri dello Stato a poteri economici sovranazionali. Es. l’avere lasciati indisturbati i black bloc a Genova [1].

    E’ stato un never event anche l’aver fatto passare nel SSN e sui media, per anni, la ciarlatanesca e spudorata “terapia” Stamina, ignorando le pur tenui barriere “scientifiche”; e superando le barriere politiche, molto più robuste, per le quali se a politici, clero, polizia, magistrati non sta bene in Italia non si può neppure attraversare liberamente la strada. Un “errore” incredibile, che trova la sua spiegazione in un’operazione di marketing di magistratura, polizia, politica (non senza l’ombra dei sevizi) a favore del business biomedico [2]. In questi termini sono spiegabili anche altri interventi di magistratura e polizia, come la distruzione di Pantani [3] o l’intervento forte e tardivo sui veleni dell’ILVA [4]. Attualmente ci sono gli estremi per sostenere che abbiamo i CC e Guariniello (che il prof. Giannuli vorrebbe al Quirinale) che esercitando l’azione penale spingono a favore di quella che può essere la maggiore singola truffa a danno del contribuente e del cittadino, le terapie a colpi di centinaia di milioni di euro per l’epatite C.

    Osservando questi fenomeni, sono giunto alla conclusione che in campo medico magistrati e forze di polizia operano, ancor più dei politici, a favore di interessi illeciti del business medico [5]. Una tesi che trova riscontro in quella di Giannuli per la quale la globalizzazione neo liberista comporta una “alleanza diretta tra il potere finanziario e gli apparati tecnici dello stato (polizia, magistratura, servizi segreti) e confina il potere politico ad una funzione meramente servente” in un “nuovo blocco storico che indichiamo come “l’alleanza tra la spada e la moneta” “.

    Restano nascoste sotto alle concezioni ingenue e rassicuranti su medicina, magistrati e polizia le conseguenze negative dei servigi resi dalla penna e dal manganello a poteri che, paragonabili a organizzazioni mafiose [6], determinano come curare le malattie. Mentre la gravità delle conseguenze dovrebbe portare a identificare in questi rapporti patologici tra potere giudiziario e moneta medica un pericoloso focolaio di corruzione.

    1 Fracassi F. G8 Gate. Alpine studio, 2011.
    2 Stamina come esca per le frodi della medicina ufficiale. *
    3 Per cosa è morto Pantani. Lo sport e il marketing farmaceutico. *
    4 Ilva. Dal cancro nascosto al cancro inventato. *
    5 Nuove P2 e organi interni. *
    6 Gotzsche P. Deadly Medicines and Organised Crime. Radcliffe, 2013.

    *nel mio sito.

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      Roberto B.

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      Ecco un buon esempio di negazionista.

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      • Aldo Giannuli

        Aldo Giannuli

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        ma negazionista di che?

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          Roberto B.

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          In effetti, forse ho confuso con un altra persona. Chiedo venia.

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    Pierluigi

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    Caro Aldo,
    perdonerai l’estrema sintesi rispetto ad un’analisi puntuale ed articolata come la Tua.
    Mi sembra sottovalutata l’influenza del contesto internazionale.
    Con la fine della guerra fredda il sistema politico che aveva garantito per quasi cinquant’anni perse la sua ragion d’essere per gli USA.
    Nell’elettorato venne meno la paura dei cosacchi e dei loro cavalli in piazza San Pietro e venne meno, quindi, il voto con il naso turato.
    Anche Santa Madre Chiesa, celebrato il trionfo del Polacco sull’impero del Male, potè tornare ad essere più cristiana e meno democristiana.
    S’ebbe, quindi, uno sblocco del sistema politico.
    Giova ricordare, inoltre, la mutazione subita dal sistema politico in conseguenza della concorrenza interna alla maggioranza tra PSI e DC.
    Probabilmente lo spartiacque fu lo scandalo ENI Petromin, sintomatico di una politica ridotta a competizione economica.
    Mani pulite, quindi, non fu altro che la cartina di tornasole del paese e della sua classe dirigente e fu possibile ed amplificata nei suoi effetti dal non essere più l’Italia ostaggio di un situazione internazionale che non prevedeva l’alternanza al governo.

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    • Aldo Giannuli

      Aldo Giannuli

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      osservazioni che condivido, per ragioni di spazio ho lasciato la questione in ombra

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      io

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      Il contesto internazionale fu sicuramente un limite al cambiamento, forse il principale ma non si può non dimenticare il contesto nazionale basato su assetti istituzionali proporzionali ideati più per cogestire e controllare piuttosto che governare (basti ricordare la pletora di Governi succedutisi). Che il sistema fosse da riformare era evidente ma ciò avrebbe dovuto portare, in primis, ad una riforma dei partiti che invece furono l’ultima struttura di resistenza al cambiamento. Da qui il concetto di partitocrazia e dei movimenti antipartitici che hanno una storia ben antecedente al 1992; quella data fa un po’ da mantice di un fuoco antiistituzionale che non si era mai spento. Postilla al suo post: credo che l’affare Petronim fu forse uno dei pochi casi in cui la tangente, almeno come scopo, avesse un interesse aziendale e non partitico diretto, ammesso che vi fosse stata la retrocessione mai provata. Credo fosse più il dossier che non la sostanza.

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    andrea z.

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    Gli anni cruciali del passaggio tra prima e seconda repubblica hanno visto: la scomparsa di quei politici considerati troppo “statalisti” e potenziali ostacoli del nuovo sistema neoliberista, la prima ondata di privatizzazioni a favore dei centri finanziari stranieri e la costruzione di nuovi equilibri post guerra fredda, un pò col dialogo, un pò con le bombe, tra le varie forze che sotto l’ombrello americano avevano gestito l’Italia repubblicana: il Vaticano, la massoneria nelle sue varie articolazioni, la mafia, i servizi segrati più o meno deviati.
    Forse, ma vorrei sentire la sua opinione, più che una trattativa con lo Stato c’è stato uno scontro piuttosto violento tra forze esterne allo Stato.

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    Attivista Qualunque

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    Io non tralascerei la pista dell’omicidio Klinghoffer. Si vocifera fosse il capo del “B’Nai Brit”.

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    davidem

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    Sempre rimanendo in ambito internazionale, lei ha citato l’esistenza di più complotti che insieme al contesto storico, politico, economico avrebbero contribuito al susseguirsi degli eventi, ma che si sarebbero, per così dire, eliminati a vicenda. Se seguiamo le note al suo articolo è possibile. però, rintracciare uno di tali complotti che a dire il vero ha avuto un certo successo e potrebbe tornare persino di moda: la speculazione contro la lira e la svendita delle aziende di stato.

    Se guardiamo al flusso delle privatizzazioni, alla loro natura e alle origini della liquidità che le permisero possiamo guardate la storia di quegli anni con un filtro opaco, uno di quelli da saldatore, occultando ogni finezza politica, cancellando ogni dinamica mafia-partiti-giudici-elettorato-guerra fredda per andare, in soldoni, al nocciolo della venale questione economica.

    Vista con gli occhi di un predatore l’Italia era un gregge sorvegliato da due razze di cani: il buon pastore crociato e il collie pelorosso emiliano.
    Diminuite le loro forze, per un motivo e per l’altro, resta un grande bottino da predare.
    Ora non voglio certo dire che la merenda con la regina inglese a bordo del britannia sia stata sufficiente a far aprire i cancelli ai lupi in agguato; né che l’attacco di Soros alla lira (e alla sterlina, tra l’altro) fosse pianificato con le banche che finanzieranno molti imprenditori italiani senza capitali (come Tronchetti). Né trovo strano che al direttore di Rothschild Italia Richard Katz fosse affidato l’incarico di studiare la privatizzazione di ENI nonostante il possibile conflitto di interessi con le banche in gioco.

    Però forse dovremmo chiederci perché mai tanti gruppi stranieri siano interessati a fare acquisti ora in Italia. Perché Blackrock faccia una chiacchierata con Renzi e poi si compri il 5% di Unicredit. Cosa credono di sapere che noi ignoriamo?

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    andrea z.

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    Il sacco dell’Italia è iniziato dopo la fine della Guerra Fredda, quando abbiamo perso quell’importanza strategica che avevamo per via della posizione al confine col mondo comunista.
    Gli USA avevano impedito agli inglesi, assetati di vendetta, di ridurci ad una colonia agricola, come voleva Churchill e avevano favorito la nostra industrializzazione da presentare come esempio di successo dell’economia di mercato in opposizione all’economia pianificata sovietica.
    Davidem ha ragione nell’individuare nel ’92 l’anno decisivo: Soros e Katz attaccano la lira che si svaluta del 30% permettendo alle banche angloamericane di acquistare il patrimonio pubblico italiano con uno sconto notevole.
    Da quel momento iniziano gli acquisti in massa di aziende italiane senza che ci sia contropartita, secondo uno schema coloniale.
    Nel 2011, altro anno decisivo nei rapporti Italia-finanza, Blackrock, principale azionista di Deutsche Bank, vende in dosi massicce titoli del debito italiani, provoca la caduta di un governo che si opponeva alle politiche di austerità e dà origine al periodo dei governi non eletti e succubi della finanza.
    Credo, anche, che l’Italia, alla fine, abbia pagato la posizione giudicata troppo filoaraba dei politici della Prima Repubblica, per ragioni legate al petrolio, e troppo filopalestinese: si sa che i politici italiani avevano stretto accordi sottobanco con l’OLP per evitare attentati sul nostro territorio.
    Non è un caso che tutti gli attori finanziari che hanno agito in quegli anni nel nostro paese: dai Rothschild, a Soros, a Katz, a Laurence Fink e Ralph Schlosstein, fondatori di Blackrock e tanti altri, erano fortemente legati a Israele.
    I nuovi equilibri mediterranei prevedevano probabilmente un ridimensionamento del ruolo dell’Italia.

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    Gior

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    Io penso che quanto scritto in questo paragrafo sia di gran lunga la parte piu’ importante del testo.
    “Questo quadro sembra più convincente dei precedenti due, soprattutto per l’individuazione delle radici “di lunga durata” dell’antipoliticismo che affondano nella storia non recente del nostro paese, ma anche esso spiega solo parzialmente il fenomeno che, a nostro avviso non si può comprendere prescindendo dai processi internazionali apertisi con l’ondata neo liberista e con il mutamento dei rapporti di forza in Europa (17). La delegittimazione della politica è già contenuta in essa e nella conseguente subordinazione della politica ai mercati finanziari (e non è perfettamente un caso che Berlusconi sia anche esso un finanziere). E le pulsioni autoritarie sono già presenti nella liquidazione della democrazia sociale di indirizzo keinesiano voluta dai cd neo classici. L’attacco al welfare state comporta di per sé il passaggio ad un regime politico neo elitario che riduca gli spazi di democrazia.”

    Un fatto: tra il 1992 e il 1994, il debito dello stato italiano raddoppiando raggiunge il 120% del PIL, un valore non cosi’ dissimile da quello odierno. 1980-1994, 14 anni terribili che tracciano un solco con il futuro.
    I governi, per far fronte all’incremento dell’indebitamento statale, aumentarono progressivamente la tassazione generando un gettito fiscale attorno al 45% del PIL, un valore non dissimile da quello odierno. Da allora l’economia italiana si e’ sempre piu’ indebolita con una diminuzione progressiva della sua crescita (fino alla depressione post 2007) e degli investimenti statali e privati.
    Gli incrementi del debito dello stato sono concomitanti ad un’incremento della spesa primaria in linea con quanto osservato in altre economie europee, e all’accumulazione di spese per interessi che arrivano a 90 miliardi/anno, in presenza di una forte evasione fiscale. Lo stato si trovo’ sin da quegli anni a dover far fronte ad un gap inizio anno di circa 200 miliardi, con le ovvie conseguenze sulla capacita’ di intervento della politica e dei governi nella guida della societa’.

    Lei sa come mai in altri paesi europei non si sia verificato (almeno per quanto no so io) lo stesso fenomeno, cioe’ la combinazione distruttiva speculazione-debito?

    Qualsiasi governo da allora e’ trovato in una condizione di ricatto, fino ai nostri giorni. L’antipolitica e tutti i capri espiatori diffusi ad arte negli anni da forze politiche indebolite (sarebbe interessante farne un’analisi critica e dettagliata) nascono in questo contesto. Negli ultimi 20 anni tutti i governi, chi piu’ chi meno, hanno visto il loro consenso dissolversi rapidamente, raccolto poi da nuovi (ma vecchi) attori. L’egemonia vincente e’ quella che ha generato rifiuto della razionalita’ politica e difesa di interessi forti.

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