Aldo Giannuli
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Commenti (16)

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    Gaz

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    <> e <> avevano in se una profonda contraddizione, ovvero che Pantalone allargasse i cordoni della borsa per pagare il consenso politico ai due maggiori partiti di governo … per non parlare delle conseguenze sulle pubbliche amministrazioni. Ritorna il tema del doppione nella politica della prima repubblica. In questo caso due partiti di governo alleati in apparenza, ma uno avversario dell’altro a spese di Pantalone. Do you remember Ghino di Tacco? Quel debito pubblico è stata una delle conseguenze per cui l’euro, così come come fu riconsiderato sotto le mentite spoglie del marco, ci crea oggi problemi non indifferenti.
    Su un passaggio politico che vede tra gli altri protagonista Berlinguer, benevolmente le assegno i compiti per casa, nel senso che ci potrebbe persino scrivere un libro, oltre l’unico esistente sul caso. Si è mai occupato del tentativo di La Malfa padre di costituire un governo su mandato di Pertini e della collezione di niet ricevuti, salvo poi veder spuntare l’ennesimo governo Andreotti?

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    Tenerone Dolcissimo

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    FRancamente devo ancora capire cosa significhino populismo e antipolitica.
    Non a caso il M5S, gratificato di alfiere dell’antipolitica, è l’unico che fa politica.

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      WOW

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      Esatto Tenerone.
      E dirò di più.
      Il M5S,con tutti i suoi limiti,è l’unico soggetto politico italiano che abbia una qualche ideologia,una qualche idea del mondo,una qualche prospettiva diversa dall’attuale che può piacere o meno ma ce l’ha.E i suoi militanti principali,giovani nati e cresciuti dopo la cosidetta “fine delle ideologie” sono gli unici che in testa c’hanno una qualche proposta che si possa definire politica.Dall’altra parte abbiamo comitati d’affari,estensioni della criminalità organizzata,servi delle multinazionali e gente che vuole campare una vita sulle spalle della cittadinanza senza fare un cazzo.Però il M5S è populista eh.

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        Tenerone Dolcissimo

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        Hai dimenticato i quisling che hanno fatto trasferire l’oro degli ebrei italiani (in questo caso siamo tutti ebrei) in mani estere. E io che mi lamentavo di GAVA …. 40 mld alle banche tedesche in un colpo solo

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    marcot

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    Buongiorno Prof. Giannuli,

    non mi è mai stata chiara, e continua a non esserlo, la definizione di “populismo”. In origine si intendeva un’ideologia che parteggiava per il popolo o si batteva per l’emancipazione del popolo. Mi sembra che oggi il termine sia diventato sinonimo di “demagogia” e come tale si può applicare a chiunque tenti di ingraziarsi, anche tramite mezzucci, il favore del popolo. Da questo ultimo punto di vista, chiunque può essere populista, inclusi gli attuali partiti di governo – offrire 80 euro di aumento sullo stipendio può essere una trovata populista, tanto per fare un esempio.
    Non mi è chiaro nemmeno il criterio con cui Lei ha rilevato che alcuni partiti del passato sarebbero stati “populisti”; per citare un caso, ha ricordato Alleanza Nazionale. In base a cosa AN sarebbe stata populista mentre il vecchio MSI no?
    Ecco perché io non uso mai questo termine. E’ troppo soggettivo e ha il sapore del mezzo insulto che si lancia all’avversario, tanto per accusarlo di qualcosa.
    Saluti,
    Marco

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    • Aldo Giannuli

      Aldo Giannuli

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      be risalendo indietro troverà iun mio saggio sul populismo proprio qui

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    david cardillo

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    Gentile Professor Giannuli,
    il suo articolo, come tanti altri che ha scritto, è pienamente condivisibile, anche se mi sento di farle un minuscolo appunto. Il populismo, come aveva iniziato a premettere nell’articolo, non è prerogativa italiana, che anzi pare stia diventando la cifra stilistica di tutti i panorami mondiali. Negi Stati Uniti, tra l’incredulità di tutti, Donald Trump sta seriamente rischiando di vincere le primarie repubblicane, e il suo eventuale sfidante democratico non è affatto detto che lo batterebbe nella corsa finale, a maggior ragione se tale sfidante democratico fosse Hillary Clinton. Lei, Professore, ha fatto giustamente un accenno alle novità politiche seguite al ’68, ma se me lo consente, ritengo che tale aspetto andasse approfondito. Ciò che di più concreto, tra le varie cose, ha apportato il ’68 in tutto il mondo occidentale è stato il disprezzo per la politica, oserei dire come concetto prima ancora che come sistema, con la sua carica di anarchismo, ribellismo fine a sé stesso e nichilismo (in America, alle elezioni del 1968, i figli dei fiori erano arrivati a candidare un maiale, e non sto scherzando). Qualcuno è arrivato a dire che Berlusconi sia il figlio legittimo e naturale del ’68, e io non me la sento di contestare tale affermazione, che solo ad uno sguardo superficiale può apparire un paradosso. Mi interesserebbe conoscere il suo punto di vista, Professore, perlomeno riguardo a quest’ultima tesi. Cordialmente.

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    • Aldo Giannuli

      Aldo Giannuli

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      condivido molte cose che dice e se cerca qui nel blog il saggio che ho sceritto sul populismo lo constaterà

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    io

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    Provo a metterla giù con una chiave di lettura un po’ diversa. In un ottica storica molto ampia, il conflitto tra ethnos e demos, cioé tra il popolo in senso etnico, (inteso come gruppo sociale con cultura, lingua e poi origini comuni secondo Weber) ed il popolo in quanto portatore di diritti e di potere sovrano, é sempre esistito; la variabilità del lessico greco lo testimonia. La fase attuale manifesta nuovamente questo dualismo per le ragioni storiche in parte già trattate dal professore, che sono connesse al venir meno dello stato nazionale dove contavano tre elementi: territorio, popolo (ethnos) e potere sovrano. Per quanto attiene al populismo, cioé all’accentuazione del potere del popolo (inteso come demos) il richiamo al popolo é funzionale alla superata democrazia intermediata dai partiti organizzati. Se fino all’800 il potere sovrano era riposto nel sovrano, cioé nel Re, nel ‘900 con l’affermazione della sovranità popolare, il potere fu riposto in chi sapeva organizzare le masse, cioé i partiti e le organizzazioni sociali. Oggi la legittimazione di chi governa non é più organizzata attraverso il partito, il sindacato, la corporazione, cioé non rimanda all’elettore (anzi i più non votano), ma ha come riferimento l’utente, il consumatore, il contribuente, il lavoratore, il pensionato, l’imprenditore etc…
    Allo stesso tempo si ha una ripresa dei movimenti nazionalisti in Europa ma in un contesto diverso da quello ottocentesco. Non é più uno scontro tra demos, cioé tra popoli di “etnia” diversa (francesi contro italiani, tedeschi contro inglese etc…) ma tra il popolo e fattori esogeni disgreganti del territorio (UE), e dell’ethnos inteso come come radice etnica comune (immigrazione di persone percepite come etnicamente diverse). Se il professor Giannuli tornerà poi con altri post sul tema, chiarirò in che termini gli elementi che caratterizzano una comunità sovrastatuale nel XXI secolo (linguaggio, moneta, accountability) determinano l’insorgenza di movimenti nazionalistici

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    Gianluca

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    La stessa repubblica italiana viene fuori da quel grande partito populista che fu il partito fascista. Ma oltre ad essere una categoria politica populismo è anche una etichetta a torto o a ragione utilizzata dal potere per screditare i propri avversari. Ai tempi della prima repubblica, quando il potere gravitava intorno ai partiti, populisti erano quelli che criticavano la partitocrazia, gli apparati e il politichese. Oggi, che i partiti sono essi stessi tutti populisti e lo stesso dibattito è radicalmente post-politico, il potere è rappresentato dal servilismo verso l’ideologia neoliberista è perciò l’accusa di populismo va a quelli che attaccano tale imperialismo economico e dell’immaginario. Populista è chi non comprende la complessità tecnocratica dei burocrati di bruxelles e la necessità di un mondo affidato al mercato.
    Se un tempo il populismo era forse visto come un fenomeno anti-ideologico (in quanto privo di una chiara visione del mondo), oggi nel dibattito è proprio sinonimo di ideologico, perché ideologiche e quindi superate sono tutte quelle posizioni contro la precarietà, la privatizzazione, lo smantellamento dello stato sociale, la partecipazione politica, la difesa della cultura ecc. ecc. che insomma predicano l’opposto dei dogmi neoliberisti.

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    Aliquis

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    Io credo che la diversità morale rivendicata da Berlinguer fosse giusta. La corruzione è normale in una società capitalistica, fa parte dei meccanismi che regolano i rapporti tra i capitalisti e i propri uomini politici. Un partito comunista, essendo anticapitalistico, è per forza di cose anche anti-corruzione. Il PCI lo era, ma, quando Berlinguer fece la sua denuncia, era ormai solo in tale partito. Molti dirigenti lo criticarono perchè subivano il fascino di Craxi e del liberismo avanzante. Infatti morto Berlingguer è cambiato tutto.

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    • Aldo Giannuli

      Aldo Giannuli

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      lei confonde l’essere con il dover essere

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    Aliquis

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    Bè, non tanto. Infatti quando scoppiò Tangentopoli l’ apparato Pds non ne fu coinvolto; fatto notevole se si pensa che la degenerazione liberista era già in atto da un decennio almeno. E poi, lo aveva detto Pasolini: “Il Pci è un paese sano in un paese malato”. Non che questo fosse un bene, come ammise lo stesso Pasolini.

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    • Aldo Giannuli

      Aldo Giannuli

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      be diciamo che dovrebbero accendere un cero a San Greganti….

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    Aliquis

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    Ovviamente non esiste nulla di assoluto. Greganti c’era, ma non si può paragonare la situazione del Pds a quella di Dc e Psi. E comunque, come gà detto, la situazione era già degenerata da anni.

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    • Aldo Giannuli

      Aldo Giannuli

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      cose diverse certo, ma non è che il Pci fosse estraneo a certi meccanismo di finanziamento illegale. I soldi nomn andavano all’arricchimento personale, ma all’iniziativa politica, siamo d’accordo la la doversità si fermava qui

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