Aldo Giannuli
Andrea Muratore

Andrea Muratore

Andrea Muratore, classe 1994, è studente magistrale di Economics and Political Science all’Università degli Studi di Milano; collabora con “Gli Occhi della Guerra” e con il sito di Aldo Giannuli.

Commenti (9)

  • Salvatore Cinque

    |

    Complimenti per questo articolo.
    Speriamo che la nostra comunità nazionale,più dei politici capisca che la democrazia è un sigillo di garanzia che tutela ognuno di noi

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  • Gaz

    |

    Questo governo ha usato malissimo il tempo a sua disposozione per fare una manovra di bilancio diversa. Politicamente è stato fallimentare.
    Ha fatto dietrofront ed è sceso a patti col diavolo di Bruxelles. Si è scapicollato direttamente verso l’inferno, senza passare dalle commissioni.
    Pur di non andare all’esercizio provvisorio, ha messo la questione di fiducia sulla manovra.
    ***
    Se Salvimaio è la conseguenza, Giorgemma ne è la causa (una delle ).
    Discutere chi sia il meno peggio, mi appassiona poco.
    Cambiano i nomi, ma persiste l’instabilità/perturbabilità del sistema politico.

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    • Tenerone Dolcissimo

      |

      Il buon Gaz è stato più svelto di me.
      Ritengo altamente probabile che il generale DI MAIO ed il feldmaresciallo SALVINI abbiano condotto una campagna militare scadente e vadano esautorati come CADORNA all’indomani di Caporetto.
      Ma, se il generale DI MAIO ed il feldmaresciallo SALVINI devono essere cacciati per avere combattuto male contro le truppe di occupazione che spadroneggiano in Italia, cosa dovremmo fare a coloro che hanno permesso all’esercito nemico di entrare e spadroneggiare in Italia?

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      • Lorenzo

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        La situazione è complessa. Il governo è diviso in tre parti: i 5 stelle, Salvini e la quinta colonna eurista capitanata da Moavero e garantita da Mattarella. In più la partita interna si intreccia con decisivi elementi di politica internazionale.

        Può darsi che abbiate ragione. Ma credo che per dare un giudizio sensato bisognerebbe essere dentro ai giochi. Vediamo gli sviluppi.

        Reply

  • Gaz

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    … senti da quali pulpiti viene la predica.

    Reply

  • Marco

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    Complimenti Andrea, bell’articolo

    Reply

  • Gaz

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    L’impiastro politico macronesco non induce al giubilo chi pensa che sia meglio avere vicini floridi e amichevoli, piuttosto che confinanti immiseriti e cannibaleschi.
    L’idea di detassare i ricchi, nella speranza che costoro comprino più bistecche o investano per aumentare il prodotto del moltiplicatore, risolvendo così i problemi dei poveri, non è più neppure un’arguta bugia, ma solo una menzogna interessata di politica economica, buona per chi non sa neppure cosa essa sia, o per chi è in malafede.
    Macron si è condannato da se stesso. Vada per il suo rispettabile profilo ma mandarino cinese, ma la politica richiede altre sensisbilità. Difficilmente i francesi lo rieleggeranno. E inviso e decotto ai più.
    La transizione ecologica trufaldina ai danni di coloro che hanno meno, affinchè abbiano ancor meno, ha spezzato l’unità dei ceti che si riconoscevano nello Stato. Il tecnocrate Macron ha ignorato i ceti intermedi. I sindaci amici, cui si appoggia Jupiter, non sono certo l’espressione dell’intero corporatismo politico ed economico, ammesso e non concesso che questo abbia una qualche valenza. Il Presidentissimo ha spaccato la Francia in due, tra chi ha la fortuna di vivere in regioni effluenti e chi ha la mala sorte di vivere alla periferia povera dell’Impero. La linea dura contro i gilet gialli, fatta di arresti in massa, presto si rivelerà in gran parte senza fondamento: la stragrande parte degli imputati sarà assolta, non fosse altro per la difficoltà di provare le accuse. Essa linea ha il solo fine di rinforzare quei politici che approvano ed appoggiano una simile politica. L’idiozia delle politiche colonialiste e anti italiane ha alienato molte simpatie internazionali, isolando di fatto la Francia.
    Cosa ha risposto in termini politici ai gilet gialli fin ora? A parte i ministri che hanno dato le dimissioni, si preannuncia una serie di purghe all’interno dell’esecutivo, per sacrificare dei capri, affinchè tutto resti come prima.
    Il colpo di genio del cerchio macroniano, quando la prostesta si è fatta più energica, è consistito nel creare un movimento politico contrapposto, vindice delle priorità ecologiche, con l’infelice conseguenza di astrigere l’Esecutivo tra le richieste dei gilet gialli provenienti delle periferie e i neo-verdi iper urbanizzati. Questo spiega, in parte, la mancata congiunzione tra g. gialli e le periferie cittadine fatte di immigrati extra europei.
    Il fabbisogno che sarà richiesto in prestiti dal Governo, nella speranza di risanare la Francia, porterà ad un ridimenzionamento della stessa, ad un ripiegamento verso questioni di politica interna ed, infine, ad una trasformazione sociale. E’ facile prevedere che qualche gilet entrerà nelle camere elettive.
    Dei movimenti contrapposti ai gilet gialli se ne riparlerà tra una decina di anni, perchè saranno vittime di se stessi: fanno il passo più lungo di quel che la gamba consenta. A Parigi, nelle segrete che sostiengono gli antagonisti dei gilet gialli, sembrano ignorare un concetto fondamentale dell’economia politica: l’innovazione di prodotto .. e la confondono con quella di produzione.
    Macron sarà pur un rispettabile mandarino, ma è acerbo come politico. Lui è il problema, non la soluzione. Se si dimettesse, farebbe l’unica cosa politicamente sensata. Ma si sa, è attaccato ai propri giocattoli. Di toccargli la poltrona, non se ne parla neppure.
    Se il suo gradimento politico è intorno ad un quarto e la popolazione effluente e circa un terzo, qualche problema politico il Padre degli Dei dovrebbe porselo.
    Forse è troppo pretendere da un mandarino.

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  • Gaz

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    Corrige: E’ facile prevedere che qualche gilet [contrapposto] entrerà nelle camere elettive.
    Chiedo venia per l’accento assente sulla “e” (!).

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