Aldo Giannuli
Aldo Giannuli

Aldo Giannuli

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Commenti (19)

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    L R

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    per cercare di capire dove il m5s ha sbagliato bisogna provare a ragionare in termini di marketing.

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    ilBuonPeppe

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    Condivido tutto al 100%. Peccato che il destinatario non sia all’altezza del compito. Sempre che non abbia un compito diverso da svolgere…

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    maurizio

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    condivido su tutto….
    peccato pero’ che Grillo e soci ho paura che si stanno infilando in un cul de sac senza uscita….
    non vorrei che sia proprio una scelta deliberata riportare il movimento a percentuali innocue attorno al 10-15 per cento proprio per esistere sì,ma non contare nulla…
    han buttato alle ortiche un 26 per cento alle elezioni politiche avendo la possibilità di fare qualcosa in un governo con Bersani che non voleva le larghe intese…. con quelle facce da sotuttoio di Crimi e Lombardi che hanno dimostrato una incompetenza senza pari……
    Grillo continua a fare la guerra interna buttando fuori chi non la pensa come lui…. e perdendo di vista la guerra esterna….
    e intanto si perde tempo, Salvini sta montando la protesta e ruba voti….
    ho paura che il movimento se vorrà sopravvivere dovrà mettere da parte Grillo e Casaleggio e andare pure in TV…… se no sarà una discesa continua…

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    mimmotron

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    Auguriamoci che chi di dovere le dia ascolto…

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    Roberto B.

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    A quanto pare, e con ciò non intendo accusare o censurare nessuno, è impossibile pensare al di fuori dei soliti schemi: il partito, la ricerca del consenso ad ogni costo, il do-ut-des, utilizzare i media, andare in TV, ecc. ecc. ecc.
    Ora io penso che nelle rivoluzioni, qualsiasi rivoluzione ivi inclusa quella fascista, che hanno avuto successo (da tener presente, però, che alle Rivoluzioni sono susseguite sempre le Restaurazioni, con modalità più o meno cruente), si possono distinguere due momenti:
    1) una fase iniziale di crescita del consenso rapidissima, dovuta in gran parte ad un popolo inconsapevole di tutto tranne che di volersi liberare da un giogo troppo duro;
    2) una fase successiva caratterizzata da una guerra civile, al termine della quale si ha l’occupazione del potere e la “pulizia” degli oppositori, interni ed esterni; questo è il classico momento dei voltagabbana, pronti a vendersi anche la madre per un posto al sole.
    Ora Grillo, per sua natura e per sua stessa ammissione, non è tipo da cercare il potere per il potere, tanto meno a prezzo di sangue, sempre ammesso che una fase 2 sarebbe possibile in Italia nel contesto attuale (e con gli italiani sempre pronti ad accorrere in soccorso al vincitore).
    Quindi, da elettore M5S che intende rimanere tale, dirò ciò che spero, o forse è meglio dire ciò che non mi aspetto:
    – non mi aspetto un M5S al 51%, e forse non lo spero neppure, viste le macerie che erediterebbero i nostri rappresentanti, che facilmente finirebbero linciati da una plebe inferocita perché delusa dai prevedibili scarsi risultati, pronta ad addossargli tutte le responsabilità di 30 e più anni di mala politica (non lo fanno già adesso?);
    – non mi aspetto neppure un M5S al 25%, a conferma di un risultato bugiardo perché viziato da un voto in gran parte inconsapevole di tanta gente che mai avrebbe immaginato un risultato simile (altrimenti, si sarebbe ben guardata da votare M5S).
    E ora invece dico ciò in cui spero:
    – spero in un M5S al 12-13% a livello nazionale, che è quanto speravo quando ho votato 5Stelle alle Politiche;
    – spero in una sostanziale tenuta dei parlamentari 5Stelle, che riescano a rimanere abbastanza compatti ed a non perdere di vista le ragioni fondanti del Movimento, salvo le normali defezioni fisiologicamente previste e prevedibili (e me ne frego di tutte le polemiche sui cosiddetti “epurati”, che mi interessano tanto quanto interessano a Renzi o a Berlusconi i loro parlamentari: carne da cannone, se non fanno quello che è loro richiesto).
    – spero in un M5S che continui con la stessa determinazione a essere opposizione, il che spesso me li fa apparire davvero come eroi, l’unica vera opposizione esistente oggi in Italia, continuando a denunciare il malaffare ed a portare a casa qualche buon risultato, sia esso sotto forma di emendamento a leggi porcata o evitando a personaggi impresentabili di accedere a cariche importanti.
    – spero in un M5S che continui ad essere quell’elemento moralizzatore e di contrasto alla corruzione, politica e non solo, che mi ricorda tanto il PCI degli anni ’60-70, quando i deputati dovevano versare una buona percentuale del loro stipendio al partito (e chissà, forse questo è uno dei principali motivi degli alti stipendi dei nostri politici).
    – spero in un allargamento e potenziamento del metodo delle consultazioni on-line, anche se penso che sia sbagliato chiedere alla gente anche il permesso per andare al cesso; non sono d’accordo con tutte le proposte e le idee espresse dal Movimento, almeno non totalmente, ma proprio per questo vorrei partecipare e dire la mia su qualsiasi argomento in discussione e, quando lo ritenessi giusto, vorrei poter votare contro, non contro Grillo, Casaleggio, che sono solo simboli, ma contro qualsiasi proposta che ritenessi sbagliata.
    Ci sarebbero tante altre cose da aggiungere, ma può bastare, salvo un’ultima considerazione: sospetto, anzi ne sono certo, che il potere logora e corrompe. Perciò, non desidero un M5S al potere, anche se questo contraddice la parola d’ordine “li mandiamo a casa tutti!”.
    Questo è quello che spero: sono un illuso? SPERO di no.

    Una richiesta: prof. Giannuli, da storico potrebbe farci qualche valido esempio, semprechè esista, di rivoluzioni fatte “democraticamente” con successo, lasciando ampio spazio ai dissidenti interni?

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    e.fiumara

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    Buonasera Professore, condivido nella sostanza quanto lei dice nell’articolo, ma mi consenta una precisazione non banale. Nel 1975, così come in tutte le elezioni amministrative nel periodo della c.d. “prima repubblica”, queste si svolgevano in tutta Italia, nello stesso giorno: si votava, cioè, per il rinnovo dei consigli comunali, provinciali e regionali contemporaneamente, con alcune eccezioni, come ad esempio le regioni a statuto speciale. Il corpo elettorale era pressoché identico ed omogeneo a quello delle politiche nazionali. Poi intervennero le varie riforme istituzionali di Segni e Occhetto, l’elezione diretta del sindaco e del presidente della provincia, ecc.
    Manca spesso, nell’analisi del voto, il riferimento alla gestione delle risorse ed al potere della loro distribuzione. Io vivo in Calabria. Come votano i tanti precari della mia regione, se votano? Votano per chi si batte contro ogni forma di precariato? Oppure preferiscono il solito notabile di turno che può promettere (e, purtroppo, anche mantenere) un’altro anno di contratto a 600 euro al mese, che è meglio di niente?
    E che dire della scelta degli scrutatori, da noi carica molto agognata perché 100 euro sono pur sempre soldi che nessuno ti regala; per ognuno di essi (nominati da una commissione composta da personale politico) si calcola qualcosa tra i 4 e i 5 voti (la famiglia dello scrutatore). Potrei andare avanti, ma penso che bastino questi due esempi. Come diceva Totò: è la somma che fa il totale.
    Cordialmente, Ettore fiumara

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    grandavide

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    in realtà capisco perfettamente l’appello a non dividersi e a non scannarsi a vicenda, e in qualche modo lo condivido anche: la sinistra italiana è stata devastata per così tanti anni da meccaniche del genere, e sarebbe ben misero ritrovarsi questa spazzatura che ti rientra dalla finestra una volta creduto di averla buttata fuori dalla porta. ma, come ho già detto, quando le cose vanno male è difficile restare uniti.
    ma d’altra parte è anche vero che questo sforzo dovrebbe farlo soprattutto la dirigenza. e non mi sembra che prendersela con pizzarrotti o con i parlamentari che vanno in tv siano azioni che vadano in questo senso. lo so che sono fastidioso e che il professore non vuole certo creare zizzania, ma quando la dirigenza ti fa tutto il contrario di quello che dice, è difficile non leggere un’implicita critica a questo modo di fare.
    forse l’unica linea politica vantaggiosa per l’m5s (e non solo per loro) sarebbe quella di intaccare il patto del nazareno proponendo alternative più umane a renzi o, meglio, ai parlamentari che ci stiano. una cosa del genere se andasse in porto e permettesse l’approvazione di leggi che migliorino la vita dei cittadini farebbe più bene ai 5 stellos che a renzi. se invece non andasse bene, causerebbe molti più problemi a renzi di quanto non ne abbiano finora causato le innocue stronzate di grillo. ora che berlusconi si sta dedicando alla politica dei due forni lo spazio per azioni del genere ci sarebbe, basta ovviamente scegliere dei campi d’azione neutri che non creino problemi d’identità, come ad esempio quello dei reati finanziari. senza contare che non ci scommetterei troppo sulla coesione dei singoli parlamentari grillini e che trovo veramente imbecille non metterci mano. poi bisogna capire cosa si vuole fare: in fondo se si vuole fare i lacchè di salvini e gli eterni oppositori di renzi così va già bene, anzi benone.
    so benissimo di dire cose blasfeme, ma la politica è un pò mefistofelica di suo: se a uno preme l’igienismo moralista, ha proprio sbagliato sport. l’unico problema è che potrebbe essere già troppo tardi anche per questo.

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    Salvatore Andreetti

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    L’errore iniziale di grillo è stato quello di pensare di battere un esercito compatto e collaudato come quello partitico italiano dall’interno (apriremo il parlamento come una scatoletta di tonno) invece hanno aperto come una scatoletta il M5S non si entra in una latrina maleodorante come il parlamento pensando di uscirne fuori freschi ed immacolati, abbiamo dei ragazzi fantastici per capacità, onestà e voglia di fare, bisogna tirarli fuori da quella palude il prima possibile e lavorare come M5S alla ricostruzione di questa povera Italia oramai al collasso strutturale definitivo.

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    Pierluigi Sandonnini

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    Il M5S abbandoni l’utopia dell’uscita dell’euro, un salto nel buio che spaventa la maggior parte degli italiani, anche quelli che simpatizzano per esso, e potrà arrivare al 40% dei consensi recuperando gli astenuti.

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    Tenerone Dolcissimo

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    @ maurizio Partecipare al governo Bersani avrebbe significato la vera fine immediata del movimento. Sull’argomento consiglio di sentire gli interventi di Travaglio (rinvenibili su YT) che son ben più efficaci di ogni mia parola.

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      grandavide

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      abbè… perchè non allenandosi con bersani il m5s ha avuto un botto di successo…

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    Tenerone Dolcissimo

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    Io mi sentirei di fare due affermazioni.
    1) Oramai chi vota per i partiti tradizionali è in massima parte gente che lo fa per interessi particolari, al limite del voto di scambio (con l’eccezione della Lega) e pertanto da quell’elettorato si puo’ grattare poco. Insomma un parassita dipendente della RAI non voterà mai M5S se no finisce la pappatoria.
    2) Ergo bisogna pescare nei disperati che non votano più per disperazione e sono oramai la stragrande maggioranza, per cui ci si deve domandare come mai non vedono nel M5S un’alternativa e cosa bisogna fare per farglielo capire.
    Cominciamo a spremierci le meningi.

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      grandavide

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      detto da uno che ha votato forza italia è un’affermazione semplicemente ridicola, e che anzi dimostra come la parte del paese più corrotta non abbia avuto troppi problemi a buttarsi su grillo….

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    toti52

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    Il M5S proponga come Presidente della Repubblica il sindaco di Casale Monferrato Titti
    Palazzetti.

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    Giovanni Manara

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    mi scusi Prof. sul blog di Grillo in questi giorni è apparso uno scritto di Arrigo Petacco che spiegava come il duce non è responsabile della morte di Giacomo Matteotti,sempre sul blog continuano a sparare bordate al sindaco Pizzarotti, si impallinano a vicenda sugli stipendi, ogni tanto espellano qualche parlamentare, i loro parlamentari non possono parlare,perchè ? per Grillo non va mai bene niente,Caseleggio un’entità oscura con il volto coperto da barciolini e cappucci, se questo è il loro modo di fare politica tutto quello che hanno conquistato in termini elettorali lo perderanno. Mi scusi ma credo che la sua analisi e i suoi consigli al M5S con quelle teste lì facciano ben poco.

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    altor

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    Tra il parlare e il comunicare bisogna superare l’incomprensibile e l’incomprensione. Per trovare un margine di comprensione non esiste altro che il dialogo. La forza dei 5S sta nel comprendere e a far comprendere all’elettorato come funziona la politica IMPARANDOLA. Questa funzione richiede tempo ma i 5S se lo sono accorciato con dichiarazioni come:”ci ricostituiremo ogni due elezioni, rinnovandoci di volta in volta”. Questi mandati di termine corto vanno contro la continuità e il progresso dell’auto-istruzione e del lavoro istruttivo dell’elettorato che meno capisce e piú si allontana. Come si pensa di istruire un popolo che legge poco o non sa leggere senza usare mezzi mediatici di massa come la TV? E una volta stabilito il “dialogo” con il pubblico, come lo si stabilisce con i colleghi inimicati e chiusi al dialogo per poi comunicarsi un da fare collettivo per soddisfare le richieste del pubblico cittadino? Solo col dialogo si scoprono le magagne, i malfatti, le debolezze e le forze altrui e anche proprie e ci vuole piú TEMPO per farlo in modo comprensivo, costruttivo e non deleterio a se stessi e al progetto. I 5S e Grillo devono capire che solo dall’entrata in Parlamento loro sono diventati “facce” veramente riconoscibili e pubbliche. Il pubblico straniero, europeo e non, solo allora si sono accorti di questa presenza “Democratica” Italiana dando anche loro una spinta ad “imparare di piú. Tutte le cosiddette “Democrazie Occidentali” soffrono dello stesso malanno, di un calo dei loro livelli democratici in tutte le loro istituzioni che ci hanno portato ad una CRISI sia Economica che Finanziaria ma anche Esistenziale! I Partiti vari non hanno piú nulla da offrire, tanto meno per un rinnovo. Sono diventati incapaci a mediare tra quell’eterno 1% e 99%, simbolico in forma ma in realtà, piú che REALE, dovuto a decenni di cali di natura didattica delle masse e filosofici, contro un continuo aumento di tecnologie che ci hanno portato a confrontare gravi questioni esistenziali dell’essere umano e del pianeta stesso, dovuto essenzialmente a vari tipi di IGNORANZE in generale, ed a un aumento di progressi personali e collettivi non sostenibili. La cuccagna non é finita, non c’é mai stata, era un’altro miraggio creato dai plutocratici per dividerci e soggiogarci chiamato GLOBALIZZAZIONE!
    Lei Ha Ragione … in un mondo ideale, popolato da solo il 50% di noi, con esseri veramente umani interessati al “Common Good”! (Un concetto sparito da il lessico Politico)

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    Gerardo

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    sarà anche vero che viviamo un’epoca post ideologica, però mi pare che il M5s abbia iniziato a mostrare le crepe quando si è trattato di schierarsi in una posizione più netta..per esempio, sul tema dell’immigrazione o ancora meglio di politica estera, dove e come si collocano?

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    Von Stuck

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    Carissimo Prof.Giannulli,da sostenitore 5S credo che il movimento abbia bisogno necessariamente di un leader come lei!-)pensa davvero che non sia fattibile..che sia utopia? non mi prenda per rincoglionito per favore–))

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    Elia

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    Punto numero uno, credo che non mi stancherò mai di ripeterlo: i rappresentanti del Movimento 5 Stelle devono andare in televisione per far capire alle persone che la politica è ALTRO.
    E’ ancora la televisione a dettare l’agenda dei problemi con il suo continuo bombardamento omnipresente creando e consolidando l’immaginario collettivo degli italiani.
    Purtroppo Casaleggio e Grillo non l’hanno capito. Se loro sono “avanti” e utilizzano internet ma gran parte degli italiani sono ancora fermi alla televisione non c’è alternativa che andare a pescare i pesci nel mare dove stanno nuotando e non in un piccolo laghetto poco popolato.
    Ci deve andare gente preparata alle tecniche di disinformazione e accettare di partecipare solo a trasmissioni con pochi ospiti (non più di tre) altrimenti è impossibile parlare di qualsiasi tema serio. I rappresentanti del movimento scelti per andare in televisione dovrebbero parlare anche di informazione e di come si fa vera informazione.
    Dovrebbero utilizzare tutti gli strumenti possibili per far capire agli spettatori da casa che quando in televisione si parla di tutto tranne che dei problemi degli italiani e che quando si continua a saltare di palo in frasca, di tema in tema senza approfondire i problemi, si fa un danno al paese.
    L’informazione è il sale della democrazia e per questo motivo si deve andare in televisione e tentare di cambiare l’informazione. Il M5S si è dato la zappa sui piedi perché ha partecipato alle trasmissioni sbagliate con persone non del tutto preparate, soprattutto dal punto di vista delle tecniche di distrazione di massa utilizzate dai giornalisti (e credo che la maggior parte dei conduttori sia talmente abituata a fare trasmissioni inutili che credo non si rendano nemmeno conto del fatto che arrecano un danno enorme al nostro paese).

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