Aldo Giannuli
Aldo Giannuli

Aldo Giannuli

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Commenti (138)

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    giandavide

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    hmm insomma la linea del partito è quella di chiudersi a riccio e dare la colpa al resto del mondo. beh in effetti è vero: grillo e casaleggio non ce l’hanno ancora fatta a fare arrivare il pd al 70%, ma si stanno muovendo in modo concreto in tal senso.
    renzi vi ama

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    giandavide

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    p.s. il giannuli e lo scaricatore di porto ricorda troppo il vecchio heidegger e la saggezza del contadino (citato dall’adorno) per risultare una trovata dialettica efficace

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    mariosavona

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    Buongiorno… l’analisi va bene, ma Beppe deve comprendere che le urla e i vaffa pagano una volta o forse due ma non pagano per sempre!! nel comune dove vivo è andato a votare il 20% in meno delle europee del 2009 e quasi il 30% in meno delle politiche del 2013 e vi assicuro che moltissimi di questi voti erano indirizzati al M5S gente che non voleva più sentire toni alti così e gente che si è in qualche modo spaventata di certe affermazioni, Beppe è un grande ma deve capire che oggi non è più il Beppe Grillo di una volta, ora è il portavoce di un movimento politico che vuole, deve ed è l’unico che può cambiare questo paese e allora deve ragionare in modo diverso. Altra questione, i parlamentari del M5S devono essere più presenti in quei programmi dove in ogni momento in ogni occasione si cerca di sputtanare il movimento, non è possibile che uno come Soru va da in tv a sparlare dei 5S quando lui va in europa con 182.000 voti, ma è rinviato a giudizio per evasione fiscale, indagato per falso in bilancio e aggiotaggio, ecco chi sono queste persone, bisogna presidiare certa informazione e non lasciare nessuno spazio a questi gaglioffi, farsi fare delle paternali di democrazia o trasparenza da uno come lui che ha di questi invidiabili processi “Prima udienza a Cagliari, con rinvio al 6 novembre, del processo sui 10 milioni di euro che secondo l’accusa sono stati sottratti all’erario in una transazione internazionale tra due società del gruppo Tiscali. Il neo eurodeputato Pd eletto con 182mila preferenze ha accettato di pagare 7 milioni all’Agenzia delle entrate, MA RIVENDICA LA SUA BUONA FEDE!!! Questo è uno delle centinaia di casi che tutti i giorni si vedono e si sentono in tv… è ora di dire basta!!

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    Richard

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    “Immaginiamo un uomo che effettui l’ascensione di una montagna altissima, dirupata e ancora inesplorata. Supponiamo che dopo aver trionfato di difficoltà e di pericoli inauditi, egli sia riuscito a salire molto più in alto dei suoi predecessori , senza tuttavia aver raggiunto la sommità. Egli si trova in una situazione in cui non è soltanto difficile e pericoloso, ma addirittura impossibile avanzare oltre nella direzione e nel cammino che egli ha scelto. Egli è costretto a tornare indietro, a ridiscendere, a cercare altri cammini, sia pure più lunghi, i quali gli permettano di salire fino alla cima. La discesa, da questa altezza mai ancora raggiunta su cui si trova il nostro viaggiatore immaginario, offre delle difficoltà e dei pericoli ancora maggiori, forse, dell’ascensione: è più facile inciampare; si vede male dove si mettono i piedi. Bisogna legarsi con una corda, perdere delle ore intere per tagliare la roccia con la piccozza allo scopo di creare dei punti di appoggio per legarvi saldamente la corda; egli è costretto a muoversi con la lentezza di una tartaruga, e per giunta a muoversi indietro, verso il basso, allontanandosi dalla cima; e non vede ancora se questa discesa terribilmente pericolosa e faticosa terminerà, se si troverà un’altra via alquanto sicura, che permetta nuovamente di muovere avanti con maggior coraggio, con maggior rapidità e seguendo una linea più retta, verso l’alto, verso la cima.
    Non è forse naturale pensare che un uomo, trovandosi in questa situazione, possa avere – benché sia salito ad un’altezza inaudita – dei momenti di scoraggiamento? E tali momenti non sarebbero probabilmente più numerosi, più frequenti e più penosi se egli potesse ascoltare certe voci dal basso, di persone che osservano al sicuro di lontano mediante un cannocchiale questa discesa così pericolosa.
    E dal basso giungono voci piene di una gioia maligna. Gli uni gioiscono apertamente, lanciano urla, gridano: guardate, sta per cadere; gli sta bene; così imparerà a fare il folle! Altri cercano di nascondere la propria gioia: assumono un’aria triste, levano gli occhi al cielo.
    Che esultino. Facciano pure le loro capriole pagliaccesche. A ciascuno il suo. Noi non ci lasceremo dominare né dalle illusioni né dallo scoraggiamento. Se noi non temeremo di riconoscere i nostri errori, se non temeremo di affrontare molte, reiterate fatiche per correggerli, raggiungeremo la cima”. (Lenin, “Note di un pubblicista”, 1922)

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    ilBuonPeppe

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    Sono d’accordo. Se Grillo se ne andasse oggi il movimento sparirebbe rapidamente.
    Doveva farlo (insieme a Casaleggio) un anno fa, sull’onda del successo; consegnare il movimento agli attivisti e mettere in pratica il concetto “uno vale uno”. Non lo hanno fatto e hanno danneggiato il movimento, ma se lo facessero oggi sarebbe la fine.

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    leopoldo

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    aldo, Grillo si può esprimere come meglio crede, l’importante e che inserisca contenuti in quello che dice. Sia nella intervista con mentana che in quella con vespa, non aveva molto da dire come concetti erano più slogan e spesso neanche quello. Lui sa recitare e tenere la scena ma non è neanche un buon demgogo, che tu veda possibilita e propettive sono considerasioni tue non espresse da grillo. Analissa l’intervista di mentana e vedrai molte contradizioni e vuoti analitici e metodologici, da vespa era una gag da teatro comico. Sai benissimo che essere contro qualcosa non è sufficiente per sostituirla bisogna sapere anche con cosa sostituirla e in questo caso anche come.
    m5s non chiarisce questo argomento, ha comportamenti isterici(espulsioni, anche gli stessi espulsi spesso non capiscono perché).
    è vero che col tempo le cose maturanoeppure le piante muoiono, obbietterai, per adesso la palla c’è l’ha il pd e R, vediamo con quale riforma inizierà e analisiamo quale sarà la migliore posizione

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    Pierluigi Tarantini

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    Analisi condivisibile.
    Soprattutto non c’è da deprimersi e Beppe autoironico è splendido.
    Serrate i ranghi!

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    Giancarlo ragone

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    Concordo sulla Tua anlisi, caro Aldo; aggiungo che occorre senz’altro mantenere ben fermi i criteri e requisiti di candidabilità ma nel contempo i candidati devono risultare adeguatamente formati nonchè portatori “sani” ovvero ben interpreti dei programmi perchè, come dicono i vecchi, ” la storia è bella ma bisogna saperla raccontare”. In più, ci sn temi che riguardano i diritti civili di milioni di italiani che andrebbero considerati, per es. circa i separati divorziati che nn sn ancora piebnamente garantiti circa l’applicazione della legge 54/2006 in materia di affidamento condiviso dei figli, in specie minori, nella separazione; o i diritti dei c.d. “terzi genitori”, circa 1.000.000 in Italia, ovvero compagni e compagne che con i propri partner genitori svolgono un ruolo di vice papà e di vice mamma; ancora, sulle questioni dei matrimoni tra gay ed ancor più sulle adozioni di questi di figli, fino ad arrivare in tema di aborto : in concreto, oggi, in Italia, ogni 10 medici, 8 sn obiettori di coscienza.
    Tanto dico, perchè nn pochi sn gli osservatori e parte del panorama cattolico, che dal movimento si attendono risposte su tali temi precise. E se se le attendono è perchè vi è interesse.

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    alberto

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    chissà perché in italia, in politica come nel calcio, siamo tutti allenatori o tutti potenziali presidenti del consiglio; ed io per primo, ci mancherebbe!
    mi permetto di dire però, che nessuno vuole parlare dello stato del’informazione ad oggi: una cupola di giornalisti strapagati agli ordini dei politici o degli affaristi pseudo-imprenditori.
    certo, bisogna fare i conti anche con questo maledetto inquinamento ed è per questo che io credo che grillo debba usare la tv in modo molto moderato, perché quando tu cerchi di respirare in un ambiente saturo di monossido, quando invece hai bisogno di ossigeno muori, non ci sono balle che tengoano!
    ora il movimento ha subito una sconfitta a causa dei toni alti che grillo aveva tenuto in campagna elettorale: se avesse tenuto toni più moderati, la percentuale del 21% sarebbe stata una vittoria; ecco, forse è di questo che occerre essere coscienti:cercare di essere più moderati nella terminologia, ma non per educazione o altro, ma per mera sintesi tattica; anche perchè non hai alle spalle i media che riescono a moderare, per esempio, le spacconate di renzi, quest’ultimo in quanto a balle ne ha dette a iosa e in tutte le salse.
    ma alla fine però resta più credibile renzi, ma solo perchè è moderato dalla tv e dai giornali che gli sono stretti attorno.
    la massa, dotata di proprietà bipolari di idiozia e di saggezza, si pone nelle condizioni di premiare sempre il più apparentemente moderato in quanto si auto-identifica nell’immagine di colui che alla fine resta il più convincente.
    e allora grillo dove ha sbagliato, se ha sbagliato?
    grillo non suscita quella fiducia che l’individuo-massa bipolare si aspetta: grillo è genuino e l’individuo bipolare, della genuinità non sà proprio che farsene; l’individuo dissociato del nostro tempo vuole essere rinfrancato, disimpegnato, lontano dalla lotta che gli comporterebbe se scegliesse la genuinità di un messaggio come quello di grillo.
    chiudo facendo un riferimento alla filosofia, o meglio, al messaggio ultimo di costanzo preve.
    nel disincanto odierno a cui è giunta la società post-proletaria e post-indistriale con il disimpegno politico assurto a valore, è normale che renzi riesca ad ottenere consenso e grillo invece no; il messaggio rassicurante della pubblicità, il benessere che circonda gran parte della società italiana non può che spostare l’asse delle preferenze verso colui che non promette cambiamento, ma continuità.
    il cambiamento lo vuole chi sta male, non chi sta bene: il 40% dei voti a renzi vuole dire appunto questo: il paese vuole speranza di continuità, non di cambiamento, perché il cambiamento è un salto nel buio e se lo può permettere solo chi è precario, neolaureato senza lavoro, disoccupato.
    insomma la storia è sempre la stessa: la lotta tra la conservazione e la trasformazione la vince chi riesce non solo a comunicare meglio ma anche a chi comunicare e cosa.
    grillo, andando in tv ha parlato a un pubblico che non capiva, non poteva capire perché non conosce il linguaggio della trasformazione; cosa invece che non accade su chi si informa mediamente nel web dove c’è più spazio e l’informazione non è ancora del tutto mediata dai poteri della conservazione.

    secondo me è tutto qui il nesso della questione.

    saluti

    alberto

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    Mirko G. S.

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    Sarò monotono, ma non mi pare che Grillo usi mezzi e sistemi diversi da quelli di altri. Nei comizi tutti urlano eppure ci si ricorda solo di Grillo che la stampa fa diventare un urlatore. Tutti i giornali riprendono ed enfatizzano le parolacce di Grillo, dimenticandosi della volgarità di personaggi come la Mussolini, la Santanchè, Razzi, La Russa, Bossi e via discorrendo. Non cito Sgarbi in quanto meriterebe un discorso tecnico. Spazio ai pentastellati Grillo ne ha dato più che poteva, a S. Giovanni in Laterano come a Genova il 3 Dicembre, Beppe si è limitato solo a quegli interventi necessari a mantenere le aspettative: secondo voi nelle piazze si va per vedere Grillo oppure Di Maio? Si andrebbe nelle piazze a vedere solo Di Maio e Di Battista? Secondo me no. Chi oggi vuole un dietro front di Grillo sono gli aspiranti politici di professione come Favia che vorrebbero un trampolino di lancio gratuito (prova ad emergere in un partito tradizionale e farti candidare) per tuffarsi poi nell’aurea piscina della casta. Vi garantisco che di questi furboni ipocriti e ranfini i meetup traboccano ed il lavoro degli organizzatori dei gruppi di base del movimento nel controllare costoro quanto i tesserati di altri partiti (FI in testa) è immane ed encomiabile.

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    Cesare

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    Sono d’accordo con Lei, professore, ma nell’ultima parte dell’analisi aggiungerei che sì, il M5S deve dare spazio anche ad altri, ma che deve trattarsi di figure di spessore. Non solo individui preparati che sappiano controbattere ed argomentare, ma abili nella comunicazione almeno quanto i loro avversare, che in questo si sono rivelati e continuano a rivelarsi (si veda lo spot della Boschi con i 31 bambini) formidabili.

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    giandavide

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    comunque mi sembra che il titolo delpost non descriva più bene la situazione odierna. grillo infatti non solo non si dimette, ma continua a decidere per tutti , e lo fa su temi non secondari, come per il caso dell’alleanza con farage, cosa che porterà il m5s nella sfera politica dell’estrema destra in un percorso da cui non si torna più indietro. sono probabilmente finiti i giorni del m5s “nè di destra nè di sinistra”. anche la linea politica che ostracizzava le alleanze sembra appartenere al passato, dato che qua si tratta di formare un gruppo parlamentare comune. e infatti c’è stato il “casuale” incontro con salvini in aereo, i cui contenuti sono nascosti ma “interessanti”.
    è ancora presto per parlare dato che il gruppo effettivamente non l’hanno ancora formato, ma credo che il radicamento nel settore dell’estrema destra sia alle porte, dato che oggi, dopo il 40% regalato a renzi, il m5s non può più aspirare ad essere partito di massa, e dovrà rassegarsi a trovare una collocazione di nicchia. appunto la nicchia dell’estrema destra.

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    marco

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    Io credo che sia anche il caso di fare un po’ di chiarezza nel M5S: per lungo tempo Grillo e Casaleggio hanno dimostrato una certa paura di perdere il voto proveniente da destra, vedi le “percentuali da prefisso telefonico” per il reato di clandestinità, e su tzetze, sito gestito dalla Casaleggio collegato al blog di Grillo, le strizzatine d’occhio a Farage andavano avanti da mesi e mesi.
    Sul finire della campagna elettorale invece sembra ci si sia voluti concentrare più sul voto da sinistra con i richiami a Berlinguer e il comunismo “buona idea male applicata”.
    In Francia la lepen pare abbia preso molti voti di sinistra, in Italia non so quanto questa differenziazione sia superata tra gli elettori: se dici cose di sinistra spaventi a destra, se dici cose di destra spaventi a sinistra.
    Questo non significa che il M5S debba diventare “di sinistra” (men che meno di destra), ma finora mi sembra che alcuni temi non si siano affrontati proprio per non esporsi troppo su una fetta di elettorato o sull’altra: per esempio l’evasione fiscale, dovrebbe essere un tema portante del M5S e invece se ne parla poco o niente, forse perché se si avanza una proposta per contrastarla ti giochi il voto di ex berluscones ed ex leghisti.
    A mio avviso questo non ce lo si può più permettere.

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    Vincenzo Cucinotta

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    Riposto un commento che avevo postato precedentemente (e misteriosamente sparito).

    Lasciamo perdere le dimissioni di Grillo, sono questioni interne al M5S. Osservo soltanto che il fatto che non ricopra incarichi ufficiali, ma ne sia il capo effettivo non è proprio una cosa positiva. Potrei forse suggerirgli piuttosto che di dimettersi, di farsi eleggere segretario, ma sono certo che non lo farà. Difatti, mi pare che ne sia, assieme a casaleggio il padrone.
    Ma andiamo alle prospettive. Aldo, tu dici che si tratta di un risultato che comunque tiene aperte molte prospettive. Lo fai con la consueta abilità, ma non mi convinci egualmente.
    Partiamo da una considerazione di carattere più generale. Ciò che queste elezioni mostrano è la straordinaria mobilità dell’elettorato. Sono certo come te che Renzi non manterrà tutti i suoi consensi, quel 15% di voti in più rispetto a Bersani potrebbero dileguarsi nel breve spazio di pochi mesi. Ma, credo analogamente che ciò possa avvenire per il M5S, quel 21% potrebbe presto ridursi a pochi punti percentuali. Che ciò accada, secondo me più che dipendere da Grillo, dipenderà dalla capacità della società italiana di esprimere nuove formazioni politiche, dall’emergere di nuovi protagonisti della politica.
    In effetti, mi pare che l’esperienza del M5S come l’abbiamo finora conosciuto, è già terminata, questo movimento si può salvare solo se reinventa sè stesso. Se come penso, oggi le formazioni politiche non possono rivendicare rendite di posizione, ciò significa che è agevole il processo di nascita di nuove formazioni politiche, e quelle attuali si trovano a dover lottare con tutte le novità che sorgessero in ambito politico. Il progetto di grillo e casaleggio è definitivamente fallito, ma essi possono ancora utilizzare la forza parlamentare il seguito che hanno soprattutto in rete per inventare cose nuove (o magari per cancellare tutta quella robaccia che hanno messo a fondamento della loro organizzazione). Sapere se ciò avverrà o no, esula dalle possibilità di un semplice osservatore.

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    • aldogiannuli

      aldogiannuli

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      vincenzo@ commento saltato perchè siamo sotto attacco spam, ma se me lo rimandi lo reinserisco

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    Que se vayan

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    L’UKIP non e’ fascista. Per dire che non e’ fascistoide bisognerebbe trovare il confine di questo universo di dis-valori. Sicuramente e’ una forza nazionalista e conservatrice in un paese in cui il principale motivo di orgoglio nazionale e’ la resistenza contro Hitler. Non potrebbe essere altrimenti.
    Pero’ l’UKiP e’ xenofobo, sedeva in Parlamento assieme e Le Pen, Lega etc… Insomma quando una forza che e’ contraria all’austerity diventa un nemico invece che un alleato in virtu’ della sua ideologia reazionaria (ovvero orientata ad un ritorno indidetro, alla reazione anziche’ alla rivoluzione)? Io ho il mio punto di vista, ma non capisco con chiarezza il tuo su questo punto.

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    Stefano

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    Grillo si è autodichiarato, durante la campagna delle Europee, “capo politico del Movimento”. Chiaramente, si è solo tolto la maschera: si è sempre saputo che non era un megafono ma la vera voce monofona del Movimento, con Casaleggio come ghost writer.

    Questa è una cosa lontana anni luce dal ruolo di “megafono” che voi, professore, vorreste attribuirgli per, temo, puro wishful thinking.

    Inoltre, se Grillo ha detto che se ne andava, molto semplicemente se ne deve andare. A rimangiarsi le promesse sono bravi tutti, e in questo caso Grillo non sarebbe diverso da tutti gli altri che sono venuti prima di lui.

    Concordo con Giandavide: le Europee costringeranno, si spera, il Movimento a posizionarsi per una buona volta nello scacchiere politico invece di accusare tutti e tutto: e la vicinanza a Le Pen e Farage è
    sintomo di quello che tutti a sinistra (ma non illusi da Grillo) prospettiamo da mesi. Sottolineo ancora una volta che le analisi del collettivo Wu Ming sono fondate.

    Infine Lei dice: “In terzo luogo, il movimento mantiene un forte peso nell’elettorato più giovane”

    I dati sui flussi elettorali non dicono esattamente questo: “Se si analizza il dato degli elettori più giovani, quelli di età compresa tra i 18 e i 24 anni), è il Pd di Matteo Renzi a uscirne vincitore, ancora una volta: con il 36% è il primo partito tra i giovani elettori seguito dal Movimento 5 Stelle con il 25% e quindi da Forza Italia con il 15.” Va detto però che non credo nelle metodologie antiquate dei sondaggi tradizionali, quindi sorvolo con piacere.

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    Riccardo Pensa

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    caro Aldo, a mio avviso le tue riflessioni sull’opportunità delle dimissioni di Grillo non vanno alla sostanza della questione. questa sostanza, credo si nasconda dietro alla contraddizione insita nella domanda, da cui tu stesso parti, “dimettersi da cosa?”

    il punto è che Grillo è un leader politico a tutti gli effetti. non solo, come tu dici riducendo la portata del suo ruolo in maniera che sinceramente non mi spiego, parla e tiene un blog, ma va a rappresentare il m5s da Napolitano, da Renzi, ora da Farage: detta la linea in maniera decisa avendo le mani assai libere.

    ora, io credo che per uno che dice di essere il garamente delle regole di un movimento che muove dal basso e mette al centro i cittadini, questa forzatura, che da simpatizzante del m5s ho accettato come temporaneamente necessaria ed utile a muoversi con efficacia nella società dello spettacolo, non possa reggere a lungo.

    Grillo può fare il “testimonial” e l’opinionista del movimento senza problemi; se vuole avere un ruolo politico bisogna però che, come gli altri rappresentanti del m5s, il suo mandato sia più strettamente legato ad un dibattito interno al movimento ed alla fiducia degli elettori.

    se ciò non avverrà, se il m5s non sarà in grado di sviluppare uan vera democrazia interna (tu parli di “immagine più ricca e collegiale” e a me pare una cosa debole), non solo non si vincerà la guerra, ma, temo, una singola battaglia persa potrebbe segnare l’inizio delal fine. cosa ne pensi?

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    alessandro

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    Analisi lucidissima come sempre. Ieri sera ho visto il servizio delle iene, un servizio che mostrava le preferenze di chi a votare non c’è andato, il m5s era sul 40%, primo partito tra chi ha deciso di non recarsi alle urne. Io leggo questo risultato come la non curanza di molti Italiani rispetto ai problemi del nostro paese.
    Tanti, in troppi aspettano che qualcuno faccia qualcosa che porti ad un cambiamento, in pochi, troppo pochi si attivano per far si che le cose cambino.
    Il 20% – 21% del m5s a mio avviso rappresenta uno zoccolo duro di cittadini che si informano, che spende alcune decine di minuti al giorno per informasi, che legge, che pretende un radicale cambiamento del paese che forse ogni tanto cerca di guardare le dirette della camera e del senato, che capisce che riformare il senato non serve a nulla se lo stesso si riunisce solo per 2/3 sedute settimanali. Basterebbe avere 4/5 sedute a settimana.

    I parlamentari 5 stelle fanno degli ottimi interventi e propongono molti disegni di legge, ma in quanti ne sanno qualcosa? Nei TG mostrano il parlamento soltanto quando si propongono cartelli, catene o manette e ovviamente chi guarda un TG focalizza solo quelle scene.
    In quanti sanno come si vive nel resto dei paesi dell’UE? Gli standard di vita degli altri, la facilità con la quale si costituisce una società nei paesi del nord-est Europa.
    In Estonia si apre una società in 2 giorni, tutto online con costi irrisori.
    Io vivo in Lituania, mi è servita una settimana, non ho speso più di 250€, tasse sul profitto al 15% ,ah, non serve andare dal notaio, i documenti (passaporto e Carta d’Identità) hanno il chip elettronico con il quale hai già la firma digitale quindi non serve un notaio per moltissime pratiche burocratiche. Quando mostro la mia carta d’Identità qui sorridono…è di carta.

    Quante tasse si pagano in Italia per una compravendita di terreno agricolo o un immobile?
    Nonostante la congiuntura economica il valore di una proprietà secondo il catasto può solo aumentare, quindi conviene non dichiarare il prezzo reale ma bensì uno più alto se non si vuole essere vittime di equitalia e avere 100 problemi.
    Le tasse per la compravendita di terreni agricoli sono al 15% del valore , che roba assurda. Non è possibile neanche andare a zappare la terra nel nostro paese e dopo ti vedi campi incolti in molti posti. La bellissima UE ha bandito la vendita di semi di culture rare e locali, che sono la vera ricchezza del nostro paese( LA FAMOSA BIODIVERSITA’) perchè non sono efficienti(secondo loro). Ma scusate, perchè ci devono imporre anche cosa mangiare? Saranno scelte dell’agricoltore o no? Ci vogliono far competere con le grandi distese agricole Spagnole, Francesi e Tedesche che noi non abbiamo…perchè la morfologia del nostro territorio è diversa.
    Chi sedeva nel parlamento EU quando sono state prese queste decisioni? Forse non avranno neanche letto le proposte, forse non sanno nè l’inglese nè il francese i nostri ex e futuri deutati EU.

    Insomma non funziona nulla, ti spellano prima di cominciare, solo un pazzo potrebbe costituire una nuova società in Italia, impazzisci solo a capire come fare, se ci riesci.

    Costi esorbitanti per ogni cosa, efficienza zero.
    In Italia se sei straniero e apri una società non paghi le tasse per 5 anni, stiamo regalando tutto agli stranieri. E sia ben chiaro, queste leggi le hanno fatte tutti quelli che hanno governato negli ultimi anni.

    Gli Italiani hanno una soglia del dolore troppo alta, è troppo presto,ancora non hanno capito in che condizioni sono.
    Consiglio a tutti di passare le prossime vacanze all’estero, per capire come siamo messi male nel nostro paese.

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    luigi modiano

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    Difficile, come sempre, fare un’analisi politica obiettiva dopo una tornata elettorale. Le conclusioni sono sempre di parte e ogni volta le sconfitte sono mezze vittorie. In maniera semplicistica sembrerebbe che sparisce il centro, ma in maniera più dialettica direi piuttosto che sparisce la sinistra spostandosi verso il centro moderato. Quindi il potere mantiene la posizione arroccandosi contro l’opposizione come nel 1976, ma c’è però una sostanziale differenza sugli equilibri: l’opposizione del PCI allora era da sinistra nei programmi, nelle posizioni internazionali e nell’ideologia. L’opposizione del M5S suona e rimbomba non poco a destra e, anche se stiamo vivendo una new age politica post ideologica, mi mantengo come allora su quell’idea che in quel tempo mi portò a sperare in una nuova era comunista in Italia. A sinistra vedo solo una strenua e difficile opposizione che niente ha in comune con quella da destra di Grillo.

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    giuseppe sartori

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    secondo me la prima battaglia da impostare è quella della riconta dei voti, perchè i risultati puzzano alquanto.

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    cittadino italiano

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    grillo si deve dimettere perche è miliardario,e non comprende quelli che non lo sono,grillo si deve dimettere perche ha intontito e addormentato l opposizione,perche ci ha tolto l orgoglio e la forza di essere cittadini italiani,perche non parla piu di lavoro e di pensioni da fame:ce ne sono da 136,150 181 euro mensili,e ne lui,ne i pentastellati fanno niente per portarle a un minimo dignitoso,tanto loro guadagnano tantissimo e se ne stanno fottendo!grillo si deve dimettere prima di allearsi con l ex sindaco!

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    Walter Morin

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    Buon Pomeriggio a tutti ,
    A me interessa per prima cosa il programma e per quello va il mio voto . Non mi faccio influenzare da un comico , da un miliardario o da una bella faccia .
    Ho votato M5S per il programma , appunto .
    Se qualcuno si è già stancato adieu .
    Avevo 20 anni 46 anni fa .
    Salute a tutti .

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    Alessandra Valle

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    Gentile Professore, nell’immediatezza dei risultati elettorali, in un mio scritto contrastai fermamente la lettura di una “disfatta” del M5S sottolineando che il Movimento aveva “perso” si il voto di protesta ma aveva mantenuto (e bene!) il voto consapevole. Processo fisiologico x chi mastichi un pò di Sociologia politica.Il risultato elettorale del Movimento va dunque letto in positivo dato il contesto politico e sociale in cui si è espresso. L’unico dubbio che mi è rimasto e che mi piacerebbe porre alla sua attenzione è relativo allo slogan “vinciamonoi”scelto da Casaleggio e Grillo x connotare la campana elettorale. Ma davvero pensavano al sorpasso oppure, consapevoli dell’insuccesso possibile hanno voluto stressare l’elettorato lanciando la pietra oltre lo stagno? Ora dovranno affrontare una fase delicata per consolidare l’idea di cambiamento di cui si sono fatti portatori. I tentativi di svalutazione politica saranno costanti da parte del sistema politico consolidato e l’unica risposta dovrà essere quella di nn flettere di un passo sui valori e sulle pratiche politiche fin qui attivate. Se dovessero fallire, rischiano di lasciare un patrimonio politico alla destra più retriva.Scenario,questo,per me apocalittico!Grazie x l’attenzione e cordiali saluti.

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    Niccolò

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    Ottima analisi, soprattutto il finale: “Grillo e Casaleggio restino dove sono, ma facciano spazio anche ad altri, che il movimento abbia una immagine più ricca e collegiale, dimostri di non essere più solo i suoi due fondatori”

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    Paola

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    Siamo al grottesco. Dal basso sento salire un’unica voce: ricontiamo i voti. I numeri delle elezioni hanno dato alla testa a troppa gente. Brave persone, che però quando tu gli mostri la Luna loro guardano il dito. Persone che non hanno ancora capito che se invece di Renzie fosse stato candidato il lampadario del mio soggiorno il risultato non sarebbe cambiato. Grillo è semplicemente vittima del suo stesso successo. Era troppo forte e andava fermato ad ogni costo, e per farlo hanno usato l’abaco dei tempi moderni: il Computer. Mi stupisco solo che lui e Casaleggio non ci abbiano ancora pensato. Avevamo vinto noi!

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    orville

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    per vincere in campagna elettorale bisogna fare promesse es. RENZI ha promesso 80€.
    Se si voleva vincere a mio parere bastava gridare che la legge FORNERO che è stata firmata da chi a vinto le elezioni sarebbe stata cambiata come prima cosa pensionando lavoratori con 41 anni di contributi e liberando posti a nuove assunzioni per i giovani

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    fagiano

    |

    per giandavide: ITALIOTA. tu hai sei per:
    gli f35
    il fiscal compact
    il MES
    la tav
    le concessioni alle slot
    i condannati presentati alle liste pd
    e 7.5 miliardi regalati alle banche private
    , iltutto mentre milioni di persone son senza lavoro.
    ITALIOTA , Renzusconi ti ringrazia e ti aspetta alla prossima manovrina da almeno 50mld per tagli e tasse varie. Mettitit a 90 gradi e aspetta…

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    mariagrazia

    |

    ottimo articolo che condivido.
    Aggiungerei ancora:
    1 Le aspettative di M5S erano troppo elevate, di qui la sensazione di sconfitta.
    2 Renzi ha avuto la fortuna di essere appena arrivato, ha avuto modo di fare lo spaccone, di presentarsi come il nuovo salvifico, ma avrei voluto vedere se questa votazione fosse avvenuta un anno dopo la sua investitura, quali sarebbero stati i risultati.
    3 la battuta di Grillo: “se perdo me ne vado” é da prendere come tutte le altre battute dove ricorre spesso e volentieri a esagerazioni. Quando parla seriamente dice: “i tempi non sono ancora maturi perché il movimento vada avanti da solo.” Solo che a certi farebbe comodo che sparisse, mentre certi militanti si sopravvalutano pensando che il M5S possa fare a meno di lui.

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    Marco Villasmunta

    |

    Caro prof. Aldo. La sua analisi come sempre è lucida e circostanziata.
    Va però secondo me integrata di altri elementi:
    1) la trasformazione delle elezioni europee in un referendum su Renzi e il governo è stato un autogol pazzesco. Oggi potremmo gioire di 17 cittadini puliti che entrano in Europa, invece dobbiamo fare i conti con una investitura popolare che ha stabilito chiaramente che Renzi deve governare e noi dobbiamo fare l’opposizione.
    2) tutta la “mistica” su cui si basa il movimento è da rivedere. Frasi come vinciamonoi, o noi o loro ecc. sono escludenti. Conosco personalmente decine di brave persone che vorrebbero aderire al M5S ma sono inorriditi da questo integralismo. Tra l’altro uno slogan simile (una scelta di parte) è l’epitaffio che è stato scolpito sulla tomba della sinistra l’arcobaleno.
    3) da quando mi sono avvicinato al M5S (un anno e mezzo fa) ad oggi, il livello di fanatismo è mostruosamente aumentato.
    Le espulsioni, seppur giuste, hanno fatto passare il messaggio che per sopravvivere nel M5S devi urlare più forte quello che dice Grillo. Tra l’altro si veicolano sempre di meno i contenuti e sempre di più queste vuote parole d’ordine.
    4) Senza Beppe Grillo il Movimento è morto, ma anche Beppe Grillo deve tornare ad essere quello che era prima: il megafono delle idee degli attivisti. Lo dico per paradosso: Beppe Grillo non dovrebbe avere idee sue o quanto meno dovrebbe evitare di usare il blog per imporre (anche in maniera involontaria) il suo pensiero sugli altri. E’ accaduto con il caso Cioffi Buccarella, è avvenuto con le espulsioni di Orellana, Battista ecc. accade ancora oggi con il caso Farage. La democrazia deliberativa, che è credo la forma che vogliamo realizzare, ha un enorme vulnus: chi deve informare non può far trasparire le proprie simpatie per una scelta piuttosto che per l’altra (per la verità questo è un errore che ha commesso anche lei con le videolezioni sulla legge elettorale, dove si vedeva lontano un miglio che era a favore della scelta proporzionale)
    5) Strategia e tattica nel M5S semplicemente non esistono. Avremmo dovuto combattere una “guerra” di sotto trincea, lunga e sfiancante, un Vietnam fatto di agguati veloci e imprevedibili, per abbattere la “farraginosa macchina da guerra” di PD e FI.
    Ci siamo impelagati nella più classica delle guerre lampo, che falliscono sempre. L’esercito si è allungato e scompattato. I contatti tra il duo di testa, l’avanguardia che è in parlamento e le retrovie degli attivisti sono diventate sempre più lente e confuse. La guerra lampo si è trasformata in guerra di trincea, su un campo di battaglia che non conosciamo più e con scontri diretti che non possono che vederci soccombenti.
    Concludo questo lungo, forse sconclusionato intervento facendo notare che allearsi con Farage in Europa vuol dire più di quello che si vuole far credere.
    Un anno e mezzo fa lei si poneva la domanda se il M5S fosse di sinistra e io le risposi entusiasta che era una forza che voleva sovvertire lo stato delle cose.
    Ma una certa idea di nazionalismo fascistoide serpeggia sempre nel M5S. Basti prendere il concetto di “sovranità alimentare” che è stato completamente travisato o l’idiozia della “sovranità monetaria”.
    Un anno e mezzo fa la invitavo ad entrare senza paure nel M5S, oggi le dico che se in Europa ci leghiamo a Farage io farò un passo indietro e mi tirerò fuori.
    Il pericolo di ritrovarmi in un movimento “palingenetico ultranazionalista” è troppo alto, io non voglio sporcarmi le mani.
    Con affetto.

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    ANTONIO MAMMATO

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    Io credo che pur avendo perso questa battaglia,Grillo non debba dimettersi per nulla!! questo eè quello che sperano e vorrebbero quasi tutti… e se lo facesse Grillo farebbe solo un gran regalo ai partiti esistenti… quindi anlaizzare per bene gli errori commessi in questa campagna elettorale,che pu ci sono stati!! e poi avanti tutta sulla strada della pulizia e del rinnovamento vero!!!

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    silvano

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    Ma quali sono le percentuali nel parlamento italiano?E’ mai possibile che qui da noi ogni volta che si vota, le elezioni precedenti vengono cancellate anche se sono di genere diverso?Se si fosse votato per eleggere i rappresentanti alle gare di scopone scientifico in nuova caledonia ed i rappresentanti dei 5 stelle avessero vinto,si dibatterebbe sulla possibilità di dichiarare defunto il governo Renzi?

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    Stefano

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    Concordo con molte cose.
    Purtroppo non posso non affermare che trovo disdicevole che il 5 stelle si appresti, molto probabilmente, ad allearsi in europa con un partito (UKIP) che non ha quasi nulla delle politiche economiche, ambientali, di sviluppo e persino europee del 5 stelle.
    Spero si faccia molta attenzione, spero si capisca che sarebbe un errore difficilmente recuperabile.
    Affermare che il 5 stelle si pone a sinistra come movimento anti sistema è azzardato ma può ancora andare bene. Il suo elettorato è molto eterogeneo invece. E include anche molti elettori di destra. Raccoglie sopratutto un voto anti politico, anti partiti, anti sistema.
    Spesso per questo il movimento stesso tende a non schierarsi in questioni che abbiano profili divisivi. La querelle sul reato di clandestinità è pardigmatica in questo senso.
    Ma l’alleanza con Farage, se davvero sarà, ho il timore che allontenerà molti elettori che ancora, nonostante i molti difetti, votano 5 stelle.
    Per un elettore di aria sinistrorsa penso sarebbe intollerabile. Passino i molti difetti nella democrazia interna del movimento, passi la mancanza di totale trasparenza e di processi democratici chiari e cristallini nelle dinamiche interne, ma a tutto c’è un limite.

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    claudio

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    Analisi condivisa ,coloro che vogliono che Grillo abbandoni il campo forse non hanno capito o hanno capito benissimo che il campo è ancora minato e se Grillo salta spariscono i 5 stelle . Sono inoltre convinto che i deputati e senatori 5 stelle possono e sono in grado mettere in sicurezza la democrazia.
    Naturalmente questo potrà avvenire se si supererà il concetto di essere di sinistra o di destra .Sarebbe utile per esempio che ogni proposta o disegno di legge in parlamento fosse messa ai voti senza conoscere chi la elaborata e la sua appartenenza ,probabilmente uscirebbero approvate le proposte migliori senza alcun condizionamento Questo non avverrà mai in parlamento ma può accadere nel movimento 5 stelle solo se vogliamo. .Non sono le vittorie che ci fanno diventare uomini migliori . A ogni uomo non è chiesto di vincere ma solo di lottare.Sono certo che i risultati arriveranno al momento giusto.

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    gianluca free

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    Prima dello sbarco si cannoneggia la costa.
    Quando siamo sbarcati si smette,
    o comunque si aggiusta il tiro. altrimenti si ammazzano i nostri.

    Beppe aggiusta il tiro! (che la spiaggia l’abbiamo già presa)
    E’ un must. per il M5S e per l’Italia.

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    PR

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    Condivido in pieno le analisi fatte su un altro sito che sostiene: “L’inchiesta sui flussi dei voti delle ultime elezioni europee, fatta da alcuni istituti di ricerca, pone in risalto la questione delle “migrazioni” tra un partito e l’altro ma non rileva un doppio dato di tendenza: chi sono gli astenuti che non si riconoscono in queste elezioni e qual’è l’estrazione socio-culturale che compone questi dati. Una cosa è certa sui dati (di chi è andato a votare) come possa essere (oggi più che mai) attuale il detto degli anni passati: “moriremo democristiani”. Dove non si era mai visto prima un “ex(?) DC” come Renzi che durante il comizio di chiusura, della campagna elettorale, rivendicasse la paternità (sic! – storica, politica, culturale) di Enrico Berlinguer… Come non si era mai visto che gli astanti gli dessero corda invocando: “Enrico. Enrico. Enrico.” Nessuno, però, dei partiti o dei media sostiene che l’astensionismo è il partito (in assoluto) più grosso perché degli elettori aventi diritto 49.256.169 solo 28.908.004 (58,68 %) si sono recati alle urne, mentre 20.348.165 (41,32 %) sono rimasti a casa. [1] Poi ci sono da aggiungere 954.718 di schede nulle, 577.856 di schede bianche e 3.683 di schede contestate e non assegnate. Si può osare e sostenere che questi risultati elettorali devono subire il dimezzamento, dovuto alla percentuale degli astenuti, oppure il battage mediatico ci ha obnubilato le menti al punto da far diventare la matematica un’opinione? Dopo, ma solo dopo, si può ragionare di dove si siano spostati tra un partito o l’altro i voti… ma con onestà intellettuale. MOWA” Lo trovate all’url http://www.iskrae.eu/?p=17566

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    Giovanni Talpone

    |

    Sono abbastanza d’accordo con quanto scritto da Vincenzo Cucinotta. Di mio, aggiungo che: a) sia il PD sia il M5S stanno spostandosi, per una ragione o per l’altra, verso destra (che, nonostante ciò, un pezzo di Tsipras stia già cercando di entrare nel PD, fa parte della teratologia della politica: che perlomeno lo faccia al più presto!). b) Tale spostamento, ancora una volta, darebbe maggiore spazio a una Sinistra seria, se esistesse. c) Tale molto ipotetica Sinistra avrebbe comunque molto da imparare dal M5S su come si organizza oggi un partito (nonostante le molte ingenuità ed errori, comunque preferibili alla mummificazione dell’area ex-Rif). d) Non credo che un partito così confusionario come è stato finora il M5S sia in grado di impensierire il ceto politico dominante come crede, a mio parere erroneamente, Giannuli: la “scena della paura” è stata un’ovvia trovata dei media per tirare la volata al fiorentino. Il M5S diventerebbe molto più preoccupante per lor signori se passasse dalle proteste alla proposte. Ma ciò rivelerebbe che, grazie alla propria ambiguità e alle sparate da bar di Grillo, finora ha raccolto (socialmente e politicamente) un po’ di tutto, anche progetti e interessi che non possono in alcun modo stare insieme. Ma, se non passerà questo difficile guado, rischia di diventare la triste caricatura di se stesso, un po’ come è successo al povero Pannella.

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    giancarlo orlandini

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    ma per quale ragione dovrebbe dimettersi. che si dimetta Renzi e camerati. Una sola cosa vorrei dire a Grillo. Da ora in poi dovrebbe ascoltare di più noi del M5S perché gli abbiamo chiesto più volte di essere più moderato. I commenti che vorremmo fare li ha fatti per noi Scanzi, Gomez,e Travaglio.Caro Giannuli lo convinca lei. Grazie.

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    Antonio Albergo

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    L’idea di attribuire a Beppe tutte le responsabilità di un parziale insuccesso, mi pare alquanto comodo, è ovvio che ci troviamo di fronte ad una situazione che meriterebbe un approfondimento più accurato, i fattori sono molteplici e una irrazionale sommatoria di responsabilità apporterebbe una ulteriore confusione alle manovre fatte.
    Mi pare evidente il fatto che, se i
    parlamentari del movimento, abbiano tacitamente accettato gli argomenti che Grillo ha portato in piazza senza alcuna correzione in corso, sono anch’essi responsabili.
    Non averlo corretto o frenato, denota un euforica e compulsiva dipendenza dal loro leader.
    Questa condizione, è tipica di tutti i movimenti che storicamente si sono avvicendati.
    E’ anche vero che le identità del gruppo sono ancora in fase di definizione.
    Personalmente sono convinto che una priorità, sia quella di definire una connotazione Politica del movimento, anche a rischio di ridurne le forze numeriche, ma che siano quelle reali.
    Se ciò non accadesse in tempi relativamente brevi, c’è il rischio di dispersione di tutte quelle forze fresche e innovative che distinguono il movimento.
    Va aggiunto che la strategia comunicativa, non può più essere relegata alla sola rete per convincere i già convinti, i trequarti della popolazione, hanno come unico interlocutore la televisione, l’idea di sottrarsi ai tranelli televisivi, equivale a quella pubblicità che dice”ti piace vincere facile?”.
    Se le regole, buone o cattive che siano sono queste, non possiamo nasconderci dietro il fatto che sono corrotte, perché è un’ammissione di fallimento, vedi anti politica, sono pseudo terroristi, contro lo stato democratico, sovversivi, e mi fermo.
    La maggior parte della popolazione non si informa attraverso la rete, e recepiscono le verità proposte dalla televisione come assolute, questo perché manca un contraddittorio.
    La strategia comunicativa, ha prodotto la sua efficacia nella prima fase, è inevitabile un cambio di marcia, è impensabile percorrere 100 Km con la prima, fonderemmo il motore.
    Antonio Albergo

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    Max Damioli

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    Trovo il tuo articolo interessante e sfaccettato, legittimo e equilibrato.
    Concordo con il minimizzare il significato della “mancata vittoria” (che NON E’ una “sconfitta”!, in fondo il M5S è il secondo partito italiano!
    Meno sulle parole “battaglia” e “guerra” che individuano sì – metaforicamente – una situazione, ma ne radicalizzano linguisticamente il significato.
    Credo, invece, che si tratti di un OBIETTIVO AMBIZIOSO il cui raggiungimento, come tutte le volte che punti altro, prevede delle battute di arresto, degli “errori” (in inglese meglio MIS-TAKES) che servono PROPRIO a migliorare il progetto, raffinare l’obiettivo e gli strumenti per raggiungerlo.
    Poi credo che questo senso (errato) di “sconfitta” derivi dalle ASPETTATIVE di asfaltare il mondo intero. Sarebbe come se fossimo delusi e amareggiati se l’Italia non vincesse i Mondiali di calcio…non è che gli altri sono lì a pettinare le bambole e a farci facile la strada…dunque non tanto alzare i risultati, quanto abbassare le aspettative (non le aspirazioni!).
    Per finire queste aspettative sono state ESATTAMENTE uno dei principali motivi della mancata vittoria: tutti credevano che avrebbe vinto. E allora sono andati al mare. (cfr i mille voti raccolti a Ostia in spiaggia dalle Jene). Abbiamo peccato di presunzione e il PD, che non è nato ieri ed è piuttosto radicato nel territorio, no.
    Concludendo le tue ricette per raggiungere l’obiettivo mi sembrano un po’ “frettolose”. Intanto BISOGNA STUDIARE e non discutere a vanvera. Poi bisogna MIGLIORARE noi stessi e il nostro apporto/rapporto con il Movimento.
    E mi fermo qui, nell’apprezzamento per il tuo articolo, ma sarebbe bene aprire una fase di valutazione fondata su dati e non su opinioni.
    Ciao!max:-)

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    Tommaso B.

    |

    OK, però adesso è il momento di dimostrare che il M5S crede veramente nella democrazia dal basso, nella democrazia partecipativa.

    E’ ora di sbloccare tutti gli utenti certificati dopo il 30 giugno 2013, che nell’ultimo anno non hanno potuto partecipare.

    Se non ci scongelate come possiamo partecipare?

    Di questo passo arriverà prima la piattaforma del PD

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  • Grillo non si deve dimettere – caposele5stelle

    |

    […] è ancora lunga e il M5s ha preso una battuta d’arresto, ma non una sconfitta definitiva.” Aldo Giannuli input, textarea{} #authorarea{ padding-left: 8px; margin:10px 0; width: 635px; } #authorarea h3{ […]

    Reply

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    Bigliazzi Ezio

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    Gentilissimo professor Giannulli, condivido in toto la sua preziosa analisi. E volevo a tal proposito, condividere con Lei la risposta da me data ad un tale Michele Iannone (MeetUp Milano) che invita a firmare una petizione , secondo me discutibile. Qui di seguito le mie parole: “Ti scrivo perché ho ricevuto tua mail change.org. Sono disgustato e profondamente rattristito relativamente a quanto scritto da te, sei giovane, potresti essere tranquillamente mio figlio. Solo questo ti concedo, riguardo al resto provo pena per gente come te, il tradimento è cosa nota nelle genti Italiche. Personalmente mi auguro che tu venga allontanato dal MoVimento e personalmente all’occasione esprimerò il mio voto in tal senso. Non mi resta altro da dirti salvo che dovresti vergognarti”. Dal canto mio, rimango fedele non solo alle idee ed ai propositi del M5S, ma altrettanto alla persona di Beppe Grillo, con tutte le sue sfaccettature e la sua grande umanità. Altrettanto dicasi per Gianroberto Casaleggio e tutti gli attivisti e simpatizzanti, che quotidianamente si impegnano e lottano per il bene di questo Paese. La saluto cordialmente e la ringrazio per l’impegno profuso. Magari avessi avuto, ai miei tempi, un insegnante come Lei…..A riveder le *****

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    Eva

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    D’ora in poi Beppe dovrà usare più diplomazia e buon senso e sarà accettato di più.

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    Vincenzo

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    Ma se Grillo non è nessuno, come mai decide tutto lui, e chi lo ha incaricato per i colloqui in Europa?, aveva detto che si sarebbe Dimesso se avesse preso un solo voto in meno del Pd e se non lo fà è solo quello che ha sempre dichiarato di essere, “Un COMICO”.

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    Francesco Scaramuzzi

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    Aldo, sono 40 anni!
    Sei fermo ad una analisi da 1976.
    Il PCI e la DC?
    Ti prego. Un po’ di silenzio per ripensare a quanto di sbagliato detto negli ultimi tempi?
    neanche questa volta?
    Con affetto
    Francesco

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    nicola

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    Dottor Giannulli lei è straordinario, sono d’accordo su tutto, credo che dobbiamo fare muro per proteggere Grillo e Casaleggio , sono il cuore e l’anima del movimento, e sapere che non ci dovesse più essere uno di loro, non sarebbe più il mio. Il nostro movimento. L’abbiamo acclamato tutti fino a ieri, ora sento queste assurdità da persone che magari erano in prima fila ad applaudire. Se grillo molla , il movimento per come è oggi morirebbe. Grazie.

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  • Grillo non si deve dimettere | NUTesla | The Informant

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    […] “Si stanno levando molte voci che chiedono le “dimissioni” di Beppe Grillo (ho visto una dichiarazione in questo senso anche di parlamentari del M5s o ex del movimento), anche in questo blog ci sono interventi che vanno in questo senso e qualche autorevole amico me lo ha scritto in una mail privata. Tutti, più o meno, ricordano la frase con cui Grillo diceva che si sarebbe ritirato se non avesse “vinto”. Bene, allora discutiamone.In primo luogo: dimettersi da cosa? Grillo non ha cariche formali nel M5s, non ne è il segretario. Per cui la richiesta di dimissioni può significare solo che deve smettere di parlare e magari chiudere il suo sito. Mi sembra una richiesta eccessiva, che non si può fare neanche al leader più sconfitto del sistema solare: ma, allora, fatte le dovute proporzioni, uno come Veltroni cosa avrebbe dovuto fare? Per non dire di Paolo Ferrero.Allora, come prima cosa mi pare sia il caso di “prendere le misure” di questo risultato elettorale. Una sconfitta, l’abbiamo definita dal primo momento e senza giri di parole, ma c’è sconfitta e sconfitta e non tutte le battaglie perse sono Waterloo. Nel nostro caso il bicchiere non è mezzo pieno e mezzo vuoto, ma neppure del tutto vuoto. Diciamo così: è vuoto per i due terzi, ma c’è pur sempre un terzo pieno.Certamente nessuno degli obiettivi è stato raggiunto (affiancamento o superamento del Pd, conquista di almeno una regione) e non solo non c’è stata alcuna avanzata del M5s oltre il 25%, ma si sono persi circa un milione di voti, scendendo al 21%. E questa è la parte “reale” della sconfitta. Poi c’è un “effetto ottico” che la ingigantisce: l’inaspettata e fortissima avanzata del Pd. Non c’è dubbio che questo sia una “vittoria del sistema” che si è compattato intorno ad un partito, ma è una vittoria che va un po’ relativizzata.In primo luogo perché quel 40% avviene in elezioni dove l’astensionismo è cresciuto di 17 punti in un anno, ma è del tutto presumibile che, come nel passato, la gran parte degli astenuti poi torneranno a votare nelle politiche ed i conti occorrerà rifarli. E mi sembra molto difficile che il Pd mantenga il 40% anche con il rientro degli astenuti delle europee.In secondo luogo, Renzi ha potuto giovarsi di una straordinaria rendita di posizione: la destra frazionatissima e in forte calo (è passata dai 10 milioni di voti della coalizione dello scorso anno, ai poco più di 8 milioni e mezzo di oggi), il centro montiano e la lista Giannino (che sommavano quasi il 12%) si è polverizzato ed è privo di qualsiasi espressione politica credibile, l’estrema sinistra è in difficoltà (che, infatti, ha ceduto un buon 1,3% della sommatoria di 5,45% di Sel e Rc). Il Pd, di fatto, aveva un unico avversario nel M5s che aveva contro tutti gli altri partiti. E, come abbiamo detto dall’inizio, Renzi ha vinto perché ha limitato al minimo le sue perdite verso l’astensione e gli altri partiti ed ha ingoiato sano sano il centro montiano, aggiungendo qualcosa da Foza Italia e dal M5s. In qualche modo si è ripetuto quanto accadde nel 1976, quando il Pci sembrava dover sorpassare una Dc in crisi: la cosa terrorizzò i moderati che fecero quadrato intorno alla Dc che si riprese e tenne a bada il Pci.In Italia questo genere di sfide premiano sempre i moderati e conservatori al potere ed il M5s è caduto nella trappola. Quindi, più che vittoria del Pd dovremmo parlare di confluenza del centro montiano nelle sue fila.Veniamo, invece, al terzo di bicchiere pieno del M5s: in primo luogo, è un movimento giovane che conferma un notevole grado di radicamento elettorale mantenendo i 4/5 della sua originaria percentuale. In secondo luogo, se ha subito la perdita dei circa 3/8 dei suoi elettori, è vero che, nella maggior parte, essi non si sono indirizzati verso altri partiti (direi circa 5-600.000 al Pd e 150-200.00 alla Lega), ma verso l’astensione. Abbiamo detto che l’incremento delle astensioni in questo tipo di elezioni dipende, più che da una disaffezione verso il partito precedentemente votato, da una disaffezione verso le istituzioni europee, per le quali serve poco votare. Questo vale per tutti, anche per il M5s. Il che non annulla certamente la flessione, ma la attenua nel suo significato potenziale.In terzo luogo, il Movimento mantiene un forte peso nell’elettorato più giovane, il che è sempre un elemento di vantaggio sugli altri, non fosse altro che per ragioni demografiche.Ma, soprattutto, il trionfo odierno di Renzi non è affatto definitivo ed irreversibile –come si è detto- e la “rendita di posizione” che oggi ha premiato lui, in prospettiva premia il M5s, restato unica opposizione consistente. Il centro (intendendo per esso quello montiano o di Casini) è dissolto, la destra, allo stato dei fatti, è in calo e soprattutto disunita, collocata parecchi punti sotto il Pd, la Lista Tsipras ha avuto un successo di cui ci rallegriamo, ma non ha dimensioni che possano impensierire il Pd ed, in caso di elezioni con l’Italicum, si troverebbe nella situazione di scegliere fra entrare in coalizione con il Pd o il M5s o sparire (per ora mi pare che la soglia dell’8% sia ampiamente fuori della sua portata).Di fatto il M5s resta l’unico contraltare numericamente credibile al Pd. Tutto questo considerato, mi pare che si possa parlare di una battaglia persa, ma non di una guerra persa. La guerra continua e il M5s resta l’unica forza capace di aprire la strada ad un cambiamento del sistema politico. Che poi ci riesca o no dipenderà dalla sua capacità politica, ma oggi è l’unico ad avere le carte sufficienti per provarci.Questo, però, implica un immediato cambio di passo: il M5s ha sbagliato soprattutto nel sottovalutare le resistenze ambientali e la reazione del sistema. Insomma: non penserete che le classi dominanti stiano ferme ad aspettare di essere rovesciate? Chiedetevi perché Ferrara festeggia a cocaina o il “Giornale” dedichi il titolo di apertura ai grillini asfaltati, mentre non avrebbero nulla di cui gioire per i propri risultati elettorali. E’ evidente che battere il M5s era l’obbiettivo di tutti, prima ancora che superarsi fra di loro. Il potere non permette di essere sfidato senza reagire.Il che significa che battere il sistema non è una gita fuori porta o una scaramuccia: è una guerra di lunga durata, nella quale bisogna mettere in conto anche le sconfitte parziali, alle quali occorre reagire serrando le fila e rivedendo tattica e strategia. E qui si vede di che pasta è fatto un movimento e la gente che lo compone.Il M5s deve tenersi lontano dalle opposte derive della chiusura settaria e del “rompere le righe”. Gli serve una riflessione profonda, senza pregiudizi ma senza autolesionismi, una impennata di orgoglio, ma senza arroccamenti autocelebrativi o giustificazionismi.In questo quadro, va posta la questione di Grillo e delle sue “dimissioni” (chiamiamole così): servono al M5s? Io credo di no. Se Grillo si ritirasse oggi il M5s non reggerebbe e sarebbe, appunto, il rompete le righe. La coda suonerebbe alle orecchie dei suoi elettori come un “ammainabandiera” ed il riconoscimento pieno di una sconfitta definitiva. Trasformerebbe una battaglia persa in una guerra persa.Capisco che molti aspettano esattamente questo, ma faccio presente qualche inconveniente di questa scelta. Le strade che si aprirebbero sarebbero solo due: o la ripresa della destra come alternativa al Pd o (se la destra non si riprendesse) oppure l’assenza di qualunque alternativa al Pd che correrebbe da solo. La seconda sarebbe una “democrazia popolare” dell’est Europa di cui nessuno (spero) senta la nostalgia, la prima sarebbe esattamente il contrario di quello che vorremmo per toglierci definitivamente il Caimano dalle scatole, sarebbe la sua ennesima resurrezione. Capisco che questo possa risultare allettante per i berlusconiani, ma per gli altri? In secondo luogo, faccio notare che, nell’ondata eurocritica attuale, il M5s è l’unico che si collochi a sinistra del blocco europeista, anche se ha rapporti con l’Ukip (che, peraltro, non è un gruppo fascistoide come il Fn, Obbik, ecc.). E sinora è proprio il M5s ad aver evitato che la protesta si canalizzasse a destra in Italia. Quanti auspicano la scomparsa del M5s, sono in grado di garantire che questo non finisca per alimentare cose assai meno accettabili?Dunque, è bene che il M5s resti e riprenda la sua lotta, pur se con aggiustamenti e rettifiche necessari. E se vogliamo che il M5s resti, occorre che Grillo e Casaleggio restino dove sono e continuino ad avere il loro ruolo. E che Grillo continui ad essere il “frontman” del movimento con le sue caratteristiche espressive. A proposito: c’è chi si fa beffe di questa mia frase, chiedendomi se debba continuare ad esprimersi “come uno scaricatore di porto”. Io intendevo dire che essendo un comico abituato alla satira politica continui a far questo, quanto poi agli “scaricatori di porto”, cosa abbiamo contro i portuali? Io ricordo che quelli di Genova, i leggendari camalli, ebbero un ruolo determinante nella caduta di Tambroni, cosa di cui, credo, gli si debba esser grati. Ma capisco che nei salotti e nelle terrazze di un certo livello il bon ton faccia premio sulla militanza democratica.Tornando al discorso precedente: Grillo e Casaleggio restino dove sono, ma facciano spazio anche ad altri, che il movimento abbia una immagine più ricca e collegiale, dimostri di non essere più solo i suoi due fondatori. E che i grillini mettano da parte gli ottimismi eccessivi: il sistema c’è, è forte e si difende, non ci si facciano illusioni e non si pensi di vivere solo di rendita degli errori degli avversari.Il M5s deve rafforzare la sua immagine di forza politica propositiva capace di tradurre la sua spinta antisistema in obiettivi parziali, concreti e perseguibili. La strada è ancora lunga e il M5s ha preso una battuta d’arresto, ma non una sconfitta definitiva.” Aldo Giannuli […]

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    Andrea Laforgia

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    Caro Giannulli,

    Rispondo nel mio piccolo alla sua analisi di oggi sulla necessita` o meno che Grillo si “dimetta”.

    Esiste un bellissimo film di molto tempo fa, “Signori si nasce”, in cui Toto`, un “nobile” povero in canna, fa il suo ingresso in un circolo aristocratico, si avvicina al tavolo da gioco, urla “banco!” al momento di scommettere, perde, e quando gli viene intimato di pagare il debito, con un’affettatissima erre moscia si scioglie in un “ma io scherzavo!”.

    Poi, quando qualcuno gli chiede che cosa avesse fatto della posta, se avesse vinto, lui risponde con un “Me li pigliavo! Che sono scemo??”

    Le ricorda qualcuno?

    Lei vuole discutere, e allora discutiamo. Si sta chiedendo a Grillo di esercitare quella onesta` e quella coerenza che vengono tanto sbandierate nelle sue piazze e che vengono cosi` fortemente richieste agli avversari politici. Che cosa Grillo intendesse quando ha parlato di “andarsene” non e` dato di sapere; nessuno ha parlato di “dimissioni”; e` Grillo che ha fatto un’affermazione sul proprio futuro. Qualunque cosa intendesse con “me ne vado”, che lo faccia, visto che ha perso. Cosa intendeva? Chiudere il blog? Barricarsi nella villa ligure? Godersi i nipotini? Tacere? Qualunque cosa fosse, che lo faccia.

    Non e` sicuramente quel che sta continuando a fare, imperterrito, come prima, come “frontman” (come lo chiama lei) del movimento. E` apparso in un video, si e` preso un maalox e ha detto “continuiamo come prima”.

    Quel che mi sorprende, poi, di tanti grillini che invocano onesta` e coerenza e` di tollerare questi due pesi e due misure che vengono usati tutte le volte per identificare Grillo. Solo un comico quando fa comodo, portavoce del partito in tutte le altre circostanze. Un uomo che confonde, da` numeri per scherzo, non si sa mai se parli seriamente o stia sbeffeggiando; che in ogni momento puo` sfoderare un “ma io scherzavo!” tirandosi fuori dall’angolo del ring.

    Non tutte le battaglie perse sono una Waterloo. Ha ragione. Quelle che avete perso in passato non lo erano (forse), ma questa si`. E` una Waterloo per i risultati, ma sopratutto per l’atteggiamento di chi avanzava dritto come una rompighiaccio, strombazzando arrogantemente un “Vinciamo noi!”. Alla fine si e` ritrovato con 3 milioni di voti in meno e un distacco tale dall’avversario (anzi, dal “nemico da distruggere” come tanti grillini definiscono il PD) che non gli consente neanche di appropriarsi del titolo di secondo, benche` lo faccia ugualmente.

    Mi ha fatto sorridere la sua espressione “effetto ottico” nel descrivere la vittoria del PD. E` un po` patetica. La si userebbe per scherzo, tra amici, quando gli altri vincono una partita di calcetto: e` solo un effetto ottico! Da persona che non ha simpatie per il PD (e che, anzi, nel 2007 faceva il tifo per Grillo) le ricordo che per ora il 40% il PD lo ha preso eccome. Abbiate rispetto dei cittadini che hanno votato. Si vince anche perche` si ruba elettorato agli altri; lo avete fatto anche voi in passato. Alle politiche si vedra`, ma si vedra` per tutti. Lei pensa davvero che il M5S, dopo questa debacle, possa avere un futuro roseo? Di nuovo, un po’ di onesta` intellettuale: se vuol fare previsioni, le faccia per tutti.

    Mi perdoni se lascio perdere le sue analisi numeriche e i suoi terzi di bicchiere vuoti/pieni. Mi sembrano elucubrazioni acrobatiche per difendere l’indifendibile.

    Lei dice un’altra cosa corretta, ma a mio parere gravissima: “Se Grillo si ritirasse oggi, il M5S non reggerebbe”. Lo penso anch’io, dal momento che ogni qual volta i grillini compaiono in TV o in luoghi dove non siano attorniati da confratelli pentastellati, e vengono coinvolti in un confronto, ne escono mazzolati e lividi; dimostrando di non riuscire ad argomentare, di essere politicamente immaturi, di avere idee confuse e di essere poco informati. Ma lei non crede che poggiare un movimento su un solo uomo significhi costruire una struttura solida?

    Mi spiace ma la sua considerazione finale sul M5S la trovo avvilente (per il movimento) e contraddittoria. Il M5S dovrebbe restare perche` la sua scomparsa finirebbe “per alimentare cose assai meno accettabili”? Cioe` sta tirando fuori un “turiamoci il naso e votiamo M5S”? Non trova un po’ patetico anche questo? Lei afferma che Grillo e Casaleggio devono restare ed avere “il loro ruolo”. Quindi hanno un ruolo? Qual e` questo ruolo? Non trova che sia contraddittorio col non avere “cariche formali” all’interno del movimento?

    L’allenza con Farage farebbe meglio ad analizzarla piu` in dettaglio, in futuro. Non si capisce bene a quale titolo Grillo, che – lo ha detto lei – non ha una carica formale del partito (che` tale e` il movimento e tale si e` definito in un recente post sul blog di Grillo) voli a Bruxelles da perdente e si scatti selfie politiche con uno che vuole creare altre centrali nucleari , abolire i finanziamenti alle rinnovabili e non ha problemi a definirsi di “estrema destra”. Lei pensa che sia coerente per uno che si definisce erede di Berlinguer e che usa Dario Fo come intellettuale di riferimento?

    Le chiedo, percio`, in ultimo, che cosa vuole veramente Grillo e che cosa vuole veramente il movimento: potere o coerenza? Come vede, Grillo, nel puntare alla prima, perde miseramente l’altra.

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    giovanni

    |

    “Il 20% – 21% del m5s a mio avviso rappresenta uno zoccolo duro di cittadini che si informano,”
    si informano così tanto che a ogni elezione ne beccano a decine a fotografarsi il voto nel seggio elettorale. Grillini e informazione sono agli antipodi

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    Giancarlo Cascini

    |

    Caro Aldo, concordo con l’analisi. Ricordo che il PCI, nel 1938, attraversò un periodo di profondo scoramento dovuto al consenso che il regime fascista riscuoteva. Poi, sappiamo com’è finita. Errori sono stati fatti ma lascio le autocritiche a chi ha messo il suo impegno e la sua faccia. Sottovalutare i risultati fin qui ottenuti è infantile. Il M5S sta cambiando l’Italia per induzione. Chiediamoci dove saremmo ora senza il movimento e chiediamoci se non riuscire a prendere la maggioranza relativa alla seconda prova elettorale possa essere motivo di epurazioni. Calma ragazzi. Una camomilla e domani si riparte…

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    Riccardo

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    D’accordo su tutta la linea!
    Comunque io chiederei il riconteggio dei voti: “a spanne” questo risultato è impossibile!
    Capisco che i contatti personali non possono fare statistica.. ma fino ad un certo punto!
    Ricontiamo le schede!

    (ed in ogni caso senza Grillo questo risultato sarebbe stato il 2,1%!)

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    gianfranco d'atri

    |

    Ragionamento:
    Gli italiani hanno bisogno di un padrone.
    Grillo e casaleggio sono i migliori disponibili.
    Se ci lasciano, restiamo con le braghe in mano.
    e se lascio io? E se lasci tu? E se lasciano le decine di persone che non ne possono più dei capetti eletti?
    Non sarebbe altrettanto grave?
    Allora è possibile costruire a partire da quanto realizzato da grillo, casaleggio ( nonostante messora) , tutti insieme, o dobbiamo per forza riconoscere un ( duo) capo?
    È una gueraaaaaaaa!!!!!

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    ArcangeloDV

    |

    Ci sono due medaglie che il M5S si appunta sul petto a ragion veduta, e sono la coerenza e l’onestà.
    Se venisse meno anche solo una di queste non si riuscirebbe più a capirne la differenza rispetto alle altre realtà politiche.
    Grillo ha caricato fortemente questa tornata elettorale ed ho condiviso.
    Non ho condiviso quando ha detto che se avesse perso avrebbe mollato tutto.

    Da elettore del M5S ritengo a questo punto però necessario che si dia seguito alla coerenza che deve, qualsiasi sia il costo, distinguere il movimento.

    Non credo sia necessario ed utile che Grillo si allontani dal movimento, sarebbe una perdita non accettabile per il movimento stesso in questa fase.
    Ma un passaggio formale dovrebbe in ogni caso essere fatto, fosse anche chiedere agli iscritti tramite sondaggio quale tipo di contributo vogliono che Grillo dia al movimento.
    Nel caso tutto passi come nulla fosse successo ci verrà rinfacciato ad ogni momento utile e perderemmo l’unica arma efficace contro i proclami pre-elettorali dei vecchi partiti..

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    Antonio

    |

    Mi piace molto l’analisi di Aldo Giannuli ma vorrei aggiungere solo un concetto che è stato già sfiorato da Mariosavona. Molta gente e stanca, delusa, depressa per questo stato di cose. Vivo nel sud dell’Italia ma mi reco spesso all’estero e non ci vuole molto a capire come stiamo messi male in termine di servizi, qualità della vita, speranze del futuro, affezione al territorio per non dire concetti più grandi tipo amor di patria, amore e fiducia nelle persone che ci rappresentano ecc..
    Quando nacque il M5s molti videro in esso un barlume di speranza.
    La tattica usata dal movimento, attraverso le parole di grillo, fecero capire ancora meglio agli italiani che gran parte dei problemi e delle cause dello sfacelo erano dovuti alla incapacità politica in primis e alla corruzione ed interessi personali. Gli attacchi veementi, soprattutto il fatto che per la prima volta erano diretti non verso una sola direzione ma a 360 gradi, fecero illudere tanta gente, me compreso, che forse si poteva cambiare, in modo radicale, il sistema politico.
    Il 26% preso alle politiche fu la dimostrazione che 1 italiano su 4 credeva in quello che grillo diceva.
    Dove è stato commesso l’errore allora. Perché, se quasi tutta la popolazione e stanca e vuole qualcosa di diverso, non ha creduto più nel progetto?
    Quando si vuole contestare una “governance” va bene criticarla ed evidenziarne gli errori. Ma questo si fa solo per far capire che chi sta a capo sta sbagliando. Il passo immediatamente successivo e

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    Antonio

    |

    Mi scuso voglio concludere.
    Il passo immediatamente successivo e quello di dire cosa farei io a quel posto.
    Grillo da Vespa non ha fatto capire che se prendeva il 30 o 35 % cosa andava a fare da Napolitano. Ha detto che voleva il governo. Lo sa che costituzionalmente occorre il 51% che lui non avrà mai.? E in questo tema come fa a non ipotizzare alleanze per governare. Vuole prendere il governo con un golpe o passare tutta la vita a fare opposizione e a criticare quello che fanno gli altri? La mancanza di proposte serie, la mancanza di scenari alternativi, il non chiaro concetto di cosa volesse fare (oltre l’opposizione) che gli hanno fatto perdere consensi. E profetizzo che se continua su questa strada, ovvero a fare dolo casino senza proporre, con i giusti toni, e magari facendo parlare anche altri esponenti, perderà ancora più vistosamente alle prossime politiche. Un abbraccio. Antonio

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    ALESSANDRO

    |

    Caro Giannulli, chieda la rettifica sul blog di Grillo. Cita il suo articolo modificandone il contenuto:
    “Certamente nessuno degli obiettivi è stato raggiunto (affiancamento o superamento del Pd, conquista di almeno una regione) e non solo non c’è stata alcuna avanzata del M5s oltre il 25%, ma si sono persi circa un milione di voti, scendendo al 21%. E questa è la parte “reale” della sconfitta.”
    http://www.beppegrillo.it/2014/05/grillo_non_si_deve_dimettere.html

    Lei scrive nell’originale:
    “Certamente nessuno degli obiettivi è stato raggiunto (affiancamento o superamento del Pd, conquista di almeno una regione) e non solo non c’è stata alcuna avanzata del M5s oltre il 25%, ma si sono persi circa tre milioni di voti, scendendo al 21%. ”

    Da tre milioni a uno. Questo è indignitoso, mendace, oltre che pura malafede e propaganda.
    Intervenga e al più presto.

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    ferdibau

    |

    Vorrei sottolineare che in italia esiste una democrazia e non un sistema. Il movimento 5stelle, è un partito, come gli altri ne più ne meno, che ha un padre padrone: Grillo, e questo, di fatto, lo accomuna molto al partito di Berlusconi, ove la democrazia interna è assente. Il messaggio di tipo messianico di Grillo è il massimo in quanto a demagogia e intolleranza. L’eliminazione di Grillo è improponibile pena la completa dissoluzione del partito 5stelle. Le elezioni europee hanno sancito la totale sconfitta politica di una ideologia totalitaria rappresentata da Grillo, appare infatti impossibile l’ottenimento del 51% dei voti da qui l’impossibilità di formare un futuro governo a 5stelle, visto la assoluta contrarietà a formare coalizioni con altri partiti. La possibile evoluzione del partito 5stelle all’interno dell’attuale arco costituzionale dei partiti al momento è impensabile pena la stessa dissoluzione del partito 5stelle: visto che l’unico collante è il totale rifiuto degli altri attori della democrazia italia.
    Il Partito 5stelle è quindi in ultima analisi un conglomerato non omogeneo il cui centro di gravità è rappresentato da Grillo. I 5stelle non offrono soluzioni alla attuale crisi ma anzi sono un sintomo della crisi, più la crisi sarà forte, maggiore sarà la forza del movimento. Quindi è auspicabile una rapida uscita dalla crisi e un rapido dissolvimento dei 5stelle. E’ chiaro quindi che qualsiasi tentativo di riforma (indipendentemente dalla bontà di questa) sarà sempre ostacolata dal partito formato da Grillo. Grillo è il capo di un partito iperconservatore, ove il suo obbiettivo è il sovvertimento del ordine democratico. Ostacolare, intralciare, ridicolizzare le istituzioni democratiche è il vero perno dell’azione politica di Grillo. E’ quindi ridicolo pensare ad una uscita di scena da parte di Grillo, visto i suoi obbiettivi. Da ultimo vorrei fare una domanda apparentemente provocatoria, il partito di Grillo è utile alla democrazia visto il suo profondo disprezzo della democrazia? Si lo è! Il sintomo della malattia della crisi è il consenso che ha Grillo, maggiore è il consesso più profondo e radicato è la sofferenza (vera) di milioni di italiani. La attuazione di politiche virtuose, debbono risanare la democrazia e portare il partito di Grillo ad un fisiologico 5%, se la democrazia sarà incapace di produrre soluzioni in un periodo di tempo relativamente breve, allora si potrebbe anche ipotizzare una forte crescita dei 5stelle, indipendentemente dalle scelte correte o sbagliate di Grillo.

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    stefano cirilli

    |

    D’accordo, non deve dimettersi, ma se proprio gli piace Farage, si iscrivesse al Ukip, e lasci stare il movimento.

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    PinoIoculano

    |

    Ho sempre detto che Grillo doveva mettere all’angolo Bersani ed imporgli di fare un governo con un tot di punti condivisi. Se lo avesse fatto ora non saremmo qui a parlare di percentuali di bicchiere vuoto.

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    Giuseppe

    |

    Beh signor Giannullo lei si sbaglia di grosso ad invitare Grillo ad andare avanti, in Italia vi sono tante persone pronte a votare il movimento solo che non lo votano perché presente Beppe Grillo, secondo sbaglia a dire che se Grillo si dimettesse sarebbe come un rompete le righe si sbaglia di grosso visto che all’interno sono presenti dei validi giovani vedi lo stesso Luigi di Maio. Solo che questi non vengono fuori perché chiusi da Grillo e da Casaleggio. Grillo se vuole che il movimento vada realmente al Governo deve andarsene.

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    Gianluca

    |

    Mha…per essere un uomo di parola Grillo dovrebbe dimettersi, ma la vera domanda secondo me non è se Grillo si dimetterà o no ma se il M5S sarà disposto a mettersi in discussione e a imparare dai suoi errori, se si potrebbe anche non essere necessaria la dimissione di Grillo, se no nessuna dimissione sarà sufficiente!
    In particolare qualcuno dovrebbe far capire a Grillo che è utilissimo in piazza, ma spesso controproducente quando va in parlamento o in televisione ed è un peccato perchè il M5S ha gente preparata e intelligente che saprebbe ben figurare e argomentare molto meglio in quelle circostanze.

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    Antonio Sartorio

    |

    Gentile professore, sono uno di quel 21% che ha ridato la sua fiducia al movimento; detto questo mi permetto di aggiungere alla sua analisi poche altre considerazioni. A)Non si può irridere così allegramente sugli 80euro. Io lavoro nella P.A. e non ricordo quasi più quando abbiamo firmato l’ultimo contratto. Pur con tutti i distinguo del caso, per molti è stato un aumento contrattuale. Si sarebbe potuto dire agli Italiani che il governo aveva fatto una bella cosa ma che questo avrebbe comportato tempi di attesa più lunghi nei pronto soccorso a causa dei tagli alla sanità per reperire i fondi; che era mal distribuito poichè non prendeva in esame il reddito familiare nel suo insieme(coniugi con CUD da 20.000 euro pro capite hanno un bonus famigliare di 160 euro mensili, un mono reditto da 30.000 sta alla finestra a guardare).E via discorrendo. B) Sull’ euro, come strumento di potere nelle mani della classe dominante(vedi Von Hayek),non si è avuto il coraggio di prendere una decisione netta e precisa,(vedi lega), nonostante fior di economisti,sia premi Nobel e non, abbiano più volte affermato che l’euro E’una “patacca” che avrebbe sempre più impoverito la classe media(vedi Grecia) in fin dei conti si è trattato di elezioni europee. Grazie per lo spazio di discussione e per la sua condivisibile analisi. Ad Maiora

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    Fabio Forgione

    |

    Se non è Waterloo, il risultato di domenica somiglia a Caporetto. Ex post mi ha colpito, non conoscendo sondaggi, la superficialità (impreparazione) del movimento a contenere gli effetti di una eventuale, evidentemente possibile, sconfitta: solo piani offensivi (i.e. “vinciamo noi”), che ricorda Cadorna. A questo punto il fronte e spezzato ed in assenza di una linea di difesa estrema, anche arretrata, si profila un collasso definitivo, con la perdita di gran parte dell’elettorato. Sotto un diverso profilo, però, deve essere osservato che un eventuale abbandono di Grillo avrebbe un effetto dirompente sul Paese (anzi, sul paese), aprendo la via ad una emigrazione di massa verso l’estero e persino ad una possibile insurrezione, ovviamente moderna (run, sciopero fiscale, etc.). Questo mi fa pensare che al movimento potrebbero giungere soccorsi inaspettati.

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    claki

    |

    A mio avviso il risultato elettorale raggiunto dal M5S sia alle comunali/regionali sia alle europee può essere considerato una sconfitta solo se messo a confronto con gli eccessivamente ambiziosi traguardi posti da Grillo alla vigilia di questa tornata elettorale. Se invece si considerano oggettivamente, questi risultati sono molto soddisfacenti, anche perchè vanno messi a confronto con le scarse qualità intellettive dell’italiano medio le cui sinapsi sono, haimè, per lo più obnubilate da droghe di ogni tipo, tv e videogames. Questo spiega perchè una considerevole parte dell’elettorato grillino questa volta si sia astenuto: alle politiche aveva votato M5S solo in preda ad un acefalo moto di protesta e ribellione e non dopo ponderato ragionamento.
    Dal canto mio ho fatto il contrario: alle scorse politiche, come mia abitudine, non sono andato a votare (da circa vent’anni a questa parte mi reco alle urne solo in occasione dei referendum). Invece ho approfittato proprio di questa tornata elettorale per tornare a votare dopo due decenni di convinto astensionismo.
    Ovviamente ho votato per il M5S. Ho infatti avuto modo di verificare la coerenza di Grillo e company dopo le elezioni politiche e, seppure io non sia d’accordo con tutte le politiche proposte dal M5S, sono sicuramente d’accordo con la sua impostazione filosofica e, soprattutto, con la sua missione.
    Ecco, proprio la coerenza (che non è ottusa fissità, ma rispetto dei propri principi etici e morali) deve continuare ad essere l’arma vincente del M5S. Almeno se vuole puntare a raggruppare in se persone dotate di granum salis, come io sono.

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    Andrea

    |

    Professore, il M5S è un brand, e quant’altro ne consegue, in mano ad una persona, Grillo, che ha inventato, investito, reso un successo l’iniziativa. Se Grillo domani decide di chiudere baracca nessuno può dire nulla. E’ un esercizio democratico a sovranità limitata nella forma e nei fatti. Tutto dipende dalla saggezza, generosità, illuminazione (o il contrario di tutto ciò) di Grillo. Non è un opinione: è lo Statuto dell’Associazione legalmente costituita, che non dipende nemmeno da Casaleggio (lui stesso può essere estromesso, non sono soggetti pari, al di là delle loro relazioni amicali o di altro genere). Questa forma è una soluzione migliore o peggiore rispetto ai vari partiti esistenti in Italia e in altri Paesi del mondo? E’ più o meno democratica di altre forme? L’esperto di sistemi elettorali e di democrazie è lei … me lo spieghi. Grazie

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    ilBuonPeppe

    |

    http://www.beppegrillo.it/2014/05/grillo_non_si_deve_dimettere.html

    Che Grillo riprenda questo articolo sul suo blog (operazione fatta tante altre volte) è normale. Come è normale, anzi doveroso, che sotto metta il nome dell’autore.
    E’ invece profondamente scorretto che lo faccia modificando il testo a modo suo. I “tre milioni” di voti persi, per Grillo diventano “un milione”.
    Al di là del patetico tentativo di sminuire la portata del fenomeno, se lo vuoi fare lo fai aggiungendo una nota separata; si deve capire senza possibilità di errore che si tratta di qualcosa di estraneo all’articolo originale. Modificando il testo in questo modo si dà l’idea che sia Aldo abbia scritto “un milione”.
    Mi spiace davvero, ma Grillo riesce ancora a sorprendermi. In negativo.

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    Dombrechi

    |

    qualcuno parla di “coerenza di Grillo e company”. io credo si tratti di mancanza di nozioni base di scienza politica e di logica minima.
    è stato Grillo a dire che si dimetteva, che mollava la politica se il M5S non vinceva le elezioni, glie l’ho sentito dire più volte con le mie orecchie (“siamo al 96%”, di che?) e più volte l’ho letto. Se non l’avesse detto, niente da dire, ma è lui che ha cominciato… allora per un minimo di coerenza: a casa. O si qualifica come l’ennesimo sparaballe atomico emulo di mister b.

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    eravo

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    Premesso che Grillo e Casaleggio sono esseri umani e come tali possono sbagliare io dico una cosa. In Italia sono decine di anni che non esiste una vera opposizione: possiamo lamentarci con un movimento che in due anni, facendo REALE opposizione, si trova al 20%? C’è da lavorare ancora tanto e perfezionarsi, ma basta con argomentazioni disfattiste che fanno solo il gioco del sistema.

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    Roberto Terni

    |

    Prima di tutto W il M5S , poi esprimo la mia opinione: errori in questa campagna elettorale e’ stato il non aver compreso “l’indeciso” cioe’ la persona che ancora non sapeva chi votare… ALTRI ERRORI:la nostra arroganza, lo strillare di Grillo, il perdere tempo a giudicare gli altri invece di dire i nostri programmi.. RIMEDI FUTURI: Grillo deve restare ma deve avere solo un ruolo di assistenza e supervisione, ci vuole più spazio ai leader 5 stelle(Taverna,Crimi,Di Maio ecc). Aumentare la presenza in tv stando attenti a chi pero’ ci va… se ci sono idee buone proposte da altri partiti vanno votate e quindi non bisogna dire sempre no…. gli elettori indecisi si conquistano in questo modo… W il m5s

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    Claudio

    |

    Prof. Giannuli, in linea generale e sulle conclusioni sono d’accordo. Credo di poter aggiungere che il Movimento 5 stelle debba rafforzare il livello culturale e tecnico delle proprie punte senza diventare un partito con funzionari stipendiati, sedi e strutture, giornali ecc.costando alla collettività.
    Per far questo dovrebbe attrarre maggiormente persone di cultura e persone preparate come lei.

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    Cerberus

    |

    Dott. Giannuli secondo Lei il movimento 5 stelle e’ una vera e propria forma di guerra cognitiva?
    E nelle applicazioni di “Teoria delle decisioni in condizioni di incertezza” le “stelle” del movimento quali giocatori rappresentano in questa Briscola a 5 giocata sul tavolo Euro-Atlantico?
    Un ultima domanda…quali servizi di informazioni e sicurezza(o meglio di insicurezza) dirigono questo movimento profondamente British?
    Grazie

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    Automatic Jack

    |

    Ammetto di non essere riuscito ad andare oltre i primi paragrafi. Non ci giro intorno, è tutto molto patetico. Grillo è stato lapidario: se perdo mi ritiro (non dimetto, ritiro). Ebbene, ha perso, che si ritiri. Altrimenti, è solo una smentita, un’imprecisione, sono stato frainteso, ecc. ecc. E di comico pregiudicato avvezzo a farsi “capire male” ne abbiamo già avuto uno per vent’anni abbondanti.
    Nessuno vieta a nessuno di cambiare idea. Ma che lo dica: “avevo detto che mi sarei ritirato ma invece no, ho cambiato idea, vado avanti”.
    altrimenti è solo altra politica all’italiana, la solita, inutile, non voluta e mal tollerata.
    Basta.

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    Luca

    |

    Come sempre ho apprezzato le riflessioni di Giannuli, ma devo riconoscere che anche tra i commentatori, e soprattutto tra i critici di oggi, si trovano ricchi spunti di riflessione e idee potenzialmente utili al M5S. Per crescere occorre strutturarsi e come nella pubertà superare anche delle batoste.

    Grazie anche ad Andrea Laforgia la cui severità di giudizio è pari all’intelligenza dello stesso ed occasione per rinnovare, dopo un doveroso bagno d’umiltà, i valori (non solo numerici) del movimento ed i fondamentali punti programmatici che continuano ad essere validissimi.

    Vero, Grillo ha commesso degli errori, ma dobbiamo riconoscere che a questo giro erano tutti schierati magistralmente: TV, stampa, finanza, e, non me ne voglia Giannuli, la lista Tsipras ha funzionato come l’NCD di Alfano, drenando voti su un canale che finirà per ricongiungersi con il fiume del PD.

    Bisogna anche riconoscere l’eccezionalità e la superiorità della campagna intensa e precoce del PD, Renzi in primis, disposto a scalzare Letta per iniziare un governo di pura propaganda elettorale.

    Tre su tutte le armi (tipicamente Berlusconiane) che hanno colpito il M5S:
    L’arma degli 80 euro, giacché da buoni italiani ormai ci accontentiamo dell’uovo oggi;
    l’arma della paura, e non mi riferisco ai riferimenti ad Hitler, ma allo spread che puntualissimo, anche stavolta, come una clava è stato usato per dipingere la possibile vittoria del movimento come detonatore di un ulteriore peggioramento della crisi;
    l’arma dei sondaggi, il PD ha fatto tesoro della “non vittoria” alle politiche, quando veniva dato per vincente, ed approfittato della medesima distorsione che dava il M5S in incredibile (ma solo virtuale) rimonta, per raccogliere consensi tra gli indecisi.

    Nel movimento ci sono ancora tanti cuori in alto, spero che si riesca a portare in alto anche un po’ di cervelli in più.

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    Aurora

    |

    E vergognoso anche solo pensarci, alle dimissioni di grillo. Nessuno si ricorda che senza di lui non esisterebbe il movimento nè, di conseguenza, i tanti miracolati dalla politica?

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    Gianpietro

    |

    I temi che dovranno essere affrontati nel movimento saranno molto più ostici che questo della comunicazione più o meno efficace, purtroppo. Un vaffa in meno non avrebbe comunque attirato milioni di voti al movimento in più Spendere invece più tempo spiegando gli obbiettivi del movimento e parlare molto meno degli altri, con toni saccenti e spesso presuntuosi, invece qualche voto in più magari saremmo riusciti a raccattarlo. O quanto meno non perderlo. Detto questo, le questioni che dovranno essre affrontate e che personalmente mi appaiono ancora molto fumose sono altre. La questione immigrazione è una di queste. Il movimento 5 stelle come intende orientarsi rispetto a questa emergenza che diventerà sempre più pressante? La gente, il cittadino vuole parole chiare, parole che possano essere capite. Se Renzi, nonostante i suoi non discorsi tra speranze e parole gentili è riuscito ad ottenere questo, vuol dire che allora il movimento 5 stele ha anocra parecchia strada da fare. Senza offendere ma criticare le proposte indecenti di questo governo, con i fatti, con esempi, con qualsiasi mezzo, saranno l’unica strategia per riportare i voti al M5S.

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    tiziano denti

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    mi rammarico di avere saputo da poco della sua ‘esistenza’. L’ho sentita parlare per la prima volta al comizio di Beppe (credo a Milano) una decina di giorni fà e sono rimasto sorpreso dall’onestà, intelligenza e capacità di comunicare argomenti affatto semplici. Complimenti e grazie. Tiziano

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    totomarley

    |

    analisi ampiamente condivisibile e molto lucida,abbiamo assistito ad una battiglia tra sistema e antistema, il primo ha stravinto, la paura di perdere i propri privilegi ha avuto il sopravvento sulla speranza di migliorare la propria condizione sociale, è fin troppo banale dire che destra e sinistra sono due facce della stessa medaglia, ed entrambe hanno concentrato la propria campagna elettorale contro grillo, come se il vero problema italiano fosse il movimento 5 stelle e non il marciume insinuato nelle istituzioni in forma di metastasi difficilmente operabili. ha ragione il buon aldo a dire che non molleranno cosi facilmente, non lo faranno neanche davanti a l’evidenza di fatti concreti che continuaranno a negare con sfacciataggine e arroganza,ha ragione il buon aldo a dire che occorre serrare i ranghi e tenere duro, ma attenzione lo faranno anche loro e probabilmente assisteremo nei prossimi mesi alla ricerca del colpo definitivo tramite una più accurata e cinica manipolazione dei media; ecco forse adesso il movimento deve prepararsi al peggio che deve ancora venire.

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    greggan

    |

    Non si chiede a Grillo di ritirarsi perchè non ha raggiunto (e nemmeno avvicinato) l’obiettivo auspicato e preventivato, ma semplicemente di essere coerente con le dichiarazioni che egli stesso ha fatto (“se prendo un voto meno del PD me ne vado a casa”, peraltro spontanee e non sollecitate. Se giustamente il M5S fa le pulci alla coerenza altrui proclamandosi “diverso”, allora se Grillo rimane dov’è significa che anche il M5S sarà diventato come tutti gli altri, che parlano parlano ma poi agiscono non secondo coerenza ma secondo convenienza.

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    massimiliano

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    Aldo, in effetti sul sito di Grillo hanno modificato il tuo pezzo su un passaggio non marginalissimo, quello dei tre milioni di voti. Se capisco e condivido, se vuoi, l’impianto della tua analisi, questa modifica del post originale mi pare un poco avventata..

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    • aldogiannuli

      aldogiannuli

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      ho già mandato la richiesta di ripristinare il mio scritto originale, ma finora…
      vedrò di chiarire la cosa sul mio prossimo pezzo

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    greggan

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    La sconfitta del M5S non è una battaglia persa, ma la resa definitiva.
    Senza entrare nel merito di tutti i punti trattati nel commento bisogna evidenziare che la politica di fondo del M5S da quando è entrato prepotentemente nel Parlamento italiano è stata quella di lavorare per ottenere alle prossime elezioni il 51% dei consensi da solo, obiettivo del tutto impossibile in Italia salvo cataclismi inconcepibili e imprevedibili, e soprattutto impossibile per un movimento politico dal progetto inesistente o quantomeno molto fumoso.
    A questo fine si è mosso in modo tale da favorire o comunque rendere inevitabile il famoso “inciucio” fra PD e PDL con l’intento di speculare su quello e sul “sono tutti uguali”, mentre invece avrebbe dovuto diventare l’azionista di maggioranza di un governo che se da un lato avrebbe richiesto la necessità di fare dei compromessi (la politica è questo, piaccia o non piaccia) dall’altro avrebbe consentito di raggiungere obiettivi parziali ma concreti (ad esempio la legge sui condannati, la legge anticorruzione, la legge sul conflitto d’interessi ecc.) che avrebbero potuto mostrare le potenzialità di governo del Movimento, e risolvere qualche piccolo problema reale, o perlomeno imboccare la direzione giusta.
    Se poi non fosse stato possibile proseguire l’esperienza di governo per una rottura su questioni dirimenti allora la denuncia del M5S sarebbe da un lato risultata più credibile, e dall’altro molti elettori si sarebbero nel frattempo convinti che avrebbero potuto fidarsi di persone che già avevano dimostrato di saper governare e fare le cose giuste.
    Cambiare registro adesso significa smentire se stessi e affermare che prima, solo un anno fa, avevano sbagliato tutto, dando così un colpo letale alla propria credibilità.
    Non bisogna scordare fra l’altro che dopo le politiche vi erano state le elezioni amministrative in cui il M5S prese percentuali ridicole di consenso, dimostrando che se la gente non si fidava di loro per il governo degli enti locali come avrebbe potuto fidarsi di loro “al buio” per il governo nazionale?
    Il futuro del M5S sarà quindi solo di testimonianza, di opposizione permanente, se la legge elettorale glielo permetterà, oppure se non vorrà sparire dovrà adattarsi a far parte di una coalizione come “uno dei tanti” che si spartiscono posti di potere.

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    David Casa

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    Certo che non deve dimettersi, anche perchè non ha cariche quindi non può dimettersi, il movimento ha bisogno di uno che controlli quelle 4 regole che ci siamo prefissi, ora il problema è di natura completamente diversa, da una parte c’è la partecipazione popolare, dall’altra c’è la necessità di avere dei frontman di movimento, persone preparatissime che rispondono sempre nel merito e mai slogan perchè purtroppo finchè i cittadini non si rendono conto che partecipare alla stesura delle leggi può richiedere anche solo 10 minuti a settimana, il tempo di lasciare una propria impressione e collaborare con qualche idea, ci sarà sempre bisogno di persone che convincono quei cittadini che vogliono delegare che “anche se a noi piacerebbe che tutti partecipassero comunque la loro delega ci permette di lavorare”.
    Si lo so il movimento non vuole deleghe ma partecipazione, sarebbe bellissimo poter partecipare in 4 milioni alla stesura delle leggi, ma per tanti motivi non ci si riesce, io ritengo che anche in 20000 sicuramente c’è più democrazia e idee di essere in 10 o come spesso accade in parlamento in 1 che scrive la legge e altri che la firmano senza neanche averla letta.
    Quindi a mio avviso bisognerebbe avere più persone che parlino a nome del movimento, avendo un’occhio fisso alla politica che esprimiamo collettivamente nel sistema operativo, e mettendoci la loro preparazione. Non capisco per quale motivo l’unico cittadino noto che ci stà mettendo la faccia è Beppe Grillo e tutti gli altri che passano dal blog che hanno idee magnifiche, che hanno una visone della situazione politica economica e sociale italiana, debbano solo passare a dire due cose e tornare a fare quello che facevano prima, anche questa è una delega, parlo e me ne vado, tiro il sasso e nascondo la mano.
    Aldo Giannulli un pò ci stai mettendo la faccia, come te ci sono tantissime persone che gravitano attorno al movimento ma che sbucano solo in alcune occasioni, BASTA è ora di far sapere ai cittadini che vi impegnate in prima persona che mettete la vostra preparazione e anche la vostra “notorietà conquistata con la Professionalità” al servizio della collettività, anche solo come esperti, nel caso il vostro curriculum vi impedisca di candidarvi per violazione delle regole di movimento, ma presenti nella discussione politica.
    Basta deleghe come se l’Italia non fosse vostra, se ci credete a questo progetto metteteci il tempo, la faccia e le idee! Voglio sentire la gente che dice “Io partecipo sul sistema operativo”, “oggi ho fatto una nuova proposta sul sistema operativo”, “oggi ho letto una proposta geniale”. La gente è convinta che la nostra democrazia diretta sia la newsletter che arriva in posta elettronica, ma vi rendete conto di quanta poca visibilità stiamo dando a questo, se vogliamo partecipazione dobbiamo far venire la voglia alla gente di partecipare!!! Se vogliamo voti dobbiamo convincere la gente che il nostro livello culturale è almeno il doppio della media dei politici!!! A volte non basta dire le idee, occore divulgarle nel modo giusto altrimenti arriva il primo politico di passaggio e ti smonta tutto con qualche distorsione, abbiamo bisogno di persone inequivocabili.

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    Franco Ragusa

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    Da quando Giannuli è stato, come dire, arruolato dal duo Casaleggio-Grillo sulla questione legge elettorale, pare aver perso molto della sua lucidità.
    “Dimettersi da cosa? ci chiede.
    Forse dall’essere il capo politico che fa le proposte da sottoporre all’attenzione degli iscritti?

    •Laddove si manifestasse la possibilità di costituire in seno al Parlamento europeo un gruppo politico con deputati di altri Paesi europei che condividano i valori fondamentali del MoVimento 5 Stelle verrá fatto su proposta di Beppe Grillo, in qualità di capo politico del M5S, e ratificata tramite votazione in Rete da parte degli iscritti al M5S.”
    http://www.beppegrillo.it/movimento/codice_comportamento_europee.php

    E considerato che, in Europa, come capo politico ha iniziato decisamente male, incontrando Farage, forse sarebbe bene se Giannuli provasse a formulare la domanda giusta.

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    • aldogiannuli

      aldogiannuli

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      Franco Ragusa@ personalmente non mi ritengo arruolato da nessuno e continuo ad essere un cane sciolto

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    gaetano schiavone

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    Allora, lei dice: “Tutti, più o meno, ricordano la frase con cui Grillo diceva che si sarebbe ritirato se non avesse “vinto”. Fatte le dovute proporzioni, uno come Veltroni cosa avrebbe dovuto fare? Per non dire di Paolo Ferrero.”.
    Quindi vuol dire che Grillo può benissimo fare come Veltroni o Ferrero senza pagare pegno. E dov’è la differenza? Perché non deve essere coerente?

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    giandavide

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    beppe grillo dixit:
    Nell’intervista Grillo ricorda anche che il movimento è tenuto a cercarsi dei partner nel parlamento europeo: “Con 17 parlamentari, se formi un gruppo autonomo, sei tagliato fuori”.”

    con 41 senatori invece il gruppo autonomo va benissimo. infatti renzi è arrivato al 40%…
    ma credo che i maldipancia maggiori arriveranno appena i pentastellati scopriranno il pensiero di farage riguardo alle sorgenti rinnovabili e in generale sui temi ambientali: se sul razzismo entrambi i due leader sono bravi ad essere razzisti senza ostentarlo eccessivamente come nel caso della lega, per quanto riguarda i temi ecologici e i favori alle multinazionali delpetolio, ho

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    giandavide

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    qualche dubbio che si riesca a rimanere coerenti

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    giovanni

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    questa è domanda ….. è una non domanda. Interrogativo che non ha nessun modo di essere

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    Simone

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    In primo luogo il MoVimento 5 stelle non può prescindere da Grillo, parlare di sue dimissioni significa evidentemente chiedergli una riflessione sul suo ruolo che seppure non formalizzato in incarichi è di assoluto rilievo.

    In secondo luogo credo che sia la gestione del dissenso interno che ha spaventato molti che pure convinti del TUTTIACASA! non hanno condiviso le modalità che hanno condotto all’allontanamento dei presunti traditori.

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    marco paciello

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    MAI senza Beppe Grillo ,senza di lui non abbiamo futuro,per me gia metterlo in discussione e disgustoso,io seguiro’ Beppe e solo Beppe…Beppe non mollare

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    Marilena Checchi

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    Voltaggabana traditori capaci solo di stare dietro a un computer e inondare la rete di presuntuosi giudizi. I veri attivisti sanno cos’è il movimento 5 stelle e nemmeno si sognano di farsi questa domanda. Mi chiedo: sono più pericolosi quelli che votano PD o i nostri grillini che non aspettano altro che sputare contro Grillo? Qui si tratta solo di essere connessi alla realtà e non rompere le palle a chi lavora veramente.

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    Manuela

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    No che non deve dimettersi! Fare autocritica non vuol dire trovare il capro espiatorio sempre e comunque, bisogna ritornare ad un livello di discussione matura e Grillo e Casaleggio in questo senso devono perdere almeno qualche giorno per sentire le opinioni di tutti i politici 5 stelle, dissidenti o meno e cercare di avere un rapporto almeno di rispetto e coerenza.

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    Ronald

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    Non deve dimetteresi ma lui e Casaleggio ormai sono presi di mira da tutti appena aprono bocca…secondo me dovrebbero fare un passo indietro e far fare un passo in avanti ai ragazzi del movimento che sono molto competenti e bravissimi…Grillo e Casaleggio non devono sparire da movimento ma dovrebbero tirarsi fuori dalla politica…secondo me è meglio per tutti…e dico basta queste uscite sul blog su Htler,Primo Levi,ecc…non vengono capite e vengono solo strumentalizzate…io che li seguo da molto so il significato ma non tutti seguono da vicino il movimento…dovrebbero stare lì solo x verificare chi entra nel movimento…spero venga letto il mio pensiero…grazie 🙂

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    annalisa

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    non voglio fare sproloqui di mille parole per spiegare un concetto semplice. Beppe è la nostra forze nonchè il fondatore del primo movimento del mondo, qualche motivo ci sarà! come diceva Giannulli: dimettersi da cosa? non ho capito bene.. comunque è ovvio che il movimento dovrà muoversi con le sue gambe, ma non è ancora il momento e il rilascio deve essere graduele non un espulsione che ci farà crollare nel baratro. bisogna chiedersi che messaggio daremo in questo modo alle persone e che linea riuscirà ad avere il movimento senza Beppe? secondo me altro che 20% scenderemo al 3. per me stiamo peccando di superbia e sto fatto di voler creare una tv sul satellite che dicono alcuni, avrà anche un senso, ma a me inquieta tutto questo. mi pare che si stia perdendo il senso di ciò che deve fare il movimento. per me dobbiamo andare avanti per la nostra strada e solo magari riaggiustare i toni e rivedere qualcosina sulla comunicazione. la stiamo facendo troppo lunga!! e questo non giova al movimento! E Bastaaaa….!!!!

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    STEFANO

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    Assolutamente no, la colpa di tutto questo è perche oltre a votarsi il partito si votava anche l’uomo ogni qualvolta si deve esprimere la preferenza dei candidati il m5s perde voti ciò è dovuto dall’influenza del politico locale il quale con sms cene banchetti soldi buoni benzina e quant’altro compra i voti anche singolarmente

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    Sabrina Volpi

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    Sabrina Volpi Ragazzi, Beppe aveva detto che se non avesse vinto, avrebbe lasciato il Movimento. Non deve lascia rlo, ma io mi aspettavo almeno un videomessaggio dove avrebbe dovuto dire, senza giri di parole, “ragazzi abbiamo sbagliato soprattutto la comunicazione. Ho detto che avrei lasciato, ma il Movimento e’ giovane, ha bisogno di me, mi ritirero’ quando sara piu’ maturo. Per ora andiamo avanti. ” Ecco, cosi ci avrebbe fatto fare un figurone, perche ammettere di aver sbagliato e’ sempre da grandi uomini, e avrebbe messo a tacere le persone avverse che invece gli dicono di “dimettersi” per quella sua frase del cavolo che non c’entrava niente! E dai! Siamo coerenti e diciamo le cose come stanno! Non aiutiamo nessuno se diciamo Beppe e’ un grande punto e basta. Tutti sbagliano. Ma si puo’ rimediare. E per me un suo videomessaggio serio (!) da leader stavolta ci vuole. Io propongo anche di fare votazioni online per scegliere un primo portavoce fra voi parlamentari, scelto per andare in prima linea a trasmissione tv e interviste.

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    • aldogiannuli

      aldogiannuli

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      Sabrina Volpi@ è il commento che condivido più di tutti, brava!

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    Rocco Santoro

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    “In qualche modo si è ripetuto quanto accadde nel 1976, quando il Pci sembrava dover sorpassare una Dc in crisi: la cosa terrorizzò i moderati che fecero quadrato intorno alla Dc che si riprese e tenne a bada il Pci.”
    Questa è autentica propaganda che lavora sull’ignoranza e l’oblio di chi legge. L’onestà intellettuale dovrebbe essere il primo tratto caratteristico di chi vuole un cambiamento democratico. Ma non è così. Non a caso si va a cercare alleanze con protofascisti come Farage non certo il gruppo di Tsipras.

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    David Casa

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    Posso domandare a tutti voi con chi il movimento a 5 stelle dovrebbe allearsi in europa?

    questa domanda non prevede la risposta “con nessuno”, perchè come voi ben sapete se non hai un gruppo parlamentare con membri di almeno 7 stati non puoi neanche parlare, ma solo ascoltare, allora vi chiedo con chi dobbiamo allearci? con il centro destra/centro sinistra che hanno già annunciato un unico gruppo, con la lega + partiti xenofobi? con chi, mi dovete dare una risposta non dire quello non va bene e basta, dovete cacciare un nome chiaro, esponetevi dite la vostra, altrimenti smettetela di parlare in modo non costruttivo.

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    giovanni ricciardi

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    ho l’impressione che si stia esagerando. chi non commette errori non è di questa terra. gli errori si possono e si devono correggere, i catastrofismi sono ben altro. se poi si cade nel gioco dell’avversario (che -naturalmente- tende a rompere il movimento) allora siamo dei pivellini. dobbiamo discutere e dire la nostra senza spaccare e dividere nulla. lor signori questo aspettano.

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  • Grillo non si deve dimettere | Open Politica

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    […] “Si stanno levando molte voci che chiedono le “dimissioni” di Beppe Grillo (ho visto una dichiarazione in questo senso anche di parlamentari del M5s o ex del movimento), anche in questo blog ci sono interventi che vanno in questo senso e qualche autorevole amico me lo ha scritto in una mail privata. Tutti, più o meno, ricordano la frase con cui Grillo diceva che si sarebbe ritirato se non avesse “vinto”. Bene, allora discutiamone. In primo luogo: dimettersi da cosa? Grillo non ha cariche formali nel M5s, non ne è il segretario. Per cui la richiesta di dimissioni può significare solo che deve smettere di parlare e magari chiudere il suo sito. Mi sembra una richiesta eccessiva, che non si può fare neanche al leader più sconfitto del sistema solare: ma, allora, fatte le dovute proporzioni, uno come Veltroni cosa avrebbe dovuto fare? Per non dire di Paolo Ferrero. Allora, come prima cosa mi pare sia il caso di “prendere le misure” di questo risultato elettorale. Una sconfitta, l’abbiamo definita dal primo momento e senza giri di parole, ma c’è sconfitta e sconfitta e non tutte le battaglie perse sono Waterloo. Nel nostro caso il bicchiere non è mezzo pieno e mezzo vuoto, ma neppure del tutto vuoto. Diciamo così: è vuoto per i due terzi, ma c’è pur sempre un terzo pieno. Certamente nessuno degli obiettivi è stato raggiunto (affiancamento o superamento del Pd, conquista di almeno una regione) e non solo non c’è stata alcuna avanzata del M5s oltre il 25%, ma si sono persi circa un milione di voti, scendendo al 21%. E questa è la parte “reale” della sconfitta. Poi c’è un “effetto ottico” che la ingigantisce: l’inaspettata e fortissima avanzata del Pd. Non c’è dubbio che questo sia una “vittoria del sistema” che si è compattato intorno ad un partito, ma è una vittoria che va un po’ relativizzata. In primo luogo perché quel 40% avviene in elezioni dove l’astensionismo è cresciuto di 17 punti in un anno, ma è del tutto presumibile che, come nel passato, la gran parte degli astenuti poi torneranno a votare nelle politiche ed i conti occorrerà rifarli. E mi sembra molto difficile che il Pd mantenga il 40% anche con il rientro degli astenuti delle europee. In secondo luogo, Renzi ha potuto giovarsi di una straordinaria rendita di posizione: la destra frazionatissima e in forte calo (è passata dai 10 milioni di voti della coalizione dello scorso anno, ai poco più di 8 milioni e mezzo di oggi), il centro montiano e la lista Giannino (che sommavano quasi il 12%) si è polverizzato ed è privo di qualsiasi espressione politica credibile, l’estrema sinistra è in difficoltà (che, infatti, ha ceduto un buon 1,3% della sommatoria di 5,45% di Sel e Rc). Il Pd, di fatto, aveva un unico avversario nel M5s che aveva contro tutti gli altri partiti. E, come abbiamo detto dall’inizio, Renzi ha vinto perché ha limitato al minimo le sue perdite verso l’astensione e gli altri partiti ed ha ingoiato sano sano il centro montiano, aggiungendo qualcosa da Forza Italia e dal M5s. In qualche modo si è ripetuto quanto accadde nel 1976, quando il Pci sembrava dover sorpassare una Dc in crisi: la cosa terrorizzò i moderati che fecero quadrato intorno alla Dc che si riprese e tenne a bada il Pci. In Italia questo genere di sfide premiano sempre i moderati e conservatori al potere ed il M5s è caduto nella trappola. Quindi, più che vittoria del Pd dovremmo parlare di confluenza del centro montiano nelle sue fila. Veniamo, invece, al terzo di bicchiere pieno del M5s: in primo luogo, è un movimento giovane che conferma un notevole grado di radicamento elettorale mantenendo i 4/5 della sua originaria percentuale. In secondo luogo, se ha subito la perdita dei circa 3/8 dei suoi elettori, è vero che, nella maggior parte, essi non si sono indirizzati verso altri partiti (direi circa 5-600.000 al Pd e 150-200.00 alla Lega), ma verso l’astensione. Abbiamo detto che l’incremento delle astensioni in questo tipo di elezioni dipende, più che da una disaffezione verso il partito precedentemente votato, da una disaffezione verso le istituzioni europee, per le quali serve poco votare. Questo vale per tutti, anche per il M5s. Il che non annulla certamente la flessione, ma la attenua nel suo significato potenziale. In terzo luogo, il Movimento mantiene un forte peso nell’elettorato più giovane, il che è sempre un elemento di vantaggio sugli altri, non fosse altro che per ragioni demografiche. Ma, soprattutto, il trionfo odierno di Renzi non è affatto definitivo ed irreversibile –come si è detto- e la “rendita di posizione” che oggi ha premiato lui, in prospettiva premia il M5s, restato unica opposizione consistente. Il centro (intendendo per esso quello montiano o di Casini) è dissolto, la destra, allo stato dei fatti, è in calo e soprattutto disunita, collocata parecchi punti sotto il Pd, la Lista Tsipras ha avuto un successo di cui ci rallegriamo, ma non ha dimensioni che possano impensierire il Pd ed, in caso di elezioni con l’Italicum, si troverebbe nella situazione di scegliere fra entrare in coalizione con il Pd o il M5s o sparire (per ora mi pare che la soglia dell’8% sia ampiamente fuori della sua portata). Di fatto il M5s resta l’unico contraltare numericamente credibile al Pd. Tutto questo considerato, mi pare che si possa parlare di una battaglia persa, ma non di una guerra persa. La guerra continua e il M5s resta l’unica forza capace di aprire la strada ad un cambiamento del sistema politico. Che poi ci riesca o no dipenderà dalla sua capacità politica, ma oggi è l’unico ad avere le carte sufficienti per provarci. Questo, però, implica un immediato cambio di passo: il M5s ha sbagliato soprattutto nel sottovalutare le resistenze ambientali e la reazione del sistema. Insomma: non penserete che le classi dominanti stiano ferme ad aspettare di essere rovesciate? Chiedetevi perché Ferrara festeggia a cocaina o il “Giornale” dedichi il titolo di apertura ai grillini asfaltati, mentre non avrebbero nulla di cui gioire per i propri risultati elettorali. E’ evidente che battere il M5s era l’obbiettivo di tutti, prima ancora che superarsi fra di loro. Il potere non permette di essere sfidato senza reagire. Il che significa che battere il sistema non è una gita fuori porta o una scaramuccia: è una guerra di lunga durata, nella quale bisogna mettere in conto anche le sconfitte parziali, alle quali occorre reagire serrando le fila e rivedendo tattica e strategia. E qui si vede di che pasta è fatto un movimento e la gente che lo compone. Il M5s deve tenersi lontano dalle opposte derive della chiusura settaria e del “rompere le righe”. Gli serve una riflessione profonda, senza pregiudizi ma senza autolesionismi, una impennata di orgoglio, ma senza arroccamenti autocelebrativi o giustificazionismi. In questo quadro, va posta la questione di Grillo e delle sue “dimissioni” (chiamiamole così): servono al M5s? Io credo di no. Se Grillo si ritirasse oggi il M5s non reggerebbe e sarebbe, appunto, il rompete le righe. La coda suonerebbe alle orecchie dei suoi elettori come un “ammainabandiera” ed il riconoscimento pieno di una sconfitta definitiva. Trasformerebbe una battaglia persa in una guerra persa. Capisco che molti aspettano esattamente questo, ma faccio presente qualche inconveniente di questa scelta. Le strade che si aprirebbero sarebbero solo due: o la ripresa della destra come alternativa al Pd o (se la destra non si riprendesse) oppure l’assenza di qualunque alternativa al Pd che correrebbe da solo. La seconda sarebbe una “democrazia popolare” dell’est Europa di cui nessuno (spero) senta la nostalgia, la prima sarebbe esattamente il contrario di quello che vorremmo per toglierci definitivamente il Caimano dalle scatole, sarebbe la sua ennesima resurrezione. Capisco che questo possa risultare allettante per i berlusconiani, ma per gli altri? In secondo luogo, faccio notare che, nell’ondata eurocritica attuale, il M5s è l’unico che si collochi a sinistra del blocco europeista, anche se ha rapporti con l’Ukip (che, peraltro, non è un gruppo fascistoide come il Fn, Obbik, ecc.). E sinora è proprio il M5s ad aver evitato che la protesta si canalizzasse a destra in Italia. Quanti auspicano la scomparsa del M5s, sono in grado di garantire che questo non finisca per alimentare cose assai meno accettabili? Dunque, è bene che il M5s resti e riprenda la sua lotta, pur se con aggiustamenti e rettifiche necessari. E se vogliamo che il M5s resti, occorre che Grillo e Casaleggio restino dove sono e continuino ad avere il loro ruolo. E che Grillo continui ad essere il “frontman” del movimento con le sue caratteristiche espressive. A proposito: c’è chi si fa beffe di questa mia frase, chiedendomi se debba continuare ad esprimersi “come uno scaricatore di porto”. Io intendevo dire che essendo un comico abituato alla satira politica continui a far questo, quanto poi agli “scaricatori di porto”, cosa abbiamo contro i portuali? Io ricordo che quelli di Genova, i leggendari camalli, ebbero un ruolo determinante nella caduta di Tambroni, cosa di cui, credo, gli si debba esser grati. Ma capisco che nei salotti e nelle terrazze di un certo livello il bon ton faccia premio sulla militanza democratica. Tornando al discorso precedente: Grillo e Casaleggio restino dove sono, ma facciano spazio anche ad altri, che il movimento abbia una immagine più ricca e collegiale, dimostri di non essere più solo i suoi due fondatori. E che i grillini mettano da parte gli ottimismi eccessivi: il sistema c’è, è forte e si difende, non ci si facciano illusioni e non si pensi di vivere solo di rendita degli errori degli avversari. Il M5s deve rafforzare la sua immagine di forza politica propositiva capace di tradurre la sua spinta antisistema in obiettivi parziali, concreti e perseguibili. La strada è ancora lunga e il M5s ha preso una battuta d’arresto, ma non una sconfitta definitiva.” Aldo Giannuli […]

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    Pier

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    Dobbiamo farcene una ragione. Il Movimento ha unito cittadini a 360°. Ma i concetti di destra e sinistra prima o poi (inopportunamente) tornano. Anche i detrattori del Movimento sanno benissimo che esso è composto da ex, sx e dx. Appena possibile, tentano di alimentare attriti, esaltando l’adesione a questa o quella iniziativa riconducibile all’una o all’altra “sponda”. Oggi abbiamo dimentaicato il mantra …”ah, se facevate l’accordo con Bersani”? Con il pretesto della stabilità il Pd è riuscito a mettere in croce molti degli elettori 5S che avevano presa per buona l’iniziativa. KLa quale avrebbe determinato l’appoggio ad un governo di sinistra.
    Oggi Farage, domani chissà. Ed ecco quelli che, di volta in volta, si chiamano fuori. E quelli che fanno finta di chiamarsi fuori perchè devono minare l’iniziativa di turno per le ottime prospettive che porterebbe al Movimento. Gli scettici (quelli veri) dovrebbero staccarsi dalla mentalità pre-5 Stelle e dalle categorie “dx e sx”. Il Movimento ha degli obbiettivi, una fisionomia ed una linea di condotta estremente chiara ed è ovvio che deve fare attenzione ai “gemellaggi”. In Italia, sappiamo che non esistono partiti degni di iniziative “parallele”, ma il Movimento ha già dato il voto a proposte di altri.In Europa, la situazione passa attraverso i meccanismi di composizone dei gruppi ed il suo necessario assetto “composito”. Se continuiamo a far scattare l’alllarme fascismo/comunismo non penso affrontiamo correttamente il percorso (che NON prevede apparentamenti/inciuci all’italiana). Io ho abbandonato molti dei principi fondamentali che erano alla base della mia “cultura” politica, non appena mi sono reso conto del progetto che è dietro il Movimento. Il quale, per ora, non presenta alcun rischio di farsi “contaminare” dall’Ukip o dall’estremismo di turno. Ovviamente, stando comunque con le “antenne” sempre alzate. E devo dire che se continueranno a stare vicini al Movimento teste pensanti come quella del Prof. Giannulli, tutto sarà più facile.

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    Emilio Elio Savino

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    Beppe non si tocca.Senza di lui il Movimento non esisterebbe,la mezza débâcle alle elezioni europee, è stata causata da quelli che non sono andati a votare.Gli italiani poi,sono un popolo di pecoroni,noi del M5S dobbiamo lavorare di più sul territorio,per far capire a tutti quali sono i nostri obiettivi e vedremo alla fine chi la spunta.Alla prossima VINCIAMONOI.

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    Giuliano Della Penna

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    Non diciamo eresie…Grillo deve tutt’altro che dimettersi.
    Dobbiamo solo essere grati a Beppe per i risultati raggiunti : non dimenticate che oggi siamo la seconda forza del paese e in molte regioni del meridione il distacco e’ di poche centinaia di voti.
    Il risultato di #Renzie e’ dovuto solo ad un crociata lanciata contro il M5S e per far raggiungere il 40% al Pd.. FI e Monti si sono dissolti.
    Inoltre nel meridione alle amministrative per battere il m5S il Pd si è dovuto alleare con liste civiche piene di avanzi di galera e riciclati.
    Certo degli errori di comunicazione,degli eccessi non compresi e amplificati dalla stampa di regime si devono evitare per il futuro.
    Ma il futuro e’ nostro..#vinciamopoi di sicuro.

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    Sergio

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    Ma stiamo scherzando? mi meraviglio leggendolo i molteplici commenti, sia chiaro, non abbiamo ottenuto il risultato che ci aspettavamo, e guardando tutte le percentuali si evince un accorpamento di 2 partiti al nord, è possibile che Grillo abbia trasmesso paura solo al nord? Non fatevi condizionare dal sistema, dobbiamo continuare così aumentando solo le presenze in TV. Una serie di indicazioni non posso darle qui, se volete contattatemi in privato.

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    Bianca

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    Condivido su quasi tutta l’analisi di giannulli. Ma in particolare c’è un punto che invece non condivido. O meglio un punto contraddittorio. Se è vero che grillo non deve dimettersi perché non ha nessun ruolo ne’ alcuna carica all’interno del movimento, come tu dici, è altrettanto vero che è grillo che è andato a Bruxelles per fare la prima consultazione con farage (argomento per me inaccettabile, ma questa è la mia posizione personale). Quindi grillo il ruolo ce l’ha eccome. Punto primo. La questione vera non è che grillo deve andarsene dal movimento. Non lo penso affatto. Penso però che debba cambiare profilo, e non essere più il volto del movimento. Deve cominciare a essere sempre presente, ma lasciare spazio a chi si occupa davvero di politica nel movimento, quindi ai parlamentari per esempio. Che sono validissimi, preparati e assolutamente in grado di essere i portavoce del movimento. La protesta e le urla sono servite la prima volta. Dopo non servono più. Sono serviti ad avere lo straordinario risultato delle politiche. Ci hanno permesso di entrare in un sistema e ci hanno dato la possibilità di provare a cambiare le cose. Una volta entrati nel sistema però bisogna usare i binari del sistema, per cambiarlo, non si può più continuare a urlare. Grillo ha sistematicamente offuscato tutto lo straordinario lavoro fatto dai parlamentari. E così le persone non hanno realmente saputo e capito la nostra politica e si sono soffermati in superficie, cioè ai toni alti e francamente a volte inaccettabili di grillo stesso. La politica è una cosa molto seria e anche complicata. Grillo è straordinario, ma non è un politico. Punto. Deve lasciare spazio al lavoro politico del movimento. Altra questione contraddittoria è l’incontro con farage….. giannulli dice che il movimento si pone alla sinistra del partito socialista europeo e io concordo pienamente. Quindi che senso ha consultarsi con farage e l’ukip, che sono l’ultra destra del partito conservatore della gran Bretagna???? È inaccettabile. E soprattutto non ha niente in comune col movimento stesso.

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    • aldogiannuli

      aldogiannuli

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      Banca@ certo che ha un ruolo, ma non è formalizzato ed è questo che complica tutto

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    Angelo

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    Dimettersi? E da cosa? 15 mesi fa eravamo allo 0,2% oggi al 23% grazie a Grillo sono stati portati alla luce i giochetti di destra e finta sinistra. I parlamentari si stanno scordando da dove sono partiti e questo perche si sono staccati dalla base e dal territorio. Dobbiamo andare avanti e non cadere nei giochi dei partiti,la nostra é una rivoluzione culturale e non una conta di voti. Chiunque pensa il contrario o non ha capito il movimento o é nuovo e deve ambientarsi o é l allenatore della domenica sulla poltrona che giudica chi sta in campo.
    Grillo e Casaleggio rimanete 2 guide di pensiero.
    Lavoriamo sui temi perche sui temi che si fa la rivoluzione culturale.

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    maurizio

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    Assolutamente non si deve dimettere…chi lo sostituisce..? Nessuno è in grado …

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    • aldogiannuli

      aldogiannuli

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      maurizio@ effettivamente è così, però non è un a bella cosa, è un punto di debolezza del movimento

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    Angelo Calafiori

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    Posso dire la mia?
    Il movimento senza Grillo e senza il simbolo scenderebbe a percentuali a 1 sola cifra se tutto andasse bene, nella peggiore delle ipotesi con uno zedo d’avanti, cerco di spiegare il mio punto di vista, io voto grillo per abbattere il sistema dei partiti, è il punto più importante, oggi, non mi interessa l’appartenenza politica dei 5 stelle, variegata dalla sinistra alla destra, ma il comune obbiettivo, quello di ristabilire in questo paese l’onestà e il merito.Delle analisi del voto che ho letto, molte hanno delle esatezze, ma non ho letto l’importanza che le preferenze hanno giocato in questa tornata elettorale. I candidati dei partiti hanno messo in moto il loro potere sul territorio con le loro reti ramificate su ogni singolo elettore, anche noi abbiamo ramificato il nostro entusiasmo, ma senza potere e quindi con scarsi risultati. Diverso è alle politiche dove non c’è lotta tra i candidati della stessa lista, dove i primi sono tranquilli di essere eletti, gli ultimi sicuri di non esserlo e solo i centrali si attivano alla raccolta dei voti, spesso senza neanche crederci più di tanto. Il voto di scambio con gli ottanta euri ci hanno dato la mazzata finale, ma sarà proprio questo voto che condannerà il pd nelle prossime venture elezioni poliche.

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    Angelo Calafiori

    |

    P.S. Pertanto visto che il mio voto è indirizzato a un preciso scopo, senza la garanzia di Grillo io non voto il movimento, invito i deputati e senatori a seguire le ferre linee del movimento o possono tranquillamente tornare a casa e provare a farsi eleggere, o meglio a farsi candidare, da altre forze politiche.

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    Mirko vergerio

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    Tutto sto casino!! Facciamo una votazione online così la gente avrà finito di parlare per niente

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    Francesco

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    APPELLO: se “grillini” lo siete, vi sentite di esserlo, vorreste esserlo, stimate cio` che riescono a fare coloro che lo sono, lo eravate ma adesso non sapete piu` cosa pensare e soprattutto se continuare…fermatevi un attimo e ascoltate queste quattro parole:

    queste elezioni sono state una PAGLIACCIATA degna dei peggiori regimi totalitari!!!
    Sono state costruite apposta, nel risultato finale taroccato, per “tentare” di spezzare le ali e gli entusiasmi legittimi e sacrosanti di milioni italiani (molti dei quali adesso barcollano sul ring intontiti come dopo un pugno preso non dall’avversario ma da un altro secondo nemico nascosto fuori dal recinto di lotta).

    Detto questo avanzerei volentieri alcune considerazioni di carattere personale per far capire COME, secondo me, si potrebbe andare anche oltre i BROGLI per migliorarsi ulteriormente:

    1. Ho già avuto modo di criticare Beppe dopo l’incontro streaming con il “nipotino”, dopo l’attacco a Pizzarotti, dopo l’uscita da Vespa e in genere per i toni che in diverse occasioni si sono rivelati inopportuni e sopra le righe…lo RIBADISCO!!! Beppe ha dei meriti STORICI per quello che ha fatto (lo posso solo che ringraziare se ha aperto gli occhi anche a me su quello che è la politica italiana oggi!) e sta continuando a fare ma già dalla fine del 2013, proprio anche in ossequio a quella tempistica teatrale che gli è propria, AVREBBE DOVUTO CAPIRE che era scattato il momento nel quale qualcosa DOVEVA CAMBIARE (e potrebbe ancora succedere, non è affatto tardi!). A Genova Beppe disse infatti bene che in questo primo anno di Parlamento si era già formata una valida schiera di giovani pronti a continuare, con modi e toni piu` consoni ad una grande forza politica ormai consolidata e in espansione nel Paese, il percorso politico da lui iniziato…bene, ora è arrivato proprio QUEL momento! Il momento di affidare, tenendolo comunque sempre sott’occhio perché non sgarri nelle BUONE REGOLE che ci si è dati, il proprio giocattolo. Il momento di non essere piu` solo il BAMBINO che strepita (giustamente, per carità!), che non dimentica chi gli ha fatto un torto, che si impunta…ma di cominciare ad essere un UOMO, prendendo atto dei propri pregi e dei propri limiti!!! Che poi NON significherebbe sparire dalla scena, quanto piuttosto cominciare a capire con maggiore precisione ed intuito politico quando doverci o poterci essere e quando NO.

    2. Casaleggio lo vede bene SOLO nel backoffice e ben monitorato oltretutto, perché secondo me piu` di qualche velleità “settaiola” ce l’ha proprio nel DNA!!!

    3. A distanza di una settimana dalle elezioni e di un anno dall’inizio della manifestazione NON PUOI ASSOLUTAMENTE DIRE CHE VORRESTI CHIUDERE EXPO (pur essendo quest’ultimo un verro cesso di tangenti, mafie e appalti truccati)…Ale (Di Battista), qui e solo qui hai cannato di brutto!!!

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    Luciano

    |

    In estrema sintesi,anche perchè è perfettamente inutile continuare ad interrogarsi, scervellandosi, se sia stato o meno un voto dato da obnubilati elettori traviati dai micidiali media e dagli 80 euro di mancia.Si deve invece purtroppo riconoscere, che è stato un voto “governativo”,di dimensioni tali che qualsiasi leader al potere o all’ opposizione avrebbe il dovere di valutare attentamente e agire di conseguenza.In questo non addosso ogni responsabilità a Beppe,ha fatto quello che doveva fare contro questo Moloch,e ha perso,abbiamo perso tutti,me compreso,anche se non ho mai creduto al rinsavimento di un popolo che è passato da Mussolini ad Andreotti,e da Andreotti via via a Craxi,Prodi,D’Alema,Berlusconi e ora al toscano.E’sempre la stessa palude maleodorante reazionaria e codina a vincere.Non credo si sia persa solo una battaglia,la storia è lì a dimostrare il contrario. Per concludere, se si vuole essere coerenti fino in fondo,Beppe prenda seriamente in considerazione l’idea delle dimissioni,se non altro per sgomberare il campo da accuse rivolte da chi non è neanche degno di lustrargli le scarpe.Ps.E poi basta con le televisioni,sono delle trappole.Lasciamole a chi le ha occupate da tempo,e lasciamo che se la cantino e se la suonino fra loro,tanto noi su quel mezzo non incidiamo e non spostiamo un bel nulla.

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    marcello mariotti

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    e troppo facile sparare sulla croce rossa fino a ieri mentre tanta di questa gente da tre mesi si erano illusi con la frase vinciamonoi adeso che si è perso la colpa e dell unica persona che ci ha messo la sua faccia e dicendo cose vere e giuste solo che non ce ne ricordiamo più l italiano e fatto cosise BEPPE GRILLO lascerà il movimento o per vostra o per sua volonts il movimento finira presto non esistera più lui e sempre stato il trascinatore mìe se ha sbagliato qualcosa faccimoci un esame dicoscienza noi che sìcosa abbiamo sbagliato siamo solo stati capaci di criticare insultare il pd e basta ma mai dare una mano al movimento 5 stelle dico questo perchè sono un attivista del movimento 5 stelle circoscrizione uno torino no n una persona che ci ha dato una mano e i giovani? da che parte sono andati ? non da noi certo alora fatevi un esame di coscienza non poteva fare tutto NBEPPE O CASALEGGIO ha già fatto fin troppo per noi mettetevelo in testa e non dimenticatevelo come al solito

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    Mahdi (ex elettore m5s)

    |

    Egr. prof. Giannuli, La prego di far sentire tutta la Sua autorevolezza con i vertici M5S per evitare la sciaguratissima ipotesi di alleanza con UKIP. Occorre porre un freno all’avanzata dei fascisti in EU e in italia e, ormai, con l’ultimo post di grillo che prova a vendere l’ukip come partito di agnellini buoni è caduta l’ultima foglia di fico che nascondeva tutti i difetti del M5S. Purtroppo, anche il Suo condivisibile post ripreso dal blog di grillo sta contribuendo, Suo malgrado, a difendere l’insostenibile. Grazie

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    • aldogiannuli

      aldogiannuli

      |

      mahdi@ ho appena scritto quello che penso sull’alleanza con l’Ukip

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    • aldogiannuli

      aldogiannuli

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      mauto@ effettivamente hanno fatto questa cazzata di stravolgermi quel passo (non si capisce poi perchè) ho chiesto la rettifica e sto aspettando. Nin credo c’entrino Grillo o Casaleggio che nion vedono queste cose, penso all’iniziativa di uno degli addetti che forse ha pensato che mi fossi sbagliato perchè loro fanno tutto un ragionamente per dire che i voti persi sono 1 milione e non tre…. valli a capire!

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    giovanni

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    Ma do cosa dovrebbe dimettersi? Tenete duro ci stanno provando in tutte le maniere a seminare il malcontento, il M5S non ha perso queste elezioni come fanno a dirlo se era la prima volta che si presentava, rispetto alle politiche c’è stata una leggera flessione fisiologica (erano quelli che volevano gli inciuci) ma nessuno parla della debacle di FI, avanti tutta e restate uniti che alla fine verrete premiati.

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    Mahdi (ex elettore m5s)

    |

    Grazie Prof.! Ottimo post! Mi pare che il tentativo di far passare l’ukip come unico alleato possibile metterà definitivamente la parola fine al M5S. I nodi vengono al pettine!

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    Angelo Ettore Saurin

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    Siamo il seccondo partito. Siamo una avanguardia militante con una direzione che in un anno a fatto una grande esperienza. Il vecchio PC ha dovuto diventare democrata cristiano per vincere l’elezioni. Quelli che diccono che Beppe ha espaventato gli ellettori non capiscono che dobbiamo afrontare una casta, interezi internazionali che non si retirano pacificamente. Bisogna continuaRE a dare l’esempio, a propporre una economia diversa. Renzi annegara nella palude.

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    gianfranco d'atri

    |

    Caro aldo,
    Da quando ho avuto modo di conoscerti e apprezzare la tua scienza e conscenza, ho anche valutato la tua estrema buona fede.
    Conosco meglio di te i meccanismi interni del 5stelle ( prima, durante e dopo elezioni) – meetup, blog, portavoce – e ritengo di poter esprimere valutazioni probabilistiche ragionate su quanto accade ( aparte la valutazione di merito che è sicuramente personale).
    Al 90%:
    La manipolazione e selezione dei messaggi sul blog sfugge all’interferenza, di Grillo, ma è strumento concreto e programmato del controllo ( oltre a quello principe: minaccia di espulsione per i portavoce e ostracismo per i militanti).

    La modifica del dato e la scelta del titolo ( cosa fatta altre volte su tuoi interventi) è pertanto voluta.

    Se non sbaglio stanno ignorando la tua richiesta, e cmq quando eventualmente provvederanno il post sarà passato i dietro e nell oblio, l effetto comunicativo complessivo sarà passato.

    date un punto d appoggio e sarà sollevato il mondo.
    E una gueraaaaa!!!!

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    gianfranco d'atri

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    Tuo titolo Grillo deve “dimettersi”?
    Il post Grillo non deve dimettersi ( firmato Giannuli).
    ( potremmo usarlo come esempio di “logica ad usum delphini”, se non fossero vecchi arnesi della retorica).

    ma molto più semplicemente, come puoi partecipare ad un dibattito su organo ( unico di discussione nel movimento) dove i titoli sono
    Nigel farage, la verità ( oltre hitler: la pravda) ?

    Il tuo blog è oggi diventato lunico luogo di dibattito nel movimento, se vuoi ( è tuo come il 5stelle è di grillo) possiamo provare ad incrementrane gli iscritti?

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    LUIGI MARCUCCIO

    |

    Il problema è malposto. MAI PARLARE DI PERSONE E DI POLTRONE (SI VA BENE NON CE NE SONO, ALLORA CHIAMIAMOLI SCANNI, OK???) PRIMA DI PARLARE DI CONTENUTI OVVERO QUANTOMENO DELLE MODALITA’ CON CUI SI PERVIENE A DELINEARLI!!!

    Il movimento vive attualmente in due dimensioni differenti che tra di loro dialogano ben poco. Una è quella “delle politiche nazionali o europee”, un’altra è quella dei meet up. Le prime sono delineate non si sa bene da chi (a proposito, ma il famigerato “staff” non è lo “staff comunicazione”, che quindi dovrebbe appunto elaborare delle strategie di comunicazione di messaggi e non già i messaggi medesimi???). A ciò fa da pendant l’azione dei meet up, che inevitabilmente è determinata dalle dinamiche locali e, per quanto abbia visto, non si pone troppo il problema della coerenza con le politiche nazionali del movimento. Insomma, penso che i meet up devono “entrare nel movimento” (finora si sono solo affacciati alla porta di ingresso) ed il movimento deve uscire verso i meet up. In soldoni, URGE pensare allo stabilimento di meccanismi di osmosi mutua tra queste due dimensioni: e badiamo bene che il piano “delle politiche nazionali” non può mai essere la semplice “risultante” delle azioni locali. E’ dalla risposta concreta che verrà data a quest’esigenza che scaturirà la corretta delineazione del ruolo che Grillo avrà in seno al movimento, che sia o meno differente da quello attuale. A proposito, non mi piace chiamarlo “BEPPE” e mi sento a disagio quando qualcuno lo chiama per nome, forse perché la mia sensazione soggettiva è che chi lo chiama per nome voglia trasmettere agli ascoltatori una sensazione di vicinanza al “leader” che mal si concilia con l’identità egalitaria del movimento.

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    vito p.

    |

    LETTERA APERTA AD ALDO GIANNULI. parte 1
    EGR. SIG. ALDO GIANNULI,
    innanzitutto mi permetta di esprimere con forza la mia riserva sulla pubblicazione di questo post che mi lascia molto perplesso. Perchè può assomigliare alla ricerca di un alibi per la resa nelle urne e può portare a credere che all’interno del M5S non vi sia il bisogno di una necessaria quanto vitale autocritica. Sarebbe stato intellettualmente onesto dichiarare, in principio, chi le ha chiesto di scrivere queste righe.
    In secondo luogo lei dice: “dimettersi da cosa? Grillo non ha cariche formali nel M5s”. Giusto dire che non ha cariche formali, ma è davanti agli occhi di tutti che è, come vogliamo chiamarlo, il leader(?) incontrastato. Non fosse altro perché decide su vita, morte ed espulsioni di militanti, liste e quant’altro giri intorno al M5S, compreso questo blog, organo ufficiale del movimento. Se fossimo ancora nella Prima Repubblica un segretario di partito, fatte le dovute proporzioni giacchè le segreterie di partito sono estinte, sarebbe già stato dimissionato. A nessuno che abbia un po’ di sale in zucca, giammai, verrebbe in mente di proibire ad alcunaltro di parlare e di esprimere il proprio parere. Mi sembra pleonastico ricordare il tratto distintivo del pensiero di Voltaire “non sono d’accordo con te ma darei la vita per consentirti di esprimere le tue idee”.Ma non si debba neanche avere timore di biasimare certi discorsi, certe espressioni, certi toni e certe argomentazioni che il medesimo ha usato in campagna elettorale. Che fanno della tempra di uno statista il tratto distintivo e che hanno distratto l’attenzione dalle reali motivazioni dell’opportunità della presenza del M5S nel parlamento di Bruxelles. Con annessa debolezza argomentativa.
    Era stato forse il medesimo Grillo a porre, per le passate elezioni, l’asticella così alta o chi? Chi aveva sbandierato, per l’etere, l’importanza di raggiungere un voto in più del Pd.

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    vito p.

    |

    LETTERA APERTA AD ALDO GIANNULI. parte seconda
    Chi lo aveva sostenuto quasi fosse la sua estrema ragione di vita? Chi si era, in maniera prestante, fatto beffa di ciò? Chi aveva reso quasi sostanza nelle menti dei suoi sostenitori tale probabilità? Sappia che chi le scrive aveva scommesso su un asfittico 15 %.
    Di poi lei afferma:” ma si sono persi circa un milione di voti, scendendo al 21%”.Ebbene non si sono persi solo 1 milione di voti bensi quasi e milioni di voti. Si ben 3 milioni di voti nel giro di un anno in una competizione politica. Mi lasci confutare la leggerezza della sua teoria giacchè non si relativizzano i numeri perchè la storia non si fa né con i “se tutti fossimo andati a votare” né con i ma. Più semplicemente la democrazia è fatta di numeri. Ed i numeri sono inconfutabili! E se “l’astensionismo è cresciuto di 17 punti in un anno” può essere stata colpa del M5S che non è riuscito a convincere anche coloro che nei seggi non volevano recarsi a prescindere.
    A questo si aggiunga che, dopo l’exploit in Sicilia, il M5S alle elezioni amministrative, salvo rare eccezioni, di alcune delle quali si farebbe bene a vergognarsi, come nel caso di Pomezia (per una triste vicenda assurta agli onori della cronaca, che ha asfaltato un altro slogan della campagna elettorale 2014, quel “nessuno deve rimanere indietro” che Lei sicuramente ricorderà) non riesce mai a raggiungere le posizioni apicali nel consenso dei cittadini aggirandosi, mediamente, in Italia intorno al 6-7%. Ciò significa che nella testa dell’elettore non si caratterizza come una convincente alternativa di governo locale. Ove, nei casi più estremi, come in Sardegna, lo stesso non sia riuscito a condurre una sua candidatura.Né ci deve calere che “il centro montiano e la lista Giannino (che sommavano quasi il 12%) si è polverizzato” e che i loro voti siano andati a Renzi perché, in uscita, molti voti dal M5S sono tornati all’origine.

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    vito p.

    |

    LETTERA APERTA AD ALDO GIANNULI. Parte terza
    Concordo con lei che la politica del M5S “ implica un immediato cambio di passo”ma non mi piace il suo frasario fatto di “guerra di lunga durata”, “sconfitte parziali”, “tattica e strategia”.Per carità di Dio non siamo in guerra né mai lo vorremmo. Si tratta di soddisfare le aspettative degli elettori proponendo una visione della gestione amministrativa alternativa pur nel contesto di istituzioni democratiche già esistenti.
    Come non sono d’accordo sul fatto che un passo indietro di Grillo non sarebbe salutare per il movimento.
    Troppi, in questi anni, ne abbiamo visti di movimenti/partiti leaderistici che, complessivamente, non hanno portato particolare giovamento alla nostra realtà.Ma soprattutto mai vorrei che il M5S diventasse la copia sbiadita di un patetico movimento con un patetico quasi ottantenne abbarbicato alla propria rendita di posizione e sempre sul filo di una deriva assolutistica alla Luigi XIV dove “l’etat c’est moi” diventa “il M5S sono io”. Quindi, concludere, è bene che i nostri Grillo e Casaleggio lascino che le ali della loro creatura diventino sempre più robuste affinchè un giorno possa definitivamente e compiutamente spiccare il volo.
    Cordiali Saluti.

    Reply

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    Cerberus

    |

    Gentile Aldo Giannuli,
    “domandare e’ lecito,rispondere e’ cortesia”.Assodato questo le ripropongo le 3 domande alle quali Lei non ha risposto,non so se perche’ e’ molto impegnato o forse perche’ da Lei ritenute non all’altezza degli argomenti qui trattati.Quindi gliele ripopongo fiducioso in una sua risposta:
    Dott. Giannuli secondo Lei il movimento 5 stelle e’ una vera e propria forma di guerra cognitiva?
    E nelle applicazioni di “Teoria delle decisioni in condizioni di incertezza” le “stelle” del movimento quali giocatori rappresentano in questa Briscola a 5 giocata sul tavolo Euro-Atlantico?
    Un ultima domanda…quali servizi di informazioni e sicurezza(o meglio di insicurezza) dirigono questo movimento profondamente British?
    Grazie

    Reply

    • aldogiannuli

      aldogiannuli

      |

      Cerberus@ mi scusi se Le rispondo ora ma non riesco a tenere il passo. come può verificare dal numero di post che mi piongono domande. Vorrei rispondere a tutti ma propri nonce la faccio.
      Quanto a dietrologia Lei non scherza e sorprende un vecchio dietrologo come me. Io credo che il m5s sia stato un po’ una sopresa per tutti, ed abbia ancora un andamento largamente imprevedibile. Guerra cognitiva? Più che altro sarebbe una zione di influenza che Lei vede di origine inglese. Nonostante la questione del gruppo con l’Ukip mi sembra molto difficile sostenerlo, anche perchè dovremmo spiegare il perchè della battaglia su Bankitalia e tante altre cose. Conoscendo i leder del movimento credo che abbiano un tasso di imprevedibilità che scoraggerebbe qualsiasi operazione di questo genere (a volte penso che neppoure Grillo sappia cosa farà Grillo domattina). Il che però non esclude affatto che il M5s possa aver suscitato le curiosità di più di un servizio segreto e che magari ci possano essere tentativi di infiltrazione o condizionamento esterno. Magari con una sapiente opera di disinformazione ed eterodirezione (qui c’entra la guerra cognitiva). Vedremo.
      Che ruolo giocano le 5 stelle sullo scacchiere euro atlantico? Anche questo è da vedere, per ora direi che si stanno indirizzando a rimettere in discussione tutta l’architettura Ue, vedremo poi con che esiti

      Reply

  • Avatar

    Cerberus

    |

    La ringrazio della risposta non era mia intenzione darLe fretta.
    Non mi permetterei mai di essere piu’ dietrologo di Lei,la ringrazio del complimento ,ma la vostra Maestria in questo e’ per lo meno per me insuperabile.Comunque apprezzo il suo tentativo di perimetrarmi in una “cornice di senso” retorica che evidentemente qualche funzione deve espletare.
    Riguardo la “Guerra Cognitiva” probabilmente non mi sono spiegato bene…si ritiene guerra cognitiva tutto cio’ che tenta di destrutturare il “modo corrente,tipico e/o naturale di conoscere la realta’ interna ed esterna” da parte di un gruppo umano.In questo credo proprio che il m5s con le sue utopie derealizzanti e a tratti schizoidi rappresenti un fenomeno gia’ a monte o a mente di eterodirezione di “poli d’influenza cognitiva” ben specifici.
    Sulla nota “British” se ne parla da almeno un paio d’anni ancora prima di queste notiziuole sull’ukip al quale non ho fatto minimo accenno. ma mi riferivo alle follie di certi ambienti eco-politici elitari britannici.
    Come dice lei vedremo cosa succedera’.

    Reply

  • Avatar

    luciano fenzi

    |

    Il tuo commento:
    “Caro aldo la tua analisi la condivido pienamente,se posso aggiungere solo
    una piccola riflessione sulla possibile alleanza con l’UKip.IO credo che si
    dovrebbe essere certi dell’itegrità morale ed etica
    di qesto possibile alleato,perchè di commenti ne sentiamo tutti i giorni e
    non sono per niente rassicuranti.E come ben sai le nostre radici si fondano
    sull’onestà ed il rispetto.A tutti gli amici
    5stelle dico, non lasciamoci trasportare dall’onda
    deloo sconforto le scelte per il futuro le faremo tutti assieme sempre
    .Luciano fenzi “

    Reply

  • Alberto G. Biuso » Il potere e la violenza

    |

    […] uno come Veltroni cosa avrebbe dovuto fare? Per non dire di Paolo Ferrero». Condivido l’opinione di Giannuli, in particolare quando scrive che «il M5s ha sbagliato soprattutto nel sottovalutare le resistenze […]

    Reply

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