Aldo Giannuli
Dario Clemente

Dario Clemente

Dario Clemente, laureato in Relazioni Internazionali alla Statale di Milano, e in Geografia Umana ( “Activism and social change”) alla University of Leeds (Uk). Attualmente si trova a Buenos Aires, collabora a vari gruppi di studio inter-disciplinari su counter-mapping e la baraccopoli "Villa 31" e lavora ad un progetto di ricerca dottorale sul ruolo del Brasile all'interno dell'integrazione regionale sudamericana. Il suo sito è Tanamericana.it. Su twitter è @tanamericana

Commenti (4)

  • Avatar

    Lettore anonimo

    |

    Io sinceramente non capisco.
    Esistono settori scientifici estremamente specialistici in cui fanno ricerca poche decine di persone nel mondo, persone sparse nel mondo intero: Europa, Cina, USA, Sud America ecc. ecc.
    In quale lingua dovrebbero parlare? In quale lingua dovrebbero pubblicare? Come potrebbero capirsi senza una lingua mondiale comune che, al momento, è l’inglese?
    Se un professore italiano che fa ricerca in settore simile vuole pubblicare una monografia di ricerca in quale lingua dovrebbe pubblicarla? In Italiano? Forse lui è l’unico italiano a far ricerca in quel settore!

    A me l’esistenza di una lingua mondiale comune (l’inglese) sembra fantastica.
    Se un italiano scrive una pubblicazione in italiano, come fa un cinese a leggerla? Dovrebbe studiarsi l’italiano, perdendo così tempo prezioso, tempo che potrebbe essere impiegato per fare ricerca. Ma se anche studiasse l’italiano, come farebbe se volesse leggere una pubblicazione scritta da un tedesco in tedesco? Dovrebbe studiarsi anche il tedesco, e così via con tutte le altre lingue.
    Invece, come accade ora, il cinese conosce l’inglese e può leggere tutte le pubblicazioni scritte dagli europei di cui sopra in inglese senza problemi.

    Reply

  • Dario Clemente

    Dario Clemente

    |

    Infatti il problema della lingua veicolare resta, tutti riconoscono, a maggior ragione nel mondo accademico, che una lingua comune faccia la differenza in termini di confronto e arricchimento culturale. Cio’ non toglie che l’imposizione (o la comune adesione) ad una lingua implica diverse cose, dal forte impulso che riceve quel sistema educativo sugli altri (con i suoi lati positivi e negativi) alla predominanza che aquisisce la bibliografia in quella lingua, fino all’esito potenzialmente piu’ drammatico: l’incapacita’ di articolare concetti e analisi di una particolare disciplina nel proprio idioma perche’ ormai completamente rimpiazzati. E’ necessaria quindi una riflessione sul rapporto con l’inglese che vogliamo sviluppare, sulle modalita’ con cui rimanere “connessi” e non rinunciare ad arrichire la produzione nazionale. Su questo pungolo Aldo e tutti noi perche’ si possano ipotizzare proposte concrete.

    Reply

  • Avatar

    que se vayan

    |

    Condivido il lettore anonimo. Veramente bizzarra questa campagna in un paese cosi’ poco attento alle lingue altrui e peraltro caratterizzato da un fortissimo mono-linguismo (fatta eccezione per alcune piccole aree e escludendo i numerosi dialetti).

    Reply

    • Aldo Giannuli

      Aldo Giannuli

      |

      leon il guaio è che le questioni culturali proprio non riesci a capirle: questo paese è poco attento alle lingue altrui -come giustamente dici- proprio perchè non ha una adeguata considerazione della sua. Allo stesso modo in cui è provinciale e disinteressato alla politica internazionale ma , nello stesso tempo è ammalato di una suoerficialissima esterofilia per cui pretende di fare “come in america”, “come in Francia” o come in Turchia” senza conoscere davvero nè America, nè Francia nè Turchia.
      E mi spiace dire che anche la passione di voi dei centri sociali per l’inglese di cui vi compiacete di infilare una parola ogni tre, pretendendo di fare dell’antimperialismo, è una testimonianza di questa superficialità….

      Reply

Lascia un commento

I miei libri

  • codeca_copertina_250
  • isis_250
  • uscirecrisigrande

  • servizi_media

  • servisefgrande

  • pafragrande

  • grandecrisigrande

  • 2006_russia_mussolini_250

  • 2008_bombe_250

  • 2009_abuso_250

  • 2013_noto_servizio_250

  • 2013_sistemi_elettoralli_250

Newsletter

* = campo richiesto!