Aldo Giannuli
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Commenti (12)

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    menici60d15

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    Il pendolo di Foucault e il generatore di Kelvin

    Casseri, che si occupava di occultismo e teorie fasciste, campi che mi provocano l’orticaria, prima di morire ha accusato di plagio, con argomenti che non appaiono palesemente infondati, Umberto Eco, per “Il cimitero di Praga”, romanzo storico su occultismo e servizi segreti. Eco in precedenza aveva scritto “Il pendolo di Foucault”. Il pendolo di Foucault, comune nei musei di storia naturale, appartiene a quella classe di esperimenti fisici affascinanti, dove un apparecchio rilevatore di estrema semplicità svela la presenza di grandi forze naturali. Eco, “la pietra di Pappagone della cultura italiana” nella definizione di Marcello Marchesi, non si è fatto scappare il sottile senso del meraviglioso che emana dall’esperimento del fisico francese.

    Il prof. Giannuli, nel considerare il caso Casseri e gli altri simili avvenuti in pochi mesi, ci ricorda giustamente che il metodo scientifico parte dalle ipotesi, e che qui siamo su “thin ice”. A volte si sa così poco che occorre un lavoro preliminare alla formulazione di ipotesi. Davanti a questi strani casi di “pazzia politica” credo che la prima ipotesi debba essere quella generalissima e altamente astratta di una black box: l’ipotesi che esistano dei meccanismi per produrre questi fenomeni, dei metodi a noi sconosciuti. Abbiamo cioè un problema di ingegneria inversa: data una scatola nera con certo output, cosa c’è dentro? Per tentare risolvere un simile problema occorre studiare, prima di formulare ipotesi specifiche.

    Se avessi il compito e il potere di indagare su queste schifezze – e se gli uffici del servizi non volessero confidarmi cosa sanno su queste cose – chiederei per es. ad uno storico del terrorismo e dei servizi come il prof. Giannuli di riscrivere una storia del terrorismo in Italia impostandola sotto il profilo della manipolazione dei terroristi neri e rossi da parte dei servizi. Di quali mezzi, di quali leve, di quali analisi, di quali risorse, di quali espedienti si sono serviti per le operazioni false flag? Quanto vi è stato di spontaneo, quanto di pilotato, quanto la mano dei servizi è intervenuta direttamente, e soprattutto, quali sono state le forme miste negli atti di terrorismo ?

    Inoltre chiederei a uno psichiatra esperto di metodi di condizionamento mentale una relazione sulle tecniche psicologiche, farmacologiche, organizzative, con le quali si possono ottenere dati comportamenti. Nel frattempo leggerei, cautamente e con scetticismo, la letteratura corrispondente a quella delle due relazioni. Quindi cercherei di incrociare le due fonti, nella speranza di trovare un appiglio di una qualche consistenza che permetta di fare luce, o di formulare un’ipotesi, sul principio, o sui meccanismi, sui quali si basa il funzionamento della scatola nera che oggi sembrerebbe avere preso il posto delle operazioni degli Anni di piombo. (Chiederei anche i motivi e i mandanti di alcuni comportamenti ad alcune istituzioni dello Stato, e della città dove abito).

    Può darsi che le sconcertanti notizie sui casi di strage, e forse anche quelle su alcuni tragici suicidi, rispecchino la nostra ignoranza e minorità rispetto ad alcune moderne tecnologie del potere, davanti alle quali siamo come dei primitivi davanti a un accendino, o a una radio. Può darsi che questi fatti terribili siano la forma estrema e rara di metodi di condizionamento e manipolazione diffusi, che più spesso prendono forme meno intense; si dovrebbe studiare l’esistenza di altre forme mirate ma meno cruente o incruente; ad esempio, esiste oggi, io ritengo, un pesante “mobbing di Stato” (commissionato, come altri delitti dell’Italia repubblicana) teso a condizionare chi ne è oggetto; fino a considerare le forme che sfociano nel condizionamento ideologico e culturale di massa coi media, “banale” forse, ma non da sottovalutare, viste le follie collettive cui storicamente può portare e sta portando.

    Riguardo a ciò, nel brainstorming, o nel libero inventare, sui numerosi diversi attrezzi che ipoteticamente potrebbero stare nella scatola nera, si potrebbe immaginare tra i tanti anche qualche analogo psicologico del generatore di Kelvin; un apparato, la cui spiegazione si può trovare su internet, che è un altro di quegli oggetti scientifici che sono sbalorditivi per noi laici, per la semplicità con la quale ottengono effetti di larga scala. Nel generatore di Kelvin si riesce a produrre grandi differenze di potenziale, anche superiori ai diecimila volt, facendo gocciolare l’acqua da due taniche in due secchi, col solo fare passar le gocce attraverso due collari metallici collegati per via incrociata all’acqua dei secchi. Fino a che scoccano scintille tra gli elettrodi montati sui due secchi; inaspettatamente e come dal nulla agli occhi degli astanti, che pensano a qualche dispositivo elettrico nascosto che invece non c’è.

    La generazione di alti voltaggi con mezzi elementari si trova non di rado in elettrostatica; e non è da confondere con una generazione sostenuta di corrente elettrica. L’accrocco comunque mostra, per metafora, come a volte bastano mezzi minimi e ingredienti in sé leciti e insospettabili per evocare potenti forze naturali; come disponendo in un certo sapiente ordine oggetti semplici e comuni e lasciando andare le cose sia possibile creare il fuoco con l’acqua; come con delle innocue goccioline, goccia a goccia, si può ottenere un accumulo energia, fino a che alla fine non è che il vaso trabocca; ma parte una forte scarica elettrica; che in alcuni casi potrebbe incendiare del combustibile che qualcuno potrebbe avere messo a distanza utile.

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    M

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    …e che dire di un incrocio tra le due ipotesi: si è lasciato fare la mattanza per tenere, in un momento di difficoltà sistemica in cui si chiede molto ai “sudditi”, alta la tenzione, allo scopo di lasciare aperta la via alle leggi speciali, all’uso istituzionalizzato della forza.

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    Lorenzo Adorni

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    Condivido pienamente.

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    Massimo Copetti

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    Aspettavo questo intervento, metodologicamente ineccepibile. Anche io sono molto perplesso sulla facilità di cui godono personaggi simili, schedati e controllati da anni, nel procurarsi le armi.
    Sono inoltre convinto che per compiere atti del genere ci vuole professionalità, perchè è al poligono che si impara a sparare, non sui siti del White Power o della jihad. Sareste veramente in grado di preparare e mettere in posa in due autobombe, quindi dirigervi su di un’isola armati di armi automatiche fino ai denti e tenere in ostaggio centiaia di persone per ore, uccidendone a decine? O di uccidere tre militari in un agguato, e a distanza di pochi giorni comparire in scooter in pieno giorno, sparare senza sbagliare un colpo, quindi scomparire nuovamente nel nulla? E tutto questo da soli?????
    Più che le nostre stragi degli anni Settanta, questi episodi mi ricordano l’attività della Uno Bianca e della coeva banda operante in Belgio. Vicende, anch’esse, con molti punti oscuri e aspetti inquietanti. L’unica certezza è che gli assassini erano professionisti altamente preparati, non certo giovani brufolosi deviati da videogiochi violenti e facebook.

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    GA

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    Boh io non capisco cosa ci sia di strano per un cittadino, francese, di origini algerine certo, con la passione per i viaggi, in particolare viaggi verso paesi, ricordiamolo, ferreamente nostri alleati, come Pakistan e Afghanistan, paesi peraltro ricchissimi di storia.

    Si è vero questo cittadino aveva precedenti, era controllato dai servizi, forse, ma quanti ce ne sono, poi certo la casualità delle presidenziali, è vero, lo so, Sarkozy la volta scorsa aveva scelto di dare fuoco alle Banlieux, si certo era in affanno e adesso sta risalendo nei sondaggi.

    Certo si la sua presidenza è stata fallimentare e l’occasione per distrarre l’opinione pubblica sembrerebbe avvantaggiarlo, poi certo tutto il mondo conservatore europeo si sta mobilitando in favore di Sarkozy, no beh si ci sono interessi in gioco immensi… i nuovi trattati europei… lo smantellamento delle classi medie, una democrazia un po’ più muscolosa… ma poi dai… si sa, oggigiorno le armi le trovi dappertutto, chissà le avrà comprate su ebay… e consegnate in quei pacchetti dove non c’è scritto niente e la polizia non se ne sarà accorta… mica si puo controllare tutto no? Un conto uno che c’ha la piantina di marjuana… quello è reato grave… ma per qualche mitragliatore, fucile, bombe a mano… massù….

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    Nicola Mosti

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    INELUDIBILE OT!

    Udite udite cosa va affermando l’illustre ideologo del PD Ivan Scalfarotto, a proposito del presunto anacronismo della battaglia sull’articolo 18 (attenzione, ‘anacronismo’ è un aggettivo sull’utilizzo del quale occorre pagare le royalty a D’Alema, altrimenti lo può adoperare soltanto Egli):

    “In questo secolo non c’è più spazio per una contrapposizione tra capitale e lavoro. Possiamo crescere e prosperare solo se coloro che lavorano e coloro che offrono lavoro saranno in grado di diventare un sistema integrato, efficiente e nel quale ciascuno può trovare mutue occasioni di sviluppo e di successo“.

    Forse non occorre un fine politologo per spiegare all’impresentabile Scalfarotto che si tratta di un concetto già ben espresso diversi decenni or sono in questa forma:

    “Chi dice lavoro, dice borghesia produttiva e classi lavoratrici delle città e dei campi. Non privilegi alla prima, non privilegi alle ultime ma tutela di tutti gli interessi che armonizzano con quelli della produzione e della nazione”…

    …Ebbene, questo era il discorso pronunciato in Parlamento il 16 novembre 1922 da tal Benito Mussolini ed era il manifesto ideologico del ben noto “Corporativismo Fascista”.

    Non ho altre parole.

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    • aldogiannuli

      aldogiannuli

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      Bravo Scalfarotto, hai ragione: non c’è spazio per la contrapposizione fra capitale e lavoro! Giusto! Vaglielo a dire ai capitalisti.
      Poi facci sapere chi ti hanno risposto

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    Nicola Mosti

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    Lo so, è un link di Dagospia che fa riferimento al “Foglio” (burp! – conato di vomito). Tuttavia, apre interessanti spunti di riflessione ed è comunque un altro tassello a sostegno della tesi critica
    rispetto all’ipotesi del lupo solitario.

    http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/il-jihadista-della-porta-accanto-alleliseo-altro-che-lupo-solitario-la-versione-delleliseo-vacilla-37205.htm#Scene_1

    In fondo, come ogni volta, occorrerebbe porsi l’annosa domanda: “CUI PRODEST?”
    Beh, se non fosse per la ridicola gestione del caso (ai limiti di un “sospetto dilettantismo”, direi), rientrerebbe tra i classici della strategia tesa a radicalizzare lo scontro fra culture (ebraico-cristiana vs islamica).

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    Ale

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    L’articolo di Giannuli è interessantissimo.
    Escludendo il caso di Tolosa, che è un caso per certi versi a parte, non mi pare tanto inverosimile Ipotizzare che: vengono schedati da una struttura transnazionale gli individui psicolabili da inserire nella categoria “dormienti” ossia in un database del quale servirsi quando le condizioni (politiche, economiche, sociale) esterne lo esigono. Questo per i primi tre casi.
    Per il caso di Tolosa, vale la pena leggere quanto riportato ad esempio nel sito

    http://www.disinformazione.it/francia_tolosa.htm

    (naturalmente andrebbe verificata l’attendibilità della fonte, e delle informazioni riportate)
    Si può fra l’altro leggere che
    “… Ecco cosa scrive il quotidiano italiano “Rinascita”, che cita parti della biografia del giovane ed aiuta a far capire il perchè della sua azione folle. «Mohamed Merah, lavorava per i “barbouzes” francesi – gli agenti segreti d’Oltralpe – da anni e, in particolare, è stato tra i miliziani del ‘liberatore’ di Libia Belhadj, il terrorista salafita agli ordini delle intelligence atlantiche di Obama, Cameron, Sarkozy ed Henry-Levy. … “E’ stato in Israele, in Siria, in Iraq e in Giordania”, scrive il quotidiano che cita un ufficiale Americano. Una bella domanda: “Ma che ci faceva in Israele questo Merah?” Ce lo avrebbe potuto spiegare al Merah, anzi ci avrebbe pure detto perchè ha scelto proprio una scuola ebraica per quel suo ultimo gesto folle. E se non fosse stato nemmeno un gesto folle. Se fosse stata una operazione? … Il quotidiano italiano “Il Foglio” scrive addirittura che il suo contatto nei servizi francesi avrebbe discusso con lui quando era assediato nell’appartamento e cita come fonte la rivista francese Le Point. …”
    Va anche osservato che il governo francese (così viene riportato dai media) ha smentito che Mohamed Merah aveva contatto con i servizi !!! Ma quando mai dei servizi segreti ammettono pubblicamente – soprattutto in una circostanza come questa – che la persona in questione fosse in contatto con loro e/o addirittura al loro servizio?!?

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    Lorenzo

    |

    La dietrologia è una scienza con basi filosofiche, che nulla ha a che fare con il complottismo. La dietrologia ha il compito di studiare e cercare di comprendere ciò che sta al di là di quello che vediamo e che non possiamo cogliere, cercando di dedurlo da ciò che possiamo vedere. Peraltro, è una tecnica utilizzata dai servizi segreti per avere informazioni da fonti aperte.

    Per quanto riguarda i quattro casi, sono d’accordo che siano tutti sospetti, per il momento in cui avvengono e per la coordinazione.

    Ci sono da notare due cose che Giannuli secondo me dimentica. 1) in norvegia c’è stata la bomba al ministero, oltre la strage dei giovani socialdemocratici 2)la norvegia non è un paese euro.

    Inoltre non si può non osservare che Oslo e Tolosa hanno forti similitudini, così come Liegi e Firenze. Sembrano piuttosto due stateghi diversi e contrapposti.

    Metto alcuni altri indizi,peraltro pubblici. In Norvegia c’erano ben tre problemi sospetti: 1)è un paese petrolifero 2)la corona norvegese negli ultimi mesi è diventata un rifugio per i capitali in cerca di sicurezza 3)la norvegia voleva riconoscere i palestinesi

    Su Tolosa appare sospetto appunto che questo estremista islamico abbia tranquillamente fatto tappa in israele per poi entrare e uscire dall’afghanistan senza problemi. Per questo, tendo a pensare che i fini non fossero solo interni, ma che rientri appunto in un gioco più internazionale.

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    • aldogiannuli

      aldogiannuli

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      faccio ammenda di essrori e distrazioni.
      Possibilissimo che il gioco sia internazionale ed, anzi, qualche elemento emerso in questi mgiorni lo farebbe pensare, ìperò mi sembra un po’ presto per imboccare questa strada eswcludendo le altre.

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