Aldo Giannuli
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Commenti (4)

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    Peucezio

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    Non ho capito: prima dice che tanto non cambierà niente, perché a Mubarak si sostituisce l’esercito, altrettanto fedele agli americani, poi dice che la rivolta ha scombinato i piani di americani e israeliani e che un Egitto democratico non sarebbe più disposto a fare da puntello per le politiche statunitensi e israeliane nell’area.
    Ma i due paragrafi li ha scritti la stessa persona?

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    Nicola Mosti

    |

    Due ineludibili premesse:
    1) Non era affatto facile prevedere – in senso cronologico, intendo – la piega presa dagli avvenimenti nella polveriera medio-orientale, per cui non vi è stata in realtà alcuna debacle dei servizi di intelligence.
    2) Berlusconi è un leader politico decotto ed oramai preda di una grave disinibizione senile.

    Detto questo, tuttavia, vorrei instillarvi qualche sano dubbio: se da un lato è possibile che la crisi arabo-mediterranea non sia stata intenzionalmente avviata da precise manovre di destabilizzazione dell’area, successivamente, nella propagazione dei venti di ribellione e soprattutto nella solerte presa di posizione di Barack Obama & Hillary Clinton, vi sono implicazioni che non possono essere semplicemente interpretate come miraggi dietrologici.
    La questione, in effetti, presenta fondamentali risvolti strategici ed economici: si sapeva da tempo che il pur goffo tentativo di Berlusconi di affrancamento dalle storiche fonti di approvvigionamento energetico (attuato tramite una spavalda tessitura personale con gli ancor meno presentabili Putin e Gheddafi) era poco piaciuto all’establishment politico-affaristico anglosassone e statunitense in particolare.
    Ricordiamo inoltre che, sebbene meno goliardicamente, tutti quanti i leader europei e mondiali hanno dovuto relazionarsi con il satrapo libico per questioni di pura convenienza. Ma, “inaspettatamente”, poco dopo la stipula del trattato italo-libico ed in virtù di quelle sommosse popolari che l’Occidente ha palesemente incoraggiato, quegli stessi personaggi, ancora una volta per mera convenienza piuttosto che per ragioni di Diritto (giacché questo è stato da sempre sistematicamente violato), si sono affrettati a ricordarci quanto sanguinario fosse Gheddafi, di fatto impedendo l’attuazione degli accordi italo-libici, che pure alcuni fra i più illuminati esponenti del centro-sinistra avevano descritto come reciprocamente vantaggiosi.
    Nelle ultime ore, il fantoccio Obama è giunto persino a paventare la possibilità di un intervento armato, teso, guarda caso, all’esportazione di una sacrosantissima democrazia, quella solita merdosissima democrazia che, con somma gioia delle popolazioni locali, è stata riversata dagli aerei americani sul suolo inerme di Afghanistan ed Iraq.
    Tutto ciò in cambio – e questa è una minuscolerrima clausola posta in calce al contratto di “Exporting Democracy” – dell’importazione di greggio a basso costo, quisquilia secondaria che, per un’America alla canna del gas, atterrita dalla minaccia di una prossima supremazia cinese, è assai meglio del buon ossigeno.

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    vincenzo musciacchio

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    caro aldo sono uno studente universitario di Taranto iscritto al PD e seguo molto la geopolitica e ritengo giusta la tua analisi sul medioriente ed il potere immenso di ISRAELE e delle LOBBY ebraiche.
    Sono anche uno studioso di religioni e vicino al molto dell’ intelligence.
    Ti saluto cordialmente
    VINCENZO MUSCIACCHIO PD TARANTO

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