Aldo Giannuli
Steven Forti

Steven Forti

Steven Forti, ricercatore presso l’Instituto de Historia Contemporanea dell’Universidade Nova de Lisboa e presso il CEFID dell’Universitat Autònoma de Barcelona. Collabora in Italia e in Spagna con riviste di storia contemporanea (Spagna Contemporanea, Storicamente, E-Review, Segle XX, Historia, Trabajo y Sociedad) e con giornali e riviste di informazione (Il Corriere del Trentino, A. Rivista anarchica, Atlántica XXII, Galde, Directa). Da oltre tre anni è autore e speaker di Zibaldone, programma in italiano della barcellonese Radio Contrabanda (http://zibaldone.contrabanda.org) ed è il fondatore, insieme a Sergio Secondiano Sacchi, dell’associazione Cose di Amilcare, la “costola” catalana del Club Tenco di Sanremo (www.cosediamilcare.eu). Lo trovate su twitter come @StevenForti

Commenti (12)

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    andrea z.

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    La Spagna poteva essere con l’Italia e la Francia parte di un blocco latino-mediterraneo in grado di fare fronte comune contro lo strapotere tedesco e di cambiare l’assetto di questa Europa fallimentare.
    Anche ieri sera a Ballarò è stato fatto notare come la Germania avrebbe dovuto reinvestire in infrastrutture continentali l’enorme surplus della sua bilancia commerciale (si è parlato di 240 miliardi di euro); chiaramente si è ben guardata dal farlo e nessuno è in grado di imporre il rispetto dei trattati al duo Merkel-Schauble.
    Questo perchè Paesi come l’Italia e la Spagna discutono con la Germania in ordine sparso.
    Certo, la situazione di stallo e confusione del sistema politico spagnolo, descritta nell’articolo da Steven Forti, aiutano solo il perpetuarsi del dominio tedesco.

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    Trotsko

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    Risultato abbastanza prevedibile, ciò che mi lascia interdetto è che il Partido Animalista Contra el Maltrato Animal (PACMA) ottenga circa 285.000 voti al Congresso e circa 1.200.000 voti al Senato!
    Il PACMA non elegge deputati ma dimostra una crescita inquietante, in un paese in cui la disoccupazione raggiunge quota 22,7% e i problemi sono decisamente altri.
    Anche da questi “fenomeni” si registra la crisi dell’umanità. O no?

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    Riccardo M

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    Saluto Steven che è un amico.
    Si sono già scatenete le analisi sulla catastrofe del 26 Giugno.
    Si può citare l’astensionismo a sinistra dovuto alla scellerata alleanza tra Podemos e IU: in questi casi 2+2 non fa 4, un elettore comunista non avrebbe mai votato Podemos (anche con il rinnovamento di immagine IU rimane un partito stantío e stalinista nella gestione del potere).

    C’è chi punta il dito sull’arroganza e la prepotenza di Iglesias, che ha voluto a tutti costi entrare nelle stanze del potere senza fare gavetta, ed ha impedito ad aprile un governo PSOE+Ciudadanos anche in minoranza (quindi con un grosso potere contrattuale in aula) e di fatto, quindi, ha riconsegnato il potere alla destra. C’è chi tira in ballo l’ambiguità del suo discorso, specialmente per quanto riguarda l’indipendentismo, per accontentare tutti. Ma giocare con le stesse strategie della destra non paga. Se la nuova sinistra si presenta come socialismo riformista col codino per darsi un’aria giovane, perde.

    C’è chi accusa lo stesso PSOE di vedere come nemico Podemos e non la destra, ed è vero: Podemos rappresenta la nuova classe dirigente socialdemocratica che il PSOE vede come i barbari invasori che li scalzeranno dal potere.

    C’è chi dice che il PP ha giocato sulle rovine di questo scontro a sinistra e quindi proporsi come l’usato sicuro che porta stabilità. Il racconto dominante oggi è che senza un governo stabile che “decide” c’è l’anarchia primordiale, poco importa se questo governo è ultracorrotto e contro i lavoratori. La vittoria del PP è dovuta anche al voto utile che da Ciudadanos è tornato a casa.

    Tutto vero. Ma la realtà è che il PP ha promesso lavoro (anche se in condizioni di semi schiavitù è pur sempre un lavoro) in cambio di voti. Basta analizzare i flussi di voto per verificarlo. Nei quartieri dove più è alto lo sradicamento sociale e la sudditanza al potere, il voto è passato da Podemos (la speranza di dicembre) al PP (l’usato sicuro). Tipica logica da clan, in Spagna si chiama caciquismo. E finchè esisterà questa logica di dominio non ci potrà essere cambio o libertà.

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      foriato

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      Bravo! Soltanto, se mi permette, una brevissima postilla su catastrofi. Rajoy entra in campo in sostituzione di Pedro Sánchez, leggermente infortunato. La partita comincia ora, non siamo catastrofisti…

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    foriato

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    “Gli scenari più probabili sono dunque o un governo in minoranza del PP grazie ad un astensione dei socialisti”
    ___________________
    Non sottovalutare il ruolo dei partiti nazionalisti di destra, specie CDC il quale -e tralasciando per un attimino la questione territoriale- condivide col PP un’identica visione dell’economia e un sacco di processi penali in corso.

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    • Aldo S. Giannuli

      Aldo S. Giannuli

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      qui può venire fuori di tutto

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        foriato

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        E in tutto c’entra il PSOE.

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    Roberto B.

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    Un altro fallimento della “Sinistra” massimalista, dura e pura, in versione “noi si che capiamo tutto ed abbiamo idee e siamo gente seria, mica quei populisti improvvisatori guidati da un comico, con i quali non ci mischieremo mai!”.
    Beh! Anche se questa fine era ampiamente prevista e annunciata, lasciatemi gongolare un po’: con prossimi turni elettorali, si ridurranno al solito 4-5%, quanto compete a questi sbruffoni.

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    • Aldo S. Giannuli

      Aldo S. Giannuli

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      onestamente non mi pare che questo sia l’atteggiamento di steven

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        Roberto B.

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        Io non mi riferivo certo a Steven Forti, ma a Podemos e Izquierda Unida, tipici esempi di Sinistri con la puzza sotto il naso.

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        • Aldo S. Giannuli

          Aldo S. Giannuli

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          ok

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