Aldo Giannuli
Aldo Giannuli

Aldo Giannuli

Storico, è il promotore di questo, che da blog, tenta di diventare sito. Seguitemi su Twitter o su Facebook.

Commenti (24)

  • Avatar

    Pierluigi Tarantini

    |

    Attacco la Kamchatka!
    Scherzi a parte, mi sembra che le ipotesi formulate scontino un’impostazione geopolitica datata.
    Nonostante i suoi limiti l’Unione europea (e l’Euro) è l’unico progetto che può dare, anche alla Germania, un ruolo di rilievo nel mondo globalizzato.

    Reply

    • aldogiannuli

      aldogiannuli

      |

      tu dici? Su Repubblica di oggi c’è qualcuno che la pensa diversamente da te. Comunque non è solo la Germania a tirare a rompere, anche Sarkozy ci ha messo del suo

      Reply

    • aldogiannuli

      aldogiannuli

      |

      a proposito, hai visto il numero di Limes deditaco alla Germania?

      Reply

  • Avatar

    Massimo Copetti

    |

    Non ho letto la Repubblica di oggi, ma l’ipotesi di un’asse Mosca-Berlino non se l’è certamente inventata Aldo stamattina. Ricordo un’intervista a Caracciolo di Limes di un paio di anni fa in cui la questione era presentata come altamente realistica.
    E ci aggiungo un po’ di dietrologia: si dà il caso che attacchi speculativi, insurrezioni e bombardamenti NATO funzionino benissimo nei paesi che hanno classi politiche (con gradazioni differenti) filo-russe…

    Reply

  • Avatar

    oreste

    |

    Sarei interessato a conoscere il suo parere su quello che dice Paolo Barnard ( http://paolobarnard.info/ ). Mi sento molto ignorante a riguardo. Anche nella puntata di matrix del 15/11 ha ribadito le sue posizioni sul golpe finanziario e sull’euro e i trattati istitutivi che tolgono sovranità alle nazioni e la possibilità di spendere a deficit

    Reply

  • Avatar

    giandavide

    |

    ci sono due punti che non mi convincono:

    1) come si applica una doppia moneta? mi sembra che il manenimento dell’euro in un’economia che si regge sul marco sia abbastanza inutile, dato che venderebbe prodotti troppo costosi e che fomenterebbe sentimenti antitedeschi, con l’eventuale conseguenza di una chiusura ad ovest da un lato, oppure, all’opposto, con il trasferimento di imprese in zone vicine e meno costose (d’altra parte se l’uscita costa e si apre un mercato del lavoro meno costoso ma vicino, perchè il governo tedesco dovrebbe continuare a difendere i suoi lavoratori? e con quali soldi?) . insomma non credo che possano stare con due piedi in una scarpa: o con putin e la russia, o con l’ue (e gli usa), dato che gli equilibri costruiti con fatica dai tedeschi da più di un ventennio sarebbero mandati in fumo e dovrebbero ricostrure le loro relazioni col mondo (partendo da putin, peraltro)

    2) sempre riguardo all’alleanza con putin: i punti di convenienza sembrano sussistere solo per gli industriali: risorse meno costose e un mercato di vendita. ma sorgerebbe anche un problema ulteriore: la poco popolosa e poco sviluppata russia non sembra avere le caratteristiche per essere un buon mercato. specie per essere un mercato che compra in marchi, se si considera che con la globalizzazione eccetera mi sa che se si rivolgono verso il confinante oriente spendono di meno. anche in questo caso non so come la prenderebbero i tedeschi se la merkel gli dicesse: “vi faccio pagare qualche migliaio di euro a testa e taglio qualche milionata di posti di lavoro, ma vi faccio pagare il gas a meno e vi dò le accise sulla benzina” potrebbe fare la fine di gheddafi, dato che le politiche in questione sono peraltro abbastanza simili. adatte forse a un paese sottosviluppato, ma non so quanto alla germania

    Reply

  • Avatar

    davide

    |

    bellissimo il progetto putiniano,mi auguro abbia fortuna.Sinceramente credo che la situazione europea sia nata malissimo,come interesse economico delle solite “potenze”,ma una palla al piede politicamente.
    Lo strappo sarà catastrofico e questo spaventa moltissimo tutti noi,tuttavia in un modo e nell’altro dobbiamo uscire dall’europa ,creare uno stato nazione indipendente e aperto a ogni forma di collaborazione con le nuove potenze mondiali,forse si dovrà passare in mezzo ad anni difficilissimi,ma è chiaro che il sistema Politico che ha dominato per anni e anni è da archiviare.Il liberalismo ha fallito.
    Vabbè torno a vendere giornali,che c’è il nuovo governo in prima pagina

    Reply

  • Avatar

    giandavide

    |

    davide, guarda che putin è ultraliberista, altro ch

    Reply

  • Avatar

    Lorenzo Adorni

    |

    Aspettiamo un tuo commento politico sul nuovo governo. A sinistra (ammesso che esista ancora) si sono tutti distesi un po’ troppo come zerbini ai piedi di questa gente.

    Reply

  • Avatar

    rosario

    |

    Io penso che la Germania sia sempre tentata dalla vocazione di tornare all’impero che fu e la tentazione di tornare ad essere il metro di riferimento dei destini europei è sempre grande. Questa logica ha portato l’Europa ad una serie spaventosa di guerre, forse oggi si spera di ridurle ad un mero affare commerciale. Noi italiani abbaimo i nostri guai, causati da noi, e da soli li dovremo affrontare e risolvere. Però in futuro veramente potremmo riprendere una politica industriale e un ruolo di mediazione con i Paesi del bacino mediterraneo che potremmo avere (una volta rimosso il fastidioso fardello della Lega Nord). Per ora, accontentiamoci di vedere la fine del governo Berlusconi, con il tragico carico di nani, ballerine e faccendieri.

    Reply

  • Avatar

    Francesco Acanfora

    |

    A Pierluigi l’efficace attacco russo alla Kamchatka non è mai piaciuto, specie quando fa il giapponese.

    Uscendo dagli schemi datati di A&A, però, devo dire che le economie che hanno la fortuna di contare su risorse minerali a basso costo si sviluppano a ritmi vertiginosi, una volta messe in movimento, anche quando il costo del lavoro è basso e il diritto del lavoro non esiste. Basta farle partire.

    Ciò è non del tutto intuitivo, provo a fornire qualche argomento. Un basso costo del lavoro è un limite, perchè implica una domanda debole e poco attratta dai manufatti di qualche pregio. Però un basso costo del lavoro, in un’economia in forte sviluppo, implica una dinamica salariale estremamente elastica, per il semplice motivo che una parte dei salariati riesce ad accumulare risorse per un salto di qualità, e la maggior parte di essi invece entra fatalmente in lotta per accedere a condizioni di vita migliori. Una domanda elastica significa aspettativa di forti profitti per chi è in grado di offrire prodotti adeguati. Attenzione, ricapitoliamo, non ho detto che bassi salari significano crescita della domanda! Ho detto solo che bassi salari + forte crescita + risorse naturali = grande aumento della ricchezza media e totale, che si deduce facilmente dal primo postulato di Jacques II de Chabannes de La Palice.

    Ma che succede se i salari sono alti, i diritti solidi, e le materie prime basse? Dipende tutto dal volume della domanda di prodotti “adeguati”, a costi sperabilmente accessibili; cioè dipende dal fatto che l’isola del lavoro ben pagato e in grado di produrre gingilli appetibili sia circondata da un mare di bassi salari in cui si è messa in moto una vivace dinamica espansiva, in presenza di grandi disponibilità di materie prime ed energia.

    Se mi si consente, il livello alto o basso di sviluppo o sottosviluppo non c’entra nulla. Se so fare la BMW e il mitico e irragiungibile maggiolino, che cosa mi impedisce di irrobustire il maggiolino rendendolo più lento, più parco, più capace di andare a etanolo, a grappa, a vodka, a idromele, e che sia più duraturo, e più economico nel prezzo iniziale? Essere capace di produrre questo bestione per le steppe non mi impedirà certo di costruire una BMW tutta touch screen, che si accende dicendo apriti sesamo, che va in rete a bloggare selezionando i feed interessanti sulla base dei gusti del conducente, e manda criptato alla polizia un intero book fotografico dell’eventuale ladro. Certo, costa di più, e la devi cambiare ogni due anni, ma ha il suo pubblico.

    Le idee esposte da Aldo non sembrano mica tanto fantascientifiche. C’è un piccolo problema, naturalmente, perchè mai i russi dovrebbero essere lasciati liberi di negoziare le loro risorse con gli odiati crucchi, proprio ora che esse diventano davvero interessanti e difficilmente sostituibili?

    Come diceva Lord Ismay, primo segretario dell’organizzazione, l’obiettivo della NATO è tenere:
    a) gli americani, DENTRO
    b) i russi, FUORI
    c) i tedeschi, SOTTO.

    Reply

  • Avatar

    Nicola Mosti

    |

    Se come me avete avuto lo stomaco di leggere il “pizzino” del viscido Letta il Giovane, avrete pure avuto modo di constatarne l’imbarazzante codina accondiscendenza e l’assoluta inconsistenza. E pensare che viene pure indicato come la punta di diamante dell’autoreferenziale intellighenzia propria del PD. D’altro canto, fatterelli come questi spiegano meglio di molte analisi politologiche l’incontrastato pregresso successo di un Berlusconi.
    Ebbene, se su mandato di Bersani, Letta dovrebbe rendersi ufficialmente (e riservatamente) disponibile, potrebbe intanto cominciare mettendosi “bocconi”…

    Reply

  • Avatar

    Nicola Mosti

    |

    Oddio, perdonate la ripetitività, ma proprio non riesco a digerire il pizzino di Enrico Letta… Aldilà del riprovevole contenuto (fondamentalmente in linea con quanto la dritta schiena dei politici indichi), ciò che più mi ha colpito è lo stile da diario di liceale in fregola.
    Eppoi si firma semplicemente Enrico, neanche il cognome. Una irritante modalità confidenziale probabilmente dettata dalla comune appartenenza al “prestigioso” Aspen Institute. Perché sì, Enrico Letta (al pari dello zio Gianni, che ne è il fondatore italiano) è stato infilato pure in questo think thank di “sottili pensatori”.
    Detto questo e tornando a Mario Monti, il curriculum dell’autorevole liberista, oltre alla militanza nel gruppo Bilderberg, in Goldman-Sachs e nella Commissione Trilaterale, annovera pure questa partecipazione all’ennesima democraticissima associazione (tra gli altri finanziata dai disenteressatissimi Rockefeller Brothers).
    E allora dai: via col taglio agli “sprechi”! Sicché i morigerati patrioti Monti (appena eletto Re Sole-Senatore a vita), Passera & Co. dreneranno la linfa residua di quelle stolte cicale che vorrebbero poter beneficiare di chissà quali privilegi, tipo la pensione a 65 anni, la liquidazione, la malattia e gli infortuni, la gravidanza, la maternità-paternità, l’aspettativa, il diritto alla salute ed al lavoro sanciti dalla costituzione, più altre cosucce di un superato Welfare, che il necessario rispetto di una inviolabile moneta unica e del Libero (?) Mercato, avrebbero oramai reso obsolete.
    Già la sento la Mano Invisibile di Adam Smith… è lì, che si avvicina pericolosamente al deretano.

    Reply

  • Avatar

    giandavide

    |

    e non hai letto il dagospia di ieri, dove il noto fulminato che lo gestisce ha “previsto” che passera sarà il prossimo candidato del centrosinistra.

    p.s. in questo sito ( http://www.europeancommongoods.org)
    pensano a una petizone per affidare i beni pubblici greci che dovrebbero essere privatizzati ad una partecipata pubblica gestita dalla ue, il cui compito sarà quello di evitare le solite perdite di valore conseguenti a una privatizzazione e di consentire persino un ritorno in mani pubbliche in tempi migliori.

    ma cosa ne pensate? in realtà ho trovato sta cosa cercando sul corriere della sera, giornale non proprio bello (ma non è nata là, per fortuna) messa così l’idea sembraerebbe buona….

    Reply

  • Avatar

    makno

    |

    gentile prof giannuli, a proposito di quanto da lei descritto, vorrei segnalare una fatto accaduto dalle mie parti, estremo nord-est,che è passato del tutto inosservato, e men che meno commentato. Durante i cd “stati generali degli sloveni delle valli del natisone e del goriziano” è stato esplicitamente reclamato il ricongiungimento degli italiani del gruppo sloveno alla madrepatri slovena”. questo pronunciamento che qualche anno fà sarebbe stato al centro di feroci polemiche riguardanti l’attentato ai “sacri confini patri”- ricordiamoci che nel secondo dopoguerra nelle valli de natisione si è combattuta una guerra fredda a bassa intensità ed è nato il primo nucleo di gladio- non ha destato la ben che minima critica o presa di posizione. Probabilmente la circostanza che il raiting della repubblica di Slovenia pare più solido di quello italiano e che il paese ruota permanentemente nell’orbita di berlino, costituiscono dei condsiderevoli fattori di dissuasione ad ogni contrapposizione nazionalistica. ciò potrebbe essere sintomatico di un possibile scivolamento di quelle zone insieme al tarvisiano, zona di dialetto tedesco, ed allo stesso friuli insieme a trieste, verso una novella riedizione in salsa, democratica e mitteleuropea, dell’Adriatic usterland di hitleriana memoria. Infatti nel caso di defoult dell’italia e di fuoriuscita dal marcoeuro, le tensioni in queste zone come penso anche in sud tirolo per finire sotto l’ombrello economico e magari politico della germania sarebbero fortissime. e credo che se si avverasse il peggior scenario possibile, la maggior parte della popolazione preferirebbe essere i parenti poveri di berlino, piuttosto che i suoceri di roma.
    arrivederci e grazie

    Reply

  • Euro: ma cosa ha in mente la Merkel? | Covo degli Eretici

    |

    […] Continua qui. Questa voce è stata pubblicata in Aldo Giannuli, Economia, Internazionale, Le analisi e contrassegnata con aldo giannuli, angela merkel, crisi euro, euro, rischio default. Contrassegna il permalink. ← Fine della Seconda Repubblica: come si rimescoleranno le carte? […]

    Reply

  • Avatar

    franchino11

    |

    Ottimo articolo. Recentemente sono stato in Svizzera (Canton Ticino) e molti operatori finanziari (e non, perché ho parlato anche con alcuni giornalisti) sono convinti che la Germania stia seriamente valutando l’uscita dall’Euro. In pratica si vocifera che la Germania voglia ricostituire il marco tedesco (non si sa ancora in che versione) a cui potrebbero aderire altri paesi come l’Olanda e la Finlandia (e addirittura la Svizzera ma in convergenza economica, difficilmente abbandonando la propria moneta). Starebbero valutando un’area di scambio finanziario-economica a cui potrebbero rifarsi i paesi nord’Europei che guardino anche all’aera dell’Est Europa ricca di materie prime ma ancora indigenti di tecnologie. Creerebbero una banca centrale svincolata dalla BCE, la quale potrà monetizzare i debiti pubblici dei paesi periferici (compresa la Francia). Sarebbe la fine del direttorio Franco-Tedesco. Le implicazioni geopolitiche ed economiche saranno tutte da verificare. C’è poi l’incognita Gran Bretagna. La Gran Bretagna sta soffrendo una fortissima contrazione economica, la disoccupazione è in ascesa e strutturale, la sterlina soffre di un’inflazione che è quasi del 6% (causata dalla monetizzazione del debito da parte della Bank of England). Anche qui si rincorrono voci di una possibile entrata della Gran Bretagna nella zona Euro. La situazione è estremamente fluida. Gli USA per ora non hanno una posizione chiara in proposito; sono impelagati in Irak, Afghanistan, Libia e Siria, paventano un possibile attacco di Israele in Iran (le conseguenze potrebbero essere altamente destabilizzanti, in quanto l’Iran è un partner strategico di Russia, Cina, Turchia e India), sono alle prese con l’ascesa del Debito Pubblico, lo sfacelo economico interno e le elezioni presidenziali nel 2012. Ma di certo sono preoccupati di un asse Russo-Tedesco, soprattutto i riflessi nel campo della politica energetica

    Reply

  • Avatar

    franchino11

    |

    L’ho acquistato ma per mancanza di tempo non ancora letto. Comunque, i “rumors” sulla piazza svizzera di cui parlavo precedentemente sono stati in parte anche riportati anche su Ticino News on-line. La questione che si sta ponendo alla classe politico-economica tedesca (si hanno una classe dirigente di alto rango, la Germania ha sempre avuto una classe di Statisti) è la seguente:
    1) Un’uscita dalla moneta unica avrebbe un corollario positivo agli occhi di un’opinione pubblica che nel 2013 dovrà recarsi alle urne per rinnovare il Bundestag; la classe dirigente non si presenterebbe agli elettori con una moneta inflazionata dall’alleggerimento quantitativo che la BCE dovrà predisporsi a mettere in campo da inizio 2012 per il salvataggio del debito sovrano; e salvaguarderebbero il rating del Bund tedesco; “conditio sine qua non” per ogni classe dirigente tedesca sono il contenimento dei prezzzi, una moneta pesante e il bene rifugio Bund;
    2) Se fosse messa sul tavolo un’altra moneta (il marco tedesco o qualche cosa di simile) l’export germanico ne risentirebbe (l’80% delle esportazioni tedesche avvengono nell’Eurozona); nel breve il calo dell’export potrebbe anche essere drammatico;
    3) La Germania potrebbe però compensare detto calo con l’intensificarsi delle relazioni economiche con i paesi Baltici in forte espansione, Scandinavia, Federazione Russa, Cina e India; vedremmo declinare l’asse franco-tedesco e nascere l’asse Berlino-Mosca-Pechino-New Delhi.
    4) Non è un caso che la Germania si sia defilata dal conflitto libico, ne abbia preso le distanze; non si è accodata alla Gran Bretagna, Francia e USA; La Germania da anni sta intessendo una geopolitica dell’energia con la Federazione Russa e non ha intenzione di deflettere da questa impostazione. La Germania sarà il fulcro dell’ordine mondiale del secolo post-americano, ha una piattaforma produttiva tutta orientata verso l’Eurasia.
    5) Resta da vedere come evolveranno le varie crisi finanziarie in corso, dall’Euro al dollaro e dalla sterlina; il conflitto (o potenziale tale) Israele – Iran – Siria; le presidenziali in Russia, Francia e USA dell’anno prossimo.

    Reply

  • Avatar

    andrea romanelli

    |

    ma titeneta davvero possibile una cosa del genere? secondo voi gli USA lascierebbero davvero che la Germania contribuisca di peso a rendere moderna l’economia generale della Russia? a me sembra molto improbabile, a meno che l’egemonia americana nell’area Euro sia davvero al termine.. sono messi così male?

    Reply

  • Avatar

    massimo laccisaglia

    |

    POLITICA EUROPEA INSUFFICIENTE, ECONOMIA SCIENZA ASSENTE.—————————- Purtroppo la politica Europea si è sfaldata, la Commissione, che ha guidato per molti decenni lo sviluppo dell’Europa ha perso peso politico, che si è trasferito ai governi. Ma i governi sono litigiosi, scarsamente lungimiranti e incompetenti. La Merkel, l’unica che potrebbe dare un contributo decisivo a una soluzione europea della crisi, ha dimostrato scarsa comprensione dei fenomeni economici. Interventi sempre in ritardo, sempre insufficienti. Nelle economie del dopo guerra l’unico modo per ripartire è stato stampare. L’inflazione sale, ma i debiti si sanano abbastanza in fretta. Ora occorre un complesso di misure che i governanti europei, mal supportati dagli economisti, non sono in grado di prendere. Tra queste, è ovvio, anche stampare. La Germania stessa dovrà ricorrere a politiche Keinesiane, se non vuole che la sua economia si blocchi, come già sta avvenendo. Possibile che l’economia continui ad essere una scienza assente? Gli economisti hanno a disposizione strumenti di indagine matematica, ma preferiscono nascondersi dietro opinioni.

    Reply

  • Avatar

    massimo laccisaglia

    |

    STAMPARE NECESSE EST.

    Reply

  • Avatar

    makno

    |

    gentile prof giannuli, dal mio punto di osservazione privilegiato, vorrei sottoporle, alcune dinamiche in atto all’ estremo nordest, piuttosto eloquenti.
    diversi istituti di credito austriaci ed in particolare carinziani, sono sostanzialmente falliti, oramai circa il 50% del sistema creditizio austriaco è stato nazionalizzato, ma gli interventi operati dal governo di vienna non sembrano essere stati in grado di colmare, neanche parzialmente, l’enorme buco creatosi a causa di notevoli speculazioni in derivati e di una poco accorta , per non dire irresponsabile politica di espansione ad est. tale politica non ha fatto altro che scimmiottare i comportamenti e gli investimenti effettuati ad est dal sistema bancario tedesco, percui mutate mutandis gli stessi effetti determinatisi sulle sponde del danubio, si dovrebbero essere creati in maniera ancora più deflagrante in germania. nonostante questo negli ultimi mesi almeno un miliardo e mezzo di euro è stato trasferito dal friuli e dal veneto orientale presso le banche carinziane.inoltre il land della carinzia, vetrina della neo destra mitteleuropea è virtualmente in default e commissariato da wienna da oltre un anno. una situazione analoga si è determinata in ungheria patria del nazionalautoritarismo in salsa magiara. Non è da escludere che siano allo studio e forse addiruttura ad uno stadio successivo le ipotesi da lei prospettate, ma le stesse presentano una quantità di problemi di attuazione e di contraddizioni particolarmente ingarbugliate.spero che queste circostanze siano utili spunti di riflessione con stima makno

    Reply

    • aldogiannuli

      aldogiannuli

      |

      Molto interessante. La ringrazio molto di quesdta segnalazione

      Reply

Lascia un commento

I miei libri

  • codeca_copertina_250
  • isis_250
  • uscirecrisigrande

  • servizi_media

  • servisefgrande

  • pafragrande

  • grandecrisigrande

  • 2006_russia_mussolini_250

  • 2008_bombe_250

  • 2009_abuso_250

  • 2013_noto_servizio_250

  • 2013_sistemi_elettoralli_250

Newsletter

* = campo richiesto!