Aldo Giannuli
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Commenti (17)

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    Lorenzo

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    Ottimo intervento. Anche se io invertirei il peso giocato dai referendum e dalla crisi. Alla volontà di un gregge mediatizzato e pacifistizzato non fa caso (quasi) nessuno. Più serie le conseguenze della crisi che palesa l’incompatibilità fra l’euromarco e il capitalismo centrato su debito, domanda interna e svalutazione dei paesi del sud. Qui è il padronato a essere toccato nel portafogli.

    Io do importanza a un terzo fattore: man mano che il neoliberismo sgretola le società in un crogiolo di soggetti atomistici che cercano soltanto di fregarsi a vicenda, la solidarietà – anche quella fra le plutocrazie europee – tende a scomparire e ciascuno pensa in esclusiva ai propri interessi di bottega. Scompare la nozione stessa di una politica di ampio respiro, asfissiata dall’ossessione manageriale verso il rendiconto trimestrale.

    Non dimentichiamo mai che il neoliberismo è la conseguenza e non la causa del male: è la coscienza (falsa al pari di ogni altra) di una società in decadenza.

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    Giovanni Talpone

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    Al tempo, lessi solo degli estratti dai sommari delle varie proposte di Trattato: erano impostazioni iperliberiste con cervellotiche regole di rispetto per le varie burocrazione nazionali. Ci credo che siano stati bocciati! Sì, l’euro è il Marco. L’unica speranza per l’Europa è che la Germania diventi la Prussia o il Regno di Sardegna. Ci vorrebbe ancora un Conte Camillo. E non sarebbe una bella cosa, perché tutto si giocherebbe a destra, come allora. Ma, purtroppo, quando il gioco si fa duro i compagni guardano la partita alla televisione, con commento sonoro di Radio Popolare.

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    • Aldo Giannuli

      Aldo Giannuli

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      La Germania non ci pensa nemmeno a fare quello che tu dici

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    cinico senese

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    Vincenzo Visco parla per interposta persona. Nei giornali di regime dopo la crisi greca, le elites hanno verificato che l’europa ha perso completamente smalto e sta diventando matrigna; così casualemente escono fuori interventi di “autorevoli” europeisti alla Scalfari che danno la ricetta per non avere più altre grecia: la creazione di un potere extrademocratico tecnocratico a governare i popoli europei, ossia un nuovo fascismo delle oligarchie finanziarie. Questo significa quando dicono: fare uno stato europeo, cedere la sovranità, unione politica, coesione tra popoli…. Si usano parole dolci proattive per nascondere la verità. Il segnale autorevole l’ha dato Schäuble proponendo una tassa europea: stornare parte delle tasse nazionali in un fondo europeo gestito da un tecnico.

    Che siccome non siamo fessi, sappiamo che in politica vince il più forte. Il più forte ora è la Germania. Cioè i tedeschi vogliono parte delle nostre tasse per gestirle loro. Un abbozzo per la colonizzazione del sud europa.
    Questo in gioco.

    Che poi il vero stato europeo sarebbe stao quello all’americana: bilancio centrale, tasse centrali, trasferimenti automatici di soldi dai ricchi ai poveri per perequare le differenze, cioè dalla Germania ai maiali del sud. Ce lo vedete che i crucchi passimo il loro 10% del PIL a pecorai greci e mafiosi italioti?

    Si deve dire NO.

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    andrea

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    il punto è proprio questo, la germania non sembra avere il coraggio di prendere per le redini il continente al contrario di quanto si dica costantemente.

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    • Aldo Giannuli

      Aldo Giannuli

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      più che altro non ne ha alcuna intenzione

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        andrea

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        la germania meno agisce meno s’impone e più appare dominante.

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        T.S

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        Perché non ne ha alcun interesse (mi corregga se sbaglio Prof.).
        Ammortizzata la riunificazione (che sarebbe meglio chiamare “mezzogiornificazione” dell’ex DDR) e fiaccato la Francia (il cui peso decisionale è ormai figlio quasi esclusivo della propria deterrenza nucleare) alla Germania interessa consolidare il riassetto delle filiere produttive continentali, che non contemplano l’essenzialità del sud Europa, il quale può restare funzionale per lavorazioni a basso/bassissimo valore aggiunto per cui non è affatto determinante l’essere uniti a doppia mandata con il blocco tedesco.
        Fatta piazza pulita delle manifatture dei PIIGS (in particolare quella italiana) i tedeschi possono guardare oltre (anche se ho l’impressione che non sappiano bene come muoversi, lo dimostra la precarietà della loro azione al di fuori dei confini dell’UE).

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        • Aldo Giannuli

          Aldo Giannuli

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          infatti questo non è nei loro piani strategici

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          andrea

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          che la germania abbia più interessi ad est che a sud è evvidente,ma che voglia far piazza pulita del manifatturiero italiano è eccessivo,quel che è certo è che sarà il mercato globale a ridimensionare drasticamente il manifaturiero italiano,e la sua politica basata sulla piccola e media impresa.

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            T.S.

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            Mi spiace contraddirti ma a fare piazza pulita del manifatturiero italiano (quello “pesante” quindi pubblico o a partecipazione pubblica) è stata esattamente l’UE con i propri trattati istitutivi che stabilivano chi doveva produrre cosa (servizi compresi) ed in quale misura. Non è un caso che l’industria nazionale sia stata progressivamente smantellata da Maastricht in poi. La pochezza della classe imprenditoriale (parassitaria) italiana, ha fatto il resto.

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            andrea

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            T.S. ti rispondo qua perchè il tuo post non ha il link per la replica,il vero declino è iniziato quando nel 96 si è deciso il cambio fisso della nostra moneta e la seconda batosta (quella più importante )è arrivata con l’entrata della cina nel WTO,io reputo questi due momenti il punto cardine dell’involuzione del nostro paese,non solo Maastricht.
            COmunque l’aver bloccato il valore della nostra moneta,ha reso meno apetibili prodotti italiani di qualità media,fortemente soppiantati da prodotti di fascia alta o di fascia meno costosa, importati da cina.le industrie che hanno margine di futuribilità sono quelle che vendono prodotti a bassissmo costo o ad altissima qualità,nella fascia intermedia il mercato non da garanzie anzi il trend è quello di vederle sparire,a prescindere comunque da Maastricht.

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    marcot

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    Buongiorno Prof. Giannuli,

    io invece credo che arriveremo a formare gli Stati Uniti d’Europa, ma non perché lo vuole la Germania o qualche altro governo europeo, bensì perché lo vogliono gli Stati Uniti d’America. Tra poco gli USA ingoieranno la nostra economia tramite il TTIP. Dopodiché imporranno, obtorto collo, la federazione tra i Paesi europei in modo da imporci le loro leggi direttamente, senza troppe difficoltà burocratiche e senza dover aspettare le ratifiche da una pletora di cancellerie continentali. Con buona pace dell’indipendenza Italiana, per la quale il nostro vecchio Garibaldi si era prodigato centocinquant’anni or sono.
    Saluti,
    Marco

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    • Aldo Giannuli

      Aldo Giannuli

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      non credo

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    Gas

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    Non mi sembra che nella Commissione ci sia lo stesso spirito aristocratico di origine prussiano presente tra gli alti ufficiali della Wehrmacht. Il novello von Stauffenberg dov’è?

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    Ugo Agnoletto

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    sono un incompetente in materia, ma dico.
    Diamo tutti gli euro alle banche e acquistiamo solo con bancomat o carta di credito.
    Così gli euro cartacei tornano al mittente.
    Oppure convertiamo tutti gli euro che abbiamo in Dollari (per esempio). Dell’euro cosa resta?

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      Riccardo

      |

      O ancora: usiamo tutti i bitcoins

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