Aldo Giannuli
Andrea Dugo

Andrea Dugo

Andrea Dugo, classe 1997, è studente triennale di Politics and Economics all'Università degli Studi di Milano e prossimo studente alla School of Political Science and Economics dell'Università Waseda di Tokyo; collabora con il sito di Aldo Giannuli dal gennaio 2018.

Commenti (10)

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    napalm51

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    la questione che rimane è come verranno risolte le tensioni che sorgeranno per il dominio dei mercati ((-:-??

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    michele liscio

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    Questo e’ un articolo molto completo e molto formativo per giovani e per molti Manager che gestiscono Aziende che operano su Mercati Stranieri.
    Bravo Andrea

    michele

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    Gaz

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    Bel pezzo.
    Mi sembra di aver letto che Mar Nero, Caspio e Aral siano stati in collegamento, come era in collegamento Il Mar Rosso col Nilo.
    E’ poi noto che monete romane sono state ritrovate fin in Giappone.
    Monete cinesi sono stare ritrovate in Africa, ma non in Europa, che io sappia.

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    Giovanni Talpone

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    Molto interessante. C’è però un altro attore la cui strategia dovrebbe essere discussa: la Russia di Putin e dei suoi successori (se continueranno la sua politica). La Russia ha solo 140 milioni di abitanti e un’economia troppo legata ai combustibili fossili. In questo momento, militarmente si confronta con l’Ovest e il Sud-Ovest (Paesi Baltici, Europa Centrale, Ucraina, Balcani, Turchia, Siria) mentre verso Est sembra tranquillizzata dall’alleanza SCO. In realtà, il grande corridoio commerciale ed economico in costruzione Cina-Siberia non può che essere una minaccia a medio termine dell’indipendenza nazionale russa, tendendo conto del rapporto fra le popolazioni (10:1) e della ben diversa dinamicità economica cinese. Insomma, gli USA sono una talassocrazia, che possono ripercorrere su scala maggiore la politica britannica dei presidi insulari e peninsulari: Giappone, Corea del Sud, Taiwan (se non viene risucchiata dal Continente), Filippine, Penisola Indocinese. Ma le frontiere dell’Asia Centrale sono tutte terrestri. E maledettamente lunghe.

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    • Andrea Dugo

      Andrea Dugo

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      Ha perfettamente ragione. Nonostante l’analisi fosse centrata più sul rapporto tra l’Occidente, Europa e Stati Uniti grosso modo, e la Cina, è innegabile che anche la Russia giocherà un ruolo fondamentale nella questione. A mio avviso, sarà proprio nell’Asia centrale, già contesa tra Usa e Cina, che l’interesse russo si manifesterà chiaramente: escludo a priori che Putin, o chi per lui, rinuncerà ad avere voce in capitolo nell’area delle ex Repubbliche sovietiche. La vera sfida cinese sarà proprio quella di evitare che la presenza russa le si ritorca contro.

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      Giovanna Poianona

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      Che la Russia sia “una stazione di servizio mascherata da paese”,lo dice Kerry, è proprio quel genere di minKiata* che ha permesso agli Stati Sunniti d’America di essere sorpassati alla grande , sul piano strategico, dal presente e futuro special top player della politica mondiale che è la Russia,che ricordiamo ha un monopolio sullo yellow cake superiore a quanto puo’ avere la Rabbia Saudita sul petrolio.Non so se ci stiamo capendo…

      *Le minchiate si distinguono dalle min-k-iate in quanto le prime sono le normali stupidaggini dette dall’uomo comune,le seconde sono polpettine rancide di cui sono generalmente ghiotti i radical sceicchi e gli amnesyintelletualcomunistoidi che tanto piacciono al barakkone atlantico irrimediabilmente sconfitto.

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    Paolo

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    Questo articolo è proprio interessante. (Me lo son stampato …perché questo della Via della Seta è un argomento interessantissimo )
    Tutti gli studenti/ospiti articolisti che hanno fatto articoli in questo blog si son rivelati bravi . Il Prof. Giannulli dovrebbe continuare a ospitare studenti articolisti…ovviamente periodicamente ce ne dovrebbe essere uno che puntualmente faccia il punto non solo sulla geopolitica ma anche sull’economia in generale o su temi economici in relazione alla contingenza del momento (come Ivan Giovi). Che la gente di economia non capisce un tubo (anche persone di buon livello di studio: si sentono delle cose da far venir la disperazione…quindi l’informazione economica ci dovrebbe essere a scadenze regolari come facenti parte dell’impostazione del blog ) . Saluti.

    Ancora complimenti per l’articolo.

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      Paolo

      |

      In economia anche di diverse impostazioni: ad esempio uno studente di visione liberista ed uno keynesiano etc etc che impostino l’articolo da una visuale diversa (e che faccia discutere ).

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    Gaz

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    .. poi c’è tutta la questione della rotta artica e di come impatterà sull’Europa.
    P. es. Traforo del Gottardo.

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    Venceslao di Spilimbergo

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    Buonasera Esimio signor Dugo
    Le mie congratulazioni per questo suo articolo veramente molto interessante. Concordo in larga parte con Lei: i progetti Cinesi per la realizzazione della cosiddetta “nuova Via della Seta” (a prescindere se mai li riusciranno a realizzare o meno… come personalmente ritengo) non sono basati solo su interessi economici ma anche su palesi, ben più importanti interessi politici (tradotto, il ristabilimento dell’egemonia Sinica in Asia Orientale). Concordo altresì che, preso atto della impossibilità di procedere nel suo percorso acqueo, la cosiddetta “Collana di Perle” (essendo la presenza Americana negli Oceani non affrontabile), Pechino non potrà che concentrarsi sul lato terrestre, il cosiddetto BRI… e quindi sulla penetrazione in Asia Centrale, sostituendosi così facendo alla fu Unione Sovietica come “padrona del Turkestan”. La reazione degli USA, volta a mantenere il loro predominio indiretto sul cosiddetto “Heartland”, non potrà non avvenire; o sottoforma di una maggiore presenza militare in quella zone del pianeta, usando l’Afghanistan come trampolino di lancio (teoria classica, sostenuta da buona parte degli Alti Ufficiali del Pentagono); o sottoforma di una ritirata strategica, accompagnata però da una voluta politica di destabilizzazione dell’area in oggetto (le cosiddette “Primavere Arabe”, nuovo percorso intrapreso durante l’Amministrazione Obama, dietro consiglio soprattutto dei Servizi di Intelligence). La politica di contenimento della Zhongnanhai sarà inevitabilmente sostenuta dai vari stati alleati (alias vassalli) di cui Washington dispone in Asia, o a cagione delle potenziali ritorsioni che ne deriverebbero se non lo facessero o per una confluenza di interessi geopolitici (vedasi i timori che una Cina troppo forte suscitano nei vicini Giappone, Corea del Sud, Vietnam, India, ecc…). Fondamentale sarà osservare dove si posizionerà la Russia: se da un punto di vista storico aspirerebbe a collocarsi al fianco (non sotto!) del blocco Americano (timore per una probabile espansione demografica Han in Siberia), è però altrettanto vero che fino ad ora il Nord America non ha fatto nulla per attrarre a se Mosca, anzi! O per motivi ideologici (permane la mentalità forgiata durante la cosiddetta “Guerra Fredda”) o per complicate divergenze geopolitiche (vedasi l’Ucraina), lo scontro tra le due sponde del Mar Glaciale Artico sta spingendo controvoglia il Cremlino verso la Città Proibita, permettendo così a quest’ultima di beneficiare tanto di una vastissima continuità territoriale verso Ovest (importante per il trasporto di energia, merci, ecc… da e/o per “l’Impero di Mezzo”) quanto di un notevole supporto diplomatico e/o militare. Nel caso il contenimento non riuscisse inutile rammentare che sarà inevitabile uno scontro diretto tra le due sponde del Pacifico… opzione che entrambe i contendenti hanno già preso in considerazione (notizia da poco nota: anche la Cina pare stia sviluppando un prototipo di EMRG per la sua Marina). Il mondo in cui il Fato stabilì che vivessimo sta preparando tempi oscuri dinnanzi a noi… sinistramente simili (troppo simili) a quelli dei passati Anni Venti. Un avvenire in cui conteranno (e sopravvivranno) Paesi di “Ferro e Acciaio”, non di “Coccio” come il nostro. Povera Italia.
    Complimentandomi nuovamente con Ella per l’interessante scritto offertoci, la saluto augurandole ogni bene e una buona serata

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