Aldo Giannuli
Aldo Giannuli

Aldo Giannuli

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Commenti (22)

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    leopoldo

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    il “jihadismo”, ha dei fenomeni secondari come una comoda risposta alla disoccupazione. Masse di disoccupati vanno alla lotta per il califfato, boko, ecc…, migliaia di persone sono occupati nel contrasto presidi e occupazioni militari e para-militari, analisi dei dati, divulgazione delle informazioni. Su entrambi i fronti è un lucroso affare, il colpi di testa come Atocha o charlie-hedbo incrementano gli affari, aumento dei proseliti per il jihadismo e maggiori investimenti in tecno-sicurezza. Invece di effettuare politiche di integrazione e piena occupazione, chi sa se Podemos in España riuscirà ha inserire nell’atto fondativo della BCE la piena occupazione.
    Su queste pagine si è analizzato bene il fenomeno per come emerge in europa, la discriminazione delle periferie e degli europei di seconda generazione “the next generation” che trovano una realizzazione nell’adesione ‘coranica’, non europei perché discriminati(disoccupati, carcere,ecc) non islamici perché cresciuti in occidente e mancanti di una formazione adeguata. Per i jihadisti locali del Africa e dell’oriente è una occupazione ideologicamente supportata.

    chi sa se ti hanno ascoltato?

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    • Aldo Giannuli

      Aldo Giannuli

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      si è vero ci sono queste ricadute “pratiche” ma non sottovalutiamo il fenomeno che ha una presa ideale vera su larghi strati di popolazione

      Mi hanno sacoltato? Le facce mi sembravano fra lo stupito, l’incredulo ed il costernato….

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        leopoldo

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        sull’ideale, sono pienamente d’accordo con te, sull’idea del mito del califfato, una ideologia blanda di poche regole applicate in modo ferreo a basso contenuto di contraddizione possa fare breccia nel mondo del disagio. Solo che a me sembra che si sia innescato meccanismo che si auto alimenta disagio-martirio che non intacca le cause che lo genera e nemmeno è interessato a modificarle. Quello che dici della commissione rafforza l’idea che non abbiano nemmeno gli strumenti per porsi il problema e che i parlamentari incluso quello americano contino come il 2 di picche con briscola a cuori )-:

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        Roberto B.

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        Cioè, sono appena scesi dall’albero dei ceci? O magari sono attori consumati?
        Ma in tutto quello così ben detto, manca un accenno alla domanda più importante: atteso che i risultati alla lotta al terrorismo sono quelli denunciati e sono sotto gli occhi di chiunque voglia vederli, “cui prodest?”.
        A chi conviene il mantenimento di questa strategia chiaramente perdente?
        E un’altra cosa: “islamismo radicale”, “jihadismo” e “terrorismo islamico” sono sinonimi?
        Ah, saperlo, saperlo!

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        leopoldo

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        Roberto, a chi giova? come domanda è posta male perché il problema che stiamo affrontando adesso è definire il sistema ideologico che regge il jihadismo, le condizioni sociali e psicologiche su cui si alimenta, le condizioni politiche che lo favoriscono e lo contrastano. Come puoi leggere su altri commenti e post di questo blog, è lo scontro tra sunniti e sciiti, poi a seconda della regione lo scontro è tra sunniti e sunniti, c’è pure un fenomeno di pulizia etnica[dalla syria sono fuggiti più di 10 milioni di persone, dalla lybia 3 milioni], Qui trovi un pdf interessante sulla  condizione del sahara e le connivenze fra jihadismo, criminalita, popolazioni locali. Quello che dobbiamo capire è che non possiamo interpretare la visione jihadista con i parametri di pensiero cristiani o laici occidentali, altrimenti non capiamo perché i proseliti sentano il riscatto nel martirio e non nella soluzione politica del disagio.

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          Roberto B.

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          Giusto, anzi giustissimo.
          Proprio per questo la domanda ha senso: “islamismo radicale”, “jihadismo” e “terrorismo islamico”, sono distinzioni nostre che, forse, dal loro punto di vista hanno poco senso.

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        leopoldo

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        veramente a quella domanda non te avevo risposto 🙂 cmq non penso che loro fanno di tutta l’erba un fascio, sopratutto quando leggi le notizie e vedi come bilancino le alleanze, sicuramente non seguono i nostri parametri di catalogazione. Anzi per queste tre definizioni “islamismo radicale”, “jihadismo” e “terrorismo islamico”, stiamo scoprendo che sono un po’ più articolate: “islamismo radicale”, “jihadismo” hanno anche una loro evoluzione storica che a seconda del periodo e al gruppo culturale le connota in modo diverso, sia per sunniti che per sciiti; mentre “terrorismo islamico” stiamo scoprendo che forse è un termine errato che svaluta la definizione di una guerra molto più estesa riducendo la percezione della medesima. Quello che succede che non è una guerra classica in stile ‘800, ma moderna informale nelle azioni e non dichiarata nei canoni di stati belligeranti. Una componente di questa guerra sono le idee di stato, e quella che emerge dal isis fondata sul guerriero non mi lascia molto tranquillo, perché sembra non esserci piani di mediazione.

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    Fantax

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    Probabilmente a che comanda davvero va bene così: non si buttano via centinaia di miliardi di dollari per caso, visto che agli occhi degli attuali potenti i soldi sembrano l’ultimo valore sacro e intoccabile. E allora, cerchiamo di capire chi ci guadagna da tutto questo e perché. Non credo che chi decide veramente si circondi di incapaci e si affidi a loro sapendo quanto siano incompetenti. Se invece si mettono incapaci a fare danni in qualche settore, è segno che da quei danni forse qualcuno ci guadagna.

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    • Aldo Giannuli

      Aldo Giannuli

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      ho l’impressione che tu faccia governanti e finanzieri molto più furbi di quanto in realtà non siano. Ti assicuro che la stupidità esiste e non è un privilegio delle classi subalterne…. anzi….

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    Zerco

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    È la terminologia che non funziona: se alla “lotta al terrorismo” diamo il nome appropriato di “guerra degli Stati Uniti d’America contro il Medio Oriente” tutto torna al suo posto, e i “15 anni di fallimenti” si mostrano per quello che sono: 25 anni di guerra contro un’intera area geografica. Infatti bisogna partire dalla prima guerra del Golfo, 1990; troppo comodo farlo dall’11 settembre, cioè dal pretesto che ci fornisce bell’e fatto l’aggressore e organizzatore (questo sì, fallimentare) di tutta la campagna.

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    mirko g. s.

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    Prof. Tempo fa riportò una intervista ad un tecnico americano che riteneva utile il califfato in quanto una volta concentrato il jihadismo si poteva fare un comodo bombardamento e cancellarlo. Il fenomeno dei foreign figjters sembra dare ragione allo analista lei essendo passati mesi dalla intervista riportata mi pare dal foglio cosa ne pensa?

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    • Aldo Giannuli

      Aldo Giannuli

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      CHE SPERO SIA SOLO L’INCUBO DI UN VECCHIO PAZZO

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        Gherardo Maffei

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        Professore il “vecchio pazzo” nel medio oriente è notoriamente l’entità sionista d’occupazione.Uno stato che possiede duecento testate nucleari, in grado di distruggere metà del globo terracqueo,ma ufficialmento lo nega, un entità che da oltre settanta anni si rifiuta di applicare le risoluzioni ONU. Un entità che non ammette aprioristicamente l’esistenza dello stato palestinese e grazie alla lobby internazionale potentissima e altrettanto richissima,che lo finanzia e lo sostiene, ricatta perennemente tutto l’occidente con la shoah, ma soprattutto gli USA che di fatto sono il loro zerbino e il loro braccio armato nell’area. Ma ci vuole il coraggio della verità e l’onestà intellettuale che i mass media occidentali, in gran parte, non possiedono per dirlo.

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          Zerco

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          I “mass media occidentali” ti hanno ascoltato: la vittoria nelle elezioni del criminale di guerra Netanyahu viene presentata stamattina come la vittoria della propria nazionale nella coppa del mondo di calcio.

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          • Aldo Giannuli

            Aldo Giannuli

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            cosa c’entra?

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            Zerco

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            sunto
            Gherardo Maffei: «I mass media occidentali dovrebbero avere il coraggio di smarcarsi dall’influenza della lobby sionista dicendo chiaro che l’entità sionista di occupazione è il “vecchio pazzo” del medio oriente violando tutto il diritto internazionale».
            Zerco: «detto fatto il Likud+destra razzista che nega l’esistenza ai palestinesi vince le elezioni e i mass media occidentali fanno la gara di coraggio a chi è più amico di Netanyahu»
            = c’entra

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    Leonilde

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    Domanda, le Commissioni Difesa e Giustizia della Camera, in seduta comune, hanno ascoltato la tua opinione di esperto sul ddl antiterrorismo dopo averlo emanato? E perché, a che serve sentire l’opinione di un esperto, dopo? E dopo che gli hai riferito che secondo te “la logica del decreto è quella di una repressione cieca e priva di spessore politico che sortirà lo stesso risultato di questi quindici anni: molto prossimo allo zero”, come hanno reagito?
    Ma, seconda domanda, l’incontro è stato fatto con l’intenzione seria di approfondire l’argomento o le Commissioni Difesa e Giustizia della Camera dormivano beatamente mentre parlavi?
    (per favore non considerare questo mio come un attacco personale, io ho letto con estremo interesse la tua analisi).

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    • Aldo Giannuli

      Aldo Giannuli

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      il decreto è stato emanato dal governo (come da Costituzione) poi convertito in disegno di legge attualmente in discussione in Parlamento

      io sono stato ascoltatop come esperto proposto dal M5s e, come puoi immaginare, un espeerto segnalato dall’opposizione si sconbtra con un rifiuto pregiudiziale della maggioranza

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        Giacomo Bandini

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        E gli altri esperti, professore? Di che tenore erano gli altri interventi?

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        • Aldo Giannuli

          Aldo Giannuli

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          sono intervenuti una docente di diritto internazionale che ha fatto un’ottima relazione della questione dei nostri marò in India ed il dott Roberto Sgalla resp. Escopost che ha fatto una relazione tecnica sui problemi del controllo Web

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    davidem

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    Professore, condivido complessivamente sia il suo giudizio sul fallimento dell’antiterrorismo, sia il punto che sottolinea sull’eccesso di informazioni disponibili. Temo, però, che l’esempio da lei portato riguardo al fallimento dell’intelligence sull’11 settembre sia errato o ricalchi senza volerlo una favola troppe volte raccontata.
    In questo caso mi limito a parlare della presenza di “fonti umane” contrapposte ad un presunto eccesso di “tecnologia”.

    1. Informatori vari sparsi per il mondo annunciarono attacchi ad aerei o per mezzo di aerei molti mesi prima l’11 settembre. Le informazioni furono raccolte da diverse intelligence (inglesi, russi, francesi, egiziani, israeliani…) e condivise (quasi sempre) immediatamente con gli USA. Almeno una delle fonti apparteneva agli americani stessi: non a caso si temeva per lo spazio aereo sopra Genova nel luglio 2001. Una buona fonte e raccolta di tali rapporti si trova nelle opere dell’accademico Nafeez Ahmed.

    2. Al-qaeda è stata sempre e facilmente infiltrata da diverse agenzie: inglesi, americani, pakistani e sauditi, sicuramente. Le ho inviato una volta un riepilogo biografico dell’ex-maggiore egiziano Alì Mohamed, ex-addestratore dei corpi speciali americani a Fort Bragg, ex-addestratore di mujaheddin in Bosnia e a New York (tra cui gli attentatori del ’93), ex-collaboratore di cia e fbi, ex-aguardia del corpo di binladen, organizzatore e reo-confesso delle bombe alle ambasciate africane (oggi ufficialmente condannato ma non detenuto).

    3. L’ex-capo dell’anterrorismo Richard Clark avanza l’ipotesi che due dei dirottatori fossero stati coperti dalla cia (che li seguiva e illegalmente non ha avvertito l’fbi) perché questa voleva arruolarli come talpe. O alternativamente, erano già stati arruolati dai servizi sauditi in contatto con la cia per avere informazioni su alqaeda.

    4. L’ufficiale americani antony shaffer ha denunciato l’esistenza di un programma di sorveglianza-infiltrazione segreto portato avanti dal pentagono e assistito da compagnie di intelligence private-subcontractors di nome Able Danger, il quale avrebbe segnalato e raccolto informazioni sul presunto capo Mohamed Atta almeno un anno prima gli attentati. Il materiale è stato malauguratamente distrutto.

    5. La storiella degli studenti non interessati agli atterraggi è una leggenda metropolitana. raccontata come battuta da qualche giornalista e subito accettata da milioni di persone. La verità è che Moussaoui, il presunto 20esimo dirottatore arrestato in agosto, venne fermato dall’fbi per via dei suoi legami con terroristi ceceni; questi ultimi, però, erano considerati solo dei “ribelli” dalle autorità americane e quindi non venne autorizzata la perquisizione del suo laptop. Muossaoui non era comunque a conoscenza di alcun dettaglio dell’attacco e presumeva si trattasse di un dirottamente tradizionale per richiedere la liberazione di ostaggi. (Come riportava già un memorandum della cia del 1998 declassificato che parla di un piano di alqaeda per sequestrare un senatore su un volo di linea e far liberare lo “sceicco cieco” abdel-rahman)

    6. Il procuratore David Schippers ricevette le confidenze-denunce di diversi agenti fbi e cercò di contattare allarmato il ministro ashcroft che si negò per mesi.

    mi fermo qui ma l’elenco sarebbe molto lungo e con esempi non meno significativi.
    Sufficienti forse a gettare il dubbio che le HUMINT fossero insufficienti o poco utilizzate rispetto al lato meramente SIGINT.
    Forse non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire.
    O forse persino qualcosa di peggio.

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    davidem

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    Per un errore di battitura mi sono mangiato una doppia negazione nella chiosa quasi finale. Intendevo dire, che le HUMINT erano ampliamente disponibili e chiare.
    Oppure volutamente ignorate o messe in giro a ‘mo di alibi (tradotto: tutti si aspettavano qualcosa, quasi nessuno se lo aspettava così grosso…)

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